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ORA VORREI TANTO...

"Scappare... Scappare in qualche posto che sia migliore di questo, lontano da tutto e da tutti...
Da quello che mi fa stare male...
Andare via e ricominciare tutto daccapo!!!"

Valeva allora e vale ancora oggi... Ogni giorno, ogni istante...
Vorrei essere dove non posso essere, in quel posto dopo splende il sole anche quando ci sono le nuvole, in quel posto dove so che sto bene...

Ora più che mai voglio ricominciare a sognare... Come sto piano piano ricominciando a fare!

"Oggi riconosco il suono, della voce di chi sono..."

STO STUDIANDO...

Pianificazione e politiche per la città, il territorio e l’ambiente

OGGI IL MIO UMORE E'...

Un giorno senza sorriso è un giorno perso!
Sorridiamo sempre, serchiamo di farlo ogni giorno!
Si fa quel che si può per essere sempre migliori, ogni giorno di più...
Ci poniamo degli obiettivi e cerchiamo di raggiungerli...

Pretendi sempre tanto da te stesso!!
Non smettere mai di inseguire i tuoi sogni!

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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"Perchè la vita è un brivido che vola via... è tutto un’equilibrio sopra la follia..."

"E ho guardato dentro un’emozione, e c’ho visto dentro tanto amore, che ho capito perchè non si comanda al cuore..."

"Se tu fossi buona, buona con me... ti porterei ti porterei la luna a letto con te... e se non ci fosse luna, allora beh... ne inventerei subito una...luna per te!"

"Ormai è tardi..."

"E adesso invece non ci credo più, non credo più a niente...
E la mia vita non la rischio più... PER NESSUNO E PER NIENTE!!!"
La canzone di tutta la mia vita, per sempre nel cuore...

"Dimenticare è facile... basta non ricordare..."

"Sally è una donna che non ha più voglia... di fare la guerra... Sally ha patito troppo, Sally ha già visto che cosa... ti può crollare addosso!! Sally è già stata punita..."

"...se ti guardo dentro ’gli occhi
SONO IN UN MARE DI GUAI!"

"Mi aiuto con le illusioni
e vivo di emozioni che tu...
...tu non sai neanche di darmi..."

"Le stelle stanno in cielo...e i sogni... non lo so!!!
So solo che non pochi... quelli che si avverano!!!"

"Voglio vivere, voglio vivere adesso!"

"Essere saggi aiuta nella vita, ma io sono fatto a modo mio e non c’è un c***o da fare"

"Nessuno, nessuno muore mai completamente, qualcosa di lui rimane sempre, vivo dentro di noi..."

"Io non ho voglia più di fare finta che... Che vada tutto bene..."

"Io ti farò far l’amore sai, come nessuno te l’ha fatto mai...
E resterò dentro di te fino a quando vorrai piangere...
Imparerai che senza di me la cosa non è ripetibile...
Gli altri uomini ormai per te sono sempre solo copie di me!!!"

"Non sono per
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"Ho fatto un patto sai, con le mie emozioni...
Le lascio vivere... E loro non mi fanno fuori!!"


Le tue parole, per sempre che risuanano nella mia testa... Quando credi che tutto sia finito.. arrivi tu... chi non mi tradirà mai...









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lunedì 9 maggio 2016 - ore 18:52


