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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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MERAVIGLIE


1) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
2) La Musica. Viaggiare con la mente sulle note di una canzone, sentirsi parte di un' idillio di melodie, cullati dalle onde o a cavallo di un fulmine. La Musica, che è emozione allo stato puro, è il sesto senso che si risveglia, è il sogno che prende forma...
3) la barretta di cioccolato lindt con nocciole intere
4) ...aprire gli occhi e ritrovarsi a suonare sopra un palco davanti a 10.000 persone...



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Take the time to make some sense
Of what you want to say
And cast your words away upon the waves
Sail them home with acquiesce
On a ship of hope today
And as they land upon the shore
Tell them not to fear no more
Say it loud and sing it proud
Today...

And then dance if you want to dance
Please brother take a chance
You know they’re gonna go
Which way they wanna go
All we know is that we don’t know --
How it’s gonna be
Please brother let it be
Life on the other hand won’t let us understand
We’re all part of the masterplan

Say it loud and sing it proud
Today...
I’m not saying right is wrong
It’s up to us to make
The best of all the things that come our way
Coz everything that’s been has past
The answer’s in the looking glass
There’s four and twenty million doors
On life’s endless corridor
Say it loud and sing it proud
And they...

Will dance if they want to dance
Please brother take a chance
You know they’re gonna go
Which way they wanna go
All we know is that we don’t know --
How it’s gonna be
Please brother let it be
Life on the other hand won’t let you understand
Why we’re all part of the masterplan



SONDAGGIO: KAISER CHIEFS VS FRANZ FERDINAND


Quale tra queste due band preferite?

Kaiser Chiefs perchè sono fighi
Franz Ferdinand perchè sono fighi
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre gli Oasis e ascolto solo loro
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre Checco e la B.BAnd e ascolto solo loro alle sagre
Rock’’n’’roll merda... dovevi fare un sondaggio MondoMarcio VS FabriFibra

( solo gli utenti registrati possono votare )

sabato 29 agosto 2009 - ore 02:21


Inizio. Fine.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mangiate le ferie? Quasi tutte, un paio di giorni per affrontare rilassato il rientro me li ero tenuti da parte, con l’invidia di chi avrebbe affrontato a muso duro e occhiaie un terribile lunedì lavorativo di agosto.
Noto che, comunque, a casa manca qualcuno all’appello: il tempo di tornare, rifare la valigia e ripartire per un altro lungo weekend... si vede chi ha pochi pensieri, soprattutto verso i propri famigliari...
Anguria!!! Non mi è bastato tutto l’estremo sud per rinfrescarmi con una per lo meno decente.
Il risveglio sul lettone ha coronato un lungo sonno.
Valigie da disfare, posta da controllare, una busta che arriva dall’accalorata Grecia nasconde l’ennesimo musso che va ad arricchire la mia bella collezione.
Aperitrovo? Si può fare, ha riaperto il bar. Tra vacanze e giri vari, hanno fatto presto a passare le settimane. Chi Rodi, chi montagna trentina e mare marchigiano, chi Sardegna, chi Salento.
Saldati anche i conti, a posto?
Di notte, di soppiatto, tra distributori di sigarette e uffici postali, in giro non ci sono neanche i fantasmi.
E’ la sveglia del cellulare? No, è un collega che ha bisogno ed è convinto io sia già sveglio alle 9.30 del mattino... convinzione errata.
Novità bomba in mia assenza. Chi sarà il prossimo ad abbandonare la barca tedesca?
Che colpo di fortuna, architetto, altri biglietti vinti via internet.
Cinema gratis, biglietti aerei gratis, ora il concerto del 30 agosto gratis...
In effetti, per vincere bisogna giocare.
Però, spiacente, io mi sono già organizzato per tempo... certo che se avessi visto un po’ di volontà in più forse mi sarei dato da fare, non solo per me stesso... ma la parola gratis ha quel potere di far muovere anche i culi più pigri.
E pazienza se questo weekend mi perderò un sacco di eventi bellissimi e particolari, sagre del musso e dei caplaz...
Meglio un pullman intero, pieno di fan dei Gallagher... non vedo l’ora!!!

Prima dello sport niente alcol. O quasi.
Perché hanno spostato l’ingresso dei campetti vicino al Pra’ del Donatore?
Un desolato Vertigo, la classica partitaccia estiva.
L’incoscienza di Zeno avrebbe potuto procurargli danni da centro traumatologico, se non si fosse dato una calmata dopo la terza falciata e la mia promessa di reazioni al limiti del regolamento, se fosse arrivata anche la quarta.
Ricominciare di mercoledì è un po’ strano, lo ammetto, ma il pensiero della settimana corta è un buon sollievo.
Senza esagerare troppo.
Simpaticoni proprio i colleghi.
Sempre cordiale, il capo, che manco mi saluta.
Astuto, soprattutto, quello che non si capacita, non capisce, non concepisce che una sagra intitolata a San Bartolomeo si prolunghi fino a quattro giorni oltre il dì di festa del santo... ingegnere è!
Ci autoinvitiamo per la famosa fetta di dolce che abbiamo perso perché eravamo via?
Auguri vicino, eccoti il regalo, testimone escluso, a posto fino ai tuoi “anta”.
Maia è una coccolona infaticabile, il baseball con la Wii è quasi sport vero ed io sono un lanciatore da cartone animato, il Tommy Young dei Giants di Saccolongo.

Non ho capito perché, dato che eravamo d’accordo da prima, non siamo andati a vedere i fuochi in sagra a Mestrino...
Non ho capito perché uno debba far finta di essere povero in canna quando tutti sanno benissimo che tra campi e appartamenti non è affatto così...
Non ho capito perché mi sia dispiaciuto tanto vedere quei pochi scatti della Sicilia... no, questo l’ho capito, eccome, ed è un gran peccato davvero.
Se conosco qualcuno per vedere Reggina-Padova? Ma per carità, ok tifosi, ma non esageriamo ora...
Ferrara sì, Ferrara boh, Lissaro sì, Lissaro forse, Monterosso sì, Monterosso quasi.
Sono contrario che un gruppetto di soli maschietti vada al cinema a vedere un cartone animato.
Sempre che non sia Kenshiro.
Strano, ho aperto la persiana, dal colore e dalla nebbia pareva ottobre, solo che la temperatura era quella di luglio. A fine agosto. In fabbrica quattro gatti e poca voglia di fare bene.
Allo Zenzero lo spritz torna di livello, nonostante quelle auto “orende”.
Monterosso per i famosi bigoli, la notizia dell’arrivo di un nuovo piccolo aiutante di Babbo Natale è grandiosa.
Non so perché, non capisco come si finisca sempre a parlare di qualsiasi cosa che non centri nulla.
Mi senti bene? Sarà.
La sostanza, però, non cambia mai. Quasi non esistessi.
Bravi i postini che imbucano cartoline dall’indirizzo sbagliato nella cassetta della casa giusta.
Già, cartoline. Ho ancora questo pessimo vizio. E ancora ci resto un po’ maluccio quando mi dicono che non ne riceverò in cambio, vuoi per pigrizia, vuoi per mancanza di soldi da spendere, vuoi per un’usanza che va sempre più in disuso.
Messaggi che ho mandato tardi, messaggi che mi sono arrivati tardi, me ne vado a casa.
Uno, se è vero, lo ricorderò per tutta la vita, Anna.
E perdere il concerto di Milano sarebbe il male minore.

E’ la fine, non di tutto, ma di troppo.
E’ l’improvvisa coscienza di non avere più quindici anni.
E’ un’apatia feroce.
E’ il non aver niente da dire.
E’ la visione improvvisa di tanta mediocrità che mi circonda.
E’ come finire il giro in giostra.
E’ proprio quella terribile sensazione di essere invecchiato di colpo.

“Just Getting Older – Oasis”

It’s nine o’clock
I’m getting tired
I’m sick of all my records
And the clothes I bought today
Am I cracking up
Or just getting older?

Staying in
I can’t be bothered
Making conversation
With the friends that I don’t know
Am I cracking up
Or just getting older?

And I bet that this is how life
Turns out when you’re finally grown
And you know if this my life
Sit around all day on my own

I’m halfway up to the bottom
Of another bottle
Of my next best favourite friend
Am I cracking up
Or just getting older?

You’re not cracking up
You’re just getting older
We’re not cracking up
We’re just getting older


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domenica 16 agosto 2009 - ore 01:07



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questi lunedì fatti per dormire fino a tardi... tutto sommato la crisi ha i suoi lati positivi.
Il voto al referendum? Ma anche no.
Mi piace fare pesi sollevando e travasando nei fiaschi un paio di taniche di pinot grigio.
Ci sono album e foto degli sposi da ritirare, un salto dal commercialista, che fatica le cartolerie, allora ci si ferma al Brentelle. Ehm... quindi???
In quale sera potrò? Non lo so, non rispondo.
Addio, John Carter III, addio pronto soccorso universitario di Chicago... come farò, ora?

Dato che lavoro ce n’è poco, è normale che la confusione cresca ogni giorno di più.
Che dire ai fornitori che si trovano con i pagamenti bloccati senza un valido pretesto?
Caro signor Ruggero, io non sono un esperto di vestiti eleganti, potrò almeno chiedere se esistono le braghe senza piega? E un completo in stile un po’ vintage, neanche? Non dimenticarti che tuo padre ha cominciato con un banco al mercato. Restano i dubbi sui colori di camicia e cravatta.
L’invio della canzone con il testo è stata apprezzata nelle Marche. Non mi sarebbe dispiaciuto avere un parere, una risposta, un riscontro anche dagli amici padovani...
Fuochi a Rubano o fuochi a Campodoro?
Scelta poco patriottica. Che poi, patriota si scrive con una “t” e patriottico con due “t”?
Gli amici in servitù, me ne fuggo in sella allo scooter, direzione festa della Trebbiatura. Viva le presentazioni, ci siamo visti anche la domenica precedente e non so da quanti anni ormai succede che mi chiedi se voglio la fetta d’arancia nella Hoegardeen...
Non ho capito bene perché mi è sembrato di essere un platano impiantato con tanto di radici secolari...
Ma le sequoie hanno le radici sequolari?
Mancava solo arrivasse un cane a pisciarmi addosso. Me ne vado, con tanti dubbi e i nuvoloni in testa, se qualcosa s’è incrinato non sarà stata colpa mia.
I messaggi di scusa nel cuore della notte lasciano il tempo che trovano, i problemi ce li hanno tutti, lo stile ce l’hanno in pochi.
L’estate, nonostante vada e venga, è rappresentata anche dai concerti in quel di Ferrara. Cominciamo bene con mezzora di ritardo causa bestie con un piede nella fossa. Sosta a Terme Euganee, il parcheggio non si paga dopo le 20. Pizze nocine e piadine buonissime con scamorza e zia ferrarese (che fosse salame di donna romagnola?), il gelato una consuetudine, anche i gusti, ahimè. Abbasso l’amarena.
Esuli patavini, non sono pochi che hanno percorso l’A14 per l’occasione. Per Morrissey a Rimini? Fatta maron. Sarà una settimana impegnativa, quella tra il 13 e il 20 luglio...
Il cielo ha nuvole strane. In mezzo alla calca, se sei basso, non vedi un tubo.
I Klimt 1918, anglofoni di Roma, promossi, con la scusa dell’impianto.
Una voce urlante continua a chiamare un tale “Tom”... che arriva sul palco assieme agli altri Editors.
Bravi, bravissimi. Ma me la son segnata che non hanno eseguito la mia canzone preferita...
Scaletta corta per la pioggia??? Quale pioggia? Giuliacci non è un roadie.
Il ritorno per strada Battaglia, una paletta mi fa accostare. Non si può dire “ciao” ad un carabiniere!
Sherwood, dal retro si risparmia anche l’euro. Angelito dov’è? Un succo alla pera medio?
I panini sono più belli che buoni.
Ultime foto da cercare, la mia settimana finisce ancora con il giovedì. L’ex capo ci bidona al probabile ultimo aperitivo dei soliti quattro.
Continua la collezione d’umiliazioni per i colorati: anche sotto la pioggia, il risultato non cambia.
Mi stupisco ancora se l’ennesima serata va in malora, io sono intollerante solo a questo pressappochismo, non all’anguria.
Il contentino, stile bambino viziato, non è servito proprio a nulla.
Rivoglio le vecchie cameriere, non una tatuata zoticona.
Qualcuno arriva, pare che sia morto Michael Jackson...
La pioggia, una bustina di zucchero, una monetina portafortuna, i palmi scarabocchiati, bei regali, ciò!
Mi sveglio, è vero, il re del pop non c’è più.
Non pensavo potesse andarsene, l’alone di mistero che lo circondava, mi dava la sensazione che fosse ormai un’entità.
E poi... cinquant’anni... come si fa a dare un’età al moonwalker?
Sarà stato anche un uomo poco raccomandabile, forse pervertito, eccentrico, decolorato... ma è stato un genio pure lui...
Un invito a pranzo di venerdì è sempre gradito, soprattutto se questo mi permette di scappare dai fusilli con il tonno che vengono serviti, puntualmente con cadenza settimanale, a casa mia.
Che risate nel leggere le email demotivate e quasi supplichevoli dei consueti avversari.
I mussi di lissaro ci sono anche a Dublino? A giudicare dalle cartoline irlandesi... pare proprio di sì.
Non hanno iniziato proprio benissimo la Master League, i calciatori del “Manchester White”.
Il giro dell’isolato, sul sellino posteriore della Lambretta, non si nega a nessuno, seppur “colpevole” di “epurazioni fotografiche” nei pc altrui...
Le corse per stampare l’ultima manciata di foto, non c’è più il biadesivo di una volta, la catena di montaggio viaggia spedita, aprire la Moretti usando l’accendino è una questione di principio e di orgoglio personale.
No, il vestito non è uguale al mio... paura eh?
Dico io, ma se un’agenzia di viaggi non tiene aperto al sabato pomeriggio... come fa a far soldi?
Ecco, sapevo che non c’era più uno dei buoni motivi per andare al Ventinove per lo spritz.
Gente poco raccomandabile nei pressi dei giardini dell’Arena? Ma nooo!
Supernova+Daylight in favore dell’Abruzzo... mi fa strano sentire un concerto degli Oasis “di casa nostra” seduto come al cinema. Quanta gente però, troppe “persone serie” oltre ai soliti compagni d’avventure gallagheriane.
Un Liam che inneggia al Padova e che indossa la maglia biancoscudata del centenario... beh, lo abbiamo solo noi.
“Alla trombetta... “ e qualcuna grida il mio nome e cognome... che sputtanamento micidiale!!
Quattro gocce di pioggia non hanno mai fatto male a nessuno... eppure la speaker, che era stata alla sagra del porro per sua stessa ammissione, interrompe la serata.
Super piadina da “Bepi”, gli slavi parlano in italiano meglio del fido e ambiguo aiutante...
Simpatia tatuata al bancone, Cheryl mi dicono essere stata grandiosa. Una mi dice che ho la faccia di uno che ha dormito un sacco, un’altra che ho la faccia da ubriaco... mettetevi d’accordo, please.
Banalmente, ho un nuovo migliore amico, uno che ha sempre cercato di evitarmi fino a pochi giorni prima, arresosi ora alla sua (meritata) solitudine...
Che non ci allarghiamo troppo, ora...
Il ballo di San Vito??? Ah ah ah
Che poi, dov’è San Vito??? Ah ah ah
Valentino, cento vittorie. E con che stile.
Che bello girare per strada, in un domenicale pomeriggio assolato, con un carretto di legno attaccato sotto la sella della bicicletta.
Riposarsi su tale carretto diciamo aiuta a vedere il mondo da una prospettiva completamente... ribaltata...
Tutti al lavoro, tutti i “soliti”. E che lavoro. Che bellezza. Non il cane spelacchiato di casa, ma il cane guro.
Inviti non colti, come al solito, tutti in sagra a Bosco. Ma volete che venga a piovere, che sono anche su due ruote?
A dirotto.
Che difficile stare al tavolo con gli sposi e non farsi scappare nulla... se non le due dita in segno di vittoria e la lingua penzoloni.
La fauna di boscolandia è roba da boscaioli?
Tipo uno dei miei ex compagni delle medie, classico prototipo di tamarro di periferia, assieme ad una delle ragazze più belle su cui abbia mai posato gli occhi, almeno nei dintorni di Rubano. Proprio quella che avevo visto in sagra nella mia parrocchia nove giorni prima.
Sto pensando seriamente di portare avanti, in tutte le sagre limitrofe, una relazione clandestina fatta di sguardi e cortesie al bancone dei caffè...
Nonostante il tempo, l’anguria gentilmente offerta dal “cocomero manager” è piaciuta.
Da quanto non si lavorava una settimana intera? Non lo ricordo. Quaranta ore piene sembrano un fuoco fatuo.
E chi è che ha sfera magica per buttar giù un plausibile budget d’acquisto per il 2010?
Gli amoli raccolti a Limena fanno furori nel nostro ufficio. Amolo... che in italiano si chiamerebbe mirabolano.
Un giro in sagra di lunedì, è richiesta la mia compagnia dal socio anguriaro. Non è cattiveria, tanto è vero che sono pure partito in sella allo scooter e tornato indietro, non avevo molta voglia di lavarmi per la seconda sera di fila.
Riunioni estenuanti a parlare d’aria fritta, il pensiero del giorno è rivolto ai colleghi che con la fine di Giugno sono entrati inesorabilmente in mobilità.
Paolino mi mancherà, per i fuori programma viticoli durante le trasferte, per la sua conoscenza dell’acciaio, per la sua astuzia e scaltrezza, per la sua volgarità molto genuina e molto veneta... Tra caccia ai cinghiali e campagna credo avrà il suo bel da fare anche in pensione.
Chissà c’inviti una sera a cena, a degustare buon vino e cacciagione, anche se la richiesta della mia collega zitella, che preferirebbe mangiare gli uccelli, ha scatenato solo risate e poche promesse da mantenere...
Tutti a ritirare il vestito, il colore della cravatta, ho capito, verrà deciso in base all’umore al risveglio.
Isterismo consanguineo, mai vista tanta superbia e irriconoscenza in una sola persona.
Stavolta niente acqua sulla strada della nota sagra. Che collaboratori spendaccioni e un po’ “intortati”, che abbiamo.
Le patatine fritte sono sempre irresistibili, le chiacchiere del noto Gionny sono sempre estenuanti.
Una visione mora alla rotonda, incrocio di sguardi, incrocio di strade, poi via ognuno per la sua, prima di capottarmi su per lo spartitraffico.
Francesi, che email del cavolo... già non si spiegano a voce, figurarsi per iscritto.
Tappa in agenzia di viaggi, stavolta sono aperti. Pare brutto, come regalo di nozze, una ricevuta fiscale?
“Che condizionatore di merda che spande acqua sul marciapiede...” Anche il titolare del negozio è d’accordo, pur squadrandoci con sopracciglio rabbioso...
Gli spritz al fresco sono meglio degli spritz al caldo. Ora so il nome e la via. Propongo un piano ma vengo stroncato subito.
Una camicia bellissima, a righe (reggimental?), mi spiace solo aver cannato la taglia, ma posso sempre riciclarla come camicia da notte.
Ultimo incontro prima del fatidico sabato? Le classiche presenze da ultimo minuto, servono a poco se poi quelli che lavorano sono sempre gli stessi. Il dolce della padrona di casa è sempre spettacolare, anche i fuochi di Bosco visti in lontananza.
All’una passata, visto che siamo rimasti in tre e storditi, ci si può anche fermare.
Ora gli ultimi dettagli.
La cassa integrazione “orizzontale” e il contratto di solidarietà? Mi puzza di fregatura. Ma il premio di produzione 2008... c’è o non c’è?
Nuova sfida bianchi contro colorati. Ormai gli avversari sono rinunciatari del tutto: li giustifico così, per non dire sempre che sono scarsi.
Salta l’ultimo brindisi con lo sposo calcettista, cena con i “vecchi della logistica”, neanche dirlo che sono io il più giovane.
Niente aria condizionata, i gamberetti in salsa rosa con melone e pesca non sono poi così male, il resto ottimo ma credevo rimanessimo più leggerini visto il caldo...
I nuovi soprannomi dei colleghi superstiti non li sapevo mica, così ho scoperto “il genio del nulla” ed il “nido delle aquile”, cerchia ristretta di menti... eccelse...
Troppo tardi per i celestini ascani.
Spero che l’inglesino spedisca presto il biglietto... il tempo stringe peggio del limone.
Mi spiace saltare il compleanno del ragazzo padre della fisica e della chimica, ma ho il matrimonio bis, sponda italiana stavolta.
Lavaggio Li 125, operazione delicata e soddisfacente, i destinatari di tante attenzioni mi chiamano attraverso l’orto del vicino comune, vedo tante fiocche, il nervosismo è bene nascosto.
La luce al civico 16 si accende ad intermittenza, il compressore non fa casino... no no... palloncini ripieni di acqua, farina, semi di papavero e ceci.
Da non credere che, nel palinsesto di canale 5, la sera prima dell’evento nato come conseguenza decennale di un appuntamento al cinema, abbia trovato spazio proprio Notting Hill...
La pioggia non permette le scritte sull’asfalto? Vai di striscioni sul cellophane. Il nastro di carta è stata una pessima idea. I cani di Bosco fanno un casino della madonna, l’invito in rotonda, a non tirar pacco alla partita di paletto, è da lacrimuccia nostalgica...
Niente, neanche stasera è destino che risponda ad un invito tanto apprezzato...
Buonanotte, che siamo sfiniti.
Tutti tranne lo sposo che ci chiama per un aperitivo prima di pranzo nel giorno fatidico. Che caldo. Non è colpa del prosecco.
Nel cantiere cabinato, ultimi allestimenti sul carretto cangurato, le bandiere, i barattoli e immondizie varie, la targa.

