Spritz.it - Markoski's HOME - BLOG DIRECTORY - IL TUO BLOG - Segnala qs BLOG




NICK: Markoski
SESSO: m
ETA': 29
CITTA': Ocopoli, la città avversaria di Paperopoli
COSA COMBINO: Capo del mondo, ma anche tetris
STATUS: middle

[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE COMPLETO]

[ SCRIVIMI ]



STO LEGGENDO
soliti polizieschi francesi, letteratura estiva varia. Ho scoperto che Lino Banfi parla con l’aldilà ogni giorno, e che la faccia di Padre Pio è un po’ dappertutto. Io ho trovato un Choco Krispy con la sua forma, e lo conservo come una reliquia.


HO VISTO
e anche Chi, Gente, Stop, Cronaca Vera


STO ASCOLTANDO
il dottor Cruciani


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO


ORA VORREI TANTO...
invadere la Polonia


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
come mettere a punto un apparato per il controllo delle menti. il progetto "raggio della morte" è per ora accantonato


OGGI IL MIO UMORE E'...
umido


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata




“Adoro Gesù, ho visto tutti i suoi film

- Intendo dire - disse Alice - che uno non
può fare a meno di crescere.
- Uno forse non può - disse Humpty
Dumpty - ma due possono. Con un aiuto
adeguato, tu avresti potuto fermarti a
sette anni.

Ci vuole giorno molto piovoso per affogare papera ”

(questo BLOG è stato visitato 15458 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, emmegi.75, Asterope ,


ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


SONDAGGIO: FRA GLI AROMI DELLA COMPAGNIA DELLE INDIE, QUALE PREDILIGETE?




La delicata essenza del patchouli
L’’intenso profumo del vetiver
L’’avvolgente fragranza del sandalo
Gli inebrianti effluvi del ylang-ylang
Il prorompente bouquet del muschio bianco

( solo gli utenti registrati possono votare )

sabato 10 maggio 2008
ore 01:01
(categoria: "Vita Quotidiana")


come redarre una tesi di laurea
stamattina ho avuto il privilegio di collaborare alla impaginazione e correzione della tesi di una certa persona. senonché, giunti all’appendice, mi accorgo che le immagini ivi riportate oltre ad essere malamente spixellate hanno dei bordi azzurrini, ma non tipo cornice, diciamo un po’ storti. proprio mentre sto per maledire word, mi sovviene quatto quatto un dubbio.
noto che una delle immagini ha questo bordo azzurrino sui due lati opposti, e che questi bordi sono paralleli.
noto poi che quello che mi sembrava un magistrale colpo di luce dell’illustratore è un riflesso, che però non si sposta quando muovo la testa.
noto anche che lo spixellamento che attribuivo a un povero upscaling microsoft o alla bassa risoluzione dell’immagine nativa, è invece un spixellamento proprio tipo pixel,
cioè, quell’immagine riporta dei pixel che formano una immagine.

in pratica, le immagini sono una foto di uno schermo su cui stava l’immagine. i bordi erano fettine di desktop, il riflesso era un riflesso sullo schermo (se fossi Gil Grissom potrei dirvi anche latitudine, ora e orientamento sessuale del gatto).
se non fosse chiaro, la persona a cui lo stato italiano sta per riconoscere uno dei massimi gradi di istruzione, si è messa nella penombra della sua cameretta a fotografare lo schermo del computer. mi immagino le mille prove, i tentativi di inquadrare bene la foto, il dramma della messa a fuoco. ooops anti occhi rossi. ooops flash. no c’era il riflesso. no qui si vede l’icona della cartella degli mp3. beh dai così può andare.

ma perché fotografare con la macchinetta digitale uno schermo del computer?
trovo molto più semplice stampare la foto e farne la scansione, a meno che lo schermo non ci stia direttamente sullo scanner in modo da risparmiare un tedioso (e consumistico - salviamo l’amazzonia!) passaggio.

(mi sovviene or ora di quel tale che per mettersi la musica dei suoi cd nel computer faceva andare il cd e lo registrava con "registratore di suoni". però in qualità telefonica, mica come quei pirla che si mangiano un sacco di megabytes in qualità radiofonica)

so che chi mi deve perdonare mi perdonerà, non fosse altro per l’aplomb con cui ho riso dentro e non al bar.


