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Matan, 34 anni
spritzino di S.Stefano di Cadore...ma ormai stanziale a Padova
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il conte di montecristo

HO VISTO

poche cose rispetto alla media della gente... e se ve lo chiede qualcuno io non ho visto proprio niente!

STO ASCOLTANDO

dai green day agli acdc, dagli scissor sisters ai gem boy... e un’altra valanga di cose varie ed eventuali

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

colori scuri, generalmente casual/sportivo... non faccio molto caso al look di quel che indosso, in quanto vi prediligo la sua comodità...

ORA VORREI TANTO...

non volere nulla più di quanto già ho...

STO STUDIANDO...

studi interrotti fino alla prossima tregua degli eventi che mi consenta di riprenderli di nuovo...

OGGI IL MIO UMORE E'...

ballerino...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Avere l'impressione di stare sui coglioni a tutti quelli che conosco....aaaaaaarghhh!!!

MERAVIGLIE


1) Ascoltare il canto dei grilli e delle rane nelle notti d'estate mentre tutto intorno a te tace.
2) Mettersi seduti sotto la doccia calda e addormentarsi con le gocce che massaggiano il corpo!


Pazzo io? probabile, ma chi siete voi per ritenervi normali?

Qui dentro scrivo i miei pensieri, la mia vita, le mie paure... qualcuno sostiene che questo sia mediocre... beh, può darsi... ma meglio mediocre che niente...

quando racconto a qualcuno che non mi conosce di me mi dicono sempre che ne ho passate tante, che ho avuto una vita piena... io non la vedo così... anzi... sento di vivere una vita a metà...

Questo spazio vuole essere a tutti gli effetti un diario che raccoglie quel che mi accade, quel che penso, quel che sento, quel che mi va di scrivere... insomma una marea di cazzate... almeno per chi non sa come interpretarle...


NB:per cortesia: il mio nick va pronunciato alla veneta... ci tengo... in poche parole deve far rima con "zio can"


est. 25/05/2003


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sabato 5 giugno 2010 - ore 03:10


a grande richiesta...
(categoria: " Riflessioni ")


Sempre più di frequente mi sento chiedere come mai non aggiorno più questo blog, e in effetti a volte me lo chiedo anch’io... Fino ad un annetto fa era quasi un’ossessione, una valvola di sfogo quotidiana di cui sentivo la mancanza se non scrivevo almeno una riga tutti i giorni... poi qualcosa è cambiato, come già detto nei post precedenti... Forse non c’è un perché, o forse, più probabilmente ci sono tanti perché confusi e rimescolati che mi hanno portato ad allontanarmi da questo blog e da Spritz.it in generale... C’è anche da dire, e chi mi ha tra gli amici su facebook lo sa, che ho comunque continuato in qualche modo ad esternare il mio io in rete, in modo più sintetico, anche se forse più efficace con aggiornamenti di stato a volte tanto stringati quanto taglienti... Ma non è la stessa cosa, fosse anche solo perché su facebook gli status si cancellano e non vi è modo di tenere traccia delle stronzate che scrivo come facevo qui... E allora ecco che ci riprovo, anche se so già che domani probabilmente non mi verrà in mente di scrivere di nuovo, ma almeno ci provo...

Spritz è stato una parte importante della mia vita degli ultimi anni, e, forse, più o meno inconsciamente ho deciso di chiudere un capitolo, costellato di amicizie nate su queste pagine, feste, stronzate e riflessioni profondissime sui forum, liti, e via dicendo... Ho già speso troppe parole su chi non si è rivelato all’altezza delle aspettative, altre ancora le ho letteralmente sprecate su persone che mi hanno profondamente deluso e ferito quando si sono rivelate per quel che sono e mi hanno fatto realizzare che ho buttato anni della mia vita in amicizie che vedevo solo io... Per cui ora basta con le riflessioni sul passato, con meditazioni su chissà cosa: tiriamo una linea e ricominciamo a riempire questo spazio di quotidiane frivolezze di cui quasi sicuramente importa solo a me. E allora via, facciamo un po’ il punto della situazione:

