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sabato 26 agosto 2006 - ore 21:52



(categoria: " Vita Quotidiana ")


I vecchi lettori del mio vecchio blog sanno (o dovrebbero sapere), che io avrei sempre voluto fotografare cose. E abbinarci parole.
(Es Immagine di un passante a caso. Titolo: Foto di una persona che cammina, nel momento in cui cammina).
Quest’anno mi sono portata in viaggio una macchinetta usa e getta: cioè quel tipo di macchina che finisce subito dopo che ha fotografato una cosa (o 24 cosi)…vive solo per un’impressione, per il suo primo scatto…muore rimanendo attaccata per sempre al proprio rullino. Una fedeltà che commuove!
Oggi ho visto stampati i miei capolavori, ma che non li posso rendere noti al grande pubblico, perché non ho usato la digitale.
Però ho suggerito alcuni soggetti a chi fotografava…et voilà. Ora posso raccontare il mio viaggio, rispondendo ad alcune delle 5 domande più importanti(chi, cosa, come, dove ,perché) senza il rischio di aggiungere parole di troppo, che costituirebbero solo un commento superfluo.


DOVE


Commento(superfluo):
La meta è scritta sulla sabbia e se la porterà via l’acqua.

COSA


Mari&monti insieme.

CHI


Questa foto rappresenta me.

COME


Lo sguardo da viaggiatore è indagatore


PERCHE’


PER costruire piramidi che non stanno in piedi.




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domenica 30 luglio 2006 - ore 14:05


Gente che va
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi week-end di lavoro, che assomiglia più che altro ad una domenica di vacanza: sarà che devo dare solo qualche informazione ai turisti stranieri. Perchè oggi questa città così afosa appare piena di attrattive per chi viene da fuori.
Basta non avere informazioni, non fare programmi, non avere aspettative troppo precise e partire a caso. Questa è’ la ricetta dei viaggi avventurosi, dei progetti più belli!
Quindi squilla il telefono, alzo la cornetta... Dicono: "Lì c’è il sole?" "Piove?" "Fa fresco?"- Chiedetemi qualsiasi cosa e io vi risponderò..."YESSS!"(Parlo inglese come una scimmia italiana...ma in questo modo non se ne accorgono).
Il modello di turismo che più ammiro assomiglia alla tirchieria dei tedeschi (che si portano da casa sacchetti e sacchetti pieni di crauti e patate...e che anche se non fanno girare la nostra economia, sono pur sempre interessati all’arte e al paesaggio) e alla festosità degli spagnoli(che si portano da casa solo le bottiglie di vino; e poi dicono che bisogna "profiter de la vie"...ma lo dicono in spagnolo!).
Ah e poi mi piacciono anche gli inglesi che corrono liberi e scalzi quando vengono negli ostelli qui in italia:credo che pensino di essere arrivati nel paese dei selvaggi.
Con gli americani purtroppo non ho dialogo: arrivano con l’aria dei conquistatori del mondo e io non capisco mai cosa dicono o cosa vogliono.
E adesso forse è meglio se mi metto a ripassare l’inglese perchè domani me ne vado via anch’io. Vado a fare la turista italiana: ma io sarò molto educata!
HOLA A TODOS. A risentirci(...al 18-20 agosto?)






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sabato 22 luglio 2006 - ore 00:13


Sfoghi lirici o insulti repressi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sta sera non "naviglio", perchè mi sento associale.
Mi dispiace un po’: primo perchè il Naviglio è un posto che ha una bella atmosfera. Secondo perchè è all’aperto, terzo perchè ci son gli alberi e fa fresco. Ma io continuo a dire a tutti che ci vado per vedere i film riflessi sull’acqua, anche se finora, passeggiando sempre, non ne ho visto nessuno.
Però ho visto un sacco di gente che cammina su e giù per il canale. E se vai giù giù fino alla sponda, vedi le loro ombre riflesse sull’acqua.
Comunque oggi non sono lì...perchè sta sera sono parecchio incazzata. E’ una cosa passeggera, come la brezza del naviglio, che va e viene, ma che soprattutto va. Come quando vorresti dire una cosa cattiva ma non la dici,e finchè aspetti, te la sei già scordata.
Quando ero piccola, nei momento così, mi nascondevo sotto il letto, e a casa mi cercavano tutti ma io stavo zitta e ci rimanevo lì sotto un po’: il tempo di riempire il mio quaderno di insulti(...dà una gran soddisfazione).
E’ bello rimanere qualche minuto in un posto nascosto e solo tuo, in cui replicare a tono non ha alcun senso, in cui non servono paletti a erigere barriere di protezione.
Poi, quando mi stancavo di essere rintanata tra la polvere come un rospo, ricomparivo, come se fossi stata una rana(?) in superficie sempre.... Ma dov’eri? " Da qualche parte".
Ecco, adesso stacco.