LEGGI I COMMENTI (11) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 9 maggio 2008
ore 16:29
(categoria: "Vita Quotidiana")


toponomastica
i comuni di grantorto, gazzo padovano e san pietro in gu hanno deciso di unirsi fondando il comune di gran gazzo in gu.

cazzago di pianiga è l’unico paese che inizia per cazz e finisce per iga.

se le avessi sapute una quindicina di anni fa sarei stato l’alunno più popolare della scuola media.


LEGGI I COMMENTI (8) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 8 maggio 2008
ore 14:21
(categoria: "Vita Quotidiana")



buongiorno, a questo punto dovrei dire "è tanto che non aggiorno il mio blog e avete tanto insistito che" ma siccome in realtà non mi caga nessuno considerate questo post come un mio disperato grido d’aiuto.
aiuto.

nei mesi passati ho fatto in realtà molte cose:
-ho tessuto capelli come trame d’un canto
-ho rubato una macchina, mi sono masturbato masturbato in luogo pubblico e sono stato baciato tanto appassionatamente da provare le vertigini
-già che ci sono, 3 ore di roller
-a sto punto, 3 panini da badole
-non posso resistere: ho comprato un paio di scarpe da ciccione, da ginnastica e col piede che non ci sta sulla suola e strasborda dai lati. però nere che sfinano
-ho cercato di sposare una figlia di berlusconi, fallendo
-ho cercato di far legalizzare il matrimonio gay, fallendo
-a quel punto non aveva più senso cercare di sposare il figlio di berlusconi
-ho donato 50 euro a buona domenica per il regalo di nozze a briatore e la gregoraci
-sono andato al fishmarket, che ci sono le fighe erasmus
-non c’erano le fighe erasmus
-sono diventato dottore al quadrato
-l’ho fatta finita con i Choco Krispies
-ma solo perché sono finalmente tornati Choco Pops!
-ho visto dal vivo la Tatangelo passata dalla seconda alla terza, ma non sono morto. quando ho scoperto che la folla attorno a me sapeva le canzoni, sono quasi morto
-con i punti di sutura che ho raccolto ho vinto un pratico trolley benetton
-ho nominato il nome di dio invano, e non sono morto (ancora)
-ho visto un uomo che moriva per amore, un re e la gente della mia età andare via, tutte cose che voi umani non potete immaginare (tipo mara carfagna ministro. mara carfagna, sembra la moglie cornuta di un film con lino banfi. ecchechezzo. bombolo alla difesa)

pensavo poi giusto per dire una cosa seria che non è possibile che in vita mia ho studiato 3 volte gli ittiti e i sumeri e mai il dopoguerra. che mi hanno fatto imparare i fillosilicati e non cos’è l’inflazione.

e basta dire che berlusconi è il mio idolo solo perché ho la foto di rocco casalino che si fa la ceretta alle ascelle. e basta dire che sono fascista solo perché ho il busto del duce sul comodino e saluto i miei camerati (o camerata? è neutro? cameratas? o si raddoppia per fare il plurale come in indonesia, camerata-camerata? chissà) col braccio teso. e basta dire che sono razzista solo perché porto a passeggiare Grufy, il mio maiale domestico, nei pressi delle moschee. lo farei anche se nei pressi di casa mia ci fosse una sinagoga.

breve test:
hai mai
( )picchiato un koala con un asparago
( )dichiarato guerra al Lesotho
( )baciato un prosciutto Serrano
( )ricevuto un avviso di garanzia dal tribunale di Conegliano
( )pignorato un trattore di cilindrata superiore a 3000 cc
( )investito un cavaliere (o un vescovo)
( )schiaffeggiato una ottuagenaria con una trota

durante una recente partita del meraviglioso giuoco della pallacanestro, la squadra avversaria a gara ormai decisa fa entrare uno dei suoi meno illustri panchinari. trattasi di un bellissimo ragazzo nero, con gli zigomi scolpiti e un fisico statuario. il basket però stava a lui come l’umiltà benedettina sta a vittorio sgarbi, ma ciononostantecaratiamo riesce a procurarsi due tiri liberi. sì porta in posizione, contrae i suoi garretti di ferro e lascia partire un elica di marmo che incrina il tabellone e fa un rumore tipo pianoforte caduto da un grattacielo. la palla ormai ovale gli rimbalza in mano. segue ilarità, anche dalla sua panchina. un mio compagno non riesce ad esimersi dal sussurrargli "ah però, morbido il tiro, vedo che hai una buona mano" al che il guerriero mandingo, la nera gazzella, l’uomo ombra africano gli risponde:
"ghe sboro go tirà na crosta, voria mi i tammorti"
morale: non tutti i neri sanno giocare a basket. non so per il senso del ritmo, il resto invece è confermato.