Trasferimento biciclico nei pressi della chiesa, ora siamo pronti per davvero.
Lilla o grigio chiaro? La luna preferisce il secondo colore.
Lambretta splendente e piena di ciocche bianche, occhiale anni 80 che sarà un distintivo, andiamo a prendere lo sposo.

Domenica, si ronfa alla grande, mia madre afferma di aver sentito i cacciatori, in verità era il neo sposino che scoppiava i palloncini ripieni in giardino...
Le foto sono tutte per voi, contento di avervi commosso.
Caro ex collega Gian, vedi che ogni tanto mi trovi per strada?
Abbiamo le prove fotografiche della faida del bouquet.
L’anguria fanina, molto buona, soprattutto se accompagnata dalla sambuca. I semi è meglio mangiarli o tenerli sulla salvietta, sputarli in giro, perché la mira non è abbastanza buona per centrare il vaso rubato la sera prima con funzione di sputacchiera, fa un po’ schifetto...
Non ho capito bene il tiro per quel cavolo di biglietto a Rimini... non si poteva prendere anche il mio, dopo tutte le volte che sono andato io?
Che sia in via Facciolati il bar Facciolati? Un aperitivo di compleanno senza auguri, siamo in anticipo di un giorno. Tanta gente, tanti marajoni, tante betoneghe, amiche vampire e un po’ pedofile, cugini figli di papà di super animatori rubanesi, non avevo mai visto riciclare in tempo reale i regali di compleanno, un po’ di cattivo gusto la faccenda.
Andate tutti a casa? Mi lasciate al chiosco? Una tavolata di ben otto donne. Aiuto! Mi tocca cantare la canzone.
Grazie della sambuca, la cicca la intingerò la prossima volta sempre che dentro al bicchiere non ci siano ghiaccio e mosche a profusione.
Giro turistico Treponti, Bresseo, Saccolongo, grazie mille compaesana!
Che bello alzarsi il lunedì ad un orario più indecente rispetto il giorno prima.
Assicurazione scaduta, per fortuna due ruote costano meno di quattro.
Le prese australiane, che strane, nemmeno l’adattatore universale vuol saperne delle spine dell’Oceania.
Fate buon viaggio, voglio la cartolina, sempre che ricordiate il mio indirizzo.
Troppa erba da tagliare, troppo umido il terreno, troppo sconnessa la riva.
C’è lo meritiamo uno spritz? Anca massa, anca massa.
Ora sì, passato l’organizzazione di tutto l’ambaradan, vedo un viso più sorridente e rilassato.
Neanche male avere un capo con i sensi di colpa.
“Life on Mars”, promosso!! Quando mai si era visto un telefilm ambientato a Manchester nel 1973?
Cinque giorni da lavorare in due settimane, appuntamenti che basterebbero per un mese.
Che martedì surreale, prima i funerali dei martiri viareggini, poi quelli spettacolari di Michael Jackson...
Neanche questo lavoro andava bene? Che sorella disadattata che ho.
Grazie per il biglietto del Moz... ma non potevi farmi la cortesia qualche giorno prima?
Gente che avanza schei e birre al posto delle commissioni della carta di credito.
Un giro a Sherwood, tra bancarelle e birre sempre a prezzo poco onesto. Le retate indubbiamente sono state ordinate ad hoc per il periodo del G8. Che fine abbia fatto il nostro amico?
Buone le noccioline, contate a causa di colleghe golose, il “pareo” va bene per lui, la “parea” per lei? Ehhh, niente feste hawaiane. Niente posti dove festeggiare degnamente. Che stiano bene i cani da pastore?
Gli abiti taglia “F”: da figa? Io io, faccio il da camerino!!
“Tu sappi!” Con la zappa in mano e il cappello di paglia in testa, farò anche questo.
Il sonno è tremendo nelle riunioni. Soprattutto in quelle inutili.
Chi mi chiama in ufficio ad ore così balorde??? Una super mamma!! Un invito per uno spritz al centro commerciale con i pochi amici del lavoro. Pur sapendo tutto, ci sono rimasto male nel sapere che la che mio l’ha costretta ad una parrucca. Ma che spirito forte...
Ritardi, come al solito, purtroppo, quando il rispetto è sempre troppo poco. Tutti in auto ascoltano “the king of pop”? Ho capito che è tornato, purtroppo per lui, alla ribalta...
Il nostro (più vostro...) amico “big potato”, in camicia è una novità, quell’altro con il giubbino in pelle sempre addosso anche no, scene già viste che non funzionano più.
Mancava la bancarella dei libri. Mi mancava un romanzo sconosciuto di una giapponese sconosciuta.
E noi niente festa nell’appartamento vicino al Duomo?
Ma possibile che devo pensarci io a fare un regalo che mi potevo evitare? Che fantasia sarebbe copiarmi il regalo fatto appena due mesetti fa? Fantasia non sarebbe se fantasia non esistesse proprio in talune menti.
Calcetto, l’ultimo del giovedì, risultato imbarazzante a favore dei bianchi. Un tavolo e un club dal buon sir Claudio non me lo leva nessuno. Anzi, raddoppio e tiro tardi, compaesanamente parlando.
Venerdì zenzen, birre umidicce in Olanda, mi spiace non cogliere inviti di chi mi aspetta al Banale, ma era una serata decisamente... fresca?
Bel pacco ragazzo mio, il tuo cinema è diventato una professorina?
Il Festival estivo padovano, auguri alla bionda, la crepes dolce e magliette per sposi... non è molto facile farsi cagare seriamente dall’omino fumato e bevuto.
Shopping un po’ a vuoto, vale solo una maglia e il bigliettino d’auguri. Ragazzo mio (mi piace “ragazzo mio”), a parte che non so cosa aspettavi ancora, ma non puoi essere così impedito con quel sito e la carta di credito...
Elegante ma non troppo, la cravatta stavolta resta a casa, il biglietto, in rima, prende forma tra una buca e l’altra della Piovese.
Entriamo quando gli sposi, ma dalla porta di servizio, come i ladri...
Il santuario del Cristo di Arzerello, la leggenda è nota. Una messa semplice, due preti ex missionari dalle voci segnate da decenni passati in sudamerica, il maestro Miazzi a capo del vetusto coro, qualche inglese visibile da un miglio di distanza... Che belli, il Ciaci e la Vic! Ben ritrovati a tutti, a quelli che erano a Londra in Aprile, a quelli che sono rimasti qui.
La villa a Bovolenta, mi riporta ad una delle più clamorose feste di laurea che io ricordi.
I quattro gondolieri, musici fantastici, si districano con sapienti arrangiamenti tra “Yesterday” e “Me compare Giacometo”.

Il salame lungo un metro!!! Finalmente il taglio ufficiale... pensare che quel maiale insaccato è venuto in Inghilterra pure lui, per niente, mancando il tempo, alla combriccola veneta, della classica merenda. La mia comare preferita che a momenti è parente del mio “compare”, le zie, i nonni, gli amici, le mie “amiche” tardone, non manca proprio nessuno. Si festeggia anche il compleanno di papà Enrico, numero uno in quanto a festoni.
Il gioco dei “culi”? Che imbarazzo stare in piedi sopra alla sedia a farsi palpare il posteriore dalla sposa... che a colpo sicuro individua le chiappe magre del suo compagno.
Danze, bottiglie, il dolce, tra una chiacchiera e l’altra conosco la “mia” fantomatica zia trasferitasi nel Kent ormai più di un decennio fa. Incredibile scoprire che prima di andare a sposarsi un milionario a servizio di sua maestà, ha lavorato alle vendite della ditta dove sono io adesso...
Le t-shirt per gli sposi hanno fatto colpo.

Dopo tre settimane in giro in moto per i paesi slavi, si tornerà a casa in aereo. La due ruote? Verrà guidata dal fratello che a sua volta rimpatrierà in aereo...
See you soon.
Gita a Venezia? In bus da Mestre, il biglietto è un dettaglio.
Il Taggia è la guida semiseria ideale per un tour semiserio e curioso della città lagunare, dedicato ai coinquilini dell’appartamento “storico”, agli architetti rubanesi e simpatizzanti, alle dottoresse, ai laureandi.
Un casino dal palco allestito in piazza San Marco.
La telefonata davanti a palazzo Ducale, il concerto del Moz è stato annullato. Bestemmie varie ed eventuali.
Giorgio Baffo, un pervertito da osteria, ci fa sorridere con la sua schiettezza sessuale.
La storia di Venezia, della sua goliardia, delle sue trovate geniali, dei suoi personaggi mezzi eroi e mezzi briganti, è veramente uno spettacolo.

Pausa spritz e polpetta, prima delle ultime tappe.
La pizzeria è “vagamente” schierata a sinistra, la tavolata è lunga. Che valzer di sedie. Fronte e lato destro, c’è da perdersi via.
Il gran maestro Taggia ci consegna il diploma.
Chi porta a casa i ... “turchi”???
Niente Moz, il nuovo dei Transformers... bello, bellissimo... ma fumettone. E poi non ho mai trovato una meccanica così gnocca che mi aggiusti il motorino.
L’acustico dei Fujiko non è un palliativo efficace come la crepe salata.
C’è gente che (non) ride di notte dopo aver ascoltato la barzelletta di Gesù in croce e del castoro... ma come si fa???
Si torna a lavorare. Ogni tanto.
Vertigini, il ragno nero è con noi, miss stadio ci è contro, purtroppo si pareggia.
Non eravamo d’accordo per uscire proprio questa sera, anniversario della presa della Pastiglia? No, un Mc Chicken dal McMerda, con la Mc prof, è ben più importante?
La valigia è pronta con due giorni d’anticipo.
Per cosa sarà ricordato il 15 luglio 2009? Per l’uscita del nuovo film di Harry Potter.
Grazie, di cuore, dall’Australia al vicinato, grazie meritato a chi si è ricordato. E fanculo al “club”, io avrei voluto morire a 27 anni, come Jimi, come Jim, come Janis, e stop.
Certo che ci speravo in qualche manifestazione d’affetto un po’ più tangibile di un sms striminzito...
Cara impiegata comunale, avrei una certa premura per il rinnovo della carta d’identità...
Non ho l’immunità oggi? No, baruffe e rospi, più che un’industria metalmeccanico sembra uno stagno pieno di melma.
Cappello di paglia, verrai con me in Spagna.
Un cin ed un gin serale, nel centro affollato, un saluto ai partenti, Marche, Valencia, Madrid.
L’aereo ci aspetta ad Orio al Serio.
Il Festival Internazionale de Benicassim, il FIB 2009, 5 giorni e 4 notti.
Salve, sono ritornato in patria. Un po’ bruciacchiato ma sempre io, Fiona. Con un vecchio t68 eriksson invalido dopo la trasferta iberica.
Salve, colleghi, cosa avete fatto senza di me? Schifo? Al solito.
Nuovo appuntamento calcistico di martedì, qualche compagno di squadra m’innervosisce, ma la classe non è acqua.
Una blues birra in compagnia, siamo quasi tutti abbronzantissimi.
Cari giovani innamorati, non mi pare un gran posto per il sesso orale, il parcheggio davanti la chiesa di Rubano.
Ma chi deve girare e confermare a chi, il discorso della sagra della salama? Soliti casini.
Mi ero dimenticato di avere il microfono rotto del vetusto cellulare, menomazione indelebile di un pomeriggio ispanico. Chiamatemi pure, farmi sentire sarà un’impresa se il microfono è partito.
Anche se, come suggerisce qualcuno, potrei auricolarmi...
Od iniziare ad usare quel V3, diventato vecchio a forza di passare i suoi anni migliori dentro la scatoletta rossa della Vodafone.
Ma guarda un po’, il buon Piva, tornato da Barcellona apposta per vedersi il concerto del Boss... aveva già comprato il biglietto!
Il tentato furto di sedie dai tavolini in piazza è stato sventato, la mia proverbiale memoria perde colpi, grossi, il rosso bevuto a cena quasi mi ha tagliato le gambe ed evidentemente qualche ricordo nitido.
Non posso prendermi il pomeriggio. Ma un paio d’ore anche sì, l’importante è uscire dall’ufficio senza farsi vedere dal capo.
Le mille e più raccomandazioni della signora Marisa, vorrei dirle che ormai non siamo bambini, solo che non riesco a pronunciare bene le età anagrafiche...
Vai di passante, gran rustico e birretta, la destinazione è lo stadio Friuli.
Coda al casello, al semaforo, i parcheggi strapieni. L’auto la nascondo bene tra vari rimorchi in un incastro improponibile.
Saliamo in gradinata, prendiamo posto, ammiriamo il bell’impianto. Caro Boss, siamo prontissimi!
Lo facevo più puntuale... intanto arrivano i ritardatari e mi ringrazio per l’autonomia automobilistica.
Grazie all’altezza favorevole, scorgiamo una colonna di macchine e lampeggianti che arriva dietro il palco, iniziano i boati, neanche un minuto e Bruce Springsteen con la E Street Band è sul palco.
“Mandi, Udin!!” E’ già amore.

Canzoni ne so poche, non importa, mi sento comunque trascinato in un vortice musicale senza precedenti.
Il Boss che scende tra la gente, il Boss che sceglie le canzoni suggerite dai fan, il Boss che fa cantare una strofa ad un bambino, il Boss che si fa lavare il capo con la grappa... Il Boss è evidentemente Dio.
“Born in the USA”, cantata da 35.000 persone, è stato un inno memorabile.
Quasi tre ore, con le mani viola e la voce ormai persa. Meraviglioso.
La t-shirt è d’obbligo, che mi sia regalata no ma ho apprezzato tantissimo. Per lo sconto lascia fare a me, che è il mio lavoro. Che bei, in divisa!!
Colonna immane, quella stradina sulla destra una scorciatoia magica. Un po’ a rilento si arriva in autogrill, tra un centinaio di reduci dallo stadio.
Punto la sveglia, quattro ore previste di sonno. Diventano sei causa spegnimento nel dormiveglia, chi poteva intervenire a casa era evidentemente convinto che fosse il classico venerdì di cassa integrazione.
Eh no, fatalità.
Non son mica più abituato a lavorare (sclerale?) una settimana intera.
Barba e doccia, il sonno è feroce, lo spritz aiuta davvero poco a mantenersi vigili.
Curtarock, e sia. I Punk cappelloni mexicani suonano molto da già sentito. Gli altri arrivano a rate, gli Illuminati stupiscono con i loro testi molto religiosi, la politica e Berlusca tengono banco, il piatto tiene la porchetta, il vinile della PFM me lo tengo stretto stretto. Che bello il Piva, che bello scoprire che la sera prima si era tutti a Udine.
Far finta di non conoscere... a qualcuno vien bene... d’altronde, con dei ceffi del genere per amici... è comprensibile.
Grande super Checco Merdez.
Piazzola bloccata, la piazza è trasformata in attesa dei Pooh.
Odio aspettare. Soprattutto se chi arriva in clamoroso ritardo vorrebbe anche 5 minuti per un aperitivo.
Sì sì, anche a me piace De Gregori, eccome. Soprattutto la canzone “la locomotiva”, come no. Anche a Guccini piace molto.
Salama a Buonacompra, hanno un fascino particolare le sagre nel ferrarese. Siamo solo in ottanta persone...
“Io sto con il porco” compare sulla t-shirt di molti.
Il maestro ci conduce tra le cucine come fossimo in gita scolastica. Che bontà. Che gusto.

Peccato per le foto cancellate e quella sensazione di “pentimento” percepita per tutta la serata. Scusate se ci siamo anche noi. Se ci sono anch’io. Che ho voluto condividere.
Peccato non abbiate visto la consegna della “banana” ripiena. Già. Peccato davvero.
Peccato non aver guardato con un minimo di attenzione vicino all’enorme pista da ballo 5x5.
Peccato andar via senza salutare, potrebbe essere malauguratamente interpretato come segno di maleducazione.
Ciao eh!
Salutare... scherziamo? I t9 moderni ormai non hanno più in memoria termini tipo “ciao”, “buongiorno”, “salve”...
Se sei in comodo, noi vorremmo anche andare a casa.
Lascia stare, per le sigle ti stronco quando vuoi.
Ultima birra, neanche l’onto potrebbe più venderla dopo le 2 di notte...
Grazie, davvero, per il regalo, apprezzato veramente. In fondo che differenza c’è tra una Vespa ed una Lambretta?
Quella strana sensazione di rabbia e delusione, una via di mezzo tra la voglia di piangere e la necessità di bestemmiare.
Ci mancava solo una domenica. Massa distrutto. Rossi sgagnato. Io annoiato.
Spagnoli, ancora. Un’epidemia. Ma finirà prima o poi questa “influenza”?
Solo il nostro amico più scaltro e attivo poteva essere esponente del “turbodinamismo”...
Fate con comodo, noi siamo già seduti da mezzora, perdersi per Abano è una scusa da turista tedesco.
La mega pizza contrasta con il nome del paesino “tre(s)mignon”.
Ecco, se avete di queste uscite... mi imbarazzo. Grazie del libro. Mi tocca recitare le più sconce tra le poesie di quel puttaniere che fu Giorgio Baffo.
Uno sguardo, un orecchio a questi “Il Teatro degli Orrori” per l’ultima sera del festival nostrano. Rendono onore al loro nome.
Grazie architetto per il cinema “aggratis”, I love “I love Radio Rock”. Radio Birikina trasmette da un gommone sulla “Storta”? O da una zattera in cava a Bosco?
Cenaconcerto, Berlino o Berlisì? Niente Gallagher al cinema insomma.
Chi è che interrompe le mie performances musicali facendomi gesti dalla strada?
Racconti di Australia, di canguri morti lungo le strade, davanti ad una fetta di anguria ed una birra fresca.
Ci guadagno una delle sveglie nascoste in camera nella prima notte di nozze. Che non fa casino. Dopo che ho tolto la pila.
Una pizza tra colleghi, pochi colleghi a dire il vero, il posto sempre quello a Monteortone perché il proprietario è il compare di questo, amico di quell’altro... Un po’ smorta come serata, tra le chiacchiere del ridicolo “supposta” e i racconti incredibili sulla produzione del caffè servito.
Chiosco? Niente Banale? Al solito, qui si cambiano sempre le carte in tavola.
Amici che vanno, altri che arrivano. L’imperatore mestrinese mi si attacca come una cozza allo scoglio, una birra, alcuni suoi momenti di blackout... poteva andare peggio. La spiaggia con il Minotauro? Dove? Ai bagni “Minosse”? Andiamo in pulmino a Milano, il 30 agosto?
L’ex capo ormai è diventato un gran pacconaro.
In quattro per una griglia “pa far bronse” domenica?? Che gli scansafatiche guardino pure dall’altro lato della strada...
Anche la vecchia sorda... non è che mi freghi tanto di vedere il cavallo... tira fora ‘sto casseotto!!! Un signor casseotto di 2 metri e mezzo, con le ruote, con la doppia alimentazione bronse e gas: un barbecue da sagra!!
Corri a casa a prendere la borsa per l’ultimo appuntamento stagionale al campo. Non ho capito perché abbiamo ceduto un bianco titolare per un mona patentato... aggiungiamo la “nera” del cervo... arriva la sconfitta.
Il sahara al posto della gola.
Tutti dall’Ofelia!!! Neanche se ci mettevamo d’accordo. Checco dice che verrà a tempestare per colpa della nostra visita dopo troppo tempo. Un litro di birra mi pare il minimo per festeggiare.
Per sabato salto volentieri, a meno che non si abbandoni il parco acquatico per Movieland.
Tutti agitati prima delle ferie? Ma il pensiero di godersi tre settimane di (meritato?) riposo non dovrebbe far nascere sorrisi ed agevolare discussioni civili? No.
Maledette penali sulle consegne delle ferrovie, maledetto e malandato acciaio spagnolo ( e daghea!).
Peccato per un altro sms caduto nel vuoto. Per fortuna che il venerdì doveva essere ok...
Spritz, amici, lambrette scarenate, un’occhiata a Il Mattino, ultras rapinatori arrestati. Tra cui il socio di Vinnie.
Se puzza il formaggio puzzone...
Simpatia di camerieri e bijoux di straniere vestite senza un minimo di criterio.
Al mare io non vengo. Andateci voi. Inutile mi facciate processi. Soprattutto se neanche voi alla fine siete andati per cause “ignote”. Pentiti? Ehh, cassi vostri.
E Omar e Francesco tornano assieme sul palco dopo 12 anni. Un po’ imbarazzati anche.