Nuvole e lenzuola
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono rapporti che non finiscono, storie che fanno giri strani, persone che si perdono per poi ritrovarsi.
Questi siamo noi. Dieci anni di amicizia. Cominciato tutto per caso e a caso. Prima insieme, poi lontani, poi ancora insieme, poi di nuovo lontani, ancora e ancora. Mai insieme veramente, mai dimenticati davvero. È sempre stato un gioco il nostro, abbiamo sempre scherzato, non ci siamo mai presi sul serio. Non abbiamo mai avuto gli stessi tempi o gli stessi intenti, ma ogni volta vedersi era come se non ci fossimo mai separati. E ci ritroviamo oggi, dopo tutti questi anni, a rivederci, a ridere, parlare, toccarci, come se ci fossimo lasciati ieri, come se niente fosse, come se ritrovarci insieme, chiusi nella stessa stanza, sia da sempre la cosa più normale.
La semplicità della sincerità del nostro rapporto che mi spiazza. La leggerezza con cui mi prendi in giro, il tuo fare autoritario, il tuo raccontarmi storie, il tuo fidarti di me, la scioltezza con cui mi dici tutto, senza farti alcun problema. Continuiamo a non stare insieme veramente, e mai lo faremo, perché non siamo fatti per questo, ma rimani quello che più si avvicina ad essere il mio migliore amico. Non importano gli anni che passano, non importano le storie che abbiamo avuto e avremo in mezzo, mi fai sempre ridere come quella prima sera in cui ci siamo conosciuti, mi fai sempre sentire come se avessi ancora 17 anni. Quando sono con te torno ad essere come ero una volta.
Non mi importa di quello che pensano gli altri, lo so che non hanno mai capito il nostro rapporto, e mai lo faranno. Nessuno capirà mai la tua sincerità quando mi dici che mi vuoi bene. Ma io sì. So perfettamente che quando mi stringi con quelle braccia enormi, e facendo finta di scherzare, con i tuoi soliti modi ironici che nessuno capisce, mi dici quelle poche parole, sei la persona più sincera del mondo e lo pensi davvero fino in fondo, forse anche più di chiunque altro me lo abbia mai detto. E lo sei anche quando con finto disinteresse ti preoccupi per me, pensi di crearmi problemi e invece io ti stupisco tutte le volte. Ed è per questo che io ti adoro. Così come adoro quando ti racconto di me, delle mie ultime storie, di cosa è successo, di cosa è cambiato in me, di come mi sentivo e di come mi sento ora. Quando ti racconto come sto ricominciando ad essere pienamente me stessa e tu mi rispondi esattamente con le stesse parole che mi passano per la testa. La pensi uguale a me. Non mi vedevi da anni, eppure mi vedi per quella che sono.
Qualcuno dice che staremo insieme prima o poi. Io continuo a dire che non accadrà mai. Che io non voglio ancora nessuno, che non ho la testa, che non voglio innamorarmi di nessuno e che tu non sei tipo che si innamora, che siamo troppo diversi e incompatibili. C’è stato un tempo in cui avrei fatto i salti di gioia per essere la ragazza che fosse riuscita nell’intento di farti mettere la testa apposto. Con la maturità di oggi sono pienamente consapevole che non accadrà. Che l’amore è qualcosa di profondo, che forse nessuno di noi ha ancora davvero conosciuto. Che queste non sono cose per noi. Ci godiamo solo i momenti insieme, così come vengono, le risate, le cazzate, con la loro leggerezza e semplicità. Mi hanno detto che mi vedono davvero serena. In gran parte è dovuto a me. Ma non posso negare che tu e le tue parole di supporto siete una delle mie gioie di questo periodo. Giocare ancora come allora mi rende spensierata e mi riempie di serenità.
Un giorno troveremo di nuovo qualcuno e ci separeremo, di nuovo, ne sono certa. Ma resteremo sempre il porto sicuro l’uno dell’altra. Ho perso tante persone per strada. Ma tu sembri essere un punto di riferimento comunque. Che spero di non perdere più. Perchè, a prescindere da tutto, la tua amicizia è quella che non voglio perdere, qualunque saranno le nostre strade.






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giovedì 5 maggio 2016 - ore 11:19