LEGGI I COMMENTI (3) - SEGNALA questo BLOG

sabato 2 dicembre 2006
ore 02:27
(categoria: "Vita Quotidiana")


Non ci avevo mai pensato




LEGGI I COMMENTI (4) - SEGNALA questo BLOG

domenica 3 settembre 2006
ore 21:45
(categoria: "Vita Quotidiana")



Siccome non sono il gabbiano Jonathan (e’ un nome che vanta storpiature ai livelli di krapfen, wurstel, etc) Livingstone, non posso cominciare dal volo orizzontale.
Inizio allora dalla fine, cioe’ dal fatto che in un paio di settimane se non me ne vado mi deportano, e quindi mi sto apprestando a fare armi, gel, latte per neonati, bombe a mano, rasoi, forbicine, taglierini, accendini e bagagli per lasciare questa bella California e San Jose, la citta’ dell’amore eterno che non dorme mai.
Che dire di San Jose? Tipo che fa cagare? Tirando una linea ideale che congiunge la terra del fuoco ad Anchorage, camminando lungo la linea, a San Jose si tocca il minimo di figa assoluto. Anzi, il minimo e’ cosi’ profondo che non lo si riesce nemmeno a toccare. Agli antipodi esistera’ nell’oceano indiano un atollo di donne caucasiche tutte cosi’ fighe che Ana Beatriz Barros su quell’isola nel profilone metterebbe le foto di lei bambina per ispirare almeno un po’ di tenerezza (in alternativa una fatina fantasy o una zummata di un dettaglio corporeo tipo occhio photshoppato).
Ci tenevo al sottolineare il caucasico: e’ bene sapere che la California non e’ USA, ma tecnicamente e’ Messico occupato dai gringos (come il Tejas o l’Arizona etc etc). Occupato anche nel senso di lavoro, visto che se togliessimo i messicani da qui i prati delle case sarebbero un casino e nei ristoranti i piatti e i bicchieri sporchi si accumulerebbero in pile infinite.
Non esiste una messicana figa. Punto. La cosa non e’ oggetto di dibattito. Se una messicana dovesse finire sotto un fascio di raggi gamma che le altera il DNA e la fa diventare figa, allo stesso tempo le si altera il passaporto e diventa argentina, nicaraguense, portoricana o che ne so.
Esistono invece asiatiche fighe, non posso negarlo. Non qui, ma esistono. Qui ci sono solo samoane enormi da 8000Kcal per die o cinesi over 50 (anni) e under 40 (kili) che ciabattano in giro per i centri commerciali e che occhiano ogni cane con lo sguardo che ha mia mamma quando pensa a che spreco e’ buttar via quell’avanzo di cibo dal piatto.
Le femmine qui sono cosi’ brutte che su craigslist.org (l’equivalente USA di portobello, è geniale) ci sono vagonate di annunci di donne che cercano avventure occasionali, del tipo "sono sola a casa stasera e ho voglia che qualcuno mi ciuli" oppure "cerco qualcuno con cui ciulare il giovedì in pausa pranzo", ma malgrado questo niente. Cioe’ si lamentano che nessuno le caga. Mettono foto, sono disposte a tutto (dominante, sottomissiva, sesso anale, Batman e Robin, coccole, tutto. Una pagava lei il biglietto per il baseball), ma niente. La cosa piu’ meravigliosa e’ che si incazzano coi gay che si spacciano per femmine per farsi mandare foto di maschi nudi. (lo so, è complicato). Quindi nei forum e’ pieno di donne arrapate che si scannano e dicono "sexylady73 e’ un gay che vuole foto" e sexylady73 risponde "no! sono femmina, beccateve ste zizze" "allora sei un trans!" "no!" "operato" "conta come femmina!". Tutto cosi’. Come nella citta’ di Fantozzi, la sinistra caratteristica e’ la seguente: non si scopa mai. Uno penserebbe che nel delirio della liberta’ sessuale della bay area si scopi aspettando il bus (ihihih, bus). Invece la probabilita’ di trovare 33-35enne minidotato con spalle pelose, sterno carenato, lieve zoppia gamba sinistra, accento fiammingo, amante piercing testicolare e gioco di ruolo professore-studentessa, sottomissivo con uso latex e musiche africane, alla fine e’ molto bassa.
Se vi capita, fateci un giro. craigslist.org, sezione casual encounters. Non avete idea. Anche la sezione missed connections merita. Per darvi un’idea, nella mia personale classifica ha spazzato via le lettere dei carcerati di Cronaca Vera.
Ah! A proposito. Ero in un ristorante di una catena che si chiama Buca di Beppo, uno di quei posti finti italiani che servono fettuccini Alfredo, spaghetti meatball, macaroni cheese, chicken marsala, etc. Non male il resto in realtà. Questo finissimo ristorante ha le pareti impaccate di foto di vecchie meridionali, collane d’aglio, icone del papa, sciarpe di squadre di calcio a caso, sofie lorens (plurale), copertine di Cronaca Vera, etc. Nei bagni stimolanti foto di fontane (che hanno suscitato le ire dei cristiani americani leggermente di destra e leggermente conservatori a causa delle nudità dei putti. Giuro. E si sono incazzati anche a causa della Pope Room, una stanza privata per cene dove al centro del tavolo c’è la testa rotante di GPII) e un nastro registrato che riporta la seguente conversazione:
-ciao
-ciao
-ma tu parli italiano?
-ma certo! parlo italiano. è bello parlare italiano. è bella l’italia.
-è vero. adoro il cibo italiano. evviva gli spaghetti.
Su evviva gli spaghetti non ce l’ho più fatta. Ma tornerò.
Se prosegue il mio stato di malattia temporanea aggiungerò cose, se no ci si vede presto.


