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Mr. Blond, 25 anni
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Che dei libri possano sconvolgere a tal punto la nostra coscienza e lasciare che il mondo vada a rotoli ha di che toglierci la parola.
Daniel Pennac

HO VISTO

Ecco che se ne va. Uno dei prototipi di Dio, un mutante ad alta potenzialità neanche preso in considerazione per le produzioni di massa. Troppo strano per vivere e troppo raro per morire.


"Che modo imbarazzante di morire". "Certo, ma niente è in confronto a Walter, mio cugino". "Com’è morto?". "Si è spezzato il collo". "E sarebbe imbarazzante?". "Se l’è spezzato cercando di succhiarsi il cazzo"


STO ASCOLTANDO


















ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

dire l’incredibile e fare l’improbabile



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...

La mia anima strafogata di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo.
Hank


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) ..i capelli in disordine! l'umido li increspa maledettamente...uffi!
2) rendersi conto di vivere una vita che non è la tua
3) Lo Squaraus in un posto frequentato e senza BAGNI!!!

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
2) essere i campioni del mondo e sfottere i vicini tedeschi,francesi puzzoni ecc..
3) vedere un sorriso dove non c'è mai stato
4) il kebab


Se un uomo non tiene il passo con i compagni, forse questo accade perché ode un diverso tamburo. Lasciatelo camminare secondo la musica che sente, quale che sia il suo ritmo o per quanto sia lontana. Thoreau


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domenica 1 marzo 2009 - ore 20:23


presenze
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono uscito con degli amici che volevano comperare un po’ di fumo (cosa che io personalmente, e chi mi conosce lo sa, trovo disdicevole); li ho avvisati che qui al portello non è facile trovare perché l’eroina e la cocaina hanno più mercato. Però c’è da dire che anche oggigiorno si possono incontrare persone gentili per strada, e noi l’abbiamo trovata. Un tunisino si è offerto, a sua detta per farci un favore, di aspettarlo di fronte a negozio x (il tunisino ha chiesto implicitamente di non fare nomi di luoghi, persone o fatti a lui riconducibili). La cosa interessante, e qui arrivo al punto, è che davanti al luogo x ho visto la mia prima RONDA. Io non ci credevo, alle ronde, perché le avevo viste solo alla televisione. Devo dire che non me le immaginavo così, forse è come quando vedi dal vivo un personaggio che hai visto tante volte in tv... delusione mista a eccitazione, in qualche modo dovuta. La ronda era composta da una trentina di persone vestite di verde fluorescente, molto trendy. Erano armati di torce potentissime che puntavano minacciosamente da tutte le parti. Per non parlare delle trombe altisonanti tipo ultras da stadio che strombazzavano spaventando a morte ogni tipo di criminale nel raggio di 2 km. Niente di impressionante. La cosa che più mi ha incuriosito era una volante dei carabinieri che li scortava, se ne stavano li in disparte e seguivano la ronda che avanzava lentamente verso la parte della città più tranquilla. Altre due volanti della polizia si aggiravano in zona come avvolti indecisi.
Non sono ancora arrivato ad una conclusione logica che possa spiegarmi chiaramente come tutto questo possa servire a qualcosa, certo è che viviamo in un paese strano, dove per contrastare una presenza non desiderata si trovano soluzioni quantomeno contestabili. Impegnare 3 auto delle forze dell’ordine (quindi 6 agenti) a scorta di una ronda potrà rendere la città più sicura?


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giovedì 19 febbraio 2009 - ore 01:45


I am gay
(categoria: " Vita Quotidiana ")


GAY La radice di questa parola è quella dell’antico francese (più esattamente, provenzale) gai: "allegro", "gaio", "che dà gioia" (come "lo gai saber", "la gaia scienza", che per i trovatori è la scienza d’Amore) che passò in inglese come gay. In questa lingua la parola acquisì nel Settecento il senso di "dissoluto", "anticonformista" (come in "allegro compare").

Il significato peggiorò ancora nell’Ottocento, fino a voler dire "lussurioso", "depravato". Ecco perché, nell’Inghilterra dell’Ottocento, una gay woman era "una donnina allegra" cioè una prostituta, mentre una gay house (letteralmente "casa allegra") era un bordello. La connotazione omosessuale della parola, in questa fase, non era ancora presente.

