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Ohm

GENERE MUSICALE:
Rock
PROVENIENZA:
Padova
INIZIO ATTIVITA':
1963
SITO WEB:
Ohm
EMAIL:
info@ohmmusic.it
TELEFONO:
340.460.590.1




La storia degli OHM comincia ed affonda le sue radici a Padova negli anni 60, quando nel 1963 con altro nome (“Gli Spettri” prima e “Gli Junior” poi) Stelvio Quarta e Paolo Rampazzo iniziarono un’avventura musicale che attraverso varie trasformazioni prenderà corpo definitivo nell’Ottobre del 1969 con la prima formazione degli OHM, nome destinato poi ad entrare nella storia della musica padovana.

In quella prima band, oltre ai citati Stelvio Quarta (chitarra) e Paolo Rampazzo (basso) militavano Mario Lobrano (batteria), Adriano Macchini (tastiera), Giorgio Marigo (chitarra e canto) e Claudio Gambillara (canto). Questa formazione, dai contorni non ancora ben definiti tra un genere soft e le nuove musiche emergenti, subisce una prima radicale trasformazione nel marzo del 1970, quando entrano in formazione Adriano Mazzucato (tastiera, violino e voce) e Francesco Agnoletto (batteria). Escono dal gruppo Adriano Macchini, Mario Lobrano e Claudio Gambillara.

L’arrivo di Adriano, voce possente ed incisiva, e di Francesco, batterista sicuro e trascinante, porta nuova linfa al gruppo che, coniugandosi con le idee musicali di Paolo Rampazzo, conduce rapidamente la band ad un totale rinnovamento del repertorio con pezzi, che diverranno poi storici, di gruppi come Deep Purple, Grand Funk, Who, Guess Who, Doors ed altri di quel periodo irripetibile.

Il gruppo veleggia sulla scia di un sound sostenuto e piacevole, con le sonorità nuove di quell’epoca, e con le performances vocali di Adriano e Giorgio, decisamente unici nel riproporre i brani dei mitici Grand Funk.

Nel 1972 Giorgio Marigo lascia la formazione. Gli OHM continuano in quattro, tra fortune alterne, sino al 1973 anno in cui il gruppo incontra una prima crisi di identità ed una certa difficoltà ad aggiornarsi con l’avvento di nuove strutture musicali. Paolo lascia e subentra Adolfo Baratto, bassista trevigiano di bella presenza, che non potrà modificare lo stato delle cose e che resterà nella band sino all’Ottobre del 1974, momento in cui il gruppo subisce la prima vera svolta destinata a trascinarlo ad una radicale trasformazione.

Alla meteora Adolfo subentra quindi nella formazione Paolo Renzini, bassita e cantante di ottima levatura e vasta esperienza, visto che della musica aveva fatto, fino a quel momento, la sua professione.

Le idee innovative di Paolo portano ad una metodica revisione dei criteri di impostazione musicale e scenica seguiti sino ad allora; Adriano viene spinto sempre più ad essere il personaggio che è, e le scelte musicali sono indirizzate ad un repertorio, per quanto sostenuto, che comincia a scostarsi dalle linee del rock, sempre meno seguito dalle nuove generazioni che frequentano la discoteca e che, anziché musica d’ascolto che si può “anche” ballare, prediligono le nuove tendenze della disco-music “tutta da ballare”. Per tutti i gruppi musicali il confronto con la discoteca e la sua musica diventa un ostacolo davanti al quale si deve decidere: o mollare, o saltare il muro, anche se per farlo servono risorse umane (gli OHM sono in quattro; in quattro si “combina” poco e servono aiuti) e tecniche (il glorioso impianto Semprini con i suoi buoni diffusori, sufficienti per ieri, è impotente al cospetto della compattezza ed uniformità di suono che le casse acustiche delle discoteche sparano a pieno volume).

Ed ecco che Giordano Cenedese, impresario del gruppo e titolare dell’Agenzia Gala Music di Treviso, che crede nelle possibilità assopite della formazione, propone l’innesto di un tastierista di ottime qualità, con buona esperienza e voglia di fare. E’ il giugno del 1975, momento di una nuova ed importantissima svolta. Entra a far parte degli OHM Leonida Ghedin, trevigiano, che dimostra la sua gran volontà di fare proponendosi subito con una strumentazione di ottimo livello. Molto rapidamente il gruppo prosegue nella sua vena di auto-innovazione ed il repertorio prende una veste di attualità ben accetta dal pubblico. Finalmente Adriano abbandona le tastiere ed armato di violino e della sua voce possente aggredisce il pubblico dall’alto della sua mole, con looks decisamente all’avanguardia che suscitano interesse e consensi e lo consacrano a leader del gruppo.

Gli OHM diventano una Società: “OHM Music Group snc”, con sede legale in Treviso e Ghedin Leonida ne diviene il legale rappresentante.