LEGGI I COMMENTI (12) - SEGNALA questo BLOG

martedì 25 aprile 2006
ore 21:10
(categoria: "Vita Quotidiana")


Pubblico dominio /2
Ciao a tutti,

vi aggiorno brevemente sul proseguimento della mia permanenza americana (e vi prego di inoltrarlo a chi ho lascato fuori per dimenticanza dalla lista)(che e’ cieca per tutelare la vostra praivasi). Tanto per cominciare, piove. Nelle ultime 3 settimane i giorni di sole si sono contati sulle dita della mano di un artificiere parkinsoniano, ma purtuttavia cio’ non si ripercuote sul mio umore che resta solare, simpatico ed estroverso.
La mia affabile mangiapatate (e non ha origini irlandesi) se ne e’ andata alle hawaii per 5 giorni dicendomelo tipo 5 minuti prima di partire, cosicche’ io non avessi tempo di organizzarmi e fare un festino con tutti i miei (3, ma buoni) amici locali. Se lo sapevo prima magari chiamavo tutti i domino’s pizza del vicinato cosi’ da dare almeno l’apparenza di un viavai di gente un po’ mondano.
In ogni caso la mia vendetta si e’ scatenata nel senso che mi sono messo a cercare i vibratori. Non poteva non averne, non fosse altro che ciula facendo un casino tipo casa del frappe’ e tuttominipimer messi assieme.
Ho trovato nell’ordine:
-N 1 cazzo di gomma viola con glande maggiorato
-N 1 ovulo vibrante con telecomando esterno
-N 1 44 magnum color avorio che pero’ poi la canna funge da vibratore, cioe’ non e’ bucata ma finisce con la tipica forma del vibratore anche se la impugni come una pistola.
Ora, il campo dei vibratori non e’ che si presti a giudizi di eleganza o stile o classe, ma il vibratore a rivoltella e’ davvero il top del tamarro. E per distaccarmene ometto battute su grilletti vari.
Per inciso, li ho trovati dentro al comodino, pronti all’uso. E no, non li ho toccati.
Poi sto andando in palestra. Sono tutti o grossissimi o grassissimi. Ci sono pure delle macchine fatte apposta per i superciccioni con degli appositi sostegni per la panza e liberta’ maggiorata per i coscioni (pace all’anima sua). Ci sarebbe pure il campo da basket ma e’ una cosa insopportabile, le due volte che ho giocato sono riuscito a tirare 0 (zero) volte, visto che giocavo con 2 cinesi nani tiratori siderali, due messicani nani frombolieri e 2 neri che sarebbero anche stati atletici e tutto ma che alla 6a volta che hanno provato un doppio mulino saltando dal tiro da tre sottomanato di sinistro dall’altra parte, con palla che inevitabilmente aveva piu’ possibilita’ di entrare di striscio rinterzato sulle pareri che per dritto, hanno anche rotto il cazzo. Lo so che si gioca in 5, ma il mio razzismo non solo non mi fa guardare Prodi vs Berlusconi, ma mi impedisce anche di distinguere messicani cinesi e neri. Quindi giocavamo in 5, e ogni tanto mi parevano cinesi, ogni tanto chicani, ogni tanto fratelli. Bon.
La sola cosa che non mi e’ chiara e’ del perche’ in doccia ci siamo solo io, dei vecchi cinesi orribili (fierissimi della loro nudita’ e gli handicappati. Il mio dubbio, data l’alta densita’ di froceria in giro, e’ che ci sia tipo un codice che chi si fa la doccia e non sia fuoriuso per eta’ o sfiga sia in cerca di maschi. Oppure sono tutti zozzi, non so. Non credo che indaghero’, quindi iniziero’ a lavarmi a casa mi sa.
Poi, una cosa che mi fa morire e che mi ero dimenticato e’ che qui ognuno ha la sua frase di saluto, personalizzata. Quindi andiamo da "Hey" a "What’s up?" a "How are you doing?" alle varie combinazioni e permutazioni, con aggiunte tipo "dude", "bro", "man", "buddy".
E si arriva a cose lunghissime e complicatissime, perfettamente equivalenti al nostro "ciao". Nel senso che non e’ prevista risposta.
Qui c’e’ Jim che spara sempre, anche se lo incroci per le scale, "Hey, whazzup dude? rya doin, bro?". Io mi limito a un "Hi".
Che altro? Ah, sto per decidermi a cambiare macchina ogni mese, ce ne sono troppe che vorrei provare e siccome il passaggio di proprieta’ costa quasi niente mi sbizzarisco. Il mio prossimo obbiettivo e’ una lincoln town car. Il 3.8 V6 che guido ora inizia a starmi strettino, quindi ho pensato di vedere se mi sento piu’ a io agio con un V8 5.0. Fa pure sulle 25 miglia per gallone, non so cosa volere di piu’. E poi tocchera’ a una spider, non ci sono cazzi. Ci sono delle porsche qui che te le tirano dietro e mi sa che prima o poi me ne accatto una.
Vado a magna’ da sushi boat che mi dicono ci sia il teriyaki fest.