Non è mai troppo tardi per ricominciare
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non è mai troppo tardi per ricominciare.
Non è mai troppo tardi per riprendersi in mano la propria vita.
Questo post parla di me. Sarà molto egocentrico e probabilmente anche egoistico. Perchè ne ho bisogno. Perchè va così.
Scrivo poco. Penso molto. Ogni tanto fisso delle riflessioni, ma non le posto. Sto tenendo tutto per me. A volte sono parole piene di rabbia. Una volta le avrei pubblicate senza pensare. Ora le metto nero su bianco, poi chiudo, prendo il borsone e vado a farmi una nuotata.
Non è mai troppo tardi per riprendersi in mano la propria vita perchè è quello che sto facendo.
Dopo mesi di chiusura, dopo mesi che mi dicevo che dovevo uscirne, una mattina mi sono svegliata e ho detto Basta!, semplicemente.
Non mi rendevo conto, o forse sì, ma non trovavo la forza, non volevo tirarla fuori.
Ma sono una roccia, no?
La mia vita è cambiata completamente rispetto a un anno fa. Gli ultimi mesi sono stati difficili. Solo ora mi rendo veramente conto di quanto io sia diversa rispetto a prima. Sia mentalmente che fisicamente. Ero arrivata ad un punto di stallo da cui mi sembrava impossibile tornare indietro. Mi ero fatta contagiare dalla completa passività della persona che avevo accanto. Ero arrivata a guardarmi allo specchio e detestarmi. Non riuscivo a piacermi, non vedevo una cosa di me che mi soddisfasse. Ero arrivata a vergognarmi. Mi vergognavo di me, del mio corpo, di quello che ero diventata. Mi sentivo piccola, impotente e incapace. Non sorridevo. Ero sempre scontrosa. Non potevo vedermi, non mi sopportavo quasi. Quando ho deciso di chiudere, sono insorti altri problemi e sono rimasta sola. È stato molto difficile per me. Ma credo che sia stato tra gli atti di forza maggiore che io abbia affrontato nella mia breve vita fino ad oggi. E sono pienamente consapevole che da sola non sarei mai riuscita a prendere quella decisione. Ma, ad oggi, non c’è stato un giorno che io mi sia pentita di averlo fatto.
E adesso... Adesso son qui. Sempre qui. Qualcuno direbbe “Ancora in piedi”. Perchè è così. Ero una persona che non riconoscevo e io stessa non amavo. Ma come ho potuto pretendere e anche solo pensare che qualcuno potesse amari, quando io ero la prima a non farlo? Come ho potuto pensare di poter avere qualcosa da offrire ad un’altra persona, quando non avevo niente da dare se non rabbia, cattiveria, disprezzo e insicurezza? Questo è quello che ho offerto, infatti. E non me ne rendevo nemmeno conto, questa è la cosa peggiore.
Ma vuoi mettere svegliarti con il sorriso? Vuoi mettere uscire, parlare, ridere, scherzare... Regalare sorrisi così, senza motivo.
Mi dà forza. Sforzarmi di sorridere, anche quando le giornate sono più difficili, mi aiuta a farle andare meglio. Sono banalità, lo so, ma sono semplici verità! Perchè tenere il muso, quando, in fondo, non te la passi così male? In fondo, sono solo nubi passeggere nella mia mente.
Ce la sto mettendo tutta, per rialzarmi. Finalmente posso guardarmi allo specchio. Finalmente non mi vergogno. Finalmente, quasi quasi, comincio a piacermi davvero. Anche fisicamente. Ne ho di strada ancora, ma comincio ad acquistare fiducia e questo si ripercuote sulle persone che mi stanno intorno. Cominciano a farmi notare che finalmente mi vedono bene, raggiante, in pace. E io comincio a crederci. Così mi sento anche più serena, è un circolo, no? Sono una persona che non è mai riuscita a nascondersi davvero, per molti sono trasparente. C’è chi si è accorto subito del cambiamento. Sto bene, che ci posso fare? Per la prima volta nella mia vita sto bene grazie a me e non grazie a chi mi sta accanto. Finalmente, dopo mesi, le persone mi stanno vicino volentieri, hanno piacere a passare del tempo con me, e io ho proprio voglia di stare con loro. Mi sono lasciata indietro quelle che io chiamo le zavorre, le persone negative che mi fanno stare male. Conosco sempre gente nuova, alcuni ci passi una serata di chiacchiere e basta, altri stanno diventando nuovi punti di riferimento. Mi son chiesta per un po’ com’è che prima non mi cagava nessuno, dov’erano tutti quando stavo male. Ho capito, poi, che mi stavano tutti alla larga perchè ero io a tenere tutti a distanza, ad emanare negatività.
Non dico che sia tutto rose e fiori. Non dico che ne sono uscita. Non dico che sono “guarita”. Ma posso dire che sto meglio. La strada è in salita, come sempre, però il paesaggio diventa sempre più piacevole e anche la compagnia non è per niente male. Ci sono giorni difficili, mattinate pesanti in cui il letto sembra l’unica soluzione. Serate complicate, quelle in cui prendi la macchina e giri a vuoto per ore con la musica a tutto volume soltanto per calmarti. Serate in cui non riesci a dormire, in cui continui a girarti nel letto senza riuscire a zittire i pensieri. Notatte così, come quella appena passata. In cui ci sono mancanze davvero pesanti che ti mettono alla prova. Ma si tiene duro. Non ho scelta. Lo faccio per me. Perchè io sono la persona più importante, quella che conta di più per me. Ci sarò sempre e solo io con me, non potevo più sopportare di aver perso me stessa. E non voglio che riaccada.
Così, stamattina, nonostante il grigiore della serata, nonostante i pensieri, nonostante la maledetta nostalgia, nonostante aver tirato pacco ad un amico, mi sono alzata, mi sono attivata e ora mi ritrovo a riportare su un foglio virtuale i miei pensieri. E, finalmente, nonostante le turbe che mi frullano in testa, non c’è niente di negativo nelle mie parole. E posso dire di essere soddisfatta e fiera di me, anche solo delle piccole cose, dei piccoli passi e dei piccoli gesti. Piccole cose che mi fanno andare avanti ogni giorno. Passettini, uno dietro l’altro, che un giorno mi porteranno lontano. Non so ancora bene dove, però io continuo a seguirli.