La connotazione dell’omosessualità si ha solo nell’inglese parlato negli Usa, prima del 1920, anno dal quale iniziano a moltiplicarsi le attestazioni dell’uso di gay col significato di omosessuale (riferito ai soli uomini, e non senza un beffardo parallelo con la gay woman), anche nel gergo della sottocultura statunitense. (powered by wikipedia)


Riprendendo l’uso provenzale del termine posso confermare la mia gayezza in questo momento. In uno stato totalmente gayo ho affrontato questa mattina un test di ammissione per un corso fse di restauro conservativo. Sono arrivato li mantenendo ed eprimendo il mio stato gayo, ho affrontato prima un colloquio con una bella tipa, poi un test matematicoinformaticoinglesoidale, ed in fine un COLLOQUIO DI GRUPPO. Il colloquio di gruppo è come quando incontri un personaggio/a che ti conosce ma tu non hai idea di che pianeta sia, del tipo ti conosce e tu sai che potrebbe anche essere, ma non ti ricordi dove, quendo e perchè. Bisogna parlare di qualcosa... ma di cosa? "Buona serata vecchio" o "Ci si becca in giro"
Cmq fatto sta che ho passato un fottuto test di ammissione che cambierà la mia vita (almeno per i prossimi 6 mesi) e volevo dirvelo via spritz. Quest’ ultimo periodo è stato un po’ difficile... depressione, stati di incoscienza, alcolismo, droga, masturbazione, edonismo. Quasi tutto a causa di berlusconi e del poker. Adesso però rinascerò come un cervo a primavera, finalmente quando mi chiederanno "ma tu, cosa fai?" potrò rispondere "seguo un corso di collaboratore restauratore di beni culturali: progettista del restauro conservativo”. Bella storia, bella li, bello vivere la mia vita scegliendo anche cose a "cazzo" (io sinceramente non so nemmeno cosa sia il restauro conservativo), ma la consapevolezza di cominciare qualcosa, a parte il riscontro "socializzante", che ho deciso IO di cominciare è impagabile. Il fatto di aver passato la selezione mantenendo la mia filosofia gaya (12 posti su 100 pretendenti) è un bel colpo per la mia autostima. Essere o malessere? questo è il dilemma. Big up!





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giovedì 4 dicembre 2008 - ore 19:51


bubba ho tep
(categoria: " Vita Quotidiana ")


we bad boys and girl è da na vita che non aggiorno! allora: mi sono trasferito a padova, al portello e non abbiamo ancora internet (ecco perchè non aggiorno). Vivo a stretto contatto con un sacco di psicologi e mi sento osservato.





figata sto film!

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sabato 18 ottobre 2008 - ore 12:46


GRANADA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


il moranda ha tutte le foto, io solo quelle delle chiche sane. credo che a breve nel blog del morandero comparirà una foto story del viaggio, intanto saluto con affetto il barbone dei trip, mi manca tanto, lui e la sua cagna puttana.



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mercoledì 20 agosto 2008 - ore 23:28


miopia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


bwhahahahaha sono famoso per aver scambiato 2 ultraottantenni un pelino distanti per due gnocche, eeh la miopia è na brutta cosa! questa pubblicità può farvi comprendere quanto soffriamo noi cecati





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martedì 19 agosto 2008 - ore 20:39