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giovedì 20 luglio 2006 - ore 13:19


Libri di deserto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


C’è qualcuno che mi può consigliare un libro di viaggio, che sia uscito recentemente? (Devo scrivere una recensione entro domani…devo invogliare i turisti a partire. Per ora il candidato è “Il coraggio del pettirosso di Maggiani, perché, in due pagine, ha una bella descrizione di deserto).
Ma dev’essere un libro che faccia venir voglia di prendere il volo immediatamente.
Io non amo gli aerei, sono un’amante dei treni. Gli aerei mi fanno pensare a qualcosa di troppo tecnologicamente avanzato. E poi non capisco mai le spiegazioni in inglese delle hostess su come salvarsi da una catastrofe.
E il cibo sulle vaschette di plastica è notoriamente cibo per gatti. I gatti di oggi mangiano le stesse crocchette dei cani. Io una volta ho assaggiato una crocchetta per cani e mi sembrava di masticare plastica.
Però quando atterri da un aereo hai fatto un sacco di strada senza avere il tempo di rendertene conto. È per questo che preferisco i treni: sono più lenti e, se il viaggio è lungo, quando scendi ti sembra di aver trascorso lì dentro un’eternità.
Un giorno vorrei volare fino al deserto, anche se nel deserto i beduini scambiano le donne con i cammelli. I cammelli sono bestie perfide che ancheggiano sulla sabbia bollente...perchè loro hanno l’acqua e gli altri no.
Nel deserto il tempo trascorre caldo e lento. Se hai sete puoi strizzare le sacche del cammello. Oppure puoi bere da un miraggio.
Fa male leggere cose strane di prima mattina, fa venire sete.



p.s. Ho deciso che non farò mai più promesse sul contenuto dei post successivi..perchè poi non sono sicura di volerle mantenere. Ah, e poi credo che continuerò a non rispettare mai delle scadenze per gli aggiornamenti.


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venerdì 14 luglio 2006 - ore 21:15


Ciao a tutti!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ciao a chi passa ancora di qui…
Adesso dovrei fare un riassunto lungo più di tre mesi: una lista di cose fatte, inventate, accadute.. dire che è stato un periodo faticoso ma intenso. E invece, per giustificare l’assenza, ci metto sopra allo schermo bianco una frase falsa che dice: “Facciamo finta che c’ero e che non mi avete visto”. Alcune magie sono vere…i nick possono essere invisibili!
Comunque sono qui perché oggi dovevo comunicare al mondo una buona notizia…dire a tutti che gli Italiani sono i campioni del mondo. E che l’Italia è (una) campione(-ssa) del mondo! E poi…udite, udite!…so quello che ha veramente detto Materazzi a Zizou (…in realtà no, però lo posso intuire!).
Insomma…avevo chiuso col pc, ma in questo momento sono in crisi di astinenza. In questo momento il mio ego di blogger sta urlando: “Guardami! Guardami!”
Certo, bisognerà che tolga la foto piazzata qui in alto prossimamente…anche perché mi ha già stancato. E poi un’emancipazione non è mai definitiva: la libertà è un concetto più dinamico: cambia sempre forma. Se lo spazio è sempre lo stesso, se i muri non si spostano, allora non ti sei costruito uno spazio, ma una prigione.
Ecco, la prossima volta vi posto un pezzo nuovo, roba che leggo in questi giorni di afa. Ah, domani vado in escursione… a 2300 metri si respira!