Io non so dov’ero quel giorno. O meglio lo so. E avrei dovuto essere a Brescia.
Povera nonna Zandegù.
Ed inevitabilmente, non è servito defilarsi dalla porta della chiesa per non farsi vedere dalle sue care nipoti.
La missione pomeridiana è riempire una tanica da dieci, il cabernet sauvignon fa al caso nostro.
Tutti quelli che non sono a Sottomarina o in colonna sull’A4, sono evidentemente a Le Brentelle.
Belli gli inviti a cena. Soprattutto a Galta di Vigonovo. Nonostante si sbagli strada perché le indicazioni, fornite da una donna, non sono molto precise. Nonostante qualcuno, a caso, come sempre, non arrivi puntuale al ritrovo e si svegli solo dopo la mia chiamata minatoria.
Al terzo passaggio davanti al bar in rotonda, i vecchiotti seduti a prendere il fresco con un’ombra in mano iniziano a salutarci e a preoccuparsi del nostro girovagare.
Un’altra casa che ha la stessa tinta della mia? Una rarità.
Buona la pizza Fernanda! Copiona.
L’anguria in formato ghiacciolo è una novità.
Non so, sto come rivalutando le crociere.
Avevo capito sì, che al Venice Airport Festival non ci sarei andato.
Allora fa ridere ancora la barzelletta del castoro...
Domenica di sole cocente, è prevista una super grigliata.
I vicini mi accompagnano in passeggiata, i fochisti belli sudati sono già all’opera, le donne fanno i solchi tra la cucina e i tavoli sotto i gazebo. Ho scoperto come si fa il sorbetto.
Wow, quanta gente.
Il caldo, il sole, il clima di festa, chiamano gavettoni. Forse è il caso che qualcuno vada a casa a cambiarsi... per scoprire quei venti centimetri quadrati di pelle in più...
Gli affettati, le insalatone, la carne grigliata, il rosso e la birra, l’erba fresca, poi la partita a calcetto sei contro sei in trentasei metri quadrati è quasi una selezione naturale. Che bene.
Tappa a casa, stampante e doccia, il ritorno sul luogo del delitto per finire l’opera, facendosi riguardo, ma anche no, verso i ritardatari (che tanto avevano anche già cenato a casa...).
Troppi juventini, troppi.
Perché non ho cominciato le ferie di lunedì come tutti gli altri? Perché c’erano due riunioni “fondamentali” fissate nei primi due giorni della settimana. Talmente fondamentali e indispensabili che sono state annullate: “faremo al ritorno delle ferie...”. Grazie, grazie al... capo.
Perché mio padre deve uscire di casa prima delle 8 se tanto è in pensione? Che poi mi tocca corrergli dietro per portargli le carte.
Mi consolano il traffico per la strada pressoché inesistente e il clima più mite in azienda, che ha favorito la proliferazione di stormi di feroci zanzare nate in cattività.
Il cielo è scuro, scappo a casa che sennò mi lavo. Puntualmente annegato, ho intenzione di montare un periscopio sulla Li 125...
Mia madre mi si siede di fronte durante la mia colazione ad occhi chiusi e pesti.
Ma te pare che messo cusì, sia in grado di sparare dei numeri significativi per il Superenalotto???
Una fuga alle poste durante la pausa pranzo, che sia Rubano o che sia Caselle, il risultato, ahimè, non cambia.
E il capo è in fila subito dietro di me.
Speravo mi offrisse il pranzo in bar, visto l’ora che abbiamo fatto...
Il fuori sede è inserito. Ne riparliamo tra una ventina di giorni.
Millemiliardi di foto australiane, una fetta d’anguria ed un sorso, anche due, di birra artigianale.
L’Australia sembra l’Arizzona.
Orsetti? Visti a più n’oppossum...
Primo giorno di ferie, che si sentono onestamente poco.
Ritorni da Rodi, ritorni da Vo’, pettegolezzi tanti, troppi.
Al So Far So Good ad Abano minimo mi sarei aspettato di trovare Bryan Adams.
I Palco Mobile, “Birra e Brioche” secondo me è una potenziale hit.
Poco altro da aggiungere, se non che mi aspettavo di essere accolto in maniera decisamente diversa, avendo raccolto un invito che alla fine mi è sembrato più dovuto che sentito.
Le foto delle nostre smorfie faranno furori.
Il covo? E’ una novità al parco degli Alpini.
Compaesana, eccomi qua. Mi sembra di essere tornato indietro di un secolo, quando d’estate si stava fuori a chiacchierare e fumare sui gradoni della piazza di Rubano.
Paolo Nutini vs Marilyn Manson?
Un po’ troppo insistente l’indiano venditore di rose all’incrocio della Stanga.
Se fossi stato un fanatico della pulizia dell’auto, gli avrei amputato le dita.
Convocazioni vertiginose, gli ultimi temerari del calcetto estivo, l’unico campo illuminato è il nostro.
Niente male la granatina al gusto anguria sintetica, niente a che vedere, comunque, con la grattachecca di trasteveriana memoria.
Ipotesi di ferie, gli incroci marchigiani forse saranno da evitare, mica vogliamo creare una colonia rubanese in regione straniera.
Un’inculata proprio, le offerte dell’ultimo minuto dei vari Expedia.it e Lastminute.com... un po’ tipo i voli Ryanair che solo alla fine aggiungono una folta schiera di spese aggiuntive.
Lisbona sarà per la prossima volta, se ci organizzeremo una volta tanto con qualche mese di anticipo.
Il ritrovo a pranzo in un deserto venerdì di città, un abbraccio che trasmette calore.
Ascolta Easy Network, fidati. Scusa, ma quando sento i Clash per radio non riesco a non fare gesti.
Shopping da saldi estivi? Un giubbino in pelle.
Vinnie almeno è rimasto a mandare avanti la bottega.
Un salto dal Ventitré, che ne vale sempre la pena.
Qualcun altro finalmente può considerarsi in ferie, vale la pena banchettare al consueto ritrovo.
Cinema? Giro in montagna? Ehi, patatone, cosa sono tutte queste proposte?
E grazie alla bella architetta tutta tirata, che mi hai fatto compagnia nell’attesa di miss estetismo...
Belli i miei capelli? No no, meglio i tuoi, i like your new frangia. Grazie del prosecco e buon viaggione!!
Andare al cinema a scrocco, mi ci sto quasi abituando.
“Una notte da leoni”, se lo avessimo visto in giugno forse qualche spunto l’avremmo potuto prendere, per l’addio al celibato di Alain. Anche se, ammettiamolo, non ce la siamo cavata niente male.
Sir Claudio ha sempre un sorriso ed un tavolo pronto per noi.
Sguinzagliamo i nostri informatori spagnoli, per la Puglia. Gargano o Salento?
Vince la sponda jonica.
Che noce incredibile, la ricerca via web.
Per la sera niente di meglio della “festa del villeggiante” a Teolo, come al solito il problema più grosso è il parcheggio.
E la coda. Sostengo che il self service non può funzionare, soprattutto se mancano pietanze, in preparazione, che costringono la fila a fermarsi.
Però, sui colli, si sta freschi.
Eccoli qui i fratelli giusti, una morosa all’ottavo mese, un’altra con il bimbo italo rumeno un braccio. Alè.
Chiamatemi occhio di falco, pareva mi sentissi che stava arrivando qualcuno in lontananza...
I balli di gruppo in sagra sembrano tutti uguali, ma non è così.
Per esempio tra il ballo del pinguino e il ballo del canguro... cambia solo l’animale, la musica è indubbiamente quella.
L’orchestra si merita un applauso per la canzone di Lupin dei Castellina Pasi.

Squilla il telefono, spiegare come arrivare al Parco degli Alpini, partendo dal Prato, non è semplice.
Ma ci si riesce.
Giù per i tornanti, puntiamo diretti all’A4, destinazione Forte Marghera.
Wah Wah Club vs Lamette, se non è seratona questa...
I dispersi per la tangenziale arrivano tardi, dimenticando l’entusiasmo a casa. O in campeggio?
Odio i baristi nani. Odio quelli che fanno finta di non vedermi. Amo le bariste mod che mi offrono da bere, amo i checchi merdez che ogni volta mi salutano come fossi un fratellino, amo i boogaloo che ansiosi mi dicono che hanno pure il vinile di Wonderwall da cacciare sul piatto...
Brombo. E contento.
Un “ciao eh” che suona davvero male, sicuramente in un momento molto sbagliato, tanto da sembrare una presa in giro.
Peggio di una domenica ordinaria c’è solo una domenica ordinaria estiva.
Continua la ricerca, certo che anche i pugliesi si sono fatti esosi.
Grazie alla zia di Checco per le puntuali frecciatine. Lei, che può solo mettere un cero al Santo per aver visto quel tonto di suo figlio trovarsi una morosa, metterla incinta, sposarsi, diventare padre, il tutto in un anno. Uno e mezzo, forse.
Beh, che dire, ringrazio i soci per aver perso il concerto della Giovanna. Chi per la tessera che non ha, chi per un ritardo biasimevole.
Poi mettiamoci anche i casini a palla di chi speravo di incontrare in questa occasione.
Musica al Chiosco, la cantante è più carina che brava. Colleghe svampite, tardone raffreddate, sambuca con ghiaccio e mosca.
Io amo Elaine Robinson. E anche il Duetto Alfa Romeo.
Ancora incontri pro ferie, tra birrette, sfogliatine e lambrette pigre. Alla fine confermiamo il primo contatto, il buon Pierangelo, campione del mondo in “cassade”.
Il barista del Blues è parso quasi simpatico: il mondo si sta rovesciando.
Questo passa il convento quando gli altri bar sono chiusi.
Grazie per esserti divorato tutti gli arancini, caro ingordo egoista e unico (sfigato) lavoratore della settimana.
No no, ma stai pure a casa a riposare dato che lavori solo tu.
Io me ne sto a casa piuttosto di uscire di malavoglia o di uscire per reggere un romantico moccolo sul Brenta.
Niente montagna?
Allora si vada in posta, clamorosa fila lenta per un veloce vaglia salentino.
Passione per un altro pomeriggio a fracassarmi i maroni su internet... non ne ho proprio.
Bello essere chiamato per giocare a calcetto, con quella simpatica incombenza di dover trovare altri quattro giocatori...
Ovvio che io posso trovarli e li trovo. Ma i miei non sono dj.
Poi la partita è quella che è.
Telefonate troppo tardive, non volevo rovinare sonni e sogni altrui. Soprattutto avrei voluto parlare d’altro e spiegare certe lune, dato che le stelle cadono ed una volta cadute c’è ben poco da spiegare... Ma ho come l’impressione che non mi si voglia ascoltare.
Lo spritz da “estrema unzione” anche no. Buon viaggio, auf wiedersehen.
A Rosolina ci si rosola e si recuperano navigatori dai fratelli vacanzieri.
Bastasse un tom tom per migliorare la qualità della guida, 950 km non saranno uno scherzo. Soprattutto se non condurrò io né veicolo né show.
Caro paron della “vecchia Inghilterra”... corri più piano in auto, me raccomando!!
Secondo messaggio a vuoto... eeeh, il credito sarà a zero, forse sono io che ho un numero sbagliato in memoria.
Creddaghe.
Non ho capito perché dobbiamo trovarci così tardi per l’aperitivo.
Che poi viene giù il disastro dal cielo e bisogna scappare via.
Sì, chiaro, avevo capito che non saresti venuto, almeno avessi avuto la conferma entro il giorno stabilito... manco quella.
Via, lungo strada Battaglia, “nonsolorockfestival”, tutto attaccato, lo “smoke point”, birrette ed Italiani buzzurri.
Sul palco, gli adorabili vecchietti della PFM, tra i capolavori di Faber ed i loro classici, belli intrisi di quel profumo ascellare che sa di rock.

Fintantoché non è venuto giù anche il Signore, a “sece roverse”.
Fine del concerto che mancavano le loro canzoni di punta.
Ma in quell’umidità comune è stato eccezionale sentire la gente che continuava a cantare il “lalalallala la la la” del ritornello de “il pescatore” di De Andrè...
Con la pioggia, il bicchiere della birra rischia di non finire mai.
Tutti sotto il capannone, per il ristoro, per l’asciugatura quasi impossibile, per far esaltare una zia con la mia maglia dei Ramones.
Le toghe in bagagliaio sono venute buone. Come asciugamani. O asciugaculi.
L’appuntamento del venerdì, delle 14.03, puntuali, unici clienti della cinesina.
Una felpa con il cappuccio? Ma ti sembro tipo?
Colleghi rinunciano alle ferie per stipulare (ed iniziare a pagare) un mutuo per la casa nuova.
Due caffè, anche il giapponese mi fa la correzione di sambuca.
Corri corri, valigia pronta in 5 minuti, via per le stradine dell’Arcella, in tempo per il treno della vittoria!
Ah! E così non mi si aspetta più? Non rispondo per dispetto.
Anzi, inforco la Lambretta e me ne vado allo Stadio Euganeo, settore C, tribuna stampa, abbonamento per la nuova stagione di serie B, tiè!
Bello sbagliare la rampa nello stadio e sbucare in tribuna stampa con i fantasmi e gli uccellacci neri beccano il prato verde...
Se ad una certa età finisco anch’io così, con maglia a righe da marinaretto, attillata con la panza, 35 anni per gamba, faccia da vecchio sborone puttaniere, abbronzato con l’occhiale da sole, con accanto una stangona di 40 e passa anni, che pare un ex puttanone di terza categoria ormai rottamato... ecco, uccidetemi. Ma per sicurezza vi metto bene per iscritto tutto... si sa mai che mi ammazziate per un malinteso...
Chi è quel pazzo che affida la sua Dodge (del cazzo) a mia sorella? O ha bevuto o è innamorato perso.
Cugini erranti, trasandati senza meta. Almeno io non mi trasando, trasalisco. O trasalgo?
Toh, quella “simpatia sorriso Durbans” dello storico pasticcere rubanese...
Il mondo dicevo io che si stava rovesciando se pure all’amato Amsterdam veniamo accolti con un calore ed un sorriso mai visti prima...
La capitale della Scozia. Amico mio, se non ti viene, accetta “Edimburgo” come suggerimento.
Rob Roy, Braveheart ok, ci siamo. Per la spada di Merlino... insomma...
La caipiroska si può fare al gusto di albicoska?
Tempismo scarso. Come le nostre abbronzature. Dopo certe “esperienze” è normale tornare ai pruriti adolescenziali.
Ma anche no.
Però un giro a Bergamo, presentandomi come Pinco Pallino... io lo farei.
E offrirei gratuitamente anche il mio seme se quella meravigliosa ragazza desidera veramente così tanto diventare madre.
Serata un po’ inculata, solo quella, troppe tessere e troppi locali mediocri.
Ferragosto, una delle feste che odio di più.
Mi faccio la valigia, taglio l’erba per rompere le palle al vicinato fantasma.
O fuochi in Prato o sagra a Saccolongo.
E vada per la sagra del mio paese. Ma non della mia parrocchia.
Aperitivo rustico a base ginger, i poster di Checco e la sua B. Band, idoli di casa.
Ma stasera toccava a dj Bruno Pressato mietere dischi di liscio.
Non ho capito come mai abbiamo trovato il tavolo occupato. Cazzo, mi spiace che erano degli anziani. Mi è dispiaciuto anche che il custode del posto si sia dimostrato così poco abile.
Beh, questa storia che la sagra di Bosco è migliore è una filastrocca trita e ritrita. Che poi, quest’anno, il cibo era assolutamente mediocre e il premio come miglior sagra del 2008... merito della mafia dei baracconi e delle amicizie altolocate a livello di pro loco.
Troppo vino e troppa grappa.
Il mercatino equo solidale è ottimo per le letture da spiaggia, tra storie di preti, storie di robot e ricette per dolci al cucchiaio.
Bello il pacco viveri in pesca, con tre città: pasta, pomodoro e farina. Sicuramente meglio del solito bruschetto, del solito schiacciamosche o delle bolle di sapone.
Accappatoio? Se fosse per me sarebbe vietato portarlo in viaggio.
Andare a dormire? Ma va là, che tra un’ora si parte per Porto Cesareo...
Noi, intelligenti, che partiamo nel cuore della notte...
E’ tempo d’estate, un’estate bauca.
Fosse solo l’estate.

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domenica 16 agosto 2009 - ore 00:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il tempo passa più veloce di quanto credevo.
Forse è il caso che io cominci ad usare un orologio. Non ho abbandonato la barca, semplicemente ho fatto una sosta, nel frattempo, forse ho fatto anche qualcosa di meglio, un po’ di disintossicazione da internet, dal faccialibro soprattutto...
Ritrovo di centauri più o meno seri, due scooter non hanno sfigurato accanto alla fila di moto parcheggiate.
Eccola lì, una bella tempestina.
Dal cielo, non in brodo.
Ho odiato la curva rossonera. Con tutto il cuore.
E anche gli interisti che non hanno avuto rispetto dell’immenso Paolo e che si dimenticano che calci in culo si è preso il vecchio zio Bergomi a fine carriera...
In fiera? All’ultima sera? Non è che muoia dalla voglia... ma se tocca... Che storia infinita ‘sto panin coea porchetta.
Stand già mezzi sbaraccati, gente poca, la napoletana quasi me la regala la mozzarella di bufala.
Che sorpresa vedersi da queste parti. Perché ho voluto sapere cos’ha comprato suo moroso???
Alla domanda “Quanto costa?”, il cinesino mi risponde “Cinquanta pelcento!”.
Io: “Ok, ma quanto costerebbe?”
Lui: “Ti ho deto, cinquanta pelcento!”
Io: “Ma qual è il cento per cento???”
Lui: “Basta che legi (blutto cletino)!”
Temo mi abbia fatto passare per mona.
“Ecco spada di ninja…” Ha detto la parola magica, non potevo esimermi dal portare a casa quella katana e convincerlo a regalarmi il piedistallo.
Giornata a spasso per i monti (ma senza inerpicarsi troppo).
Non è il massimo percorrere Chiesanuova appena dopo le 8 di mattina di un lunedì lavorativo (per gli altri).
Ecco finalmente il famoso raccordo tra il nuovo passante e l’A27. Che bombe, le brioche in autogrill e le canzoni di Marilù.
Mezzocanale, il parcheggio di fronte, casualmente, alla trattoria “da Ninetta”, la quale Ninetta viene ad assicurarsi subito sulle intenzioni dei due forestieri. Un sentiero tranquillo tranquillo con il torrente un’ottantina di metri più sotto.
Una marmitta può dividere anche una cascata in due pezzi.

La tecnologia delle carrucole ha fatto passi da gigante in questi anni.

Come interpretare un semaforo in mezzo al limite del bosco?

Le quattro righe della descrizione cita “un’ardita passerella”; sarà anche bella solida a vedersi, avrà le reti alte ai late... ma dondola lo stesso.
Lo smolecamento dell’urina da ardite passerelle, fenomeno interessante.
I mussi tirano indietro le orecchie come i conigli, i pastori tedeschi con il tempo raddoppiano e diventano anche più aggressivi.

I muscoli antagonisti? Mi pare che sia la salita l’unica vera antagonista...
“Ninetta mia, morire di maggio, ci vuole tanto, troppo coraggio...” un verso scaturito da ascolti innumerevoli di De Andrè porta a palesi scongiuri davanti alla parona della locanda...
Bis di primi, gnocchi agli spinaci con ricotta affumicata e tagliolini con sugo alla selvaggina, un brasato che si scioglie in bocca, una fettina di crostata alle pere e cioccolato, birra doppio malto e grappa di comino. Tutto delizioso. A parte il conto.
Discesa a valle, a Limena il negozio sportivo meno sportivo di tutti, passaggi e cross da Bata, con la scusa di comprare un pallone e nuove scarpe da calcetto. Che tecnica, il gpl a raggiera, bomba Rambo!
Serata di riposo, come al solito va a finire che dormo poche ore giusto la notte prima di tornare al lavoro...
Lavoro? Parola grossa.
Il compito più gravoso è stato ritirare due valigie nel vicino centro commerciale, regalo per una collega che è passata in carico all’Inps.
Sabato al Muretto a Jesolo? Mi sganascio con queste battute.
Missione a Campocroce, tappa dall’ambiguo Demo per il caffè, una band ci aspetta.
Otto anni di email e speedy prima di conoscere l’Albertone di persona!! Saletta prove a prova d’afa. Il repertorio è quello giusto. L’ingaggio è vicino.
Morire, bisogna, prima che qualcuno risponda ad un sms, che non legge neanche con attenzione... belle soddisfazioni proprio. Pensavo ci fosse almeno un minimo d’interesse.
Bello bello il maggiolone restaurato. Certo che quando era arancione... ne abbiamo combinate di tutti i colori in quella macchina.
I fan del City avranno goduto nel vedere i Red Devils perdere. Ma con questo Barça, non ce n’è per nessuno.
Emergenza Benicassim, che Paello me la mandi buona.
Guarda un po’, la causa dei nostri mali che prende il fresco pure lui sotto le pale che girano.
Chi scrive i bigliettini per le zie che vanno in pensione? Uno a caso che camuffa con dei cuori rossi due “spigassi” fatti per provare la penna rossa sul post-it che in realtà era il biglietto stesso... artista!
Giovedì, quindi, ultimo giorno prima di un altro discreto ponte, altro giorno di addii di due signore che mi mancheranno molto.
Salve genitori, anche voi qui? Spritz con i vecchi colleghi, interessanti i pettegolezzi sugli abitanti di Campodarsego.
Non avevate mai visto la Lambretta parcheggiata in ditta?
Un pareggio giusto, non ho capito chi vuole bucarmi a tutti i costi il pallone nuovo... 14 euri e può usufruirne a piacimento. Che bomba al ginocchio. Tommy, giocatore d’acciaio.
Ritrovi e confabulamenti, non so se era necessario trovarsi. Dopo aver assaggiato il dolce più buono del 2009, creato dalle sapienti mani della siora Giovanna, direi di sì. Spero abbia apprezzato il bigliettino ricavato da una salvietta.

Un piovoso e sonnolento venerdì, missione biglietti alla solita tabaccheria a Montà. La bimba è ancora lì a ripetere i suoi mille “ciao”.
Il tempo di uscire che si avvicina uno che ha tutta l’aria di essere il classico immigrato dall’Est.
Non soldi ma una telefonata al fratello che doveva venire a prenderlo da Gorizia.
“Sai, sono appena uscito dal carcere...” Bennnne! Se l’è cavata in 7 mesi, contro i 9 anni al primo grado. Sempre meglio. Mi sorride, mostrando I denti neri. “In prigione si fuma questo.” Si gira una cicca.
Ok, bon, auguri per il tuo “sicuramente” onesto futuro.
Questo mi corre dietro pretendendo che io accompagnassi il fratello da casa mia fino a via Montà dove lui ci avrebbe aspettato, poi mi avrebbero riaccompagnato a casa assieme. Certamente. Anzi, avrei potuto pure lasciargli le chiavi dell’auto e pure quelle di casa, magari anche il bancomat con il pin.
Zenzeriamo? Che bordello, tocca degustare la birra artigianale.
Che c’era qualcosa che non andava s’era capito, l’importante è parlarne.
Altra tappa al Maverick a Saccolongo... dico Saccolongo... in 29 anni è la prima volta che frequento un bar del mio comune. Casottine e compaesane incontrate in terra natia, concessionarie e compleanni scordati e festeggiati in extremis a biscotti e vino.
Seagourny Weaver o Jamie Lee Curtis?