LEGGI I COMMENTI (14) - SEGNALA questo BLOG

martedì 25 aprile 2006
ore 21:06
(categoria: "Vita Quotidiana")


Pubblico dominio
Mi sono reso conto che faccio prima a postare i miei messaggi agli amici cosi’ non lascio fuori nessuno.

Ciao bambini,
so che avete passato le ultime due settimane a controllare la posta ogni 5 minuti in attesa di questa mia email. Beh, stappate il tavernello.
Dunque, tanto per tranquillizzare mamme e zie ho una casa e una macchina.
Inizio dalla casa: vivo in un quartiere residenziale molto up con Angie,
33enne manager di un’azienda di elettronica. Quando mi sono trasferito, ha subito chiamato sua madre per annunciarle che finalmente viveva con un uomo.
Grosse risate. Si’, perche’ e’ lesbica da generazioni. Ma non di quel lesbico tipo filmino porno finto di Paris Hilton. Di quel lesbico tipo cicciona coi capelli corti e la maglietta degli Oakland Raiders. E le amiche sono tutte cosi’, indistinguibili. Ah, sono pure tutte messicane. Sono cosi’ nere e rotondette che me le immagino sempre con un Buondi’ Motta in bocca che fanno chomp chomp.
Pero’ le amo gia’ tutte visto che la mia prima sera abbiamo fatto un bbq guardando la boxe sul maxischermo al plasma HD, con vagonate di carne e salsicce. Il sistema homevideo e’ da competizione e ha un telecomando che non ho mai visto in vita mia che si illumina di blu appena lo tocchi e sembra un phaser di star trek. E’ ampiamente la cosa piu’ figa che ho visto finora nella mia vita dopo Milan-Liverpool. Comunque sia, loro bevono come lo scarico per svuotare l’oceano e in 5 minuti erano tutte imbriaghe. Io no.
Pero’ cosi’ facendo hanno disintegrato la mia fantasia di trovarmi con 10 donne che lesbicano ubriache a bordo piscina (ah, si’, ho anche la piscina e l’idromassaggio). Nel senso, non me lo immaginavo cosi’. Almeno i capelli lunghi. Quindi quando una delle tizie, Jenna (giuro), ha buttato li’ "tutte in piscinaaaa" sono fuggito e mi sono rinchiuso in camera, nell’armadio, come il bambino del sesto senso.
A parte questo Angie e Diane sono molto carine e disponibili e NO MAMMA NON SONO BISEX MA PROPRIO LESBICHE E BASTA QUINDI STAI TRANQUILLA.
Ho una bella camera con 10 cm di moquette, letto queen size e il satellite e un bel bagno. Sto come nu’ pascia’.
Ma il mio vero orgoglio e’ la macchina. Un 3.8 benzina V6. Velocita’ massima 120 km/h, pero’ da 0 a 120 tira come Carmen Russo. Sei posti, cambio al volante. Color carta da zucchero (non so bene eh, dico per dire un colore).
Una Ford Taurus che sembra un’astronave, mi costa di piu’ l’assicurazione della macchina. Pero’ mi porta in giro finora dignitosamente e consuma mediamente poco per gli standard locali.
Dal punto di vista lavorativo non ho ancora fatto una mina visto che il mio capo e’ ammalato. Il posto e’ bello tendente al bellissimo, in cima a una collina, dentro a un parco naturale, con i leprotti e i daini. La sola cosa che mi sta sui coglioni e’ che lungo la salita per arrivarci, ci sono tre stop. Non tre incroci, tre stop. Nel nulla, per nulla. STOP STOP STOP. Che ne so, uno si e’ perso nel deserto del Gobi, e all’improvviso, STOP.
Ovviamente tutti si fermano, malgrado la visibilita’ a destra e sinistra si estenda fino ai rispettivi oceani. Non ho capito se e’ per i leprotti, per i ciclisti, per provare i freni o per i pedoni, fatto sta’ che ogni tanto
quello davanti a te inchioda e poi riparte. Un fastidio.
Altra cosa top e’ che vicino a casa ho il centro commerciale piu’ spaziale che abbia mai visto, persino meglio della Corte a mortise (anche se qui non c’e’ zanchetta, quindi figuratevi). Dico solo che ci sono 3 negozi che vendono spade e basta.




LEGGI I COMMENTI (2) - SEGNALA questo BLOG

sabato 22 aprile 2006
ore 10:08
(categoria: "Vita Quotidiana")


Un omaggio


ah, poi c’è un nuovo peggior blog su questo sito. ovviamente per non incorrere in querele non lo nominerò, ma posterò solo un indizio.



un aiutino:



LEGGI I COMMENTI (5) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 6 aprile 2006
ore 18:34
(categoria: "Vita Quotidiana")


Il vero insulto
Riporto da un editoriale di Claudio Magris:

