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venerdì 4 giugno 2010 - ore 13:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")







Loro dicono che la cura è peggiore della malattia.



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venerdì 4 giugno 2010 - ore 13:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")


davanti agli occhi
qualcuno raccoglie uno sguardo...


le donne nascono antiche
salgono a 7 anni su un’ altalena e pensano di capire la gravità
mangiavo le ciliegie con l’osso
e scoprono l’america
in punta di piedi rubavo le zollette di zucchero dalla scatola grigia
e mescolano tante volte il caffè








faccio camminare bamboline di porcellana sopra fili sottili
e lo chiamo equilibrio
tocco le costole delle stelle inchiodate al cielo
e lo chiamo notte





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venerdì 21 maggio 2010 - ore 00:13



(categoria: " Vita Quotidiana ")








e fu così che si trovò a parlare da sola nei polmoni della notte
inseguita da falene di organza
e tenui pensieri
e certe ombre risolute come il tasto inceppato di una vecchia macchina da scrivere













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domenica 9 maggio 2010 - ore 11:11


Tautologia
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Alcune parole non vanno deglutite ma vanno tenute sotto la lingua. Come fanno i matti che non vogliono prendere i medicinali.
A volte guardare troppo avanti significa trovarsi di fronte di nuovo al passato.
Non mi chiedo niente di più di quello che fanno i campi quando a maggio sanguinano papaveri rossi.







dici che sono bella come un papavero?
allora i miei capelli sono radici sottili




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domenica 9 maggio 2010 - ore 11:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Eccomi
Nel bambino che insegue correndo
La palla rossa
Eccomi
In quella frase:
-Ma adesso non ricordo

Eccomi
nella pagina piegata
eccomi
nello scarabocchio
della pioggia
nel solco preciso della ruga
nel vuoto di due mani
che si stringono troppo

Eccomi
nella strada che termina in modo brusco
nelle scale sovraffollate
nel raggio di sole spezzato
contro il vetro

Eccomi
nelle finestre sbarrate
eccomi infine
nell’ombelico di un treno

la fune tesa
un passo nel vuoto
una ringhiera



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sabato 1 maggio 2010 - ore 19:10



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Carissimo,

sono certa che sto impazzendo di nuovo: sento che non possiamo affrontarlo un’altra volta ancora. E sta volta non mi riprenderò. Comincio a sentire voci e non riesco a concentrarmi. Quindi sto per fare quella che mi sembra la cosa migliore. Tu mi hai dato la più grande felicità possibile. Sei stato in ogni senso tutto quanto potevi essere. Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici, fino a che non è arrivata questa terribile malattia. Non posso combatterla oltre: so che ti sto rovinando la vita, so che senza di me potresti lavorare. E lo farai, lo so. Vedi, non riesco neanche a scrivere bene questo biglietto. Non riesco a leggere. Voglio dorti che ti devo tutta la felicità della mia vita. Sei stato estremamente paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dire che…Lo sanno tutti. Se qualcuno avesse potuto salvarmi, tu avresti potuto. Tutto mi ha abbandonato, tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto siamo stai noi. V.





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venerdì 30 aprile 2010 - ore 21:52



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pablo Neruda



Per il mio cuore basta il tuo petto,

per la tua libertà bastano le mie ali.

Dalla mia bocca arriverà fino al cielo

ciò che stava sopito sulla tua anima.

E’ in te l’illusione di ogni giorno.

Giungi come la rugiada sulle corolle.

Scavi l’orizzonte con la tua assenza.

Eternamente in fuga come l’onda.

Ho detto che cantavi nel vento

come i pini e come gli alberi maestri delle navi.

Come quelli sei alta e taciturna.

E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.

Ti popolano echi e voci nostalgiche.

Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono

gli uccelli che dormivano nella tua anima.



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venerdì 30 aprile 2010 - ore 17:45



(categoria: " Vita Quotidiana ")


« Homo sum: humani nihil a me alienum puto »













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martedì 27 aprile 2010 - ore 21:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")




i capelli della luna si intrecciano
come parole
e dita delle mani

suono la mia arpa
ad occhi chiusi
fondale di stagno
con il cuore che dondola
come una barchetta di carta



sento le parole ferme in gola
come un ponte
mentre i pensieri tessono
notti eterne
voli senza ali
finestre sbarrate
















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