Uguali, proprio.
Simpatico quello che abita al primo piano e tira giù le secchiate d’acqua ai clienti del bar.
Campodoro, tra cugini e Italia1, la Lilly si distingue per i suoi golosissimi club. Come “a casa”?
Solo 15 minuti di ritardo? Abbiamo scritto “ebeti” in fronte. Il “dramma” del cartellone da rifare per il nuovo Don, incredibile è la velocità con cui le chiacchiere si diffondono.
Che belli, il Matte, sua moglie e i due bimbi in passeggiata nel centro commerciale.
Lei è proprio lei.
Un chilo di dolce salame a quel prezzo è un furto. Ma si paga anche la confezione insaccata.
Tappa creolana, compaesane che si chiudono fuori, che cercano le chiavi, che preparano un caffè, che hanno gli occhi rossi... non c’è agitazione, nooo!
San Vito oltre il Brenta. La parola “oltre” mi sembra fondamentale.
Benvenuti nella casa vacanze con la frangia. Buona paella. Buona insalata di riso. Buoni stuzzichini.
A mezzanotte chiude il Forte? Ma scherziamo? L’illuminazione arriva dal buon Checco Merdez!
Tutti a provarsi le toghe, alcune in tessuto fashion, alcune in tessuto abbastanza grezzo. Eh sì che avevo guardato tutto il pomeriggio su youtube “How to make your toga”... ma mi sono preso del “beccaro”.

Tappa autogrill, le cicche si chiedono in latino?
Il Forte dei togati, non troppi togati a dire il vero. Mancava solo l’inesauribile calcio balilla, le armature mostruose e la mano pelosa facevano un po’ carnevale.

Chi ha paura dei miei tuffi sul divano? Oh mio dio, la peggior cover della storia di “Strawberry Fields Forever”. Io sono sempre un poco di buono.
Pastine o pastasciutta? C’è da finire un salame con gli uccellini fuori già belli svegli.
Domenica inizia tardi, maledetto Stoner, dedichiamoci al calcio dal vivo.
L’inesauribile fila ai tornelli della Fattori è scoraggiante, le bestemmie che partono hanno un che di ironico.
Peccato aver vissuto fuori dall’Euganeo il gol del Padova.
Cos’ho in tasca? Cellulare, portafoglio e cicche. L’accendino? Ovvio, che non ce l’ho. O che ce l’ho ma non te lo dico.
Pareggio del Ravenna.
L’ex di turno, “Zecchin nano di merda”?
La partita finisce al 90° per alcuni, o all’inizio dell’ultima canzone: non c’è tempo per i minuti di recupero.
Tutto rimandato al ritorno romagnolo.
Tempo di aperitivi aponensi, non ho capito il perché abbiamo dovuto allargarci.
Un po’ di qua, un po’ di là, un bel po’ di dispersione, tanti sorrisi numero 5.
Vada di albergo, una spennata, ma almeno ci togliamo il pensiero.
Bigoli a Monterosso? Sarebbe la festa dello sport. In pratica è uguale, la gente è metà e il piatto tipico non è così buono nonostante sia sempre fatto a mano da giovani torchiatori.
Un bicchiere di vino per una fetta di torta, la correzione nel caffè? Una bottiglia mignon di grappa.
Quelle poche volte che faccio la spesa mi devo cuccare due supermercati in un colpo solo.
Ho ancora qualche difficoltà nel preparare i dolci, me la cavo meglio far sparire i pezzi di biscotto avanzati e nel ripulire gli impasti di cacao...
Niente anguria, vai di baffo che l’ispirazione arriva sotto lo sguardo di San Ronan Keating.
Il ritorno in tempo record di un’auto nuova, niente mare l’indomani?
Che bel terrazzone, con tanto di tavolo e ombrellone nuovi.
La tribute band di Vasco avrebbe potuto tenere il volume un po’ più basso o, che ne so, andare al cinema...
Altro che messaggini furbi per farsi invitare.
Lo spritz è di quelli pesanti, non tutto ciò che è rosso e liquido è assimilabile all’Aperol.
Buona la parmigiana! Visto che dolce? La tecnica per il taglio è quella della doppia X.
Quasi quasi mi è venuta voglia di farmi l’alluce nuovo.
La tovaglia sulla quale abbiamo cenato in verità è un mantello.
Vai di qua che ti faccio fare io una strada alternativa... strettissima e piena di dossi... ma innovativa, eh!
Istinti omicidi, casa mia non è un c.a.f. e comunque il due giugno è festa, non mi pare il caso di telefonare quattro volte e presentarsi all’ingresso tre per le medesime carte, cara siora Bruna.
Non è una domenica ma ne ha tutta l’aria. Tutti al mare. Bravi.
Io non avrei mai la passione e la pazienza di stare un pomeriggio con l’ansia ad aspettare gli amici canoisti per finire il lavoro artistico.
I silenziatori alle moto? Centauri da strapazzo.
La pizzaiola è un po’ bassina, quasi non si vede al di là del banco. Consegno io a domicilio.
Niente di peggio che il Barabba per farsi del male.
Quanta gente al lavoro, almeno che siamo tutti nei tre giorni di una settimana corta.
Missione biglietti a Montà: compiuta.
Gente stanca, messaggi letti tardivamente, in qualche maniera la sambuca rituale salta fuori, la cameriera ben si ricorda e apprezza lo spirito chitarristico alla vista del plettro che compare nel palmo della mia mano insieme alle monete.
Come si fa l’aerosol ad un gatto? Il sabato viene scalato dal monte ferie?
Peter Bolliger, manager della C. & J. Clark International Limited, ha una pronta risposta alle questioni di Greenpeace riguardanti la deforestazione amazzonica atta a creare pascoli abusivi, per alimentare il mercato di carni e pelli.
Trasferte udinesi, perché tocca sempre a me guidare? Il pranzo è meritevole tra affettati e una costata di angus al sale che così buona non l’avevo mai mangiata...
Presto per rientrare alla base? Destinazione distilleria Domenis, non prima di una tappa a Cividale ad ammirare il famoso “Ponte del Diavolo”, così chiamato perché costruito da Satana in persona (o spirito) in cambio della prima anima che poi lo avrebbe attraversato per prima. Gli autoctoni gabbarono il principe del male facendo transitare un animale, forse un cane, forse una mucca.

Storica Nera e sambuca, ognuno con le sue sporte.
Vuoi che la finanza fermi proprio me? Certo. Cosa trasporto in bagagliaio? Ehm... non saprei, è l’auto aziendale... robe che trovano una pistola del pistolero o magari il cadavere a tranci di qualche collega segato...
Udine centro, forse non è la strada esatta per Padova...
Bianchi sempre “on fire”, il ginocchio meglio “on ice”.
Non fate nulla da mangiare? Ah, i bagigi? Basta cambiare sera, basta che cambi la cameriera che un locale non ti piace quasi più.
Le corse del venerdì, tra mille telefonate e richieste dei colleghi, al cambio biglietti in quelli nominativi in pausa pranzo, la posta e il barbiere, la borsa con due stracci e sacco a pelo.
Eravamo d’accordo per trovarsi nella rotonda, non nel parcheggio accanto.
Partenza per Feltre, il traffico è pesante, il semaforo di Cittadella quasi un ring per una sfida a colpi di tagli di corsia.
Ehm, non era per Bassano centro, vero?
Grazie Micky per l’ospitalità! La pizzeria “Al cappello” è consuetudine. Mammine from England, mammine from Belluno, colleghi acquisitori, nuovi tagli di capelli. Una questione infinita, la “povertà”, tanto dichiarata e tanto lontana, di chi la nomina sempre: non è divertente affatto.
La famosa “Rugbyfest”: atleti più o meno attendibili, altri solo vanitosi, la valigetta porta bicchieri, il panino con la salsiccia, birra a fiumi e di tre colori diversi.


Un’autocisterna è parcheggiata fuori, la marca del gasolio è Pedavena.
I Pitura Stail cantano in venexian, tra alcool e trombe che girano. Quattro animali dormono in sala da pranzo.
Una testa in terrazzo? Che impressione.
Tempo da montagna, il peggiore possibile, rimandiamo l’escursione al Vajont e a Borca.
Le delizie della pasticceria per colazione, passeggiata, Pedavena è sempre lì che ci aspetta.
La nostra amica jena è più mansueta del solito. Mancavano i biglietti della lotteria. La “gara” delle auto d’epoca, quale epoca?
C’è chi non riesce a fare la cacca se ci sono gli altri in appartamento... Che scherzone, dalla finestra sul terrazzo.
La libreria accanto alla pasticceria o la pasticceria accanto alla libreria? Dipende se chi spiega è goloso o intellettuale.
Regali per un paio di compleanni, alla terza libreria feltrina finalmente l’Hagakure.
Un ultimo saluto agli amici al bar, un abbraccio, io ritorno giù.
Con il sole, fatalità.
Doccia e via verso “Iseo”: dove xeo???
Il compleanno del Piro, tra vecchi amici di paletto e vecchi compagni, il primo a cui partecipo in quindici anni di amicizia... è il primo anche a cui sono invitato.

Nessuno fuma più? Per via della morosa bacchettona?
Dove si va a bere l’ultimo alle due di notte? A pelo, nel mio solito posto.
No, cari amici non miei e ficcanaso, stasera niente Banale.
Una manciata di ore di sonno, la sveglia di domenica è una tragedia.
Alle 9 di mattina avevo già fatto il mio dovere di cittadino, andando a votare. Le mie compaesane preferite dormono ancora?
Meno dieci alle dieci, due individui si aggirano tra le giostre deserte davanti il municipio di Camposampiero.
Ciao Gian, ciao Zec collega lambrettista, non dovevamo partire alle 10 col pullman? Arriva la combricola di tifosi, misto mare, arrivano i tre Carabinieri a controllare le operazioni d’imbarco. Andiamo a conquistare il Benelli di Ravenna!!
A bordo l’aperitivo consiste in cola e Fernet, per incentivare i cori e creare il clima giusto.
L’autista si lancia per l’autostrada sorpassando lal colonna biancoscudata scortata dalla polizia. Noi siamo cani sciolti? Sosta ad Altedo, birre, vino, panini con la soppressa, arrivano sbirri con la faccia conosciuta e amici persi un po’ di vista. Eh sì, siamo venuti su con quelli meno tranquilli, forse, mi giro e vedo un paio dei nostri che si fanno la foto davanti alla Volante, un terzo che fa finta di farsi arrestare da un agente che sorride e sta al gioco.
Le strade di Ravenna si aprono alla lunga comitiva per somma gioia dei ravennati fermi in colonna.
Niente accendino, tutti dentro, su in curva. Giornata calda, in qualsiasi senso.
“Giochiamo in casa!” I tifosi nostrani sono già carichi, i tifosi locali un po’ meno e arrivano un po’ alla volta.
La ressa allo spaccio bevande è catastrofica, comunque sempre meglio non essere nani per queste cose.
Unico risultato utile è la vittoria.
Una partita da ricordare per tutta la vita: il rigore sbagliato dai nostri, il gol su punizione, il pareggio dei rossi e neanche un minuto dopo un gollonzo palo portiere faccia che garantisce la finale playoff. “Alcolismo e Falsini!”
Una figata pazzesca cantare cori in segni di sfottò quando sono gli altri a perdere.
Festa festa festa, che continua per strada, in corriera si fuma e si beve.
L’autogrill viene saccheggiato che è un piacere mentre si festeggia il presidente. L’amichetto Gionny si deve per forza distinguere come testina di cazzo numero uno, imbrattando i muri con le sue scritte da ultrà cretino. Da fargli mangiare la bomboletta.
Il camionista belga è ubriaco spolpo, non solo lui, scende dallo Scania e partecipa alla festa nel parcheggio.
E lo Smilzo dove ha trovato quella bicicletta? Siamo in autostrada!!!
Carica su tutto che andiamo, pure la bici, che finirà come primo e unico premio di una lotteria mal imbastita.
Sarà ancora Pro Patria.
Ritorno in paese al solito bar, recupero l’ormai sgagnato cappello di paglia che ha provato nel frattempo una dozzina di teste diverse. Gian, Zec, Checco, Fabio, Riosa (vien fora da chea busa), lo Smilzo detto anche Schitto, “Jiji”, Marta, Fabio, Peru... grazie della giornata magnifica, Camposampiero Biancoscudata!
“Tutti a Busto!”
Il cellulare dov’è?
La sveglia comoda del lunedì, oggi è stata impagabile. L’erba può aspettare, andiamo a recuperare il caro vecchio Eriksson.
Che vada o no a vedere i Killers, mi si odia, mi si ama e mi si odia ancora.
Quanto poco manca a Ferrara??? Ho debiti in giro per il mondo per 4 notti spagnole.
Come farò senza ER? Che personaggio enigmatico, John Carter...
Niente cinema, un solo consenso ricevuto, il mio.
Ma è possibile che in questa tranquillità professionale sia riuscito a fare una cappella del genere? Speremo bene e che riusciamo a taroccare dando colpa a chi ha già smesso di lavorare...
Rock’n’roll e calcio... è incredibile come chitarre e pallone vadano d’accordo.
Non vanno d’accordo i tifosi con le società che vendono i campionissimi.

Grazie di tutto, Ricardo.
E’ già ora di andare a prendere i biglietti per domenica.
Sempre che ciò non crei una spossatezza fuori misura...
Che scusa di merda.
I colleghi seduti fuori, al bar accanto al tabacchino, offrono lo spritz.
Benda sull’occhio sinistro, i capelli alla “Simpson”... povera mamma, è decisamente il suo periodo. Nero.
Se fosse... vicino, che bar lo è già, andrei molto più spesso. Dove troverei sennò un posto per il pranzo che mi fa sentire Lennon e mi offre il peggior spritz di Caracas?
“Varda, Grejo in bici!!!” Che piacere trovare per caso un simpatico funambolo giramondo.
Piazza delle Erbe è pro Zanonato e Piazza dei Signori è per quelli contro?
Non sia mai che tra una cena in una cooperativa ed una serata ad un feston (bueo?) si scelga il secondo… troppo distante da casetta? Questi vecchiotti di 30 anni, che la tirano sempre tanto per le lunghe...
Mi tocca perdere il prima raduno di BCS a Campodoro.
Cos’è una BCS???

Sconfitta bianca, per poco, lo schema tre funziona sempre alla grande.
I colleghi sono già seduti che si divorano la paella, tra prosecco e birra, per non far torto a nessuno, scelgo entrambi.
Il mio capo è un vespista. Il mio capo ha una Duetto in garage. Il mio capo ha una figlia batterista. Il mio capo è coetaneo della mia Lambretta.
Tutto sommato i compagni degli acquisti non sono neanche male presi fuori dal lavoro. A parte l’ex parà, attuale paraculo, sapientino e ballerino di salsa.
Mi sveglio davvero di cattivo umore se a casa fanno casino quando io ho progettato di alzarmi forse per pranzo. E non importa che sia la zia preferita. I primi a volare sono stati gli occhiali, seguiti dal telefonino e indumenti vari.
Antonveneta, peggio banca.
Ma fanno da mangiare al Mediaworld? Gli ultras hanno tutti le Fred Perry azzurre? Erano tipo tre anni che non andavo al Giotto. Che nome è “alto e soffice” per una focaccia?
Ecco, mi tocca portare il mio ex allenatore, quello che parla con il samurai tatutato, a sentire i Franz Ferdinand.
Berlino è assieme a Monaco, chiaro. Ma c’è donia? Il debito decresce eh!!
Un’ora in posta per quattro bollette, neanche male.
Non so se ho tagliato erba o se ho alzato polvere.
La Ferrari transennata, davanti agli spritz aromatizzati con lo zenzero, mi fa un po’ troppo sborone.
Due “fiori de succa” pastellati, riesco a rubarli all’ultimo dalla tavola di casa.
Probemi tecnici con la confenzione di un regalo, il tubo del Vivin C è troppo corto, la scatolina del Lasix è perfetta.
Fiocchi e nastri bianchi per le vie di Rubano, non si sposa nessuno, se non un occhialuto prete con il Signore.
Come dire, siamo sempre noi i primi? Ovvio.
L’aperitivo di benvenuto è gentilmente offerto dalla danzatrice nel chioschetto che fa spettacolo con le “bettoniere” e i black russian... sempre troppo mitica.
Il cuoco è più propenso a bere che a cucinare, certo che la terrina di cipolle rosse di Tropea, con le rane senza zampe, è rimasta illibata. Non ci sono i topi in “spiaggia”, ma tante altre simpatiche bestioline. E il dj vedrai che mette i Killers. Col sedano. Usato anche nell’insalata di riso. Ah ah.
Maalox, Aulin, Riopan, Tavor, Imodium, Narcan, Aspirina, la nostra miglior medicina sei tu. Auguri!!
Arlesega boys? Rubano boys do it better. Anche a cuscinate.
Perchè quella mosca ha deciso di rovinarmi quel buonissimo piatto di carbonara? La sua incauta escursione nelle gallerie formate dagli spaghetti è costata all’insetto la vita, a me il pranzo.
Aperitivi casalinghi, autostop alla fornace, le nipotine che sagrano mi rendono orgoglioso!!
La cena alla cooperativa Germoglio di Arzergrande è quasi una tradizione.
I nipotini loquaci si calmano con un cartone animato sul cellulare del papà.
Il furgoncino del gelato!! La musichina, però, è da triller... non mi sarei stupito che la sorridente gelataia fosse in verità It, la creatura del male.
“Il gelato è un apostrofo fresco sulla parola estate”... O una cosa del genere? Ma anche sì.
Dennis, l’uomo bavoso, ha scelto di baciare il mio compare. Sospiro di sollievo. Che lingua orripilante.
Lucio sempre in forma, Palmiro è diventato un divo anni 50, maglietta a righe e ciuffo alla James Dean.
Portiamo a casa o no i vasetti con i fiori?
Strapperei la tessera del maledetto Chiosco, quando capita di trovare una moltitudine di figarei e figaree accompagnati da una musica del cazzo. Che poi, se la canzone non ha il video da proiettare, non la fanno sentire?
Un salvagente arriva da via Ippodromo, mai abbandonare la strada vecchia per la nuova? Occhio ai pestoni in pista. E alla pancia soqquadro.
Chi voleva il possesso del divano?
Domenica di tifo, uno zio come guest star che stranamente si comporta bene.
Gian arriva con il Mattino in mano... Non ghe credo!!!

I ragazzini che giocano sul campo “dei grandi” fanno presto a montarsi la testa... calciatorii... pfui!
Il coro “Tre Pini” canta inni d’altri tempi.
Ibiza è preoccupato per le sorti del principe della stella Fleed e fa bene a preoccuparsi.
Partita esalatante, la palla non entra neanche con un rigore a favore. Dannazione, bisogna andare a Busto Arsizio, con o senza biglietto, a vincere.
La birretta fresca, il mastro birraio stavolta si cala nella parte del cliente, di quelli fin troppo affezionati vista la scimmia. Tutti a noi attaccano bottone?
Sagra e cinema insieme no? Niente pappardelle e gran fritto di pesce a Torreglia...
Terminator, il quarto, pensavo fosse l’ultimo... bello, bellissimo... ma...
La sveglia all’alba nooo!! Almeno che la cassa integrazione serva per guadagnarne in ore di sonno...
Un tagliando così economico? Mai visto prima... e secondo me la sonda lambda... è di seconda mano.
Che occhio il barista, per il nostro consueto lunedì.
Polo rossa e mocassini beige... qualcuno mi copia.
Pirlo mejo calciatore, Valentino mejo pilota, entrambi classe ’79, no fufa.
Le lunghe telefonate, fossero chiacchierate dal vivo sarebbero decisamente meglio.
Un parcheggio libero davanti alla Piave di mercoledì sera? Impossibile? Ma io sono mago.
Quando, pensando ad alta voce, ho espresso l’idea di diventare un organizzatore di professione, non volevo certo che gli amici mi riempissero di email e compiti subito la mattina seguente. Anche perché, diciamocela tutta, non ero mica io quella che aveva l’onore e l’onere di tirare le fila. Anche perché lo avrei fatto prima, meglio? Può darsi.
Per i colorati la stessa grama sorte... ma non si stufano mica di perdere sempre?
Credevo che il giovedì fosse una promessa da mantenere. Il sonno, chiamiamolo sonno, fa brutti scherzi.
Una birra bevuta tra nostalgia da handball e chiacchiere sulla disorganizzazione.
Registriamo la canzone? Che ridere. Che San Ronan Keating ce la mandi buona...
I pomeriggi corti degli assicurativi diventano un pranzo tra amici. Buono il pane fatto in casa. E buoni pure i biscotti. Quali biscotti? Eliminate tutte le prove.
Il piano B è pronto in neanche un’ora, il calcetto viene prenotato, la trattoria pre allarmata, per ballare nessun problema.
Avanza il tempo per un’Italia-Brasile vinta ai rigori.
La sempre più triste sagra di Rubano, almeno una presenza è obbligatoria, nonostante i peggiori bigoli del circondario.
Chi viene dopo anni con il timore di vecchie fiamme ed imbarazzo, chi arriva dopo per un corso irrinunciabile e per baruffare con la sua spalla comica, chi arriva da Feltre, non apposta che non avrebbe avuto senso. L’acquazzone svuota la pista e spegne la musica di dj Bruno Pressato.
Che sussulto alla vista di quella ragazza mora... cosa fare per non fissarla?
Il mercatino dell’usato viene buono per le vesti da troia destinate al futuro sposo. Saremo fighi, con quegli occhiali da 4 soldi... beh insomma... ventimila lire non erano neanche bruscolini fino a pochi anni prima...
Qualcuno ha deciso che non si va, qualcuno ha deciso che io non conto molto e che, anche se la parola mi era stata data, non era forse così importante che io ci fossi. Perché me la prendo? Vedi ti.
Ritrovo a meno dieci alle nove, di mattina, di sabato mattina. Siamo pazzi? Diciamo che qualcuno ha prenotato, per sbaglio come no, un’ora prima del previsto...
Come mai è a penzoloni il semaforo di casa mia? Ha fatto un temporale stanotte? Boh, io dormivo profondamente.
E’ il giorno dell’addio al celibato di Alain.
Sposo legato con le corde in abitacolo, la carovana parte verso la Valsugana, la colazione è un macchiatone corretto pesantemente con la grappa. Marilù, dopo i mille messaggi dedicati ai decoratori veneziani, porta all’amico una dedica, un po’ malinconica, del maestro De Gregori: in bocca al lupo per la lunghissima giornata!!