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domenica 26 marzo 2006 - ore 22:06


Considerazioni molto metafisiche
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A volte mi ricordo di avere un blog.
Il mio blog ormai è solo un concetto astratto come quella stampa di Mirò che campeggia qui in alto: non mi rappresenta più di tanto...però aveva un titolo ad effetto. Quattro strisci in cui se vuoi ci puoi leggere di tutto: perchè dentro non c’è scritto quasi niente. Libertà di sfuggire ad una definizione etichettante(... e in definitiva, di non scriverci un bel niente!).
Oggi mi sento molto metafisica. Tipo quadro di un manichino con la testa di orologio: e questo perchè c’è stato, finalmente, il cambio dell’ora. E le giornate si allungheranno.
Questo avvenimento mi fa ricordare che il tempo va avanti anche se noi tiriamo le lancette indietro. E io vorrei che ci fosse sempre l’ora legale ad imbrogliarci sulle ore di luce...ma perchè non li giriamo indietro sti orologi, che ne so... di tre ore? Di sera ci guadagneremmo tre ore al giorno di luce...tanto alla mattina si dorme, si studia o si lavora.
Va beh, fine dello sproloqio.
Comunque, visto che questa settimana c’ è stata anche la giornata mondiale della poesia,ora, per coerenza, posto qui un branetto in prosa di un metafisico che parla del cambio dell’ora.(In realtà non c’entra nulla… era un pittore che parlava del tempo in un’altra stagione..però era molto metafisico!).

“E’ una strana e profonda poesia, infinitamente misteriosa e solitaria, che si basa sulla Stimmung […] del pomeriggio d’autunno, quando il cielo è chiaro e le ombre sono più lunghe che d’estate, poiché il sole comincia ad essere più basso. Questa sensazione straordinaria si può provare (ma bisogna naturalmente avere la fortuna di possedere le eccezionali facoltà che possiedo io)”
De Chirico








p.s. L’immagine non si vuole appiccicare...comunque c’erano manichini, ombre, orologi, sole ecc..

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domenica 26 febbraio 2006 - ore 16:06


Sfilate di Carnevale
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ tempo di Carnevale e di sfilate in maschera.
(L’importanza di questo avvenimento richiede come minimo un post)
Ieri, se fosse stata una giornata non piovosa, sarei andata a Venezia, che è una città stupenda ma non ci abiterei (l’influenza dei luoghi comuni sul mio modo di pensare richiede come minimo un post).
Venezia in questi giorni dev’essere una lunga sfilata di travestiti: il trans, tra gli over twenty, è la maschera più gettonata...poi ci sono anche i punk e le passeggiatrici di strada, chiaro.
In questi giorni, vicino alla stazione, ho visto un ’infinità di borchie, ciuffi viola, ciuffi azzurri, uomini in tacchi a spillo e giarrettiere. Mi son chiesta..."Ma che è ?il Gay pride?"( nulla contro di esso, ma non è oggi)
E poi un sacco di maschere d’epoca, di costumi strapagati, indossati in affitto...per chi non vuol cambiar status neanche un istante, neanche a Carnevale.
Non ci sono più Arlecchini: niente fantasia in ritagli cuciti di stracci, neppure tra i bambini.
Nessuno, nei giorni in cui si può scegliere di travestirsi per cambiare identità, interpreta la parte del buffone in modo originale.
Dove sono finiti i buffoni originali?( sono tutti a far politica...e a Carnevale stanno in casa)
Ma un Carnevale senza clown, è, per forza di cose, serio.


