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(...) allora non tutti gli insetti ti piacciono?» riprese a dire la Zanzara, come se nulla fosse successo.
«Mi piacciono quelli che sanno parlare» rispose Alice. «Nessuno di loro lo fa mai nel paese dal quale vengo».
«E in che tipo di insetti ti compiaci nel paese da dove vieni?» chiese la Zanzara.
«Non mi compiaccio in nessun tipo di insetto» le spiegò Alice, «perché mi fanno paura - almeno quelli più grossi. Ma te ne posso nominare qualcuno».
«E naturalmente rispondono quando li chiamate per nome?» osservò distrattamente la Zanzara.
«Non mi risulta che lo facciano».
«A che serve dargli un nome» disse la Zanzara, «se poi non rispondono?»
«Non credo serva a loro» disse Alice, «ma a chi glielo ha dato. Altrimenti, perché avrebbero un nome le cose?».
da "Alice nel Paese delle Meraviglie- Attraverso lo specchio

HO VISTO

...un BREFODOTTERO sul mio comodino

STO ASCOLTANDO

...LA VERTIGINE NON E’ PAURA DI CADERE MA VOGLIA DI VOLARE...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Jeans allo stato brado e maglione pecoroso blu oltremare

ORA VORREI TANTO...

...una COPPA DEL NONNO!

STO STUDIANDO...

...come risolvere il problema della frustrazione da troppo lavoro delle formiche della sottofamiglia Formicomorph Dolichoderinae

OGGI IL MIO UMORE E'...

....pacioso...


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

LA GIRAFFA HA IL CUOR LONTANO DAI PENSIERI, SI E’ INNAMORATA IERI E ANCORA NON LO SA - Stefano Benni -




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martedì 31 gennaio 2006 - ore 11:05


MONDO GATTINO
(categoria: " Pensieri ")





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mercoledì 25 gennaio 2006 - ore 12:35


AL MIO SEMAFORO ROSSO
(categoria: " Musica e Canzoni ")



Katie Melua "Nine Million Bicycles"

There are nine million bicycles in Beijing
That’s a fact,
It’s a thing we can’t deny
Like the fact that I will love you till I die.

We are twelve billion light years from the edge,
That’s a guess,
No-one can ever say it’s true
But I know that I will always be with you.

I’m warmed by the fire of your love everyday
So don’t call me a liar,
Just believe everything that I say

There are six billion people in the world
More or less
and it makes me feel quite small
But you’re the one I love the most of all

[INTERLUDE]
We’re high on the wire
With the world in our sight
And I’ll never tire,
Of the love that you give me every night

There are nine million bicycles in Beijing
That’s a Fact,
it’s a thing we can’t deny
Like the fact that I will love you till I die

And there are nine million bicycles in Beijing
And you know that I will love you till I die!




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venerdì 20 gennaio 2006 - ore 16:15


STEREOTIPI
(categoria: " Riflessioni ")




La mia insegnante di inglese in America era stipendiata grazie alla quantità di immigrati che frequentavano con costanza il corso gratuito di lingua organizzato in una scuola che guardava sul fiume Hudson. A volte, quando l’argomento uscito in classe diventava delicato (MAI parlare di politica, sesso e religione nelle scuole americane, rischi la denuncia o il licenziamento), si avvicinava alla porta della classe e la chiudeva, abbassava il volume della voce, e ci raccontava l’America. Cosa credete che sia, voi, l’America? Il paese descritto dalle tv, dal cinema, dai discorsi dei politici? E’ la stessa illusione che vivono le anime vendute agli scafisti che sognano l’Italia, e che sbarcano sulle nostre coste. Mettetevi nei panni di un uomo x, che vive in un paese x e che vede la nostra tv: cosa può dedurre dalla pubblicità che rivela che i nostri gatti si nutrono di bocconcini "alle erbe provenzali" ?
Idem per il resto del mondo, e gli United States of America non sono da meno.

