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STO LEGGENDO

john fante, ’la strada per los angeles’: che noia, ma quando la smetto con questi libri, non ne ho letti a sufficienza? è che l’ho visto all’iperpellicano e non c’era altro di accettabile.

HO VISTO

ombre dal passato: dimenticabile. a parte la giappo fantasma che pacey di dowson creek si portava sulle spalle...

STO ASCOLTANDO

la lavatrice

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

non pervenuto

ORA VORREI TANTO...

fare qualcosa di buono. per me.

STO STUDIANDO...

la situazione.

OGGI IL MIO UMORE E'...

rassegnato

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) quando mi alzo il sabato mattina e apro la finestra di casa, annuso il profumo della primavera, sento i cinguettii, poi guardo piu' in basso la macchina parcheggiata in diagonale e sopra l'aiuola e mi piglia un colpo e mi vien da dire " vara che bomba che gavevo ieri sera!!!"
3) accorgersi che d'un tratto è finita la birra
4) Restare senza benzina

MERAVIGLIE


1) Alzarsi la mattina e realizzare in una frazione di secondo tutto ciò che si ha combinato la sera precedente, e invece di vergognarsi si sorride.
2) la bocca che mi si riempie di saliva quando vedo l'oggetto dei miei desideri -e non è la venere gommosa-


"io sto bene io sto male io non so dove stare io sto bene io sto male io non so cosa fare non studio non lavoro non guardo la tivù non vado al cinema non faccio sport"





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lunedì 11 gennaio 2010 - ore 20:14


Piccoli soprusi quotidiani. Che mi rendono acidella.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non sempre iniziare la giornata con un prelievo di sangue mi mette di malumore. Anzi. Oggi, ad esempio, ero addirittura contenta mentre, col mio cotone ancora appiccicato al braccio, mi aggiravo per le bancarelle tristi di campodarsego city. Visto che avevo meno sangue, mi serviva un maglione nuovo... e, perché no, dei leggings (odio scrivere questa parola, almeno quanto "ballerine") di lana. Spesucce veniali, suvvia. Insomma, pensavo almeno di non bestemmiare, visto com’era partita la giornata. E invece no: esco dall’alì col mio carico di carta igienica e collutorio, e mi ritrovo il paraurti strisciato, diodellecittà. E non è mica per la macchina, che è tutto tranne che nuova: è perché questi incidenti mi ricordano quanto odio il genere umano... e per un giorno io proprio non ci volevo pensare. Così, per colpa di una casalinga impedita o di un nonno da spatentare, sono tornata l’acida di sempre, anche in questa giornata cinguettante. E ho deciso di farlo sapere in giro entro sera, ci mancherebbe... L’occasione non è mancata, comunque: per fortuna la densità di maleducati è alta in tutti i posti che frequento. Stasera è toccato a una coppia di mezz’età che m’è passata davanti alla cassa dell’athlets world: avevano solo un paio di berretti, avrei potuto soprassedere... invece no, cazzo! lei mi aveva vista benissimo, lo so per certo. se lo meritava, avrei dovuto darle anche una gomitata, altro che "veramente toccava a me" con quella vocetta stridula tipica di chi cerca sempre di fare il superiore... da oggi in poi ho deciso che comincerò ad azzuffarmi al supermercato da vera cafona, ecco: più scenate, meno herpes. Perché sono una repressa, maledetta me.

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mercoledì 28 ottobre 2009 - ore 11:06


Impedimenti.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’idillio con Gattino è finito subito: già ieri a ora di pranzo ho sentito il vicino armeggiare con trapano e martello. In mezz’ora la rete era montata. Per la disperazione, mi sono bevuta una bottiglia di coca zero mangiando un’insalata col tonno al gusto di freschìn. La cosa preoccupante di tutta la faccenda, è che mi sono sentita io la bestia a cui è stata sbarrata la via di fuga: mi pareva di essere il mio cane quella volta che mio padre ha scoperto il buco che aveva fatto sotto la rete per andare a farsi un giro. Mentre babbo piazzava dei paletti nella terra, Otto lo guardava incazzato. Forse è meglio che prenda la porta e vada a farmi un giro: è chiaro che sto impazzendo.

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lunedì 26 ottobre 2009 - ore 18:55


Il gatto del vicino è sempre più miao.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi mio moroso ha avvistato una strana bestia in terrazza (era parecchio allarmato): pensavo fosse il solito insetto mostruoso da allontanare, tipo cimice, cavalletta, vespa gigante... Invece era un adorabile animaletto curioso: il nuovo gatto del vicino che aveva sconfinato passando sotto la parete divisoria. Moroso non sapeva come liberarsene (’mi rompe la zanzariera!’/ ’sono allergico!’ ); io, al contrario aveva una voglia pazzesca di socializzare. e Gattino pure. E così abbiamo fatto: carezze e grattatina di pancia (io a lui e lui a me, ovviamente). Adesso sto con la tenda aperta sperando che torni a trovarmi. Se non torna, mi troverò costretta a mettere delle esche. Così, insieme al gatto, mio moroso spedirà dal vicino anche me.

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giovedì 24 settembre 2009 - ore 16:58


Della serie: ’ora vorrei tanto’.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




La mia piccola Pepita, vorrei. Ma proprio un moroso allergico agli animali dovevo trovarmi? (sì, d’accordo drben: ’ognuno ha quello che si merita’...)