Eclissi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


dopo una cena e una partita a polli capita di volersene tornare a casa da soli, a piedi. E se questo mi sembra strano, adesso, non lo capisco. Quand’ero un moccioso avevo molto più coraggio, sicuro. Ma ora che sono un uomo e mi merito di passare le mie giornate in ufficio, se mi capita una cosa come quella che sto per raccontare ci tengo a ricordarla.
Camminavo in una delle poche viuzze di campagna che sono rimaste ad Abano, pochi chilometri di vero buio alle 2 di notte. Dopo i primi momenti di smarrimento i miei occhi si stavano abituando all’oscurità e notai che la luna era come quella della bandiera turca. Qualcosa però si stava muovendo, l’ombra della terra credo, un eclissi. Arrivai davanti a una recinzione che conoscevo, li dentro ci viveva un cavallo, un pony o qualcosa del genere. Sentivo che stava correndo, distante, per i cazzi suoi. Poi cominciò ad avvicinarsi.
Io mi fermai, non so perchè ma ero sicuro che lui fosse incuriosito. Si avvicinò piano, e poi lo vidi. Era bello. Forse era la luna, forse mi sentivo solo, ma vedere quel cavallo avvicinarsi piano piano mi fece sorridere. Lo guardai per un po’ e mentre decidevo cosa fare per salutare l’amico, passò un auto. Ripresi il cammino, piano, perchè l’impressione che può dare un tipo fermo alle due di notte, in una strada buia come la notte, improvvisamente abbagliato da due fari accecanti, mi metteva in imbarazzo. Appena tornò il silenzio mi voltai verso il cavallo e feci quel suono che si fa ai cavalli quando devono partire, lo so perchè quando ero un moccioso ci salivo sopra ai cavalli, e facevo pure i salti. Lui cominciò a seguirmi piano, attento ai miei passi. Arrivati alla fine del recinto lui si fermò, fece un verso tipo quello che fanno sempre i cavalli quando sbuffano. Restò li, a fissarmi mentre mi allontanavo.
Poi mi fermai a pisciare, illuminato da una luna che diventava sempre più rotonda, e sorrisi guardando un campo di pannocchie.

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sabato 26 luglio 2008 - ore 23:41


Tenta il suicidio a 103 anni "Volevo morire, mi sono stufato"
(categoria: " Vita Quotidiana ")



FIRENZE - Ha vissuto due guerre, non ha più accanto gran parte delle persone a cui voleva bene, ha lavorato a lungo e ha le mani callose perché adesso vive a Firenze ma in passato ha fatto il contadino in Basilicata, a San Fele, in provincia di Potenza. In vecchiaia, s’è rotto le scatole e ha deciso di farla finita. A 103 anni. E s’è buttato nell’Arno. Niente da fare, l’hano salvato. Gli tocca andare avanti.

Ha tentato il suicidio nella tarda mattinata di un sabato di mezza estate. Ha preso l’autobus, è arrivato nel luogo prescelto, e si è gettato in acqua all’altezza della passerella dell’Isolotto alle Cascine. Però, proprio in quel momento, passavano di lì due poliziotti a cavallo, in servizio di controllo nello storico parco cittadino. L’hanno visto, hanno lasciato i cavalli sull’argine e si sono lanciati in acqua. Dal loro punto di vista, non potevano fare altrimenti. Sono riusciti a raggiungere l’uomo, e l’hanno trascinato a riva.

Lui, il suicida mancato, ha fatto quel che ha fatto perché convinto di volerlo fare. Non è stato né un incidente né un raptus di demenza senile. E’ lucidissimo, e l’ha ammesso: "Sì, è vero, mi sono buttato in Arno perché volevo morire. Non voglio più campare, sono stufo". Ai soccorritori, e ai molti curiosi accorsi durante il salvataggio, ha parlato con un filo di voce. "Mi sono buttato parandomi il volto con un braccio - ha spiegato - credevo di morire subito, e invece quando ho riaperto gli occhi ho visto intorno a me tante persone".

L’uomo, che non ha subito particolari conseguenze dal gesto, è stato comunque ricoverato in via precauzionale presso l’ospedale di Santa Maria Nuova. Probabilmente, dopo 103 anni, si rimetterà in sesto anche stavolta. E tornerà dov’è vissuto fino a oggi, in una struttura delle Suore Figlie delle Sacre Stigmate di via del Podestà. Nel convento lì accanto c’è sua figlia, suora.

Stupore nell’istituto dove vive. La madre superiora, suor Elisabetta, lo descrive come "una persona che non ha mai dato problemi, attiva, piena di spirito, legge tantissimo. E’ autosufficiente e libero di muoversi e fare come vuole". Ogni anno, l’8 gennaio, nella casa di riposo si festeggia il suo compleanno. Così fu anche tre anni fa per la festa dei 100 anni, che vide radunati anche i due figli maschi più alcuni nipoti e pronipoti. Venne festeggiato come una specie di eroe, capace di superare un traguardo ambito. Oggi, invece, il salto nel fiume. Non gli resta che armarsi di pazienza. Tanto, prima o poi, deve finire per forza.