Prima tappa: rafting a Valstagna. Tutti belli bardati con tuta, giubbetto e casco. Un volontario per la prova di recupero “a secco”? A momenti Ivan prende il volo.
Due gommoni, tanta acqua, battaglie tra equipaggi, i tuffi dalla tripla cascata, il ribaltamento e la nuotata finale nel freddo Brenta.

Non si sa come, a tutti noi compare una macchia marrone appena sotto l’occhio destro.
Un addio al nubilato... da Modena???
Al bar delle grotte di Oliero, due panini a testa, vaporizzati, lo schermo mostra le foto degli undici temerari in azione, solo un giga e due di immagini...
Salta la seconda tappa, il parapendio, a causa vento. Questo vuol dire piano B, calcetto a Romano d’Ezzelino. Non prima del travestimento del malcapitato: minigonna rosa con i ghirigori dorati, la maglia maculata e le trecce alla Ruud Gullit. Dove li mettiamo i tunnel e i giri di grappa?
Quasi due ore di partita, una lotta per la sopravvivenza. Mancava solo anche il perizoma leopardato.
A Bassano tra altre ed altri promessi... Niente male il bottino ricavato dalla vendita di cicchetti.
Votate Torresan, mi raccomando!

La sagra delle rane a Santa Croce Bigolina è confermata, il tempo è stato clemente.
Tavolate fai da te, vino, brindisi, fritture di pesce, qualche ranocchietta impanata, dj Quattordici, vetusto maestro di cerimonia, deve fermare Alain intento nello strip a centro pista nonostante la presenza di minori.

Il resto è un po’ confuso, credo che il divertimento non sia mancato. E il ray-ban... tira sempre...
La gioia e la gratitudine dello sposo, in piena notte davanti casa, è stata incommensurabile.
Nonostante la sposa fosse ancora giro con le amiche.
L’ultima domenica calcistica per questa stagione, a Busto con il cuore, in Prato con il corpo.
Avete bisogno di un passaggio? Una super tifosa asiatica!
Onestamente non fregava niente a nessuno di Benevento-Crotone, nonostante il buon Checco Moriero in panchina. Maledetti venditori di birra abusivi e napoletani... anche le bottiglie scadute...
Gelo per l’espulsione, sofferenza, sofferenza, paura, il boato e il caos!!
Dieci minuti, altro boato e festa all’ennesima potenza!! E il gol della Pro Patria non fa così paura!!
Serie B!!! Il Padova torna in serie B!!!
Bandiere, strade chiuse, cori e canti!!

Alcolismo e puttane?
Anche il Vezzù... con le lacrime dopo tutti questi anni di penitenza... Sivori bacia per terra...

Peccato che il prossimo anno si giochi di sabato.
Declino inviti, non mi capacito di telefonate “a vuoto” e della scelta fatta successivamente dal chiamante, mi rattristo pensando a chi è sceso a compromessi con la morosa e ha dovuto perdersi il Padova, ripiegando su una tristissima partita della Nazionale.
Uno dei misteri che circondano le donne è quella loro capacità di riuscire a rompere le scatole, pur senza mettendoci cattiveria, sia chiaro.
Aperitivi e tramezzini, le canzoni dance dei giorni nostri stanno tornando a sonorità anni 90?
Non ho capito a cosa è servito mettersi d’accordo per una sagra se tanto poi una decisione seguente per altri lidi mi suona quasi da presa in giro. La seconda in due giorni, neanche male. Pontevigodarzere è più vicino di Campodoro? Dai colli decisamente no.
Il “cason” ha veramente un che di rustico nostalgico, il “pajaro”, i trattori, le trebbie, i “contadini”; mi siedo a capotavola col cappello di paglia in testa, battendo il pugno. Ed un anziano mi scambia veramente per “el paron del cason”... Che casin!

Baraccone strapieno? La Lilli non è da meno. La gatta miagola serena, la collega sbuffa, la padrona offre la sambuca.
Richiami dal Prato, sta per arrivare il pullman carico di neopromossi.
“Paga da bere, Cestaro paga da beeeere...”
Nella loggia amulea mi sa che c’erano pochi personaggi sobri...

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mercoledì 15 luglio 2009 - ore 02:04


Tanti Canguri Agli Sposi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Chi è nato il 4 luglio, chi si è sposato il 4 luglio. Tipo i miei vicini preferiti.
Lambretta splendente come una giornata di sole dopo un temporale, le fiocche bianche la rendono una bomboniera.

Per strada la gente mi guarda e mi suona, non sono mica io lo sposo, anzi, lo devo giusto andare a prendere, controllando per strada se i volantini sono ancora appesi al loro posto dalla sera prima...
Il cancello in via Cavallotto a Bosco è aperto, io entro. Papà Flavio è ancora in braghette corte e maglietta, per vestirsi c’è tempo dice lui che non vuole vanificare l’effetto rinfrescante della doccia appena fatta. Sposo e testimoni sono su a farsi fotografare. Il mitico Galliano fornisce vino anche in questa casa, aperitivo e salatini nell’attesa neanche tanto lunga. Scende il trio, vestito di scuro, cravatta sul grigio chiaro. I colori per ora mi sembrano molto standard ed io sono incluso. Le foto sulla mia due ruote sono ad esclusiva dell’unico protagonista maschile della giornata.
Alain, prossimo capofamiglia, si sbottona subito e resta in maglietta.
Un cambio di colore, qualcuno ha azzardato un bell’arancione, un altro un grigio cangiante con camicia scura e la cravatta che gli ho regalato io, l’effetto è un po’ da gangster...
Arrivano le zie, zii, cugini vari, santi banditi, la madre non sembra troppo agitata ma comunque tradisce un po’ di ansia nei suoi gesti accelerati...
Una foto di gruppo al club dell’occhiale.

Il cielo s’ingrigisce, quattro gocce di numero giusto perché l’ora della partenza si avvicina...
Il papà scende vestito e tirato a lucido, neanche al suo matrimonio, racconta, s’era messo la cravatta.
Non ci resta che andare. Mi mancano solo i guanti bianchi e il vassoietto di Ferrero Rocher che esca da un cofano laterale dello scooter. Attenzione: sposo a bordo.
Via, andatura turistica, seguiti da amici e parenti. E se a me quelle strade familiari sono sembrate diverse dal solito, non so cosa abbia potuto pensare Alain in quei pochi chilometri, scrutando ogni manifesto e festone dedicato all’evento.
Ormai ci siamo, svoltiamo a sinistra davanti alla chiesa, non c’è poi molta gente davanti al portone... strombazzata a colpi di quel clacson allegro che ho in dotazione e via dritti, facciamo un giro del quartiere, il secondo giro è quello buono, parcheggio accanto ai gradini, a beneficio del fotografo.
Arrivano un po’ tutti, amici, amiche vicine e lontane, nipotini, parenti e testimoni.
Dieci minuti di chiacchiere e commenti allegri, poi lo sposo ci caccia tutti dentro.
La chiesa è così, come dire, verde? Tre preti, Don Danilo, Don Riccardo e il fresco Don Federico, possono bastare? La novità è il coro di ragazzine in trasferta dalla frazione vicina.
Ci si posiziona belli larghi, non è previsto il tutto esaurito. Ultimi dettagli tecnici per chi curerà le letture e la presentazione dei doni... si spalanca il portone.

Da distante la sagoma elegante e serena del buon Galliano, alla sua sinistra, sotto braccio, la figura bianca, nobile e bellissima di sua figlia Valentina.
A lenti passi verso l’altare, gli sguardi tutti addosso pesano forse meno di quel curioso bouquet da tenere come un calice. Alain immobile, sguardo fisso, gambe inchiodate, salivazione azzerata, riceve la mano della sua futura moglie.
Si può iniziare...
Sara alla prima lettura, Checco al salmo, allo storico amico Federico la predica con il coro che sottolinea in maniera fresca tutti i passaggi salienti della messa...
Daniele legge la presentazione dei doni: prima l’album fotografico o la tenda? Sapevo che dovevo essere io l’ultimo ma dopo tutta quella insistenza... faccio finta di niente, bel figuron...
Lo scambio degli anelli e la promessa di fedeltà e rispetto per tutta la vita: sarà sempre quella ma trovo sia impossibile restare osservatori impassibili.

Siamo verso la fine, il Big mi fa un cenno, usciamo di soppiatto, attraversiamo via Roma, c’è da trasportare il famoso carretto. Tre minuti e siamo di nuovo ai nostri posti nei banchi, con il mezzo di trasporto pronto davanti alla chiesa.
Usciamo tutti, arrivano i sacchettini con il riso, la gente guarda incuriosita quello strano baldacchino nascosto dalle lenzuola, gli sposi si attardano per le foto.
Pronti? Fuoco!! Anzi, risooo!!!

Le foto con le famiglie, i nonni, poveri, tenderebbero sempre a mettersi in ombra.
Altra foto dello squadrone occhialuto.
E’ il momento di scoprire il carretto, esce la sagoma di un canguro, con un orecchio penzoloni... sposa, si accomodi in grembo all’animale. Le mollette ai pantaloni, prego, caro Alain, prenda posto sulla sella e pedali verso la piazza.

Neanche dire le risate, neanche dire che le auto in statale si fermavano a guardare la scena e le immondizie che si staccavano una ad una e rotolavano in un affannoso e poco duraturo inseguimento.

La discesa della dama? La cavalleria impone la presa in braccio.
Via via, villa Pacchiarotti chiama. Mi fido del tempo, chi viene in Lambretta con me?
Bel modo di combattere l’afa, che dici, compare?
Lo sterrato finisce in un giardino meraviglioso e verde, come contorno la villa e la barchessa. Inizia a piovere. E bene anche.
Assaggini e stuzzichini di benvenuto molto buoni e curiosi, il maestro all’angolo alterna prosecco e serprino nel mio calice.
La band ha già postato la strumentazione e sparisce fintanto che non verrà l’ora.
Il testimone ed io, con gli occhialoni, dietro i microfoni sembravamo i Blues Brothers. O Aleandro Baldi e Stevie Wonder?

Non sembra che la pioggia abbia voglia di smettere a breve, spero abbiano fatto lavorare lo stesso per bene il professionista dell’obbiettivo...
Gli ombrelloni fungono da taxi coperto, dal portico all’entrata, sempre che tutti i passeggeri abbiano lo stesso passo...

Ottimo angolo per fare qualche scatto, chiederò almeno 5 euro ad ogni ragazza che ha voluto farsi immortalare conto con la sposa.

Tavolo India? Sarebbe stato Thailandia al massimo...
Il traminer ci piace molto.
E’ il momento della lotteria, chi potevano prendere per presentare l’evento?
Il piccolo Matteo estrae i biglietti, le aiutanti, quasi vallette, si adoperano dietro le quinte. Cari sposi, inutile far tanto i curiosi, è tutta roba trafugata da casa vostra.
Dai quadri della stanza da letto alla maglietta dell’addio al celibato, dalle mutande ai braccioli dell’addio al nubilato, passando per la palla medica, la macchina fotografica ed il primo premio finale, la cena a scrocco dai neo coniugi, vinto dal nonno Tarcisio, storico barbiere di generazioni che furono e vicino di casa.

Scusate, i premi devono essere restituiti...
Tutti giù per i formaggi e frutta varia, la band inizia a scaldar l’ambiente.

Intanto passa un quaderno da riempire di pensieri... io il solito grafomane? No, solo ispirato.
Il momento dedicato a tutte le donne non ancora maritate, il primo lancio del bouquet esalta la presa aerea di un ragazzo che passava per caso dietro alla folta schiera di aspiranti mogliettine.

Secondo tentativo, la traiettoria sembra ben delineata per concludersi nelle mani di una bionda a caso... se non fosse per l’intervento disperato all’ultimo istante che assegna l’ambito trofeo ad un’amica emigrata... Alcune piangono di gioia, alcuni tirano un sospiro di sollievo...
Parte la canzone più famosa di Joe Cocker... un testimone inizia a spogliarsi... parte poi il secondo... arriva lo sposo e una moglie a caso lo lascia a petto nudo... ehm, fermiamoci qui, eh...

E il dolce? Arriva, circondato da piantine e candele. Onestamente più bello che buono.

Il gruppo di tecnici informatici bestemmia contro il proiettore che non proietta ciò che dovrebbe.
Karaoke!!! “Vivo per lei” è un classicone cantato migliaia di volte in birreria. La voce maschile credo non abbia indovinato una sola volta la tonalità corretta. La voce femminile si difende bene.
Arriva il testimone, è il momento del discorso, improvvisato ma sentito, racconta il fatidico episodio del cinema, nonostante qualcuno continui a commentare ad alta voce ogni frase dell’amico. E tasiiiii!!!

Grande Ivan!!
Ed ora? Partono le note di “quella” canzone di Ronan Keating, i microfoni passano in mano agli amici, la band si ferma.
“Vale non dirme de no”, una versione riveduta di “When you say nothing at all”, in dialetto veneto, cucita su misura agli sposi, al testimone e a quel fatidico appuntamento al cinema.
Ho visto la sposa cedere, abbandonandosi tra le braccia del suo sostegno in un pianto misto commozione e gioia.
Missione compiuta, l’abbraccio alla coautrice ripaga di tante ore spese dietro a questo evento.
Partono i Crozzstyle con una cover ben più degna, questo momento è per loro due e per le altre coppie presenti, i single possono giustamente sorseggiare Glen Grant e accendersi una marlborina dietro un cantone, inveendo contro Dio e simili.
Il whisky ha fatto danni, lo scherzetto della sedia non so come abbia fatto a non finire in un turpiloquio.
E quella sambuca da dove spunta? Ci voleva quel segugio di Aurè, peccato essersi già mezzi insaccati prima mediante bottiglie dalle etichette colorate e differenti.
Il capo del catering? Il capo della villa? Il capo di quelli che potrebbero andare tranquillamente in figa de so mare, non ho capito che storia è quella di imporre un volume così ridicolo agli amici musicisti... Carabinieri un paio di maroni.
Fatto sta che la band a malincuore ha dovuto saltare la parte più scatenata e ballabile del repertorio.
Gente che va a casa, mi sta bene che siano i “vecchi”, non i nostri amici...
Arrivano le bomboniere, un mappamondo che ben rispecchia lo spirito di chi ha voluto donarcelo.
Mi incammino quasi quasi, ovvio, in Lambretta. Questa mia decisione desta preoccupazione.
Aiuto, sono in balia di sarti improvvisati, mi trovo con addosso un sacchetto trasparente, infilato a mo’ di tunica, legato in vita con il nastro adesivo, le braccia incellophanate e i polsini stretti... Neanche il diluvio universale avrebbe potuto inumidirmi.

Vado, ci vediamo al civico 18 per l’entrata nella casa.
Maledetta viscida rotonda.
Le chiavi in tasca dei pantaloni non sono comode, l’acqua non presa per strada si vendica nel quarto d’ora passato davanti il cancello cercando di liberarmi da cotanta imbragatura.
Un numero 18 gigante ed un dipinto raffaelliano ritoccato fanno bella mostra sulla facciata fronte strada, la comitiva si riunisce, da domani tutti a cena dai “Suoceri, tavola calda”, adiacente al domicilio.


Il caldo che esce, all’apertura del portone, ha un che di tropicale... l’effetto del termosifone acceso a massimo regime nelle 24 ore precedenti. Le scale zeppe di libri e oggetti, la cucina e la sala sconvolte. I pesci nella vasca??? Vivi e vegeti, forse un po’ bolliti.

Beh, poteva andarvi peggio!!
Un divanooo!!! Mio!!! Siamo tutti più o meno stravolti...
Meglio sloggiare, lasciamo che esplodano i fuochi d’artificio in camera e che il nostro affetto, misto ad un po’ di invidia dettata da una storia così bella, ci accompagni in qualche romantico sogno.

Un brindisi a voi, Valentina e Alain, sarò sempre il vostro vicino.

“Vale non dirme de no - R.Keating, L.Barbiero, S.Rampazzo”

Xè cussì che a storia xè scominsià
E i nostri do tosi se gà innamorà
“’ndemo al cinema i fa Notting Hill”
Alain aea Vale “dai viento anca ti?”

E tutti i amissi doveva anca ‘ndare
Ma eo soeo a Vale voeva infioppare
El Moro sperava che ‘st’altri tirasse el bidon…
“Non sò un marajon… Vale non dirme de no”

E in effetti aea fine nessuno xè ‘ndà,
Soeo Ivan poaretto… i gavaria compagnà.
A fine del piano non a jera lontan,
desfarse de Ivan: teefono in man!

Cavinato risponde: “perché non mi vuoi?”
“Xè mejo se al cinema ‘ndemo da soi,
El scuro dea saea xè bon par crear l’occasion…
Ti non te vien!!” Limona a Vale e Alain

A forsa de lingua i ghe gà ciapà gusto,
A Vale gà dito che el xè queo giusto.
Dies’anni o quasi ormai xè pure passai…
Voemoghe ben… uncò i se gà maridà.

Voemoghe ben…
Vale e Alain…
Cavinato non vien…


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domenica 24 maggio 2009 - ore 17:51


Oh Oh
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non era uno sciopero dal blog.
Colpa della crisi. Chiaramente. Si perde il ritmo, si acquista solo poca voglia di fare bene in questa rilassatezza globalizzata.
Sono in cassa integrazione pure in spritz.it.
Il prendersela comoda perché “tanto dovrebbe arrivare qualcun altro”, è una pessima, pessima filosofia.
Soprattutto da spiegare a me.
Se poi la scena si ripete tale e quale dopo tre ore... allora lo considero un dispetto.
E un caro vaffanculo anche a Braghetto e De Poli.
Salta Caldiero, non salta Caldiero, temo che qualcosa sia stato frainteso nelle “trattative”... spero che la colpa non sia stata di interlocutori distratti...
Vodka tonic con foglie di menta o Chardonnay?
Ormai si sposa anche “el can del strassaro”. Detto, confermato e sottoscritto.
Tutti al Big? A rate.
Il mio entusiasmo era rimasto a casa, assieme alla voglia di pagare quella cifra per l’ingresso. Stessa poca voglia per l’”autista” che strada facendo si è accorto di non essere più molto lanciato...
Mai vista una ressa così, in fondo a via Bronzetti.
L’alternativa non è neanche troppo distante, una tessera nuova che mi mancava: “L’MSI???” “No no, quella dei fascisti non c’è più da un po’...”
Una simpatica personaggia da leggenda urbana di periferia è seduta davanti al bancone.
Dietro il bancone, un sorriso che prepara pallottole micidiali e che mi sposa spalmandomi attorno all’anulare un anello cremoso, rosso e brillantinato.
Un bel locale verde da tenere in considerazione, con l’avvento dell’estate.
La sveglia del primo maggio suona troppo presto, i buoni propositivi di andare a sentire i sindacati in piazza svaniscono con un pugno alla sveglia e una piroetta di 180° sotto le coperte.
Chiamate da Caldiero, evidentemente non ci si è proprio capiti, l’invito bis è declinabile.
Il “futuro di Galileo” per un’acculturata festa dei lavoratori, dall’astronomia alla fisica quantistica, dalla meccanica alle macchine a fluido. Mi vanto da solo delle conoscenze scolastiche che trovano riscontro nelle varie sale, gli altri due mi aspettano comodamente seduti all’uscita della mostra.
Il comizio di Rifondazione in piazza delle Erbe, m’interessa sentire i rappresentanti dei lavoratori, soprattutto se lavorano nelle fonderie con cui lavoro. Non m’interessa molto, invece, sentire i commenti di presunti socialisti a tempo determinato che invidiano lo status di “protetti” dei lavoratori a tempo indeterminato. Statali paraculi.
Chi è che, vestito così, assomiglierebbe a Liam Gallagher???
Un saluto veloce al caro vecchio mister, alle prese con una stagione transitoria abbastanza deludente...
Datemi il tempo di tornare a casa e controllare nel mio archivio segreto, una sagra per la serata la trovo di sicuro.
Chi suona il campanello? Sorpresa!!
Il maggio feriolese era talmente smorto che non c’era neppure il capannone. Diciamo che c’era solo il baraccone di lamiera della pesca di beneficenza, ben chiuso.
E se provassimo... gli gnocchi a Tramonte? Pazzia, sono già le 20 passate. Ma nulla abbiamo da perdere.
L’audacia è stata ripagata.
Bello ritrovare vecchi amici spritzini che mi offrono ombre e crostate al cioccolato camuffate da crostate alla marmellata.
La corsa verso il porto serale, ritardo da ambo le parti, quella femminile è sicuramente più giustificabile.
L’aperitivo diventa effervescente con un po’ di polverina dentro.
Capita di sbagliare i conti se cambiano gli addendi.
Addendi al lupo. Quando sbuca la luna. Di traverso. In quanto Lucantropo.
Io me ne vado in Fucina. Voi fate come vi pare. Fatevi meno pare.
La carovana arriva all’Offucina (neologismo creolano) Controvento, camminando con scarpine danzanti su sampietrini virtuali. Tempo di presentazioni? Anche no. Forti, questi “The Teenagers”. Chi scrive su facebook, chi ha preso il sole al mare, chi mi palesa una paternità canina che mi estrae dalla bocca una bestemmia altrettanto canina, chi viene da Milano, chi prova le t-shirt del WahWah, chi mi fa notare che entrambi siamo marchiati Ramones.
Tutti in pista, please.
Che insulsa, la Becks Next.
Cosa può fare un nervetto fuori posto...
Tutti in farmacia, il mattino seguente? Se tocca...
L’elettronica, se non altro, permette di tirare il fiato e fare quattro chiacchiere. Se serve un ballerino da sagra, mi sacrificherò!
Gli ultimi classiconi rock, braccialetti fosforescenti, che bello fare mattina in questa maniera.
Eh no, non vengo al mare no.
Beh, è un contatto virtuale, chiaro. Ma che vanto avere per amico un idolo di pochi anni fa, che faceva ‘ste robine qua...