Vado per i 27 ormai, ma continuo a ragionare come se fossi alle soglie dei 20; ho un lavoro, precario, che amo e odio a fasi alterne; da un paio d’anni ho scoperto che mi piace il rugby, o meglio, il rugby mi è entrato dentro portando sconvolgimenti di ogni genere, e diventando una cosa di cui non so se riuscirò mai a fare davvero a meno; mi arrangio, non me la passo malissimo come un annetto fa, ma non sono neanche ancora così vicino alla tranquillità da poter tirare il fiato; sono diventato piuttosto acido e distaccato, anche se chi riesce a starmi vicino abbastanza da vedere sotto la scorza, in fondo non sono molto diverso da prima; sono sempre troppo buono, ma fortunatamente ho imparato a non avere pietà quando mi rendo conto che qualcuno se ne approfitta; ho "sul groppone" mio padre, anche se visto il rapporto che abbiamo è difficile stabilire esattamente come stanno le cose; sono nell’età in cui dovrei iniziare a realizzare qualcosa di concreto, e continuo ad avere ancora problemi a capire cosa voglio realizzare davvero; gli amici li conto su una mano con parecchie dita mozzate, i conoscenti si sprecano; le donne continuano ad essere un mistero, ma, per motivi imprecisati, non cerco più di svelarlo tanto quanto in passato, forse perché più ho provato a stare vicino ad una di loro, più mi facevo male inutilmente, forse perché quell’unica che credevo valesse qualcosa si è rivelata talmente vuota, che ho perso la speranza di trovare mai davvero qualcuna all’altezza;mi trovo spesso a soffrire la solitudine, ma nel contempo non faccio nulla per evitarla, anzi, spesso la cerco; ho all’attivo parecchi sogni infranti, ma questo non mi impedisce di continuare a sognare ad occhi aperti, anche se magari con un po’ più di razionalità e disillusione...

Che altro dire? Qualcuno ha detto che la vita è quel che ti capita mentre sei intento a fare altri progetti, e se ha ragione, ultimamente sto vivendo davvero un sacco...

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domenica 21 febbraio 2010 - ore 03:00


speranza...
(categoria: " Riflessioni ")


eccomi qua... ancora una volta sono passati mesi dall’ultimo post, e ancora una volta mi sforzo di rompere il silenzio... non so cosa scrivere davvero... e allora vado a ruota libera mettendo pensieri sparsi, che è meglio... sono pieno di speranza ultimamente, per la prima volta da tanto tempo, e credo di aver finalmente trovato un equilibrio tutto mio, fatto di quotidiane rotture di coglioni e piccole soddisfazioni sporadiche che le giustificano... ma se la routine da un lato mi rende tranquillo, dall’altro comprende anche l’incomprensibile effetto che continuano a farmi certe cose... frasi dette, commenti, domande... un continuo e inconsapevole buttare sale su ferite ancora aperte e che dio solo sa se mai si chiuderanno... erano davvero poche le certezze che avevo, e sono venute meno praticamente tutte, lasciandomi con una sola convinzione: non farò mai più affidamento su qualcuno che non sia quella faccia di tolla che mi guarda allo specchio la mattina. troppo forte la delusione, troppo pesante la rabbia che cresce man mano che tutti i pezzi del puzzle prendono il loro posto, delineando un quadro che non solo non mi piace, ma mi fa letteralmente schifo. Ho investito tempo ed energie su persone che valevano meno di zero, e ancora ne sto pagando le spese, per cui ora basta! Da qualche tempo sto investendo solo ed esclusivamente su me stesso, e, sebbene questo possa farmi sembrare asociale ed anaffettivo, sto fottutamente bene da solo. Niente uscite piene di ipocrisia con gente che finge amicizia, niente timore di esser giudicato da qualcuno che farebbe bene a guardarsi allo specchio e mandarsi a fanculo una volta smesso di vomitare, niente tornare a casa pieno di dubbi su cosa volessero dire certi comportamenti, niente pensare che forse è solo la mia paranoia salvo poi scoprire che è tutto vero, niente di niente, just me, myself and I. sono libero! O forse no?