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lunedì 21 settembre 2009 - ore 17:49


Quello che gli uomini non dicono (ma in fondo pretendono)
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Sono sempre più convinta che qualsiasi uomo, per quanto evoluto, al rientro dal lavoro desideri trovare la propria donna ai fornelli. Meglio se senza mutande.

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venerdì 18 settembre 2009 - ore 17:47


Ecchime.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono tornata. ed è tutta un’altra storia... (o no?): come sempre, ai postumi l’ardua sentenza.

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lunedì 19 gennaio 2009 - ore 19:01


Ricatto.
(categoria: " Vita Quotidiana ")








Sto ricattando un’osteria di conegliano con queste immagini (ed altre, ancora più cruente): la notte dell’epifania, mentre festeggiavo la fine delle maledette feste, ho trafugato le chiavi del cesso delle donne. Per quanto la malvagità non mi faccia difetto, questa volta non c’è stata premeditazione: le avevo appoggiate un attimo in borsa, solo perché la calca mi impediva di raggiungere il banco e riconsegnarle. Distratta ai vari amici, nemici, stupidi baciatori di turno e dall’ennesima vodka tonic (che ha rimpiazzato il gin lemon nelle mie perversioni superalcoliche), ho dimenticato di rendere il maltolto. L’ho ritrovato alle cinque e mezza della mattina, sotto casa, mentre cercavo le mie, di chiavi. Non riconoscendo l’articolo gommoso, ho tentato di rifilarlo al mio accompagnatore: "ma dai alberto, sono tue queste chiavi... mie di sicuro non sono: di chi vuoi che siano?!". Del cesso, appunto. La mattina dopo, nonostante il furioso mal di testa, le ho subito riconosciute. E ho deciso di sfruttare la cosa, ricattando i ciccioni dell’osteria: le riavranno solo in cambio di una fornitura, in confezione regalo, di amarone. Se decidessero di chiamare gli sbirri, sanno già cosa potrebbe succedere alla loro chiave.

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domenica 28 dicembre 2008 - ore 11:57


Dillo con parole sue.
(categoria: " Riflessioni ")


"Senza la possibilità del suicidio, avrei potuto uccidermi molto tempo fa"
Emil Cioran

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mercoledì 17 dicembre 2008 - ore 18:23


Scarta e leggi.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Avvertenze: questo post non parla dei baci perugina ma di fatti attinenti a ’quei giorni’. Astenersi soggetti ipersensibili all’argomento.
E’ abitudine piuttosto diffusa portarsi da leggere in bagno, o lasciare delle riviste direttamente sulla lavatrice, ad esempio. In un articolo uno spiritoso giornalista stilava pure un elenco dei libri da cesso (molto condivisibile peraltro). Oggi ho scoperto che, in quei giorni, noi femmene possiamo trovare un’utile lettura direttamente nel pacco degli assorbenti (non faccio pubblicità: lines, quelli viola in bustina): ti siedi sull’amata tazza, e fai le tue cose scartando un assorbente. Apprenderai così le seguenti cose: un flusso scarso può essere dovuto carenza di ferro derivante da una dieta povera di legumi e carne; che, per prevenire gli sbalzi d’umore tipici della sindrome premestruale, è utile consumare alimenti ricchi di magnesio come banane e spinaci, e che i francesi, che dicono tutto in modo più poetico, chiamano quei giorni ’le moment de la lune’. In preda all’inebriante piacere della scoperta, m’è subito venuta voglia di cambiarmi ancora, e qual è stata la mia delusione nel constatare che le stesse notizie sono riportate su ogni assorbente! Sono rimasta così male che per saperne di più ora mi collego a www.lines.it.

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martedì 28 ottobre 2008 - ore 12:38


Care compagnie telefoniche, per piacere, inculateci. E basta!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono tanto arrabbiata con le compagnie telefoniche. Di telefonia mobile, per la precisione. No, non perché sono infami e ladre... al contrario: perché regalano ore di conversazione così, a casaccio. Questi maledetti bonus fanno sì che gente che non ha proprio un cazzo da fare -né da dire, e questo è anche peggio- mi sfracelli i maroni per interminabili ore e mezze ore. La logorrea, cioè la diarrea verbale, è un bruttissimo male, più diffuso del papilloma virus, e praticamente incurabile se non con metodi estremi. Così diffuso che se non parli tanto e a sproposito, il malato sei tu: ’cos’hai? sei triste? problemi di cuore? t’è morto il criceto?’...’no, non ho un cazzo da dire e allora faccio un favore all’umanità: taccio’. Epperò non ti credono mica: devi avere per forza qualcosa che non va. Perché tu dovresti essere contento se, grazie al traffico telefonico gratuito, improvvisamente si ricordano di te e pensano bene di darti il tormento per dimostrarti il loro affetto sincero e sconfinato... e, se cerchi di attaccare, ti rassicurano: ’ma no dai, tranquilla, tanto parlo gratis’ Eccerto, perché anche il mio tempo non costa niente, ecchemmenefaccio, e dei cazzi tuoi mi interessa assai (in genere la telefonata è un monologo in cui difficilmente riesco ad inserirmi), e sto giusto giusto lavorando sul mio spirito di sopportazione: voglio renderlo ipertrofico, immenso. E allora, care compagnie telefoniche, vi prego, continuate a incularci spudoratamente, non illudeteci con falsi regali. Anche quelli c’è sempre qualcuno che li paga, alla fine.

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