Ancora non mi capacito del fatto che il Milan lo abbia scambiato con Cruz.
Finalmente l’invito per uno sposalizio estivo, tra sfumature di grigio e viola che quest’anno indubbiamente va di moda.
Tutti al Greenwich per le valide le Cellulite Stars, . Trombette e stelle filanti, a mezzanotte scattano gli… auguriii!!
Chi erano quelli con le camicie e le code rosse? Non si apprezzano mai abbastanza le mie imitazioni.
Gli inviti non sono più chiari come quelli di una volta. E neanche la musica.
Tanti auguri in greco? Imparerò.
Tre ragazzi spagnoli mi bussano sul vetro dell’auto... un passaggio nel cuore della notte? Perché dovrei fare il carogna? Buona vita? Grazie, anche a voi, bea vita!
Il ritrovo ed un saluto nel sole della domenica, racconti di disavventure e tempeste su per i colli, una fetta di colomba, un caffè ed una grappa, un abbraccio ai marchigiani.
Biglietto e regalo pronti, il ritrovo è in quell’angolo di bar, tra rediviva gente con la sciarpa colorata e gente di viola vestita.
Che carenza di accendini.
Auguri!!!
Non sono vecchio perché andavo al DV8...
Con quante pietre hanno costruito il Gaucho? Come camminare sui “pomi”.
Non è saggio stare a fumare davanti alle porte che si aprono verso l’esterno.
Il mio umorismo non è sempre apprezzato come meriterebbe.
Tre uomini possono trasformarsi in un giaciglio ambulante e traballante.
Compire o compiere gli anni?
Auguri!!!
Lunedì, a me non toccano i soliti drammi d’inizio settima.
Casco ben allacciato in testa, luci accese anche di giorno, prudenza sempre. Anche se per pochi chilometri.
Il pranzo dalla zia, l’ho fatta aspettare solo sei mesi. La parmigiana temo abbia aspettato in freezer tanto quanto lei ha aspettato me.
Progetti, realizzati, in via di realizzazione, da realizzare.
Poi capita di correre per strada e vedere, attaccato al palo della fermata della Sita, il faccione di un vecchio compagno di scuola e il faccione della morosa, sul classico foglio in bianco e nero che annuncia goliardicamente le prossime nozze. Avvenute due giorni prima. Nessuno ne sapeva niente. Uno schivo niente male. Ed io che mi meravigliavo perché costui non veniva più neanche ai ritrovi annuali...
Bello tornare a casa con due giacche nuove. Una delle quali di una taglia in meno della mia solita.
Affiliamo plettro e bacchette, per un’altra volta. Si va con arretrati di medici in prima linea e concerti londinesi con tanto di coro.
Neanche pochissima gente al lavoro. Non so bene cosa siano venuti a fare.
Di quanti liquidi può aver bisogno un’Alfa?
Bel duo d’amici per andare al cinema: uno in ritardo, tanto per non smentirsi, un altro che tira pacco e se ne resta a casa.
Certo che Wolverine perde un po’ di fascino pensando che l’animale da cui a preso il nome in italiano sarebbe il “ghiottone”. Che assomiglia pure ad una nutria, evidentemente golosa.
Metà settimana, profuma già di weekend.
I viaggi in pausa pranzo con una delle mie colleghe “veterane” alla ricerca di un necrologio e di un bar degno per uno spuntino. Il morto non l’abbiamo trovato, l’antico forno invece sì.
Era un invito per il mercoledì sera?
Era un invito per un sabato sera fuori provincia?
Era un invito per una domenica di festa e solidarietà?
Era un invito ad una sagra?
Saluti, cari colleghi, a martedì.
Zenzeriamo, in pochi, gli altri sono sempre così indaffarati...
Piazza idea? Pacco non pacco, saluti alle amiche, buono gelato, il mio profumo is the best, la musica così così, il prossimo regalo non potrà essere una mensola ma chiodi.
Era da un po’ che non conoscevo qualcuno così chiacchierone, che se c’era un mezzo dubbio, l’ha fugato con le sue battute e la lingua lunga.
Mancava solo il nuovo corso per continuare a trascurare tutto il resto.
Mancavano solo la pioggia e la canotta trasparente per rendere magnifici i miei balletti da boyband.
Addio sfortunato Ivano, uomo triste circondato da persone molto molto povere di spirito.
Scarpini pronti e maglia n°7, credo di aver segnato il goal dell’anno, al volo, di tacco, su rimessa del portiere. Eppure non è bastato.
Si confabula, si mangiano torte, le idee escono con molta fantasia.
Casco in testa, Abano con il trip del codice fiscale esatto, giro panoramico Monterosso, Bresseo, Montecchia, la banca, la posta ed un incontro molto molto interessante. La bici non significa macchina distrutta ma patente ritirata.
Bello l’ufficio nuovo, anche il bar non è niente male, si meditano ritorni al paese natio?
Se fosse per il caffè.
Cappello di paglia d’ordinanza, l’erba da tagliare è tutta mia.
Architetti con l’auto nuova, bisogna bagnarla, anche se è un po’ “sgagnata” ci piace lo stesso. Niente bistecchetta stavolta.
Caffè e grappino in appartamenti molto arancioni, non fatemi vedere ER che mi rovino la sorpresa. Tasso alcolico a zero? Che fegato ho?
Ritorni da Madrid, chissà cosa pensava quel vecchio, seduto dal “Gufo”... Forse che il vino rosso faceva schifo?
Perché salire il cavalcavia quando ci sono le pale del mulino a valle? Tutti passano per di qua, anche da Milano, pure da Rubano.
Finestrini spalancati, passa aria, passa il senso dell’umorismo. Le mille deviazioni, ultima cicca davanti al capitello senza tirarne un rosario.
Maratonete che mi tirano su, anch’io voglio il peluche all’anguria. La vecchia di spade è sempre viscida, i frappè non sono invece male. Ma quanto corri che poi per strada manco ti accorgi che c’incrociamo?
Grazie del chiaro invito ma il Nazionale stavolta non mi vedrà.
L’orlo dei pantaloni nuovi, il caffè, ovviamente quello buono, abbinamento in rosso, partenza, destinazione Corbanese.
La rotonda mi frega sempre. La nipotina e il nipotone invece no.
Niente da fare, ormai le rane qui non proliferano più e mi sento un po’ in colpa.
Al “Mamilla”, che in spagnolo vuol dire capezzolo”, giusto per l’aperitivo nel paese di Del Piero, dalla “Spagnola” perriempire lo stomaco con la sua famosa paella. Caffè doppio per tutti, doppiamente corretto con la sambuca.
Anche qui ci sono i baretti unz: “Conegliano Marittima, estate due zero zero nove, Papeteeee!” Unz. Ora sì che mi ricordo del Giomo!!
A “Le due spade” per un bicchiere di prosecco guardando vecchie signore (s)vamp che vanno in giro con le tette di fuori. Quanti addii al nubilato, preparo il soldino ma evidentemente le future sposine sono benestanti.
Il tunnel, la stazione delle corriere e il caffè espresso 24h, pare un quartiere di Londra.
Certo che gli uccellini trevigiani cinguettano ad orari strani.
Bello il Geographic, una discoteca dove non c’è neppure l’obbligo della consumazione. Il dj ha le idee un attimo confuse. Ancora sposine? Queste però sono ben più avanti coi discorsi alcolici.
E’ ora di tornare a Padova, bacioni.
Nebbia? A maggio? L’autogrill, niente melizie appena sfornate. Ecco il regalo per la festa della mamma, poca fantasia ma piuttosto di niente...
La foto mancata al pulmino di un Gianni Dego, dormiente nel suo “tour-bus”.

Ehm, caso vuole che io sappia dov’è quel posto che sforna cornetti napoletani tutta la notte...
Mascarpone e cacao 70%, sfogliatella per fare contento il papà.
Non il mio, che tanto poco gli frega di fare casino di domenica mattina e del fatto che il mio sonno si interrompa dopo poche ore...
Ottimo modo per svegliarsi con il veleno addosso. Speriamo che i miei tentativi da manager musicale portino i loro frutti.
Il solito classico pigro pomeriggio domenicale, bello però vedere che la sagra di Sarmeola è animata anche a quest’ora.
Inizia proprio a piacermi il bar ovoidale.
Non mi piace il nepotismo e le conoscenze “giuste” nella politica, soprattutto in quella locale.
Passa un vecchio dal viso simpatico, andamento tranquillo, mi guarda finchè fumo, si avvicina: “Der Rauch tut weh sich”
Lo guardo incredulo. “Scusi?”
“Der Rauch tut weh sich” ripete costui.
„Danke, auf Wiedersehen“
Se so il tedesco? No. Ma era chiaro il consiglio contro le sigarette.
Chi guarda auto nuove e prende in giro, chi si arrovella il cervello con una strana versione del cubo di Rubik. Chiedo aiuto per quattro notti spagnole.
Uscita Mirano, un bel casino, per fortuna i nostri paesetti hanno tutti un campanile da usare come riferimento. Che al buio servono a poco.
Buon compleanno, Claudia. Un rustego ed una corte tipo una volta, il portico, una festa benefica con damigiana raccogli fondi, il buffet a porchetta, frittate e birra, un vulcano di legno ed argilla, i zampognari ed il coro che ci deliziava in lingue sconosciute. Non ho capito bene cosa significasse tutto questo allestimento lì “al Pendolo”, ma mi è piaciuto. Avrei messo il cappello di paglia, avrei preso il bottiglione da due litri e me ne sarei rimasto seduto lì tutto il giorno, come i vecchiotti di campagna.
Mi ero illuso di organizzare qui il “feston”. “Siamo un ristorante serio...”.
Fanculo. Te lo dico sorridendo e facendoti un’ulteriore offerta con pezzi da due euro, perché sono più signore di te.
Voglio diventare un hooligans del West Ham.
Che gusto una dormita di 10 ore filate. Soprattutto se capita di lunedì mattina.
Il caso ha voluto che ci si ritrovasse tutti in bar, altro che correre.
Non lo so se il mio è un casco omologato, mi sono fidato lo stesso, anche se il venditore era di Palermo.
Perché devono mettermi di sera tardi i film interessanti?
Assemblea sindacale, niente di nuovo, quindi niente di buono.
Che rilassatezza, è più facile affrontare i propri doveri con calma e dovuta filosofia.
E’ facile anche dimenticarseli o scordare come si fa.
Il capo ogni tanto abbaia. I cani abbaiano anche per niente. Forse è per farci sapere che è ancora vivo?
Cercasi band a pochi schei che venga a suonare ad un matrimonio. Il mio repertorio acustico Oasis non credo faccia al caso.
Ecco, il barista plurilambrettista...
In piazza alla sera risuonano i versi di gatti e nutrie.
Bello triste il Prato con la pseudo serata anni 90.
Non vale rubare le sedie degli altri bar di piazza delle Erbe. E neanche fare troppo equilibrismo sulle Converse viola.
La mensa, le passeggiate intorno la fabbrica alla ricerca di piante di bruscandoli che a quanto pare crescono rigogliosi in questa area industriale.
Bianchi meno bianchi del solito, sempre efficaci e spettacolari. Il prossimo spettacolo sarà prendere a calci in culo il caro avversario troppo succube del proprio ego agonistico.
Di corsa verso il solito Kofler (ma con tutti i posti che ci sono in giro...), saluti bellunesi scambio di foto, complicità da T-68 ancora vivi e vegeti.
Non sono rugbista, non sono feltrino, ma alla festa del rugby verrò volentieri ad insaccarmi di birra e bovis.
Ci fermiamo a bere l’ultima cosa sotto il mulino a vento? La cameriera è in borghese, la sambuca è con ghiaccio.
Forse dovevi dirmelo prima di arrivare a Rubano che la macchina era davanti a Villa Maria...
Fare la spesa, oltre a farti incontrare persone interessanti, mi fa sentire un po’ casalingo.
E un po’ bambino, dato che mia madre forse non ha ancora capito che le elementari le ho finite nel ’90.
A cena ospite del tedesco, alla finemi tocca chiedere informazioni nel centro di Torreglia per riuscire a scovare la strada per il “Pirio”. Beh, tra un Q7 e una Jeep, l’Alfa non ha sfigurato su quella salita.
Ottima la cucina, anche se non era abbastanza caro, a detta dell’ospite germanico. Ottima vista panoramica. Peccato per la foschia.
Grazie dei... vini??? C’è qualcosa che non va se sono i crucchi a regalare bottiglie di produzione propria agli Italiani...
Destinazione sempre le pale del mulino a vento, dove tutti sanno tutto, a quanto pare.
Chissà se mi hanno preso per un maniaco quelli che mi osservavano, mezzo spogliato in parcheggio, intento in un rapido cambio di abbigliamento.
Quanta gente, ragazzi, prendete pure, offro io, è la mia festa. Incredibile che mi abbiano creduto e fatto gli auguri, sbafandosi le pizzette destinate alla festeggiata e alla sua compagnia che erano lì che, forse, hanno fatto finta di non vederci per quieto vivere.
Come hanno fatto quegli altri nelle luci paranoiche.
Allora, “vinite” al Vinile? Ah sì? Adesso sì, vero? Facca!! Ti prego, se mi prendi sonno all’andata al ritorno cosa fai, russi?
Il display dichiara che è “l’ultima reccionada”. Sudore e rock’n’roll. Niente nano nano, ma lamette per dei poco di buono.
“Panic”, la premonizione altrui ha funzionato, la mia no.
La pizzetta o il cappuccino alle prime luci del mattino?
Che band scegliamo per il matrimonio?
Meglio sciarparsi in bici... per non mostrare troppo le grazie grazielle.
In missione per i biglietti tribuna “Fattori”, abbiamo così tanto la faccia da “stadio”?
Taglio di capelli adolescenziale? L’imbarazzo della scelta delle polo con l’alloro è estenuante, soprattutto per chi sappiamo noi.
A casa degli orsacchiotti, più un gatto inquietante e una Maluma shake. Il dramma della porchetta dimenticata sulla pizza, la simpatia, dimenticata a casa, di una ragazza azzannata, la sorpresa degli amici ballerini.
Vi saluto, Mestre calling. “Ancora lì?” Certamente!
Mai arrivare troppo presto, che poi il presto del Tag è il tardi di altri locali anonimi...
Non vedo l’ora di serate a beat italiano...
Senza accorgersene il locale si riempie. E si balla anche quello che non si è ballato la notte prima.
Giorno di mare? No, giorno da ultrà, ingresso H, tribuna Fattori. Bello vedere così tanta gente, un po’ meno bello aspettare all’ingresso per entrare quasi all’ultimo. L’atmosfera è delle grandi occasioni.

Certo che i capi ultrà vedono gran poco della partita.
Vecchi compagni abbonati, sosia gallagheriani senza tamburelli, colleghi biancoscudati, cugini che come allenatore hanno un mio vecchio amico...
Uno zero a zero comunque combattuto che vale i playoff.
Se sarà promozione, si farà l’abbonamento.
Fumogeni vicino al baracchino della birra, tante risate e tante bestemmie.
Proprio oggi si deve provare il percorso per Camposampiero? Dico solo che siamo tiratissimi con l’orario...
Mai ricevute così poche adesioni via sms in così poco tempo, altro che spritz, meglio una bionda media.
Già non sei puntuale di tuo, figurati se devi docciarti in 20 minuti 20.
L’argine di Bovolenta, mai temuto di precipitare di sotto... forse.
Il campanile di Pontelongo suscita curiosità architettoniche: è più alto il campanile di San Marco o il Big Ben?
La Dina bomboniera? Ocio al Wolverine

Un mutante da sagra, con gli artigli incrostati di polenta.
Bianca. Rara in queste situazioni.
Prova prova a girare la chiave dell’airbag dell’Alfa… poi mi dici che succede...
Troppo fritto misto e troppo prosecco, nemmeno il liscio dei Rodigini, neanche il caffè dal Baffo possono bastare. Piove? Sambuca.
Il piacevole sonno del lunedì mattina, come farò mai a disabituarmi?
Mi offro quasi volontario per gite dall’oculista. Già, mancava solo la cataratta da fare...
Si va a correre? Come si fa presto commutare una seduta di jogging in uno spettacolo cinematografico...
Come si fa a dimenticarsi l’incontro del partito? Tra l’altro due civici più in là, dallo zio???
“Angeli e Demoni”, piaciuto, quasi mi è venuta voglia di comprare una nuova Lancia Delta nera.
Meno commenti sarcastici di quanto previsto, dalla controparte storica.
Io non sono per allargare il comitato matrimoniale. Abbiamo bisogno di braccia, le menti ci sono già.
Non posso dormire così poco la notte prima di tornare al lavoro.
Che poi... gente che dorme sulla scrivania ce n’è per davvero.
Non ho capito perché abbiamo dovuto spostare le prove a dopo cena apposta perché un desaparecido torni a schitarrare dopo mesi, visto che il pacco è arrivato puntuale come una cartella esattoriale.
Arrangiamenti diversi, due nuove hit. Che suonano bene.
Come distruggere un fax di un altro ufficio in quattro mosse: aprire il vano, togliere la cartuccia, rimettere la cartuccia, chiudere il vano con violenza con la cartuccia mezza fuori. Ovviamente scappare.
Un’altra settimana lavorativa che finisce con sedici ore effettive. Tappa gusto zenzero, ti mando io in fiera e con le persone giuste. Prove bis in versione ridotta che non so bene che senso abbiano avuto.
In centro, finti borseggi di piazza, vero gelato Nougatine Venchi, come diventare un Pinocchio con il cornetto. Per Berlino... ehm, sì, forse, a Ferragosto non so se avrò ferie. E’ festivo.
Vado io a fare la spesa. Toh, un nuovo fast food al Brentelle. Io odio i fast food. Una mini anguria???
Partita dura, il caldo batte, i bianchi battono nuovamente i colorati, inclusa quella macchietta taaanto simpatica. Sembra la pubblicità di un detersivo.
Confabulismi, l’essere in tanti serve a poco, alla fine saranno sempre i soliti a fare tutto. Perchè il dolce doveva avere l’uvetta???
Grazie a chi di sua iniziativa ha deciso di estendere e fissare un appuntamento che avevo deciso io. Mai più.
Benzina per la tagliaerba, benzina per l’auto, benzina per la lambretta, sì, mi sono accorto dei prezzi levitati in questi ultimi giorni.
Cappello di paglia e l’erba è tutta mia.
Grottammare? E chi c’è stato mai...
La mini anguria poteva essere anche più gustosa.
Parolieri, in dialetto veneto non è uno scherzo. Dai bionda, che la prima strofa è fatta!
Ma c’è il ritrovo dei tuoi parenti al solito bar?
Stavolta il corretto Martini è diventato un corretto Cynar.
Questi linguaggi in codice tipici degli architetti, lo fanno apposta per tirarsela.
Agriparty? Perché no. Mi serviva il cappello di paglia, non il badge universitario. A loro servivano dei fusti in più di birra. Dove trovare i migliori compagni delle superiori e i migliori compagni di squadra se non dove c’è baldoria? Abbasso le crisi di senilità. Abbasso la band hard-rock, Dio mi scampi per sempre dai fottuti Guns e da me noni Ac/dc.
Cinque macchine dei Carabinieri in Piovese, se non è questo un agguato post festa per patenti...
Non è il caso che, prima invitare e raccontare i cavoli nostri, chiediate a me chi sa e chi no? Eviterei sguardi fulminanti e giri di frasi da funambolo delle scuse quale non sono.
Come passare un sabato pomeriggio con i Clash a manetta.
Mancava solo quel pervertito di Lapo sul sito di Virgin Radio.
Avevo detto chiaro e tondo in quale bar di Sarmeola io volessi andare. No, macchè, inutile, bau bau, andiamo di là, piccenin. I gonfiabili per i bambini sono gentilmente offerti dalla Destra rubanese. I clown pure.
Prevedo baruffe a breve.
Ok, martedì andiamo a sentire la band per il matrimonio.
Pioverà, un veneziano che torna a casa, orsetti in ritardo in camicia a manica lunga e anche firmata. Ha funzionato la pubblicità dell’Interspar.
Ora aspetto solo di vedere i magrebini con le Fred Perry.
Carbonara di Rovolon, la mitttica sagra del bigolo e l’altrettanto mitttica fila.
Ciao amiche di un umbro weekend di Pasqua.
Il tavolo, il piatto tipico è esaltante, una fetta di polenta gialla ed una bianca, una farfalla tropicale che pare un biplano semina mezzo scompiglio e mezzo panico dentro il capannone. Ma una farfalla tropicale cosa viene a fare a Rovolon?
Dopo i bicchieri di rosso mancava solo il concerto di Herman Medrano per “imboressarsi”.
Niente sementi ogm della Monsanto.
Ahn… andate già via? Ma non avevate detto al nostro comune amico che volevate andare a fare quattro salti dopo?
Come passare dal considerarsi “fisso e tachente” a “mediante mona”. Dedicato a tutti quelli che c’erano ma ad uno in particolare che ha fatto sua una serata che non lo era affatto. Tiè!
Ma che bei incontri in sagra, al colpo di clacson esco pronto con il costume.
Chiosco o non chiosco? Mi pare non ci siano molte alternative. Per la serie in portafoglio abbiamo più tessere che schei... mancava la Libertas.
Tutti qui, dove sennò? Alice, nuova amica e subito barista di fiducia.
Auguri!!
Andate già a casa voi due?
Che musica terribile, è vietato dalla legge fare due weekend di fila all’insegna del rock? Tre canzoni ballate, neanche finita la quarta.
Piaciuto il lime in borsa?
Il biglietto per quel festival non l’ho trovato ancora, da dormire neppure. Ok, prenderò l’aereo, poi qualche santo sarà.
Lunedì escursione da Mezzocanale? E pranzo dalla Ninetta? Si sa, in montagna il gusto riguadagna.
Mancava solo l’afa è un gran premio in tv.
Mancava solo di dover dire addio alla maglia rossonera numero 3, quella del capitano...