Don’t let the fear of what could happen make nothing happen.


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sabato 5 marzo 2016 - ore 11:32



(categoria: " Vita Quotidiana ")


La mia vita è un casino. Io sono un casino. Sì, non riesco a scrivere da un bel po’. E comincio un post così. La mia vita è un casino. L’ho resa un casino e mi ci sono rifugiata, ci sono dentro fino al collo. Mi ha risucchiato ogni centimetro, tant’è che, adesso, uscirne e rimettermi in piedi sta diventando molto più complicato di quanto pensassi. Mi ci sono buttata dentro, in questo buco nero... E la cosa peggiore è che continuo a sorridere come se niente fosse... Non faccio entrare nessuno, non permetto a nessuno di avvicinarsi... Ci rido su... Ci scherzo... Non è niente... Non so, forse non è la cosa peggiore, forse è la migliore che possa fare. Tenere gli altri lontani da questo nero.
Ogni volta che provo a buttare giù qualcosa, viene fuori solo rabbia. Un’immensa vagonata di merda e rabbia. Il mio sfogo. In fondo, non lo posso urlare. Vorrei, vorrei tanto. Ma non posso. Se voglio mantenere un minimo di rapporto, non posso. Anche se tenermi tutto dentro mi sta logorando, mi sta marcendo. Niente sarà più come prima. Il nostro rapporto è sempre stato difficile. Ora è alla fine. Provo solo rabbia. Disprezzo. Insofferenza. Qualsiasi parola tu mi dica, la mia risposta nella mia testa è sempre quella: ti odio. Non riesco a perdonarti. Non ci riesco. Mi hai rovinato la vita. Tu e le tue scelte del cazzo. Non esisto da tanto per te. Non ti accorgi di niente. Non mi vedi. Ma come cazzo fai? Come fai a non vedere? Sei la persona che più dovrebbe desiderare la mia felicità, invece sembri quella che più cerca di allontanarmici. Dico davvero, perchè? Io mi sforzo, ci provo... Ma davvero non ci riesco. Mi sento uno schifo, sono una merda per questo. Ma non riesco a non pensare che appena varcherò quella porta, non tornerò più indietro. E che, per me, avremo chiuso.
Detesto tutto questo. Io non sono questa. Mi sono fatta travolgere. Io dovrei essere forte, dovrei essere una roccia. Invece mi sono fatta trascinare giù da questo vortice di emozioni. Ho raschiato il fondo, fino all’ultima briciola. È ora di rialzarsi. È ora di ricominciare da zero. Sono mesi che analizzo, cerco di capire chi sono. Ma soprattutto, cerco di imparare ad accettarmi e a conviverci. Pensavo di essere più forte, ho scoperto di essere fragile. E va bene così, è giusto anche questo. Mi sono lasciata prendere dalle mie debolezze, ho imparato a conviverci. E sto cercando di affrontarle. Comincio a vedere sfumature che non avevo mai notato prima. Comincio a lasciar andare ciò che non mi rende felice. Questo mi fa anche comportare da stronza, mi allontana dalle persone. Ma mi mostra chi ci tiene davvero, chi rimane, nonostante questa aurea di cinismo e stronzaggine. E poi, ho rimesso su la mia corazza. Lo so, non è giusto. Dovrei dare a certe persone la possibilità di conoscermi, di starmi accanto. Ma non sono ancora pronta. È troppo presto. Lo so, farò altre cazzate, farò stare male chi non se lo merita. Ma per una volta vorrei pensare solo a me. Mi sono fatta prendere troppo. Ho perso di vista troppe cose. Ho perso di vista me, i miei obiettivi, il mio futuro. Ho buttato questi mesi. O forse no. Non lo so. Ho una sola certezza, e cioè che non so tante cose. Devo solo concentrarmi e provare a recuperare il tempo. Forse dovrò rimandare ancora, e questo non lo sopporto. Ma quello che sopporto meno è non averci almeno provato! Quindi devo farlo. Devo farlo per me!