(Repubblica - 26 Luglio 2008)

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lunedì 14 luglio 2008 - ore 21:04


Sticks & Stones
(categoria: " Vita Quotidiana ")


continuo a cambiare idea sul mio lavoro, un giorno mi piace un altro mi fa cagare. ma non è colpa del lavoro alla fine, è la vita che un giorno mi piace e un giorno mi fa cagare. beh tutto normale penso, sono arrivato alla conclusione che non mi adatterò mai totalmente a nessun tipo di regola, a nessun tipo di classificazione. In fondo io mica so chi sono, potrei essere qualcosa, sarebbe facile, ma non ci riesco. Non riuscirei a tollerare l’idea di essere qualcuno.
Domani ho i primi 2 appuntamenti di lavoro, buono uscire un po’ dall’ufficio, male spendere 280 euro tra giacca pantaloni cravatta e scarpe, la camicia bianca ce l’avevo cazzo, e questo dovevo capirlo: era un sintomo.
Ho deciso di prenderlo come un gioco, ho la fortuna di lavorare in un posto dove lasciano emergere la mia personalità, non mi rompono i coglioni se vado in ufficio con la maglietta dei linea77 e i jeans sbrindellati; questo è positivo. Anche se il loro obiettivo, il loro sogno, o qualunque cosa sia, non è il mio, tutto sommato meritano rispetto. Alla fine è solo perchè la maglietta dei linea e i jeans sbrindellati in tutto varranno 20 euro. E’ quella la differenza. Sarebbe una gran figata arrivare davanti all’amministratrice delegata di una multinazionale e sorridere del suo pearcing sul sopracciglio, la cresta punk e la maglietta dei Misfits. Mi farei portare una canna dalla segretaria punkabbestia, accarezzerei il cane seduto sulla scrivania, spiaccicherei una fottuta zanzara appoggiata sul mio braccio e bla bla bla bla...

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mercoledì 2 luglio 2008 - ore 22:55



(categoria: " Vita Quotidiana ")






Sono Gonnario, sono Gonnario, bevo la birra come un dromedario
mi alzo e al mattino un fiasco di vino e verso sera grande imbreaghera
le donne del paese son tutte pazze di me
sono piu’ forte di un ammazzacaffe’ (Ole’)

Al bar a bere al bar a bere al bar a bere a bere al bar
Al bar a bere al bar a bere al bar a bere a bere al bar
Questa e’ la canzone di Gonnario l’imbreagon
Questa e’ la canzone di Gonnario l’imbreagon

Sono Gonnario, sono Gonnario, un giorno l’han detto al notiziario
che non trovando vino in cantina mi son bevuto la varichina
alziamo in alto i calici e beviamo vino novello
cantando tutti insieme uno stornello

Al bar a bere al bar a bere al bar a bere a bere al bar
Al bar a bere al bar a bere al bar a bere a bere al bar
Yattatatata, taratatatata, yattatatata, ta ta ta

Sono Gonnario, sono Gonnario, mi ha visitato ieri il primario
Ha detto che il fegato e’ una lattina che sa di tappo all’emoglobina
Ma che mi frega dai beviamo insieme il mondo e’ bello
cantando tutti insieme un stornello

Al bar a bere al bar a bere al bar a bere a bere al bar
Al bar a bere al bar a bere al bar a bere a bere al bar
Yattatatata, taratatatata, yattatatata, ta ta ta

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sabato 28 giugno 2008 - ore 15:15



(categoria: " Vita Quotidiana ")


spettacolare concerto di caparezza ieri sera allo sherwood!! prima han suonato gli assalti frontali ottimi come sottofondo per giocare con il frisbee, per il resto fanno abbastanza ridere sti tizi che a un certo punto sparano: solidarietà al nostro compagno mario rossi che ieri è stato pestato dai cattivi di destra e gli hanno fatto male e noi che non siamo per niente violenti vogliamo lanciare un segnale forte: a morte i fascisti che occupano roma!!
bwhahahaha favoloso :-D

poi eravamo tutti comodi e ponati sulla collinetta, avevamo pure beccato il tipo che vende le birre di contrabbando a 1 euro e preparandoci a giocare a risiko cosa succede? fulmini e saette fuggi fuggi generale degheio di acqua.
poi son successe un sacco di altre cose ma non sono necessarie per dire quello che volevo dire: bella serata!







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