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ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) dimenticare un evento o una persona che magari ha segnato un momento o anche solo un secondo della tua vita....

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...


Impalpabili barlumi di luce
illuminano l’oscurità
della vita
di chi,
non pago di momenti,
cerca solamente
l’eterno.
Illuso.




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giovedì 22 giugno 2017 - ore 17:02


Think Pink
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Capita che ti ritrovi a pensare...

...e cazzo, pensare è l’ultima cosa che vorresti fare.

Difficilmente riesci a collegare il pensiero a qualcosa di positivo.
Le cose belle nascono come speranze, si presentano come attesa, diventano sensazioni, si incatenano ai ricordi e scivolano via senza sfiorare le sinapsi; al più si ripresentano come rammarico.
Ma sono i problemi che mettono in moto la materia grigia.
Talvolta tutto questo lavorìo mentale può anche giungere a risolvere le difficoltà che si presentano, e sopraggiunge l’euforia.

Ma non stai già più pensando, ti stai solamente godendo il momento.

Quando mi capita qualcosa di bello, non riesco a gustarmelo a lungo.
Il pensiero arriva, entra senza bussare, con una semplice domanda:
"Quando finirà?"

Detesto pensare.

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venerdì 19 maggio 2017 - ore 17:15


Just around the Cornell...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Correva l’anno 1994 ed ero in pieno periodo di transizione, all’inizio di quella "teenage" che forgia tutte le particolarità del proprio carattere e le vuole urlare al mondo intero.
Megafono ideale di questo differenziarsi, assieme al vestiario e ai capelli improbabili, è senza dubbio la scelta musicale; leggasi anche, come distaccarsi dai proprio genitori e infastidirli contemporaneamente.
La mia, di scelta, era ricaduta sul tramontante fenomeno grunge ed ero già fresco orfano della traumatica storia-lampo con i Nirvana, appena una manciata di giorni tra i primi ascolti e il ritrovamento del cantante suicida. Dopo tanto sparare sulla società, aveva infine rivolto il fucile contro se stesso.
A certe età sono eventi che segnano.
Ancora triste e col lutto al braccio, mi trovo per le mani una cassetta (già.) di un gruppo dal nome tanto melodioso quanto rugginosa e graffiante era la voce del frontman.
E fu nuova primavera: sguazzare in quella musica rabbiosa, malinconica e dai testi disfattisti (ma l’opera di traduzione fu successiva) fu per me come trovare la quadratura del cerchio.
Passarono gli anni e cambiarono i generi, ma quasi ad ogni svolta ci ritrovavamo, come vecchi amici con un passato comune e nuove cose da dirsi.
Fino a ieri.
Quella corda ha strangolato anche una fetta della mia giovinezza.
Ma non ti ringrazierò mai abbastanza per aver fatto da sfondo mobile a più di vent’anni della mia vita.



Ciao Chris, ci si becca.

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domenica 14 maggio 2017 - ore 05:09


"Nel mezzo del cammin di nostra vita..."
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Mai come ora mi rivedo nella celebre prima terzina dantesca.
Alla mia stessa età, il Poeta immaginava di intraprendere questo viaggio in cui si divertiva a punire o premiare le maggiori celebrità del passato o del suo stesso tempo.
Sottotraccia, cercava di elaborare un lutto.
Tentava di darsi delle spiegazioni e, contemporaneamente, la speranza che quel che la vita gli offriva non fosse altro che una lunga prova da portare a termine e per la quale una ricompensa dovesse pur esserci. Nell’Aldilà.
Ma credo che qualche gratificazione terrena non gli sarebbe affatto dispiaciuta.
Alla mia stessa età, si era reso conto che "la diritta via era smarrita" e non molto di quel che aveva desiderato si era realizzato.
Ill suo talento gli ha permesso di scrivere la più grande opera di autoconsolazione della storia.
Io non posso certo sperare in tanto, pur immedesimandomi nella sua situazione: privato del proprio amore e latore di idee contrastate, apprezzato ovunque tranne da coloro cui teneva di più, costretto a vivere in luoghi cui non sentiva di appartenere...
Alla mia stessa età, l’inizio del suo lungo e immaginario peregrinare l’ha portato infine a "riveder le stelle".
E mi consolo.

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venerdì 5 maggio 2017 - ore 18:26


A m’arcord
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ritorno alle origini, agli immensi spazi della tua giovinezza.
Ritrovi quel campanile di mattoni, marchiato a fuoco nella tua memoria, e la salitella che ti conduceva dolcemente verso un altro universo.
Quella striscia di asfalto corroso e rattoppato, che si snoda all’infinito sulla sommità dell’argine, era l’ultima frontiera del mondo civile, che andava a smarrirsi nel boschetto sottostante.
Quel pioppeto, la tua antica Sherwood che faceva da sfondo a mille diverse avventure, dove squillavano risate e ora sussurra solo il vento.
I pallidi tronchi nascondono a stento la distesa d’acqua che scivola placida e maestosa alle loro spalle; quante pericolanti zattere affondate tra i flutti in cui tu, novello Tom Sawyer, ti ostinavi a vedere un Mississippi che delimitava il tuo mondo!
Un mondo di nuda terra e campi a perdita d’occhio, tanto piatto da far dubitare della sfericità della Terra.
Un mondo in cui, per questo agreste paesino sempre più disabitato, sembra non esserci più posto.
Ti ha fatto male vederlo così, mortalmente ferito dai movimenti di quella stessa terra da cui e per cui è sorto...
Con un ultimo sguardo, scegli di lasciare qui ad agonizzare anche un pezzo di te.