"L’Amore è bello...
La Vita è bella...
E c’è sempre qualcosa per cui vale la pena vivere!!"

Quindi... Fanculo a tutto il resto!!


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venerdì 26 febbraio 2016 - ore 17:48


The dark side of the mood
(categoria: " Vita Quotidiana ")









Imprigionati per sempre dentro un istante in cui il dolore lancinante è ormai distante
..
Come ieri tu cerchi chi eri ma non c’è un richiamo immerso tra i sentieri dei pensieri più sinceri
Ti amo
...
Dimmi che non sto perdendo tempo
Dimmi che questo dolore almeno ha un senso
Ci siamo persi tra i riflessi di noi stessi e adesso...
...
Imprigionati per sempre dentro un istante in cui il dolore lancinante è una costante
Io so che non mi vedi
...
Penso a mali passeggeri e non c’ho più rimedi
Mi odio



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martedì 19 gennaio 2016 - ore 17:05



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non riesco più a scrivere. O non voglio. Non l’ho capito.
Sono bloccata. Pagina bianca.
I miei pensieri viaggiano, ma non li fisso.
Ogni tanto ci provo. Butto giù due righe o più e poi mi interrompo.
Non mi ricordo, il pensiero mi sfugge via veloce, non faccio in tempo a prenderlo.
Oppure mi blocco. Non vado più avanti.
In compenso, leggo molto.
Ho ricominciato a leggere.
Leggo un libro, nel frattempo leggo spezzoni di altri, incontro frasi, dialoghi, storie che mi colpiscono.
Ascolto canzoni, tante, ne scopro di nuove, mi ritrovo in queste...
Leggo tanto e tante cose diverse, e, come sempre, mi imbatto in qualcuno che ha messo per iscritto i pensieri che io non sono riuscita a bloccare.
Per fortuna...

"Se puoi non mi dimenticare mai.
Non dimenticare mai come ti ho fatto sentire.
Da qualche parte, dentro di me, esisterà sempre quella luce che si accende d’improvviso quando i miei occhi trovano i tuoi occhi, un faro sul tuo viso che raddoppia il battito cardiaco, nella gioia, nella paura e persino nella confusione.
Dentro di me ci sarà sempre la protezione nata dal primo sguardo.
Anche fra molto tempo, dentro di me, ci sarà sempre qualcosa di te presente già da prima, da prima che potessi accorgermene con così tanta chiarezza.
La felicità nuda e cruda che si fa magone nello stomaco, quasi come se riuscisse a precipitare sotto la soglia massima del dolore, per annientarlo e non sentirlo più.
Il mare che vedo anche quando non c’è, guardando te.
Da qualche parte, dentro di me, esisteranno per sempre le volte in cui un tuo abbraccio è stato il luogo migliore dove ho scelto di vivere.
E ciò che sono stata con te e per te non lo perderai mai più.
Da qualche parte esisterà sempre quella ragazza disposta a partire d’improvviso per prendere un caffè col tuo sorriso.
Noi non possiamo promettere il per sempre, non possiamo promettere l’eterno, ma possiamo promettere il ricordo, il ricordo esatto e perfetto di un momento e il suo profumo, intatto nel tempo."


_Senza di te sono come un letto disfatto, più lo guardo e più penso "Facciamoci l’amore"_

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martedì 24 novembre 2015 - ore 17:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Il respiro ansimante di chi non rimpiange di dare anche il sangue se qualcosa è grande










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lunedì 24 agosto 2015 - ore 23:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")