Grazie, Paolo.
Maledettissima domenica.

"Daddy’s Gone – Glasvegas”

How you are my hero
how your never here though
remember times when you put me on your shoulders
how i wish it was forever you would hold us
right now im too young to know
how in the future it will affect me when you go
you could have had it all
you, me, and mum y`know
anything was possible

i wont be the lonley one
sitting on my own and sad
a fifty year old
reminiscing what i had

i wont be the lonley one
sitting on my own and sad
forget your dad, he’s gone

all i wanted was a kick-a-bout in the park
for you to race me home when it was nearly getting dark
how i could’ve been yours, and you be mine
it could’ve been me and you until the end of time
do what you want, when you want
be as fuckin’ insincere as you can
what kind of way is that to treat your wife
to see your son on saturdays
what way is that to live your life?

i wont be the lonley one
sitting on my own and sad
a fifty year old
reminiscing what i had

i wont be the lonley one
sitting on my own and sad
forget your dad, he’s gone


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giovedì 30 aprile 2009 - ore 21:56


Lavoratoriii....Prrr!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ed un’altra settimana corta fu. Neanche male, nonostante la busta si faccia sempre più leggera.
Mi ricordo di ritrovi che parevano certi ma che di certo non hanno neanche più la risposta ad un sms.
Mi ricordo di spritz cattivi e vini ottimi bevuti in piedi in quel posto da fighetti che non mi spiego come faccia ad essere sempre così pieno.
Mi ricordo di un seguito live di un gruppo magari non proprio utile all’umanità che pareva una coppia sbiadita dei Subsonica.
Mi ricordo di frange lunghe e giacchettine alla Sgt. Pepper.
Mi ricordo di medicine dal nome che potrebbe suonare come una bestemmia e che, paripampum, ecco il Riopan.
Mi ricordo di sambuca e prosecco e di quanto sia bello fare tardi durante la settimana, soprattutto se il giorno seguente non si lavora.
Mi ricordo di lunghe investigazioni portate avanti con successo, per scoprire il titolo di una cover appena eseguita (maledetti Bronski Beat!!)



Mi ricordo di orologi muccosi come anticipo di regalo di nozze.
Mi ricordo della lista della spesa fatta via web, una capra ed un pollo, vivi, sementi e matite, giuro che non li avevo mai regalati prima, forse mi mancava la buona causa od una buona scusa.
Mi ricordo di biglietti acquistati perché sia un’estate molto molto rock.
Mi ricordo di biglietti esauriti perché sia sempre un’estate molto molto rock, ma solo nei confini nazionali.
Mi ricordo di partite vinte, non c’era dubbio, dai bianchi, per la gioia del mio omonimo poi eclissatosi in preda a raptus bestemmioso.
Mi ricordo di tavolate d’altri tempi dall’Ofelia, con Checco che si ricorda bene dei due “superstiti” e chiede degli altri, con Kevin che ormai è il doppio di me.
Mi ricordo del dubbio notturno atroce sull’orario del volo.
Mi ricordo che ho percorso la strada fino all’aeroporto di Treviso.
Mi ricorderò per sempre, e bene, di tre giorni a Londra, ancora, a vedere un amico speciale infilarsi un anello al dito.
Mi ricordo che sono tornato con la burrasca padana, sentendo per radio di un’Inter perdente a Napoli e di un Milan ruspante e tardivo.
Mi ricordo di non aver più visto la Panda rossa sotto il portico a casa.
E il fatto che nessuno da casa mi avesse avvisato dell’incidente un po’ mi ha disturbato.
La sveglia del lunedì, a colpi di dialoghi mattinieri ad alta voce, a squilli del telefono di casa, a suoni di campanello e trapanamento di muri da parte dei peggiori elettricisti del comune di Rubano... niente male, come bentornato...
Odio quando mio padre, travestendosi da eroe della patria, decide una cosa e la fa, tipo comprare un’altra macchina nel giro di un’ora dalla decisione.
La scritta taxi non c’è, sull’Alfa. Anche se le vasche su e giù per strada Battaglia e limitrofi, nell’ora di punta, insinuerebbero il contrario.
Siete mai stati abbordati nel parcheggio sotterraneo di un centro commerciale?
La giacchetta militare, vista, piaciuta, comprata. Mi mancava, giusto per fare invidia poi a chi so io.
Gente che arriva durante l’ora di cena, gente che arriva all’ora del caffè, un telefono che continua a suonare, tutti che si cagano addosso ora che devono presentare la dichiarazione dei redditi. Eh sì che il consulente fiscale di casa avrebbe il suo ufficio...
“Non può piovere per sempre...”, una frase quanto mai attuale e che mi riporta ad un corvino eroe dell’adolescenza.
Viva il centro con la pioggia, congestionato dal traffico, viva il palazzo dei vigili, viva la scolaresca entusiasta e a bocca aperta davanti a etilometro e telelaser ancora ignara del fatto che tra una manciata di anni quei due aggeggi non saranno più così affascinanti.
Al soccorso stradale scatto più foto io di un perito assicurativo.
Un saluto al vecchio animatore, sempre al lavoro e forse anche per questo pieno di soldi, il ritrovo è per uno spritz speziato.
Il bus alfistico, partenza dalla parrucchiera a Chiesanuova, termina a Mestrino.
Non sono in ritardo, giammai. Semplicemente non sono stato avvisato per tempo.
Il nuovo soprannome sarà “Veleno”.
In una sala fumosa si confabula ai danni di due futuri sposini, un occhio alla Champions, un occhio alle foto molto molto vintage.
Ehm... temo di non essere stato invitato a Caldiero.
A Corbanese e a Bojon invece sì.
Ciao lavoratori... da quanto tempo!!
Dopo decenni di esclusività Fiat, ora il rapporto a casa è paritario con Alfa e Lancia.
Trovo che la Y sia un’auto davvero davvero femminile. Che se ne dica.
Have you ever been in “Bojon” before?
Chi parte prima per sentire Marco Paolini, chi si attarda, chi attraversa quel mare che è Creola, chi si lancia per la strada dei vivai.
Il pienone per i Modena City Ramblers, tocca stare appena fuori dalle porte, a ridere dei “coppi”.
Un centro di “ritrovo” o di “ricovero” anziani? Neanche la grappa per il caffè...
Le ultime canzoni, sudate e sentite... “Bella Ciao” è una canzone talmente popolare e coinvolgente che non dovrebbe avere bandiere di sorta. Le battute finali rivelano (come se ce ne fosse stato il bisogno) lo schieramento degli organizzatori. Ma è presuntuoso pensare che la legalità possa essere rappresentata solo dalla Sinistra.
Gli amici con cui dividere un paio di lattine e con cui pianificare qualche bella sagra...
“Ti ricordi di me? Sono il violinista della festa della Babi...”
Oddio. Sì. Vagamente. La festa russa dei cigni e la vodka me le ricordo anche troppo bene. Temo davvero di aver dato il peggio di me se tutti si ricordano del sottoscritto in quella serata...
Anch’io voglio le Converse viola. Forse.
La prossima volta andiamo a sentire il compaesano Checco con la sua fidata B.Band!
A maggio si lavorerà una media di 2,5 giorni a settimana. Là!
Ogni volta che trovo fuori a fumare il mio collega veneziano, mi ubriaca con i suoi racconti marinareschi.
Gente che conta le ore, alla fine, tra una pausa e l’altra, hanno firmato per la mobilità... 30 aprile, giornata di numerosi addii, tra pianti di trentennali colleghe, panini e ombre, piccoli e grandi presenti.
Il ratto dei pc con la gente ancora che ci stava lavorando su.
Non l’ultima arrivata, una signora che ha passato in azienda 38 anni, un tempo per me ancora imponderabile.
Quante strette di mano, alcuni mi mancheranno per davvero. Spero si godano appieno la pensione anticipata.
Buon Primo Maggio amaro, lavoratori.

Stasera salta il calcetto, salta pure la Cristina delle sigle in quel di Bologna.
Gente di poca memoria. Gente povera ma solo di spirito.
Un altro esempio di inaffidabilità, non occorreva.
Salta anche il grillo con una zampa sola.
Il grillo senza zampe non salta perché è sordo.
Evidentemente.

“La Ballata Della Dama Bianca – Modena City Ramblers”

‘E nat’ nu lavoro è nat’ nir’
e muore nir’

Arriva arriva la dama bianca
lei di ballare mai non si stanca
arriva, ti sceglie e un bacio crudele
ti prende la vita e agli altri lascia le pene
ti prende la vita e agli altri lascia le pene

sopra al ponteggio o dentro la stiva
con il muletto o ai turni in catena
è una scintilla o una disattenzione
o le ore extra per la produzione
o per scampare alla cassintegrazione...

Sei due sei! Diamo i numeri per lei!
Ma i conti poi alla fine sono i suoi
trentasei! Ma il resto va comunque a lei
aggiungi a noi ma i conti restano i suoi!

Facce di circostanza, frasi di costernazione
il mesto comunicato della direzione
che promette l’arrivo d’una commissione
che garantisce una seria ispezione
e sara stato per l’inesperienza
o mettici pure un poco d’imprudenza
o semplicemente per la poca conoscenza
per la stanchezza, per l’impazienza...

Nero è il lavoro e bianca la morte
o cambia il colore ma non cambia la sorte
nero è il lavoro e bianca la morte
o cambia il colore ma non cambia la sorte

arriva, arriva la dama bianca
lei di ballare mai non si stanca
arriva. Ti sceglie e un bacio crudele
ti prende la vita e agli altri lascia le pene
ti prende la vita e agli altri lascia le pene

sotto un traliccio o in galleria
sopra una gru o per malattia
è una tragica combinazione
o un errore della strumentazione
o magari manca l’annuale revisione...

Sei due sei! Diamo i numeri per lei!
Ma i conti poi alla fine sono i suoi
trentasei! Ma il resto va comunque a lei
aggiungi a noi ma i conti restano i suoi!
Trenta zerotre! Lei ci chiama tuttia sé!
La posta è qua e si gioca la precarietà!
Quattro nove quattro! Un altro numero dal mazzo
ma il jolly poi ce lo gioca su di noi!

Nero è il lavoro e bianca la morte
o cambia il colore ma non cambia la sorte
nero è il lavoro e bianca la morte
o cambia il colore ma non cambia la sorte

balla con il caporale
col delegato sindacale
balla col giovane manovale
e col capo del personale
balla col magazziniere
e con l’esperto ferroviere
balla con il minatore
col responsabile di cantiere
balla col verniciatore
con l’apprendista saldatore
balla con il muratore
e col capo appaltatore
balla con l’agricoltore
e con il trasportatore
balla con il tornitore
con l’addetto all’escavatore


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martedì 21 aprile 2009 - ore 22:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


E se ne andò un altro weekend lungo.
Una settimana corta, piena, da tempo non facevo quattro giorni filati al lavoro.
E la fila dal barbiere, per sistemare poi quali capelli... visioni, un sorriso dall’altra parte della strada.
Non sono un esperto di trasporti e trasportatori. Quelli ci sono e sono pagati per continuare ad esserlo. O sembrarlo.
Poi che i tedeschi siano duri... è un altro discorso.
Il “giardino estivo” dell’Amsterdam, fotografe che criticano i miei scatti da centometrista spompato, deejay pressoché disoccupati, canottieri in canotta con l’ansia da prestazione.
Pavone con l’aviaria?
Senti la Giovi come reclama la mamma, un paio d’anni hanno fatto anche troppo presto a passare.
La faccia tosta di chi solo ha pensato di poter provare di chiederci il campo...
Il pareggio va stretto a noi bianchi.
Voci di chiusura totale in maggio. Tante chiacchiere. Decidessero qualcosa veramente, saprei come organizzarmi un mese itinerante.
I commerciali che mi vengono a trovare, di lavoro, che non c’è, non si parla.
Un invito a cena? Per me? Con il mio ex capo, amici di vecchia data ed un paio di fornitori? Io, unico collega ed unico under 30, la considero come una promozione sul campo. Peccato che ho già un altro appuntamento... ma in qualche modo renderò onore al padrone di casa.
Il capolinea del venerdì, evviva. Non dovevate andare a correre? Il footing si trasforma in spritzing? Inizio a prenderci gusto, I like appuntamento del tardo pomeriggio. Fragole. Nella pizza e nel risotto??? Uhm.
A casa ho la “bistecchetta” che aspetta. Amen.
Il vino è franciacorta, le nuove frange sono corte, la mia è ancora inesistente.
Le bistecchette in verità erano poi due.
Lunghe attese, brutto vizio odioso quello del ritardo, non mi stuferò mai di incavolarmi per questo.
Il tavolo alto, una novella “Checca” mi pesta i piedi, racconto aneddoti su quella ragazza bionda laggiù. Eh sì, da riderci su. Giù. Destra e sinistra.
L’incarico. Come accompagnatore del vicino futuro sposo. Oddio.
La notte degli “smorti viventi”, si era capito subito, non occorreva accampare le solite scuse e o interpretare il solito teatrino.
Gli occhiali, entrambi, erano sotto l’autoradio, altro che tasca a destra.
Per il Vinile prendiamo l’autostrada?
Una serata tutta da ballare. Compreso Nano-nano. Batti il palmo? Nooo? Ora piango...



Non è facile accettare che la sigla dica “fianco” e non “piango”... soprattutto a distanza di almeno due decenni buoni.
Chi trova un portafoglio, chi un cellulare, i due euro però me li metto in tasca... per il servizio.
Il primo pensiero del sabato è di rimettere subito in strada la Lambretta. Anche perché non manca molto a Luglio e mi sento carico di responsabilità: mi prendo avanti.
Ma il bar ovoidale si chiama “29”? Valeva la pena dare un’occhiata.
Direzione Campodarsego, al solito, dopo il ponte di Limena la strada è un mistero.
Ahn, località Bosco del Vescovo... sì, chiaro ora.
El paron de casa che pare un possibile allenatore del Milan, chi arriva da Varese, chi arriva da Venezia partendo da Torino. Un giovine come me attira l’attenzione. Pancetta e soppressa di casa per l’aperitivo, la prossima volta mi fermo anche per il cinghiale e i fagiani.
Io mi fermo a comprare la birra ma occhio che non è fresca...
Dal Brentelle alla via polesana, sembra ci sia una festa...
Auguri Elisa e Nicola!! Pasticcio, parmigiana ed insalata di riso, tra tutti il dolce al Mars e i dolcetti frutto di una notte insonne...
Belli i cappelli, il mio di più. Juve contro Inter, il salotto è a disposizione.
La barzelletta della serata è un quadrupede atapirato.
Mi compiaccio del mio regalo. Come “cos’è???”
Ester, un nome che mi fa canticchiare i New Trolls, anche senza le sue labbra create da Te ed anche con un paio di biciclette in garage.

Un sms che arriva dalla provincia veneziana, qualcuna offre da bere, evidentemente per il compleanno di un paio di settimane prima... scusa se sono le 23 e sono a quaranta chilometri di distanza.
Non riesco proprio a capirle certe cose.
Un saluto alla piazza, ho come l’impressione di vivere in un mondo diverso.
Odio essere svegliato dal telefono di casa. Gran bella giornata di pioggia. Inizio a pensare che sia l’organizzatrice che porta un po’ di sfiga.
Destinazione sagra del gnocco a Teolo, strade alternative a naso, arriviamo che la compagnia è già con la bocca piena di uova sode ed il bicchiere traboccante di rosso.
Sempre detto mio padre che i sordomuti fanno più casino degli altri...
I fratelli giusti, un po’ più paciocotti del solito, in attesa dei rispettivi eredi.
La grappa alle Fiorine? Grazie ma scendiamo i tornanti per fare almeno presenza da un’altra parte.
La mia autoradio è geniale nella scelta delle canzoni.
A Rubano per un arrivederci a chi tenta l’avventura spagnola. Saluti al fratello che porta un po’ di sfiga.
E dura riempirsi il bicchiere di Trebbiano se la bottiglia è ancora chiusa.
Mi è piaciuta la girandola di super alcolici.
Come arrivare già mezzi fulminati prima dell’appuntamento aperitivante. Invitante.
Un occhio per ammirare le gesta del Super Pippo, un occhio per ammirare le gesta arretrate dei medici in prima linea.
Giorno da cassa integrato, giorno di pioggia a rompere le scatole.
“Suggerimenti” è plurale, quindi uno non basta.
Il duo del lunedì sera, non so bene come andrà a finire, so solo che amo quei momenti in cui viene fuori una melodia, un riff o una serie di accordi o il batterista che se ne esce con un titolo tipo “Goodbye, Emerald Sky”.
E amo tornare poi a casa fischiettando il nuovo motivetto.
Ultimi dettagli, tra 3 giorni a quest’ora sarò a divertirmi in qualche localaccio a Camden Town, tra 5 giorni a quest’ora starò tornando a Londra dopo il party nuziale.
La lista nozze sarà solidale verso il terzo mondo.
Ora due giorni di fatiche, uno di svago, tre di english life.
La italian life vorrebbe che si andasse a letto presto almeno di lunedì sera. Vorrebbe.
Poi si ricomincia, con il piazzale della fabbrica mezzo vuoto, con il telefono che suona in continuazione, con l’ultima sigaretta rotta nel pacchetto e con un sonno della Madonna. Pellegrina.
Il solito giretto di controllo, parcheggiare era impossibile e le bici ce l’avevano con me.
Aaaaaposto? Aaaaaposto!
Il pretesto per non fare tardi al lavoro è arrivato anche prima delle 18.
Ma che vita fanno gli architetti liberi professionisti trattati peggio del più sfruttato dipendente?
Oggi era la giornata dei file zippati.
Con Winrar apri uno Zip, con Winzip non apri un rar.
Poi c’era chi apriva Zip, Quartz, Amico e SR con qualsiasi mezzo che aveva sottomano.
Una voce amica che torna a farsi sentire dopo mesi.
Tra le risate, una notizia veramente raggelante. Non ci sono spiegazioni per un male che si diverte a colpire una giovane madre di tre bambini. Ma lo spirito è forte.
Idee per l’estate? A spizzichi e bocconi. Le ferie tanto me le hanno già mangiate tutte. Ho notato che chi ha buttato lì quell’idea transoceanica ora non ne parla più...
A sentire la Marcegaglia che auspica la ripresa prima della pausa estiva, a luglio e ad agosto si andrà tutti a lavorare, altro che vacanze.

Lei sì che ne capisce, di tubi.
Fanculo la cloaca umana di casa e le colombe pasquali.
Che fretta c’è per il 730? Ma vaffancud.
Sì. Milano. 30 agosto. Con i loro amichetti. O mio dio. Rock’n’roll.

Ok.
Anzi.
O.K.K.

