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Abbattilanoia

PROVENIENZA:
Padova
INIZIO ATTIVITA':
1998
SITO WEB:
Abbattilanoia


CRONISTORIA:

Nella primavera del 1998, l’Università di Padova concede l’uso del cortile Vecchio del Bo’ per la realizzazione del festival cabarettistico “Baiocco d’Oro”. Tra i partecipanti spiccano i nomi di due gruppi alquanto insoliti: gli Abbattilanoia e i Beoliss. Già incontratisi e scontratisi in svariate occasioni precedenti, come feste di laurea, compleanni e pic-nic sulle rive del Bacchiglione, i due gruppi sembrano stavolta voler fare sul serio. I Beoliss sfoderano un blues strappa lacrime sulla storia di una ragazza anoressica, mentre gli Abbattilanoia si lamentano sul tormentone delle donne di fine millennio, il Viagra. Il risultato del concorso lo lasciamo agli amanti delle statistiche: gli amanti della musica cabarettistica, viceversa, vivranno invece la nascita di un nuovo ed eccitante fenomeno: gli Abbattilanoia Big Band, rispolverati nel look e nello spirito. Il gruppo passa da due a cinque elementi, fra l’altro tutte chitarre, il che poteva produrre nel proseguo del cammino artistico, come effettivamente avvenne, qualche problema. La vena creativa non mancava: le canzoni nascevano al ritmo di due o tre alla settimana, il più delle volte dalla penna di un grande umorista quale è il "Beo", e concluse poi sul fondo di un fiasco di vino dal resto della band.
I progetti si susseguivano a ritmo incalzante: arriva Sergio e l’armonica comincia a dipingere melodie strappa applausi; il Cazoo di GianMichele viene presto sostituito dal basso; Mattia interpreta a perfezione il suo Toni Vansan, Nicola prende gusto all’arpeggio virtuoso; Mauro tira fuori come un prestigiatore dalla sua cassa armonica giri infiniti; Marco prende al solito tutto per gioco, ma tiene alto il morale della truppa.


La vera grande rivoluzione nel gruppo arriva con Giovanni, il batterista, che inizia a sbattere su grancassa e charleston cercando di dare il ritmo a tutti. Purtroppo le velocità dei vari componenti erano molto diverse, nonché lontane, e da qui si apre un periodo di incomprensioni ed amarezze che ha rischiato di compromettere l’evoluzione dei nove di Padova. Tuttavia, come in una fiaba a lieto fine, dopo il susseguirsi di frenetiche riunioni, si è arrivati ad un compromesso storico: veniva inserita una magica tastiera (suonata da Dotto), mentre Marco passava ad occuparsi, tra mille sfaccettature, dell’accompagnamento etnico(percussioni e frastuoni leggeri). Nascevano così brani importanti come "Aloha" ed "Elsa e Merdolino", ormai entrate nell’immaginario collettivo. E' così che si arriva alle ormai leggendarie serate al Teatro comunale di Abano T. , al circolo C.R.C. ,al Plan 9 di Limena, al Bourbon Street, ad Agripolis, il tutto segnato, oltre che dal divertimento personale di ogni singolo elemento della Band, anche da una lunga scia di fans, che col passare del tempo si andava sempre più ad ingrossare.

L’ultimo periodo si è infine caratterizzato, per un continuo e proficuo impegno del gruppo nella cura della parte musicale e del testo delle loro composizioni, arrivando ad essere così invitati a suonare al Palasport di S.Lazzaro, meta più che ambita dall' universo delle band giovanili (e non) dell' entroterra veneto (e non).




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