C’è questa cosa. Accadde oggi. Questa malefica funzione di facebook che si sono inventati da qualche mese. Posso dire di odiarla. Secondo il mio personale concetto di odio. Ogni giorno lo guardo, mi riempio di ricordi, di quello che è stato negli ultimi 5 anni suppergiù. Ogni giorno mi chiedo perchè lo faccio. Mi dico che devo smetterla. Ma, puntualmente, il giorno dopo lo rifaccio. Questa cosa è deleteria. Per una persona così attaccata alla cose, alle persone e ai ricordi come me, può essere veramente un problema. Ci sono due facce. Da una parte ci sono i bei momenti, dall’altra quelli dolorosi. In questi mesi penso di averli rivissuti quasi tutti. Ogni stato, canzone o foto rimanda alla mente dei ricordi. A volte cose che avevo rimosso. Come quella sera d’estate, quella festa a casa di amici, le cazzate di una sera, fino a ritrovarsi sedute per terra alle 6 a vedere il sole che sorge piano, gli occhi pieni di lacrime. Quando pensavi di aver toccato il fondo, e ancora non sapevi che saresti stata capace di andare ancora più giù. Mi ha ricordato più volte gli errori fatti nel passato, e di come sono riuscita ad uscirne. Mi ricorda ogni giorno il perchè della mia corazza, che so essere più forte di così. Che sono una roccia, proprio come mi è stato detto da qualcuno qualche anno fa. Che mi hanno sparato, ma non sono caduta.
Ma ci sono anche i momenti felici. Gli ultimi anni. E spesso mi chiedo come siamo arrivati fin qui. Non lo so, forse sono io, il mio carattere di merda, la mia tendenza ad allontanare le persone, specialmente quelle a cui tengo di più, la mia tendenza a scappare. Eravamo felici. Ho letto e riletto conversazioni, rivisto foto, rivissuto momenti. Ancora non ho capito cosa è successo, cosa è cambiato e quando. Analizzo troppo. Ma in fondo forse è ora di smettere di combattermi, tutto questo fa parte di me. Lo so di essere una inguaribile nostalgica e malinconica. Non credo che mi si possa guarire. Forse, piano piano, sto imparando ad accettarmi. Ormai mi conosco, so come sono. Sono anche un’inguaribile romantica, innamorata dell’amore, che si emoziona quando vede due ragazzini al primo amore, che si guardano con quella complicità e intensità che mi manca così tanto, perchè quando l’hai vissuta, la riconosci al volo. Sono una ragazza attaccata ai ricordi, che quando gliene torna in mente uno ci si perde nei suoi meandri. E sono una sognatrice. Mi piace sognare. Mi piace farmi i film in testa, immaginare momenti, persone. Ci ho provato a smetterla. Ma anche questo a quanto pare fa parte di me.
Ho imparato che molte volte non mi sono mostrata per quello che sono, per paura immagino, sempre perchè porto quella famosa corazza. Volevo togliermela. Anzi, no, non volevo, non lo avevo messo in conto, ma l’ho fatto. E ora so che è di nuovo lì, me ne sto di nuovo costruendo una intorno. Ho la pellaccia dura, dicevano. Alla fine è vero. Ogni cosa, qualsiasi cosa che è successa, sono solo segni in più. A volte scalfiscono solo la corazza, stavolta ha segnato la pelle, stavolta i segni sono andati in profondità. Ma non importa, sono solo altre cicatrici che mi porto dentro, altri segni, solo io so che ci sono. Sul mio viso ci sarà lo stesso un sorriso. Si cresce, a quanto pare.

E poi ho imparato che scrivo partendo da una cosa, per arrivare a tutt’altro. E ho imparato che ho sempre creduto di scrivere solo per me. Invece non è così. L’ho sempre fatto per qualcun altro. Per essere letta. Perchè sono più brava con le parole scritte che con quelle dette a voce, e perchè, se parlo tanto, sono capace a scrivere ancora di più. Non mi piacciono i silenzi che sostituiscono le cose che invece andrebbero dette, non mi sono mai piaciuti. I silenzi vanno bene per chi non ha più niente da dirsi. Per questo non voglio smettere. E continuerò a scrivere per il qualcuno di turno che avrà voglia di leggere le “cazzate” che scrivo “per me”. Quando smetterò di scrivere, ecco, lì allora vorrà dire che ho chiuso la porta e non avrò più niente da condividere con quella persona.

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mercoledì 19 agosto 2015 - ore 16:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Spotify che sceglie le canzoni per me...


Questa va a tutti quelli che conoscono una persona che lascia lo stampo..
Eh si, lascia lo stampo anche in poco tempo,
ti capita di conoscere una persona e subito, diciamo, ti ci affezioni!
Insomma ti piace, ti prende....
Ecco, questa va a te, non farò il tuo nome, ma capirai...
Grazie di tutto!
Ciao.