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mercoledì 12 aprile 2017 - ore 16:29


Corsi e Ricorsi
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Vi siete mai chiesti se in qualche occasione le cose sarebbero potute andare diversamente?
E’ naturale succeda, quando i fatti prendono una piega diversa da quel che si prevedeva o, sarebbe meglio dire, sperava...
Si tratta dei famigerati errori che ognuno ha commesso (o crede, poco cambia...) nella propria vita. Fonti inesauribili di rimpianti, di sensazioni di aver sbagliato qualcosa, di aver agito nel modo giusto nel momento sbagliato, magari il contrario, o forse solo di non aver fatto abbastanza. Interminabili momenti in cui ogni pensiero si apre con un "se".
Spesso si finisce per troncare questa tortura col fatalismo: era destino, doveva andare così...
Ma è inutile negare che in qualche cassetto della memoria rimarrà sempre, lisa e spiegazzata, la domanda "...e se avessi agito diversamente?".
Ma prevedere il futuro non si può e la macchina del tempo resta ancora un’utopia, quindi l’unica soluzione possibile sarebbe riuscire a porsi questa domanda quando ancora può influire sulle situazioni, non quando ormai può lasciare solamente il suo strascico di amarezza...

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domenica 9 aprile 2017 - ore 06:15


Beh?
(categoria: " Pensieri ")


Mi chiedo cosa mi ha riportato qua.
Un semplice ricordo momentaneo o la più pesante idea di aver lasciato qualche questione in sospeso?
Dilemma insolvibile, troppa acqua è passata sotto i ponti e con essa fatti, cose e persone.
Quel che è passato difficilmente si ripresenta con l’opportunità di cambiare le proprie scelte grazie all’esperienza accumulata negli anni.
I celeberrimi treni che passano una sola volta nella vita...
Non li riconoscevo allora e tanto meno li distinguo adesso.
Se mai ci son stati...
Perchè le scelte migliori risultano sempre quelle che non si fanno...

...e alla fine è sempre l’erba del vicino quella più verde.

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martedì 4 aprile 2017 - ore 18:46


Desolazione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quasi dieci anni.
E poco, nulla è cambiato...
Ecco, le rughe.
Quelle, dieci anni fa, non c’erano mica...

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sabato 18 ottobre 2008 - ore 03:56


Inutilità.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




La lancetta corta ha concluso il suo giro giornaliero e cala così il sipario sul giorno più sfortunato del 2008...
Non sono superstizioso, vado a momenti.
Oggi mi andava di esserlo e non mi son mosso da casa.
Il bar va incluso nel mio concetto di casa.
Duecento metri di strada me li si potrà pur perdonare...

Comunque siamo già ad ottobre.
E mi accorgo di non aver ancora ben assimilato l’idea di avere 26 anni, mi son fermato al traguardo faticosamente accettato dei 25.
Freud avrebbe qualche opinabile parere sui miei lapsus degli ultimi giorni riguardanti l’età, ma ho sempre detestato starlo ad ascoltare:
a fine Ottocento aveva solo una certa cosa in testa, anche più dei ragazzi di oggi.

L’età avanza e devo ancora individuare la "svolta".
Che stia perdendo il mio tempo ad aspettarla con tanta impazienza?!
Dovrò veramente risolvermi a raccontare a fantomatici e quanto mai futuri nipotini annoiati che io saltavo i fossi per lungo?
Non ho speranza che mi guardino ammirato per qualcosa che avrò fatto?

Non chiedetemi miracoli, non ho soldi per comprarmi un etto di C4 e farmi saltare in aria per un letterale finale col botto.
Anche perchè poi non resterebbe niente da guardare ammirati.
Bah.

Comunque io l’ho fatto.
Ho saltato un fosso per lungo, intendo.



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lunedì 8 settembre 2008 - ore 01:26


Soffitto nero - soffitto bianco - soffitto nero
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Quando la giornata comincia nel modo sbagliato lo capisci subito.
Apri gli occhi, vedi il soffitto in penombra, i libri che ti circondano sono ancora sfocati, ma già lo sai.

Però fai finta di niente. Ti autoinganni.

Perchè ti scoccia troppo sapere che una giornata è già rovinata ancor prima di iniziare, oltretutto senza un motivo sensato.
[Quel senso che vai disperatamente cercando sempre in tutto...]
Ma quella specie di asma è lì, ben presente, e ignorandola non fai che peggiorare le cose.
Non tolleri nemmeno di prenderti in giro da solo e ti aggiungi al novero del mondo che oggi odi.

E non resta nient’altro...

Lasciatemi stare, oggi.


"I woke up on the wrong side of the floor.
Made, made my way through the front door.
Broke my engagement with myself.
Perfect picture of bad health, another notch scratched on my belt.
The future just ain’t what it used to be.
I got a new start on a dead end road.
Peaked, peaked out on reaching new lows.
Owe, I paid off all my debts to myself.
Perfect picture of bad health, another notch scratched on my belt.
The future’s in my living room.
Uptight, I’m a nag with a gun.
All night, suicide’s last call.
I’ve been uptight all night.
I’m a son of a gun.
Uptight I’m a nag with a gun. "


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lunedì 1 settembre 2008 - ore 01:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")



La cintura di Orione davanti agli occhi...

E sarà sempre come essere sulle scale di casa...



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