La vera forza di questa band è un collante fatto di amicizia tra i cinque, che esplode poi in grinta e simpatia avvertibile chiaramente da chi li sente suonare.

E’ un momento di grandissimo entusiasmo. Servono subito nuovi mezzi tecnici ed ecco Giordano Cenedese acquistare per gli OHM un impianto nuovo fiammante della TEKSON (verrà pagato a rate mensili di una certa consistenza), con consolle 24 canali, monitors da palco e due “montagne” di casse e diffusori . L’impatto acustico e scenico è devastante e gli OHM volano ora su un’altra galassia. Serve naturalmente un tecnico del suono, che regoli e controlli a distanza. Ed arriva anche quello. E’ Roberto “fugassette”, rappresentante di prodotti dolciari, cugino di Leonida e grande fan del gruppo.

La Gala Music si serve di Adriano & C. come testa d’ariete per entrare nei giri dei locali che contano, e riesce così ad imporre poi anche altri gruppi per così dire “minori” che operano nel giro della stessa Agenzia.

Con tale e tanta attrezzatura e con locali sempre nuovi e sempre più lontani serve un mezzo per gli spostamenti. E gli OHM trovano il mezzo adeguato alle loro necessità in un mitico FORD TRANSIT diesel di colore azzurro, 7 posti in cabina e cassone idoneo alla capienze di cui il gruppo necessita. Il raggio di azione della band si allarga; se prima si arrivava a Vicenza, Pordenone, Udine, Trieste, ora si allunga a Reggio Emilia, Cremona, Piacenza, Brescia, Milano, Alessandria, ecc…

Icona e marchio di riconoscimento degli OHM è diventata una splendida bocca rossa, messaggio che troneggia in campo nero al centro dei loro manifesti e adesivi che vanno a ruba a mò di gadget tra i frequentatori dei locali dove si esibiscono.

Ma il rinnovamento sembra non arrestarsi più. L’innesto di due fiati potrebbe aprire alla formazione nuovi orizzonti. Gruppi emiliani e romagnoli insegnano. Quando Pippo Trentin, formidabile sassofonista di Treviso, si unisce alla band per qualche mese, i risultati sono evidenti e convincenti. Purtroppo Pippo non potrà restare; anche se con lui è intervenuto un rapporto di immediata amicizia e simpatia, lui sogna di volare in America e così farà. E nel 1976 vengono ingaggiati Stefano Fregonese (sax, flauto, trombone) e Roberto “Trombe” (tromba e trombone). Mentre Stefano si difende con onore, Roberto non riesce ad inserirsi a dovere nel gruppo, se non come personaggio divertente che durante le esecuzioni del gruppo più che suonare, improvvisa “gag” assolutamente esilaranti. Stefano è un bravo tecnico (Roberto “tecnico” non c’è più) ed ha gusto per le sonorità musicali. Diviene subito anche titolare della “regìa” del suono ed i risultati sono davvero ottimi.

Alla fine dell’estate del 1976 i “fiati” si riducono; rimane solo Stefano. Il gruppo riesce a creare interessanti soluzioni sonore inserendo sezioni fatte con sassofono, violino, moog e tastiera archi.

In quei momenti continua ad imperversare la disco-music e gli OHM riescono a riproporre esecuzioni gradevoli e di grande impatto, non dimenticando di riproporre in veste “revival” alcuni classici del rock.

Il gruppo continua con risultati sempre più edificanti fino al giugno del 1978, momento in cui, all’apice di una crisi di identità e per la ricerca di nuovi stimoli, senza che Vi fossero segni premonitori, Leonida annuncia all’improvviso di voler seguire strade diverse da quelle calcate sino a quel momento. Ha “pensato” di portare con sè Adriano e Francesco. La rottura è inevitabile. Gli OHM, con una nuova formazione senza Stelvio e Paolo, continueranno per due anni ancora con formazioni e fortune alterne sino ad esaurire nel 1981 la spinta e l’entusiasmo che ne avevano caratterizzato l’ascesa.

Ma i legami di vera amicizia riescono a germinare anche nei terreni più incolti. Stelvio e Paolo, i fuori-usciti, riannodano i rapporti con Adriano e Francesco (Leonida era uscito dal gruppo già dalla fine del 1978!), e pur essendo finita l’avventura del suono, i rapporti tra loro torneranno gradualmente quelli di un tempo. E’ il dicembre del 1979. Senza questa parentesi probabilmente la Story sarebbe finita allora.

Passano vent’anni.

Ed è quasi per gioco che nell’Ottobre del 1999 la frequentazione saltuaria dei vecchi amici di un tempo (Adriano, Francesco Paolo e Stelvio), riprende corpo e spirito musicale, grazie anche all’innesto di quello che si rivelerà da subito la vera nuova linfa del gruppo: Riccardo, figlio ventitreenne di Adriano. Riccardo, buon tastierista, ha ereditato in dono dal padre una voce fantastica ed una grande passione per la musica. Le anime dei grandi music-man del passato aleggiano in casa Mazzucato; Riccardo ne coglie l’essenza e la sua formazione musicale ne risulta in qualche modo positivamente condizionata.