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martedì 11 agosto 2015 - ore 13:43


In bilico
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questo periodo dell’anno è sempre stato particolare per me. Non so per quale inspiegabile motivo, ma pare che negli ultimi anni, succeda sempre qualcosa, e di solito niente di positivo. Pare che quest’anno non sia da meno. C’è il sole, fa caldo, ma il vento che mi soffia dentro, ormai turbolenze, non accenna a placarsi, anzi, sembra tutto più amplificato.
Credo di essere sul ciglio di un burrone. O ti butti, o resti immobile, o torni indietro. Sai che se torni indietro il rimorso del fallimento ti perseguiterà per sempre. Se ti butti, non sai quello che ti aspetta giù. Hai paura di cadere e farti male, di nuovo. E questo ti blocca. Allora resto ferma qui, in bilico, indecisa se fare un passo avanti o indietro. Mi ripeto "Ma infondo io sto bene qua". Sì, con la mia falsità, proprio come quel pagliaccio. Io ci sto bene qua. In questo limbo, in questo cuscinetto confortevole che mi da sicurezza. Ci rimango aggrappata. Rimando. E quando cercano di strapparmi da qui, io mi ci avvinghio ancora di più, con tutte le mie forze! Ma la verità è che non potrò continuare ancora a lungo. Perchè io so cosa voglio, l’ho sempre saputo. Ho solo paura. Ma di quella paura nera che ti attanaglia. Soffro di vertigini. Ora più che mai. Forse è vero che non è paura di cadere, ma voglia di volare. O forse, è paura di volare. Questo ancora non lo so. So che mi sono spinta troppo oltre, sono ad un punto di non ritorno. Da qui, si può tornare indietro solo per prendere la rincorsa. Non sono ancora pronta. Così resto qui un altro po’.
Dicono che quando cadono le stelle bisogna esprimere un desiderio. Anche quest’anno l’ho fatto, distratta un po’ dalle parole, dai litigi, dentro un silenzio e l’altro sono riuscita per qualche secondo a estraniarmi, a esprimere quei miei desideri che mi porto dentro da un po’. Che poi, ci riflettevo su, la verità è in fondo tutti desideriamo solo di poter realizzare i propri sogni ed essere felici, avendo accanto le persone a cui si vuole più bene. Ma questo, in realtà, dipende solo da noi.

Per adesso, rimango ancora un po’ qui.





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lunedì 20 luglio 2015 - ore 15:14


Donne e buoi dei paesi tuoi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si sa, le donne sono rocce nel profondo...
In certe situazioni, le donne sono capaci di tirare fuori una forza che nemmeno loro sapevano di avere...
Così, ogni tanto leggo delle storie, che mi colpiscono e mi emozionano.
Come questa.
La forza delle donne, racchiusa in qualche decina di righe.