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giovedì 3 dicembre 2009 - ore 02:12


Fermati!
(categoria: " Riflessioni ")


Pare sia questo il messaggio che i recenti eventi mi stanno lanciando a gran voce: STOP! Ho passato gli ultimi 2/3 mesi a dedicarmi al 100% al lavoro, macinando chilometri e straordinari con ritmi assurdi, ritrovandomi a dividermi quasi esclusivamente tra lavoro e riposo notturno, inframezzando qui e lì col rugby, ma senza l’entusiasmo di prima... La stanchezza iniziava a farsi sentire, i nervi cominciavano a cedere, ed ecco che nel giro di pochissimo tempo si sono concentrati fatti che mi hanno letteralmente costretto a fermarmi: prima una settimana a letto con l’influenza, poi un incidente di poco conto sotto casa, e, per finire, un tamponamento a catena che per ora mi ha fruttato venti giorni di collare... non vi sembra un messaggio abbastanza chiaro da parte dell’universo? A me sì.
Mi stavo consumando, avevo rinunciato quasi totalmente a vivere per guadagnarmi da vivere, e iniziavo a pensare che forse era giusto così, che dovevo abbandonarmi alla routine delle cose, lasciarmi imbrigliare nelle maglie del sistema... tutte cose a cui non avrei mai pensato fino a pochi mesi fa, tutti pensieri opposti al mio sentirmi capace di grandi cose e al mio disprezzo per tutti quelli che non riescono a vedere oltre il costante sopravvivere preoccupandosi solo di portare a casa lo stipendio, al mio avere la certezza di poter avere molto di più dalla vita. Mi sorprendevo sempre più spesso a pensare a come potesse essere accettabile andare avanti così, ed ecco che, come un fulmine a ciel sereno, mi è stato imposto di fermarmi. Sono a casa da venerdì, e non ho riposato quasi per nulla: avevo così tante cose in sospeso, lasciate da parte perché non avevo tempo da dedicarvi per via del lavoro, che non ho ancora finito solo di pensare a come organizzarmi per farle tutte!
E allora eccomi qui, ad esempio, a riprendere un’attività che vedevo e sentivo come una valvola di sfogo: scrivere. Un sacco di volte avevo pensato di buttar giù almeno due righe per non perdere l’abitudine, ma ero sempre troppo stanco, troppo indaffarato, troppo triste... insomma, non mi andava davvero. Oggi invece, tra una lavatrice e l’altra, tra un curriculum inviato e qualche telefonata per chiedere informazioni varie, ho deciso che era il caso di prendermi il mio tempo e riaprire la porta sul mio io, come qualcuno ha definito questo blog. Di cose da scrivere ne avrei tante, anzi, troppe, e visto che per la maggior parte si tratta di resoconti di delusioni e menate varie, vi risparmio, e mi limito a rendere partecipe chi mi legge, della consapevolezza che ho raggiunto in questi giorni di pausa dal lavoro: ho un talento naturale per allontanare da me le persone. Me ne sono reso conto guardando i nomi nella rubrica del cellulare, o la lista degli amici su facebook: un sacco di persone divenute perfetti estranei, che dopo un periodo di frequentazioni più o meno intense, non si sono più fatte vive... o forse sono io a non averle più cercate... Sta di fatto, che spulciando tra i nomi, ho notato che non ho praticamente nessun contatto o quasi con gente conosciuta prima di venire qui a padova, e anche tra le amicizie più recenti, sono pochissime le persone che sento ancora con una certa costanza. Ho iniziato a ragionarci sopra, a chiedermi cosa potesse essere a portare la gente ad allontanarsi da me così, e a furia di riflettere ho scoperto che, in un modo o nell’altro, tutte le mie amicizie hanno seguito la stessa identica trama: usa e getta. Non riesco a pensare ad una singola persona che io abbia conosciuto in vita mia che non abbia seguito lo stesso percorso, e soprattutto, non riesco a pensare ad una sola persona che per un motivo o per l’altro non avesse bisogno di "aiuto" quando è entrata in contatto con me: ragazze scaricate in malo modo, amici che avevano difficoltà a capire cosa volevano, amiche con un’autostima talmente bassa da battere persino me, gente a cui serviva un ripiego, un tecnico, o un autista... La lista sarebbe lunga, ma il succo è sempre quello: più o meno consciamente tutti avevano bisogno di qualcosa, e mi piace credere di essere stato capace di darglielo. Lo schema è sempre quello: mi si conosce, ci si rende conto che sono uno a cui piace ascoltare e che non riesco a dire di no, io spingo la gente a parlare, a confidarsi, do consigli, offro il mio sostegno, chi ho di fronte pian piano acquisisce sicurezza, consapevolezza, inizia a stare meglio, cresce e, infine, se ne va. E’ sempre così. Cambiano i nomi, i modi, i fatti, ma è sempre così che va a finire: una volta che chi ho davanti si rende conto che può continuare il cammino anche senza di me, mi lascia sul ciglio della strada appena ritrovata, e quasi sempre, non si volta nemmeno per salutare. Anzi, diciamo pure che a volte si volta, ma non certo per mostrare gratitudine! Croce e delizia di tutto questo, è che quasi nessuno si rende conto dell’aiuto che ha ricevuto: croce perché non è mai bello sbattersi l’anima per poi esser mollati come una scarpa rotta, e delizia, perché per quanto possa esser doloroso l’ingrato distacco, sapere di aver fatto star meglio qualcuno è sempre bello, anche e forse ancor di più se chi ho aiutato non si è accorto di esser stato in un certo senso manipolato... C’è da dire però che sono stanco di vedere le cose andare così, sono stanco di dare il 200% agli altri ed esser quasi sempre ricambiato con delusioni e amarezze... tempo fa scherzando con un’amica mi sono definito un bene rifugio, come l’oro: quando tira una brutta aria tutti investono su di me, ma appena il peggio è passato, nessuno si ricorda del mio vero valore... E il mio modo d’essere di certo non aiuta: ho perso il conto di quante volte sono stato frainteso, di quante volte sono stato additato per un motivo opposto a quello che volevo fare, di quante volte non solo sono stato buttato come una scarpa rotta, ma sepolto nel fango. Per non parlare di tutte le volte che ho cercato di rendere l’aiuto reciproco e mi son trovato tradito, deluso, e messo peggio di prima perché chi era dall’altra parte non capiva quanto bisogno avessi di vedere ricambiato il mio sostegno...
Da mesi, come dicevo, lavoro come uno schiavo, e questo da un lato impedisce nuove conoscenze e quindi nuove delusioni, ma dall’altro non fa che rendere più marcate e cocenti le rotture dei rapporti esistenti... Il risultato è che ora sono qui, fermo in mezzo al nulla ad aspettare non so bene cosa, come se a furia di insegnare agli altri a camminare da soli, mi fossi scordato a mia volta come si fa, e si sta facendo buio.