Dice Ang Lee, regista di un film che non trovarà facili consensi sotto la bandiera a stelle e striscie:
(Giornalista) L’America degli anni Sessanta che lei mostra nel film è molto diversa da quella beat a cui siamo abituati
(Ang Lee) "La gran parte di questo paese era ed è così. Quello che vediamo nei film e in televisione è il prodotto di Hollywood, di gente che vive sulla costa o nelle grandi città. ma la vita rurale è sconosciuta agli stessi americani. (...) E’ strano. io ho sempre immaginato l’America liberale, della democrazia, della cultura pop, dei soldi, delle macchine lunghe. E invece se vai in questi stati conosci l’America vera: austera, dura, violenta, vicina a madre natura. Difficile da capire: il modo di parlare, i comportamenti, i pensieri, persino la cultura del cibo è diversa".
(Giornalista) Un’America che non sembra gradire troppo il suo film
(Ang Lee) "Non ne dubito. Vivo negli Stati Uniti da vent’anni e ne sono consapevole".

da A. Finos, Perchè i miei cowboy gay raccontano la vera America , IL VENERDì di Repubblica, pp. 58-59.

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venerdì 20 gennaio 2006 - ore 11:33


TRIBUTO
(categoria: " Cinema ")


Chi ama il cinema non può non vedere "HARVEY", film del 1950 con Jamest Stewart. Nei panni del gentile Elwood P. Dowd, il nostro mitico attore ha per amico Harvey, un pooka (e se vi state chiedendo che cavolo è un POOKA, uno dei personaggi, Wilson, legge sul dizionario verso la metà del film: Pooka: From old Celtic mythology, a fairy spirit in animal form, always very large. The pooka appears here and there, now and then, to this one and that one. A benign but mischievous creature very fond of rumpots, crackpots, and...HOW ARE YOU MR. WILSON?). Harvey viene descritto come un grande coniglio bianco alto 6 piedi (per l’esattezza six feet three and a half inches)...ma nessuno, tranne Elwood, lo può (o lo vuole??) vedere.



Elwood P. Dowd: Harvey and I have things to do... we sit in the bars... have a drink or two... and play the juke box. Very soon the faces of the other people turn towards me and they smile. They say: ’We don’t know your name, mister, but you’re all right, all right.’ Harvey and I warm ourselves in these golden moments. We came as strangers - soon we have friends. They come over. They sit with us. They drink with us. They talk to us. They tell us about the great big terrible things they’ve done and the great big wonderful things they’re going to do. Their hopes, their regrets. Their loves, their hates. All very large, because nobody ever brings anything small into a bar. Then I introduce them to Harvey, and he’s bigger and grander than anything they can offer me. When they leave, they leave impressed. The same people seldom come back.

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giovedì 5 gennaio 2006 - ore 16:51


VIBRISSA , my sweety kitten
(categoria: " Vita Quotidiana ")





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mercoledì 4 gennaio 2006 - ore 14:20


Passato Prossimo
(categoria: " Viaggi ")





Curve che son quasi tornanti, strade fiancheggiate da colline che ti vien voglia di tornarci in estate,
ma dov’è Pitigliano?
Curva,
linea retta pianeggiante,
curva,
curva di nuovo;
a Madonna delle Grazie si curva in discesa:
di fronte,
uno sperone incantato di ocra giallo che diventa casa,
o forse son le case che sono color del terreno: tufo.

Un consiglio:

passateci

di

sera.


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giovedì 29 dicembre 2005 - ore 16:40


TROOOPPI COLLEGHI IN FERIE
(categoria: " Lavoro ")




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venerdì 23 dicembre 2005 - ore 14:12


SINDROME PRE-NATALIZIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")





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mercoledì 14 dicembre 2005 - ore 17:03


Ai bimbi che mi spupazzo, con dolcezza e gratitudine
(categoria: " Vita Quotidiana ")






IL GELSOMINO NOTTURNO


E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso a’ miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.
Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento . . .
È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

G. Pascoli


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martedì 13 dicembre 2005 - ore 15:52


Sgrunf..
(categoria: " Vita Quotidiana ")






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