"Donne e buoi dei paesi tuoi: me l’hanno detto spesso!
La prima volta che sono partita per una vacanza in Thailandia i miei più cari amici (quelli del liceo, quelli che la cattiveria ce l’hanno nel DNA e con i quali anche dopo 20 anni ti ostini a condividere gli eventi essenziali della vita) sono stati chiari: “smetti di fumarti delle canne e stai coi piedi per terra. Non puoi stare via un mese intero, come fai col lavoro?”. Quando sono tornata dal mio secondo viaggio e ho raccontato di essermi innamorata di un thailandese, hanno perso la ragione: “sei passata ai funghi allucinogeni? Perché non ricominci a fumare le canne?”. E poi giù con mille “questo vuole i tuoi soldi”, “pensa già di aver attaccato il cappello”, “vuole solo venire in Italia” e non da ultimo “perché non parti per una vacanza a Cuba?” con una sottile vena ironica che parla da sé. Non me ne hanno risparmiata mezza. Un paio d’anni dopo, li metto di fronte al fatto compiuto: “sono incinta, mi sposo con Alee a Bangkok. Chi vuole venire? Ad aprile partorisco e quando la bimba o il bimbo avrà sei mesi ci trasferiamo”. Devo dire che in quell’occasione hanno reagito con raffinatezza e buon cuore, sebbene in seguito, si sfiorassero questioni densissime di significato e paure: “vai a Phuket? E che cosa farai laggiù? Hai studiato una vita per andare a vivere dove non c’è niente?”; “Sarai da sola, con una bimba piccola e senza l’aiuto dei tuoi genitori”. E infine la più pungente: “la vita di coppia è difficile, voi neanche parlate la stessa lingua. Donne e buoi dei paesi tuoi, ti dice niente?”.
Ho conosciuto Alee a Phuket nel 2010 e tre anni dopo ho fatto il botto: matrimonio, ho partorito la nostra bambina e mi sono trasferita. In un colpo solo ho affrontato tre tappe fondamentali della vita di una donna, durante le quali difficoltà, solitudine, depressione sono lì fuori dalla porta.
L’incontro con Alee ha stravolto la mia vita. Avete mai letto sul web di quelle persone che hanno lasciato la casa, il lavoro, decidendo di vivere del proprio orto magari attraverso il baratto? Che non usano lo shampoo per i capelli, e il sapone se lo fanno loro? Che in contatto con la natura hanno ritrovato un senso di libertà e di pace interiore? Che non tornerebbero mai più a vivere in case di cemento e ad utilizzare la macchina? Ecco: vi presento Alee, o almeno il suo spirito. Non possiede uno smart phone, non utilizza Skype, va in giro senza orologio. Mangia solo riso e il pesce pescato da lui stesso o al massimo da qualche fidato amico. Non beve caffè, birra, non fuma. Non gli piacciono i ristoranti e i locali affollati. Alee respira il profumo dell’aria e mi dice che ore sono, guarda il cielo e capisce se verrà a piovere. Parla con gli animali e si intendono – l’ho sentito con le mie orecchie. E’ un uomo d’altri tempi, legato alla terra e al mare, solitario e di poche parole.
Io invece vengo dai “paesi tuoi”: ho Iphone, Ipad e computer; utilizzo Skype e whatsapp anche quando sono al gabinetto; mangerei solo pizza, patatine e maionese; amo il caffè corto e amaro; adoro i locali affollati, la musica alta e mi piace fare tardi; ora sono le 11 del mattino perché il sole è alto e il mio orologio segna le 11. Sono il risultato di tutto ciò che l’occidente e il progresso hanno messo insieme, sono legata al pensiero e alla poesia scritta. La domanda viene da sé: che cosa ci faccio con una persona come Alee? O lui con me, si intende. Donne e buoi dei paesi tuoi.
Alee è una notte serena d’estate, un uomo in pace con se stesso ; io il sole d’agosto che picchia forte – sulle croste direbbero i miei amici – ansiosa, assillante, ripetitiva. Mi piace descrivere Alee come un principio, nel senso di essenza. Inoltre, mi piace pensare che esistano mille modi diversi di essere donna e mille altri di essere uomo: poniamoli su un continuum, ai due estremi ci siamo io e Alee. Dieci anni fa, lo Tsunami gli ha portato via tutto, la casa, la barca. Era in spiaggia quando un’onda di dieci metri dopo poco ha devastato tutto. Dieci anni fa, io mi iscrivevo alla scuola di specializzazione per diventare psicoanalista. Ammetto che avevo molte più cose in comune col mio ex, che abitava nella mia stessa città, che dopo il master aveva ottenuto un contratto a tempo indeterminato nell’azienda in cui aveva fatto lo stage.
Donne e buoi dei paesi tuoi, mi hanno detto spesso gli amici. Non mi hanno però mai detto che quest’uomo dell’altra parte del mondo non mi avrebbe mai fatto sentire da sola durante la maternità; che mi avrebbe svegliato per la poppata notturna quando io nemmeno capivo di essere al mondo; che durante lo svezzamento avrebbe preparato la prima pappa; che l’avrebbe addormentata ogni volta che il seno non sarebbe bastato. Non mi hanno mai detto che quest’uomo silenzioso e solitario si sarebbe messo a cantare per far ridere la sua bambina e che l’avrebbe consolata ballando; che le avrebbe fatto sino a cinque bagnetti al giorno per darle ristoro dal caldo soffocante. Non mi hanno mai detto che le avrebbe scelto lui stesso dei vestitini nuovi.
Al cuore non si comanda…questa cosa, ne sono certa, è falsa, poiché al cuore delle persone che ci vogliono bene si comanda eccome, e prima o poi accetteranno le nostre scelte difficili."




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