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lunedì 6 febbraio 2006 - ore 23:56



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Oggi non vorrei dire che"(inizio con la frase suggerita da un amico virtuale)...quando sragiono di solito finisco su spritz! Ritorno a casa, in community, "terra di sud, terra di confine, terra di dove finisce la terra"(cfr il "Ballo di San Vito").
Ieri, incontrando dei laureandi, ho ripensato a cosa significa sentirsi improvvisamente liberi.
L’anno scorso, a quest’epoca, mi stavo per laureare anch’io... libera e felice come una cicala(...o come una farfalla!), vagavo in stato confusionale per le vie del centro. Che bei momenti!
L’effetto che fa una libertà grande, che non si riesce a gestire...è riassumibile nell’espressione inebetita(...) di un neolaureato.
Ma a volte ti rimane addosso anche dopo.
(Non è il mio caso: ora ho l’espressione furba come una formica).
Anche se febbraio, col sole, di mattina, in bici mi garba parecchio, vorrei riavere indietro un po’ di quel tempo libero (da farfalla) adesso... ora sento che ho la capacità di gestirla.
Ci andrei volentieri in vacanza!












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domenica 22 gennaio 2006 - ore 15:53


aggiornamento
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando capito su questo sito, e mi metto a girare per i blog, rifletto su quello che potrei fare per modificare il mio: cambiargli colore, inserire immagini, inserire post. Più contenuto e meno parole.
Poi però il pc blocca parte della mia volontà. L’altra metà la blocco io.
Dicono che quel che conta è il pensiero. Ma alla fine, conta il pensiero che diventa azione.( sizan’s home è ocra e blu!)
Giornata piena di cose da fare, in teoria.
Cioè adesso sono a lavoro, per recupero ore: un po’ leggo, e un pò guardo il pc. E sono tre cose in uno!
Ci sono momenti in cui esagero a correre e mi riempio di cose da fare: poi mi fermo e penso a quello che resta di un giorno riempito...Un post privo di contenuto!
Sono le 15.50: è quasi la fine dell’ora(ufficialmente stacco alle 16.00).
Via libera...me ne posso andare!




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martedì 10 gennaio 2006 - ore 16:10


dolcetto o scherzetto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Volevo scrivere un post sulle piaghe che ho in gola e sugli antibiotici che sono costretta ad ingerire per non vomitare le tonsille in un colpo di tosse. Ma poi ho pensato che parlando di questo l’audience cala...la gente è delicata e molto suggestionabile. Così io ora faccio quel giochetto sulle abitudini strane e a catena che mi hanno passato in tre.
Il problema è capire cos’è un’abitudine. Ovviamente è ogni cosa che si ripete in modo costante: tipo mangiare se hai fame, bere se hai sete..e camminare per andare avanti. Ma se l’ abitudine è strana , allora c’è il tranello: e il gioco si complica di brutto...io spero che ce la fo.
Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.
1- Metto la sveglia quasi ogni mattina alle 7.55. (E fin qui tutto è apperentemente normale, compreso il quasi che precede ogni mattina). Poi verso sera la cambio e la sposto alle 8.05, per dormire un po’ di più.
Prima di dormire la regolo alle 7.59, per stare più tranquilla. E quando finalmente suona, io dormo e la spegne sempre mia sorella.
Ed ecco che è di nuovo pronta per essere regolata per il giorno dopo...E’ il ciclo della sveglia.
2- Registro le puntate de i Simpsons ogni giorno. E fin qui tutto ok. Poi alla sera le cancello. E fin qui tutto ok. ( Mi sono dimenticata la parte strana)
3- Quando ho mal di gola bevo the a litri. Se ho mal di testa bevo caffè a quintali. Se ho la gastrite mastico cauciù a piantagioni. E qui in Italia quella pianta è strana: e non è un’abitudine normale coltivarla. Io, per fortuna, non ho quell’abitudine.
4- Leggo, scrivo, faccio di conto...e annoto frasi sul Moleskine. E fin qui tutto ok. Ma in realtà la mia agenda è una super tarocca. Ogni tanto la apro e conto quante frasi mi ricordo a memoria. Mi ripeto anche le più celebri delle mie. Mi dà sicurezza sapere che qualcuno se le ricorda.
5-Quando mi annoio mi lamento e critico tutto. Criticare mi viene naturale come dire bau a un cane per strada e salutare un passero facendo pio pio. E fin qui tutto ok. Ma questa cosa mi ha condotto fuori tema.
Fine del gioco.
Ho deciso che non lo passo a nessuno che e me lo tengo io, e che me lo rilancio...tiè!
Tra le mie abitudini c’è quella di barare nel gioco.

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