“Rocking rolling - Scialpi”

Sono tra di noi,gravi come incubi
hanno invaso ormai tutta la città
han distrutto già radio,dischi e la tv
ci hanno detto di non suonare più
Rocking rolling per resistere
Rocking rolling per difenderci
Rocking rolling per non cedere mai
Rocking rolling sopravvivere
Rocking rolling con la musica
Rocking rolling al silenzio che c’è

Ci han sepolto qui sotto la metropoli
rinchiusi in un metrò che non parte mai
non ci sono show niente più spettacoli
non si balla più non si canta più
E allora
Rocking rolling per resistere
Rocking rolling per difenderci
Rocking rolling per non cedere mai
Rocking rolling sopravvivere
Rocking rolling con la musica
Rocking rolling al silenzio che c’è

Svegliati città da una notte tragica
quante stelle vuoi per rialzarti su
non c’è libertà che non abbia musica
non c’è rabbia che non esploderà
E allora
Rocking rolling per resistere
Rocking rolling per difenderci
Rocking rolling per non cedere mai
Rocking rolling sopravvivere
Rocking rolling con la musica
Rocking rolling al silenzio che c’è


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venerdì 10 aprile 2009 - ore 03:07


Dee Dee Na Na Na
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vorrei un amuleto abbastanza intimo da poter trovare parcheggio in centro con facilità estrema... ma potrei passare per un pervertito.
Del pillow fight non v’è traccia al Duomo. Bancarelle di associazioni sparse ovunque.
Argentina, grinta y vida, le mele cotogne hanno il loro consistente peso specifico.
Il tramezzino del Nazionale ha sempre il suo perché, alla fontana in piazza sento che mi mancano un tot di piercing e sicuramente un cane.
“Salve, professoressa”. Questi giovinastri d’oggi.
Oh oh cavallo, Ottavo aspetterà. La spesa gira intorno ad un primo panna e sfilacci ed un buon rosso. Fermi tutti. Cambio, gamberetti e zucchine, via alla ricerca del vino bianco e dei dolci adeguati.
Uno stereo capace di mixare le canzoni al momento giusto non lo avevo mai sentito...
Come fa un dolce così buono a nascondere l’insidia dell’uvetta??? A cosa serve, l’uvetta? E’ una guarnizione inutile.
Ma sì, già che si va a casa, facciamo una piccola deviazione. A me la sambuca. Compaesane e vampire, ormai il mio (quasi) maestro non mi caga neanche più.
Non era nei miei propositi alzarmi “presto” per vedere il Gran Premio... si ringraziano i testimoni di Genova, sicuramente al soldo di Bernie Ecclestone, che hanno incrementato l’audience di uno spettatore.
Una domenica calda da non crederci, visto la pioggia del sabato.
Miro Mirano. E non solo. Carico focacce.
Treviso, secondo tentativo della missione “Canaletto”. Il parcheggio in una zona sconsigliata, la passeggiata tra le bancarelle di piante e profumi è un pretesto per annusare e assaggiare qualche erba e prendersela comoda. Non troppo però. State in fila voi, noi abbiamo prenotato. Dalla hostess più carina?
A me le spiegazioni e le interpretazioni degli artisti stranieri. Le comitive organizzate sono un incubo.
Niente da dire, meravigliose le vedute di Venezia. Che stanchezza però. La calura. Un quarto di vacca addosso? Il gelato al cioccolato, dolce e un po’ salato, i gradini del Duomo come giaciglio.
Da quand’è che è il festeggiato ad essere invitato dagli altri alla propria festa?
La movida miranese, (de)merito dei Padovani. Un saluto veloce a chi torna a Santa Marta, torniamo a casa che siamo cotti. L’auto no, non la accendo per andare a casa.
Lunedì libero, cassintegrato, per cominciare bene la settimana, ovviamente corta, cortissima.
Il magone a guardare la distruzione in tv. Una strage a tradimento.
Non capisco come mai finiamo sempre a suonare in due... almeno qualcosa viene fuori e sono soddisfazioni, prima del giro dal kebabaro.
Un giretto in ufficio? Massì, almeno un giorno facciamolo. Solite cose. Lo smonamento... meno lavori e più cresce.
Auguri zia, piaciuto il messaggio ubriacante?
Il pacco in diretta. Non potevo tirarmi indietro.
Le zie francesi, le disavventure nei treni europei anche se i ritardi restano italiani, ginocchia che scricchiolano, compaesane concedono i propri boccoli in comodato.
Serata anni 90, tra amarcord e quiz stile Sarabanda... Noooo, il film con Raoul Bova che esce dall’acqua nooooo!



Mi si cariano i denti con queste scene.
Andiamo o… balliamo? Mancavano solo gli autoscontri, ad essere ben presenti sono 15 anni in più sul groppone.
Con la quadriglia da sagra si può ballare pressoché qualsiasi cosa.
Anche se Whigfield aveva il suo bel balletto dedicato...



Un cugino che telefona e mi tira giù dal letto, amen, vado a fare il secondo round sotto coperta.
Un cugino che suona il campanello di casa, 4 madonne, ok, metto su il caffè, anche se credo ci siano dei problemi di comunicazione abbastanza seri, visto il doppio brusco risveglio.
Ehi doc, una partita a calcetto? Se me la sento sì, l’importante è che dopo io mi lavi... maniaco dell’igiene.
Amo bighellonare, l’ora è quella del pranzo, se fosse... bar, una rockstar dietro al bancone, ben calata nella parte.
Ma... non eravamo mica d’accordo per mercoledì? Aspetto. Aspetto. Continuo ad aspettare un segnale di vita. Dovrei averci fatto il callo, credo. Ma anche no. Sbuffo. Come sempre.
Il ritorno della Manumanulanostramanu, un po’ scossa anche lei, fortunatamente non come l’Abruzzo. Tutti in giro per le anche troppo affollate piazze. C’è chi lavora solo lui e guai a fare tardi. Mettiamoci anche un’astinenza maniacale per l’alcool e tutto può solo che diventare più triste. Ecco come io non affronterei l’età col 3 davanti allo zero.
I lunghi sonni, bighelloniamo ancora, un invito a pranzo non si può rifiutare. Pausa pranzo, che strano entrare di giorno in un bar notturno. Le avventure e le disavventure di due cuori solitari? Ma no dai, ridiamoci su prima di tornare a cercare il lavoro per gli altri.
La spesa chi la fa? Due uomini ed un carrello. Due gitanti dell’indomani sorprese a fare shopping.
La storia dello spritz per farsi gli auguri, io non la sapevo mica. E fare gli auguri a chi poi che non è venuto nessuno???
Il ritorno nella squadra dei bianchi, i veri campioni giocano anche quando non sono al 100%. Non so se sono più campione e se non sono al 100%... Poco fiato e poche gambe, basta la mia presenza per vincere. Con il numero 7 inglese sulle spalle, non avrei mai potuto giocare solo in porta...
Buona questa pastiera napoletana.
Andiamo a portare la valigia al “facchino” che un po’ se l’è cercata di venire via da solo...
Incredibile vedere i macchinismi familiari e l’indecisione, la flemma, le mille perplessità spartite tra un “cosa mangio?” e un “cosa metto in camicia?”...
Spello, Assisi, Spoleto: arriviamo.
Non so bene con che spirito, con l’Abruzzo lì vicino ed un’amica con gli zii che dormono in macchina.
Ultimo sms, partenza alle 5.55.
Ho come l’impressione che dormirò poco stanotte.

“Saturday Night – Whigfield”

Saturday night I feel the air is getting hot
Like you baby
I’ll make you mine
You know I’ll take you to the top
I’ll drive you crazy

Saturday night dance I like the way you move
Pretty baby
It’s party time
And not one minute we can lose
Be my baby

Da da da dum Dee dee dee da dee da da dum
Be my baby
Da da da dum Dee dee dee da dee da da dum
Pretty baby

Saturday night I feel the air is getting hot
Like you baby
I’ll make you mine
You know i’ll take you to the top
I’ll drive you crazy

Saturday night dance I like the way you move
Pretty baby
It’s party time
And not one minute we can lose
Be my baby

Da da da dum Dee dee dee da dee da da dum
Be my baby
Da da da dum Dee dee dee da dee da da dum
Pretty baby


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sabato 4 aprile 2009 - ore 16:23


China Ed Inchino
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una scusa, una frottola per una buona causa direi..
Mi piace prendere il bus.
Pochi minuti, giusto il tempo per un dadacaffè servito da un futuro vigile del fuoco e poi su per le scale del Bo’, l’ultima sala, quella più vip di tutte.
Un abbracciane, tensione più o meno mascherata con un trench ed un paio di scarpette very british.
A chi tocca adesso?
Una prof che si chiama come un rudimentale strumento musicale ed una fama che la precede.
E’ andato bene il dialogo in russo, per quel che ne capisco io...
Fatta, alla grande, forse non ci si crede ancora.
Il fotografo chiede un’informazione, chi è preso in causa risponde in qualche modo. Per un attimo il black out.
Non vedo chi non considero.
La valigia “sbandierata”, i tunnel di rito, la postazione, il travestimento, spuntano due ali da fatina.
I bambini moderni subito “Mah... quella è una Winx?!?”
Le “torture”, la schiuma sembra non aver modificato il colore della chioma. Buoni i panini? E la banana? Che scritto così magari lascia intendere qualche sfumatura maliziosa che non c’è.
Ci rivediamo presto. Prima che la pavona prenda il volo con la valigia in mano.

Si ritorna ai casini, al telefono che ora ha una suoneria che spacca i timpani, alle email con il punto esclamativo rosso.
Tutto urgente? Non conviene rallentare il ritmo per preservarsi il lavoro il più a lungo possibile?
Ho l’aria stanca? Non così tanto da rinunciare al tramezzino. Niente cinema? Che pacconari...
Mi godo una cartolina imbucata a Gatwick: una Union Jack in miniatura! Sorriso please, “sdentegato”.
Era da tempo che non mi capitavano mattinate così focose, furenti, fastidiose. Quasi mi ero convinto fosse tutto un pesce d’Aprile.
L’intervallo mi serve per tirare il fiato e farmi dare un’occhiata di controllo. Quanto ci vuole ancora? Non si può, che ne so, asfaltare il buco?
Ai commerciali che sfottono i miei fornitori, ricordo anche i nostri clienti avranno i loro colleghi venditori che sfottono i nostri... E’ tutto relativo, poveri pisoli.
Non è facile dire ai miei antagonisti professionali, armati di “lista della spesa”, che tutto l’acciaio che avevano messo in casa per noi ora non ci serve più.
Uno è stanco dopo la prima corsetta, un altro arriverebbe tardi, mi calo nei panni dell’Italiano medio, in poltrona a tifare per la Nazionale, anche se, uno scherzone da parte del Trap, sarebbe stato troppo mitico...
Suona il telefono: privato. La zia fa gli scherzi e si assicura di non dover alzarsi all’alba.
Presi i biglietti, stavolta mi prenoto anche l’ora di ingresso, che non sia una gita domenicale trevigiana a vuoto...
Mi sbaglio o Easy Network ha dato finalmente un giro alla sua consueta e quotidiana playlist? Anche gli Oasis!!
Il rustico Diego, sempre il k-way addosso, cicca in bocca da una parte e stecchino dall’altra.
Le sue bestemmie colorite e sempre inerenti all’argomento trattato. Solo lui poteva essere amico di “Ciano Metano”.
Non so, sarebbe bastato da tirar fuori un “Battista Gommista” e qualche altro personaggio da bar per completare una collezione veneta degli “Sgorbions professionisti”.
Brighton 2009 sì o Brighton 2009 no? Se sapessi qualcosa del mio Maggio... So solo che avanzo un giubbino da due anni.
Mi buttano via le riunioni del venerdì pomeriggio, viste le nere prospettive e l’insufficienza del lavoro compiuto finora. Carne, nonostante fosse un venerdì di Quaresima.
Il ritrovo con l’ex capo, da 4 a 8 persone, mezza azienda che passa per quel centro commerciale e per fortuna non si ferma. Risate, nonostante siamo tutti nella stessa pericolante barca.
Seconda tappa rubanese,, non ero io quello dell’aperitivo fisso del venerdì. Uno spritz Aperol e Martini dal gusto, dal colore e dalla schiumetta sospetti...
“Ho messo Martini Rosso” dice il barista... Mah.
Sono soddisfazioni quando, dopo 10 minuti, il barman ti viene incontro mortificato ammettendo di aver versato China Martini. Miscuglio imbevibile. Ma almeno gratis, in segno di scusa.
Eh sì, un invito a cena alle 21.30? Come no.
Vicini e lontani, io manco ai bianchi come il cacio sul cavallo. O era sui maccheroni?
Un porto di mare stranamente vuoto.
Abbasso il precariato? Sì sono d’accordo, solo che c’è qualcosa che non mi torna in questa sorta di vittimismo proletario che onestamente stona proprio.
Certo che è piccolo il mondo, ci si conosce proprio tutti.
Ho messo su pancia? Ma se mi hai visto una settimana esatta fa...
E peso meno...
Altro che Vinitaly, mia sorella la manderei al Cottolengo, lei e il moroso (?) con quella macchina spocchiosa.
Per certi commenti e battute dal ph veramente ai minimi termini mi riconosco un naturale talento.
Stasera ritrovo per i preparativi del weekend pasquale. Lavorerò veramente poco nelle prossime settimane. Almeno andiamo a scoprire parti d’Italia a me ancora sconosciute.
Che io so, che io non so.

“Let’s All Make Believe - Oasis”

Is anyone here prepared to say
Just what they mean or is it too late?
For anyone here to try to do
Just what it takes to get through to you

So let’s all make believe
That we’re still friends and we like each other
Let’s all make believe
In the end we gonna need each other

Strangle my hope and make me pray
To a god I’ve never seen but who I betray
To the people who live the afterlife
And the place I’ll never be ’til I’m crucified

So let’s all make believe
We’re still friends and we like each other
Let’s all make believe
In the end we’ll need each other
Let’s all make believe
That all mankind’s gonna feed our brother
Let’s all make believe
That in the end we won’t grow old

So let’s all make believe
We’re still friends and we like each other
Let’s all make believe
In the end we’ll need each other
Let’s all make believe
That all mankind’s gonna feed our brother
Let’s all make believe
That in the end we won’t grow old


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lunedì 30 marzo 2009 - ore 23:00


Le Erbette Dolci E Le Erbette Amare
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ricomincia una settima intera, ridendo e scherzando era più di un mese che non me ne capitava una... un po’ mi spaventa tutto ciò. Temo di aver perso ritmo e voglia.
Il ritorno dalla City non porta dritti a casa, ci si ferma per un saluto ad una parte almeno delle solita compagnia marajona parcheggiata al Kofler.
Con gli stuzzicadenti lunghi e i tappi delle bottiglie d’acqua, abbiamo creato spade e scudi per tutta la pattuglia di Gormiti.
E con due tappi anche gli occhi cibernetici.
Una visita della pachidermica vicina nella pomeridiana ora del caffè, si stupisce dei miei progressi e dei miei viaggi nonostante tutto. Non so se a lei occorra un argano per muoversi, a me è bastato stringere i denti.
E col cavolo vado a passeggiare con lei.
Che poi mi spia e vede la mia auto che si muove, ciò la induce a scrivermi un messaggio: “ma hai provato a guidare???”.
Rispondo che ho provato e ci sono pure riuscito (in qualche modo), sono stufo di fare le ragnatele. Almeno un giro, vado a prendermi le cicche e a bere un aperitivo, con gente in ritardo causa lotto, non mancanza di tempo libero, quello pure troppo.
La delusione grande per le fondute al cioccolato, in pratica latte e nesquik, gli schermi propongono, propinano, la finale degli Amiconi della De Filippi, giusto per rincarare la dose.
Da Pontelongo a Rubano, passando per Mestrino, servivano queste quattro chiacchiere. Fatta eh, per il 30 aprile.
Scialla! Ho appreso da terzi uno dei termini preferiti della “principessa del pisello”. Bah, buh, boh.
E’ la prima volta che vado dal dentista e torno a casa senza alcun intervento eseguito o soldo spillato, il nuovo appuntamento, sulla fiducia, è per mio padre.
Pronto? Dall’altra parte del telefono una risata “imboressata” e poche parole.
La sambuca sul trespolo dall’ottima vista, c’è qualcuno che ha trovato posto di lavoro e non offre da bere.
Mi ero quasi dimenticato come si fa a puntare la sveglia.
Una fabbrica semideserta, in quattro in gatti al lavoro che riescono, contro qualsiasi legge animale, a fare cagnara.
Ma neanche troppa.
Sono le sole 250 e passa email che mi scoraggiano.
Le visite del capo, uno dei superstiti.
Il secondo e ultimo giorno lavorativo della settimana è ancor più desolante, mi sono sentito un po’ abbandonato nel mio presidio solitario dell’ufficio dopo che il capo, appena pranzato, s’è vestito, mi ha salutato e se n’è andato a casa.
Non so, me lo sentivo che avrei avuto compagnia per Roncade, un pacco tira l’altro, non so come l’abbia presa la dama organizzatrice.
Al New Age per i Pornopilots, vecchie conoscenze, tra aneddoti di bassisti entrati nella storia o che hanno nella valigetta dei vinili degli Oasis e bassisti emigranti da andare presto a trovare, che nella valigia hanno riposto una voglia di cambiamento.

Tre bei gruppi, ovviamente il mio preferito è noto.
“Io non roncheso”, voce del verbo “ronchesare”.
Gente che deve arrivare e non arriva, altra che arriva troppo tardi. Non si balla stasera, non io.
Idea stupenda, i casi mi sono favorevoli, ci provo.
Mirano non è poi così distante. Che poi capita di trovare in parcheggio una Laralà sbarellata dal fatto di vedere in terra straniera un Lucalù... Vedi che il caso ha voluto che ci salutassimo prima dell’esodo?
Eccolau.
La strada per Treviso è un ripasso di quotidianità.
Ombrello, cappello o entrambi? I portici e il Duomo, ti pareva che chiedessero a me per una foto ricordo?
La vecchia e minuta chiesetta di San Giovanni, rimasta in piedi dal tredicesimo secolo, ospita comitive guidate dalle quali si può attingere qualche informazione a gratis. Anche se la migliore guida è a mia esclusiva e mi spiega del perché della fonte battesimale costruita in quel modo e al centro dell’edificio.
Profumo di cannoli siciliani?
Ca’ dei Carraresi, ressa, il francese è da ripassare. La scorbutica addetta terrorizza la coda. Mi sovviene che qualcuno mi aveva chiesto se avevo prenotato... Ovviamente no. Rimandiamo? Rimandiamo, non vale la pena perdersi il sabato pomeriggio in fila.
Domenica, all’alba.
Una cicchetteria? I Naneti, un piccolo locale (è proporzionato al nome…) d’altri tempi, tra ombre di vino, crostini e allegria.
Poi capita anche di vedere passeggiare un’anatra grande così per le vie del centro, poi capita di vedere un vigile urbano che torna indietro con il volatile sottobraccio.
No, niente rosa, non siamo mica...
Cosa non sono? Non un vivaista. Non un botanico. Non un fiorista. Per il resto...
Uno dei negozi preferiti, vetrine colorate che nascondono uno spirito bambino, incuriosito da quei peluche e gadget simpatici.
Il fiume, il verso di quello strano pennuto chissà qual’è, meglio un ovetto di cioccolato, altro che bigiotteria commestibile.
Come fanno gli uomini ad essere così succubi delle donne? Domanda da cento milioni.
Il palazzo dei Trecento, la porta dei Santi Quaranta... qua funziona a numeri.
Chi ha paura dei ghirigori???
La strada del ritorno, pillole di filosofia propria, per la quale vale la pena concludere così la bella giornata.
La mia filosofia diceva esattamente l’opposto.
Come cambia l’umore, è cambiato pure il tempo. Entrambi in peggio.
Non ho voglia di andare per case altrui se non sono stato invitato. Non ho voglia di niente a dire il vero.
Anche se, come mi suggerisce chi mi chiedeva se avevo prenotato, uscire avrebbe fatto solo che bene.
Domenica, la pioggia che scende di stravento mi pare una cornice umida per un pranzo sui colli. Colli... Cervarese è prevalentemente pianeggiante. Il Bosco è ormai un’industria più che un agriturismo.
Esperienze londinesi da raccontare, gente da conoscere e che mi tocca i Gallagher, una torta della nonna colore tantum verde, la peggiore polenta del west ma patatine fritte gustosissime, un cappello da salvaguardare dai bambini, un uomo da chiamare che risponde più volentieri agli squilli femminili...
Mi spiace, ma non me la sento di affrontare i Franz Ferdinand...
Un paio d’ore di tregua, qualcuno ha insistito perché rispondessimo presente ad un invito per l’aperitivo che negli intenti doveva far dimenticare il pacco di due sere prima... Il The Mood. Era dalla mia adolescenza che non andavo in disco la domenica pomeriggio. Tutti seduti vicini, ognuno per i cavoli suoi, parlare e capire qualcosa era pressoché impossibile.
Via via via, c’è il compleanno di Tamara. Perfetto.
Ma chi è ‘sta Tamara???
Il buon sir Claudio ha sempre un sorriso, una battuta e una Guinness sempre pronta.
Un fine settimana demotivante, non so neanche bene il perché.
Neanche la radio mi conforta, propinandomi quegli onti dei RHCP e i fottuti Guns.
Dormire male, con un’ora da recuperare, niente di peggio per ricominciare il solito tran tran.
Ah no, ‘spetta che poi mi hanno cambiato suoneria al cordless e la radio ora trasmette Radio Padova...
Telefonate per fare un saluto, invece faccio rabbia e mi si odia. Con il sorriso.
E per domani, per la pavona graduata, vediamo di fare carte false.
La musica chiama, ma stasera, ahimè, non si risponde.
E poi è da tre settimane almeno che mi atteggio a cantante chitarrista folk acustico.
Senza pubblico pagante.
Senza pubblico.

"Bittersweet Symphony – The Verve"

’Cause it’s a bittersweet symphony, this life
Try to make ends meet
You’re a slave to money then you die
I’ll take you down the only road I’ve ever been down
You know the one that takes you to the places
where all the veins meet yeah,

No change, I can change
I can change, I can change
But I’m here in my mold
I am here in my mold
But I’m a million different people
from one day to the next
I can’t change my mold
No, no, no, no, no

Well I never pray
But tonight I’m on my knees yeah
I need to hear some sounds that recognize the pain in me, yeah
I let the melody shine, let it cleanse my mind, I feel free now
But the airways are clean and there’s nobody singing to me now

No change, I can change
I can change, I can change
But I’m here in my mold
I am here in my mold
And I’m a million different people
from one day to the next
I can’t change my mold
No, no, no, no, no
I can’t change
I can’t change

’Cause it’s a bittersweet symphony, this life
Try to make ends meet
Try to find some money then you die
I’ll take you down the only road I’ve ever been down
You know the one that takes you to the places
where all the things meet yeah

You know I can change, I can change
I can change, I can change
But I’m here in my mold
I am here in my mold
And I’m a million different people
from one day to the next
I can’t change my mold
No, no, no, no, no

I can’t change my mold
no, no, no, no, no,
I can’t change
Can’t change my body,
no, no, no

I’ll take you down the only road I’ve ever been down
I’ll take you down the only road I’ve ever been down
Been down
Ever been down
Ever been down
Ever been down
Ever been down
Have you ever been down?
Have you’ve ever been down?


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