Uno degli ultimi scivoloni del presidente del Consiglio uscente è oggetto di vituperio per una cosiddetta parolaccia usata nei confronti degli avversari politici, anzi di tutti gli elettori (in ogni caso, qualsiasi sia l’esito delle elezioni, di una metà degli italiani) che hanno intenzione di votare contro l’attuale coalizione governativa e, in particolare, contro chi la presiede. Scandalizzarsi per una loquela sboccata è forse esagerato, anche se un ruolo istituzionale dovrebbe comportare un certo stile e una certa decenza; una parola scurrile suona diversa se pronunciata da un marinaio alticcio che inciampa su uno scalino o da un vescovo che celebra una funzione religiosa. In ogni caso, lo scandalizzato stupore è fuor di luogo, perché ciascuno, in ogni momento della sua vita, fa (dice, pensa) esattamente quello che può ovvero usa i talenti che senza suo merito né demerito gli sono stati dati, come dice la parabola evangelica. Evidentemente, in quella circostanza — in quella costellazione irripetibile e fatale del suo stato d’animo, delle sue paure, ire, ambizioni, chimere — il presidente del Consiglio non poteva dire altro: non aveva, in quell’istante, altri concetti e altre parole a sua disposizione.
Non è dunque l’innocente volgarità da caserma — cui tutti, pur non presidenti del Consiglio, abbiamo largamente fatto ricorso senza per questo sentirci particolarmente infami — che deve essere bollata. In quella frase c’è qualcosa di ben più grave e sovversivo, che perverte il senso della politica. Il presidente in via di uscita ha offeso — poco importa con quanta finezza — chi vota senza pensare solo al proprio interesse. Con un unico insulto, ha liquidato secoli di pensiero liberale e di riflessione sul rapporto fra l’individuo e la collettività o lo Stato, fra l’interesse privato e quello pubblico, fra il bene individuale e quello comune. Aristotele Rousseau Locke Croce Einaudi e innumerevoli loro colleghi entrano così d’ufficio nella categoria che il presidente in scadenza ha definito con simpatica familiarità goliardica ossia nella categoria di chi vota — opera, agisce — pensando non soltanto al suo interesse, non soltanto al suo particulare. È questa l’aberrazione, non il linguaggio colorito e plebeo. Alle elezioni si vota per eleggere chi guiderà il proprio Paese. Del proprio Paese fa parte ogni cittadino, il quale, legittimamente anzi doverosamente, vota pensando anche, e fortemente, ai propri interessi; scegliendo i governanti che gli sembrano più capaci di garantire a lui e alla sua famiglia lavoro, sicurezza, benessere, dignità.