Ed è di Paolo l’idea di montare qualche pezzo del “passato” per dilettare in una serata prima della fine del millennio alcuni amici comuni. La cosa si materializza la sera del 19 dicembre 1999, data nuovamente storica per la vita del gruppo che ne segna, esecuzione dopo esecuzione, una rinascita che probabilmente nessuno degli stessi OHM avrebbe pronosticato; il sincero e spontaneo entusiasmo dei convenuti alla serata, pur se amici, induce il gruppo a riconsiderare in termini meno goliardici l’avvenimento. E subito arrivano le richieste per nuove esibizioni che portano la rinata band ad esibirsi nei locali cittadini (e non) più in vista del momento (Ceffry e Villa Corner di Monselice, Jammin di Padova, Spy di Rubano, Fornace di Mestrino, Capannina di Arsego, Caffè Pedrocchi di Padova), con dolci evasioni in terra Toscana (Arezzo).

Il repertorio viene rapidamente rafforzato ed ampliato. Brani degli anni 60/70/80 ed alcune cover dei giorni nostri trovano un mix di felice proposizione ed alle storiche sonorità già assimilate dal gruppo si uniscono le effervescenti innovazioni che Riccardo sa coniugare all’interno della band.

Ancora una volta la forza dell’amicizia ha saputo ricreare lo spirito giusto tra noi, ragazzi di ieri, a dimostrazione che l’entusiasmo non ha età. E finché sarà così la stella degli OHM continuerà a brillare.

Grazie di tutto ragazzi. Grazie ad Adriano, leader dalla voce entusiasmante e personaggio carismatico del gruppo; grazie a Francesco “zio Fester Checco OHM” metronomo trascinante della base ritmica; grazie a Paolo, bassista/voce e mente del gruppo; grazie a Riccardo, voce splendida, e portatore di vitalità nuova tra le fila della band.



ADRIANO MAZZUCATO (voce, violino e tastiere)
Adriano, Benny l'africano (per le sue tonache dal sapore etnico) coinvolge il pubblico con gag a volte demenziali. Il suo fascino e la rara potenza della sua personalissima voce trasformano le sue originali interpretazioni che incantano il pubblico. Il suo repertorio non conosce confini di sorta. Può spaziare attraverso molteplici generi musicali grazie alla duttilità e all'estensione della voce. Suona due strumenti: violino elettrico e organo e... "gli zoccoli". Si hai letto bene: Benny li percuote al cielo al ritmo della musica interagendo con il pubblico scatenato che lo segue con il battito delle mani.

FRANCESCO AGNOLETTO (batteria)
Francesco Zio Fester, il batterista degli OHM. Una macchina, un metronomo. Essenziale. "Pulito". Autentico. Inimitabile. Il "tiro" e la grinta degli OHM nascono proprio dalla sua "botta", dalla sua precisione, dalla sua esperienza e dalla sua sprizzante simpatia che carica gli altri quattro a mille. Da sempre un perfezionista nella ricerca dei suoni della sua batteria. Checco è una colonna portante degli OHM, sotto tutti gli aspetti.

RICCARDO "Ric" MAZZUCATO (tastiere e voce)
Riccardo suona le tastiere. Il più giovane e unico elemento non facente parte della line-up storica. Arrangiatore del gruppo, cura con grande professionalità la scelta dei brani. Canta da solista e duetta con Adriano rendendo efficace ed omogeneo l'impasto vocale, uno dei tanti punti di forza di questo gruppo.

PAOLO "Polacco" RENZINI (basso e voce)
Paolo "Polacco" basso e voce. Musicista proveniente dalla verde Umbria. Critico musicale con un glorioso passato da professionista che gli ha permesso di accumulare un bagaglio tecnico e di esperienza tali da impersonificare la tranquillità e nello stesso tempo la grinta in ogni situazione
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STELVIO "The Macinin" QUARTA (chitarra e voce)
Stelvio chitarra e voce. Dei primissimi OHM è l'unico fondatore rimasto. Chitarrista eclettico, si avvale di una tecnica superlativa unita ad un gusto musicale di primordine. Predilige e crede nella melodia come futuro della musica, non rinunciando al groove impresso dalla sua "magica" mano destra (precursore della tecnica ritmica tipica degli anni '70 e tornata in auge negli ultimi anni). Amante di Carlos Santana non disdegna i preziosismi degli antesignani Jimi Hendrix, Richie Blackmore, Mark Farner, i virtuosi Van Halen, Steve Vai, Joe Satriani e il grandissimo Pat Metheny.











 
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