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martedì 21 luglio 2009 - ore 23:21


agrillata!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


piccola minifesticciola per il benvenuto ai nuovi coinquilini, visto che non c’era stata occasione prima... che dire se non

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lunedì 20 luglio 2009 - ore 01:09


gh.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ci sono serate che non ti aspetti... e sono sempre le migliori

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sabato 18 luglio 2009 - ore 12:46


smaltire gli arretrati...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


mi son messo a letto alle 22 circa... mi sono svegliato pochi minuti fa... che dire... era ora!

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giovedì 16 luglio 2009 - ore 23:44


ed oggi era solo giovedì 16...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ne fosse andata dritta una! cmq amen, domani è venerdì e la settimana finisce, e tanto mi basta per essere contento... in più ho degli ottimi coinquilini, finalmente, buoni rapporti con i colleghi a lavoro (ovviamente non con i superiori contro cui ci si sta coalizzando)... amici e amore non pervenuti, ma sempre meglio soli che male accompagnati

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mercoledì 15 luglio 2009 - ore 21:02


emicrania + caldo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ma va tutto bene, non può essere altrimenti

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martedì 14 luglio 2009 - ore 21:24


oggi è una giornatina di quelle...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


stai calmo roberto , stai calmo, fai un bel respiro, rilassati... zzzzzzzzzzzzz


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lunedì 13 luglio 2009 - ore 20:26


mah...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


padova ZI-padova ovest-padova ZI-Bozen-Verona-Padova Ovest... non ero più abituato a fare così tanta autostrada tutta in fila... specie considerando la notte poco riposante e il risveglio ancora una volta anticipato (5 giorni di fila che mi alzo prima della sveglia... ), ma devo dire che tra tante giornate lavorative, questa non mi è dispiaciuta troppo stasera sono indeciso se stirare o pattinare, in entrambi i casi dovrò farmi molto coraggio... terza opzione: BIRRA.

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