E’ ovvio, è naturale ed è bene che in questa scelta rientri la considerazione della propria situazione personale, della propria categoria, delle proprie prospettive e dei propri beni. Gli interessi, prettamente intesi, possono essere più morali di astratti e furiosi ideali, come ha scritto Sergio Romano, perché responsabilmente attenti alla realtà e alle conseguenze, pure a lungo termine, di ogni atto e di ogni scelta. Ma la civiltà e la maturità politica — di un individuo, di una società, di un popolo — consistono nella capacità di collegare il proprio interesse con quello generale, di capire la loro reciproca indissolubilità, e si misurano col metro di questa capacità. Io faccio il professore universitario; è comprensibile che non sia disposto a dare il mio voto a un governo che si proponesse di ridurre alla fame o di deportare i professori universitari, ma meriterei l’epiteto caro al presidente in via di scadere se votassi pensando solo alla confraternita degli insegnanti universitari e questo vale per ogni categoria.
Al servizio di trasporti urbani della mia città chiedo certo di non trascurare il rione in cui abito, ma non soltanto di non trascurare quel mio rione; tutto ciò acquista una speciale intensità quando entrano in gioco esigenze primarie quali la sanità, la scuola, la dignità, le possibilità offerte potenzialmente a ognuno, la sicurezza. Chi può finanziariamente permettersi una nutrita e costante guardia del corpo, potrebbe personalmente infischiarsene delle rapine e delle aggressioni, ma non per questo necessariamente vota per ridurre le forze e le dotazioni della polizia; in questo caso, una persona civile vota apparentemente contro il proprio interesse (pagando per un servizio di cui in quel momento non ha bisogno), ma vota in realtà per il proprio interesse, che è quello di vivere in un Paese in cui la sicurezza è un bene generale. Guicciardini sferzava gli italiani accecati dal loro tornaconto particolare e perciò distruttori del bene dell’Italia e dunque di se stessi. La ramanzina al presidente agitato per il suo congedo non ha bisogno di ricordagli eroi — ad esempio i volontari caduti in guerra per l’Italia che hanno dunque agito contro il loro interesse personale, ma non per questo vengono ricordati col termine a lui così caro. Ogni volta che camminiamo per la strada sappiamo che il nostro interesse coincide in parte con quello degli altri passanti, ugualmente minacciati da eventuali buche e disposti a qualche piccolo sacrificio per colmarle. E se ad offendersi per quell’epiteto fossero i cittadini che si apprestano a votare per l’attuale governo?

Claudio Magris


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 5 aprile 2006
ore 01:59
(categoria: "Vita Quotidiana")


UDEUR robot
www.popolariudeur.it/musica/inno.mp3

non serve altro credo.


LEGGI I COMMENTI (4) - SEGNALA questo BLOG


> > > MESSAGGI PRECEDENTI
GIUGNO 2018
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30

RICERCA:
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:

chobin kitty86pd vitto shaula mist vampina zilvio momo feck-u sizan renato chickfit crudelia matan violante


BOOKMARKS

Rottentomatoes

(da Cinema / Archivi )

Dagospia

(da Informazione / Agenzie di Stampa )

baiting

(da Tempo Libero / Umorismo e Satira )

UTENTI ONLINE: