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L’identità
è
una brutta bestia

L’amore,
finito

Il sesso,
un’astrazione

Io
sono
una persona
semplice solare e sincera.


domenica 18 dicembre 2016 - ore 10:01


la morte in skateboard
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io e una delle due Lei siamo avvolti di nebbia. Lei dice che sente il suo corpo scricchiolare. Mi accorgo che è Lei ma ha dei componenti di manichino. Alberi addobbati di ossa umane tutto intorno. I colori sono tenui. Ma le forme distinte. Poi davanti a noi la nebbia sembra condensarsi. Si materializza una figura. Scheletrica coperta di stracci che sembrano fluttuare. Alta. Viene verso di noi su di uno skateboard e più si avvicina più si vedono le sue ossa e si suoi brandelli di carne. So che è la morte e che attraverserà uno di noi nella sua corsa. In realtà ci passa in mezzo. Chiedo alla morte in skateboard cosa abbia il corpo di Lei. E prima di allontanarsi mi risponde che non c’è niente che non vada nel corpo di Lei.
Terrore esiziale.

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giovedì 15 dicembre 2016 - ore 23:44


Tempo libero. Finalmente un sogno poco significativo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Devo avere avuto tempo libero. Molto tempo libero. Ho affittato una camera a ore in qualche appartamento privato della città solo per vedere l’effetto che fa e farmi un bagno caldo da solo. Scopro con imbarazzo che il padrone della casa/albergo è un mio amico di infanzia. Ma sono così pigro o così imbarazzato o così asociale che spero non si accorga della nostra passata conoscenza. O meglio ancora che non rientri prima della mia uscita. Il bagno è rosso, luci soffuse, calore, candele che galleggiano nella vasca. Sento qualcuno che sale per le scale. Così per avvertire della mia presenza alzo il volume della radio e controvoglia scrivo un messaggio all’amico/albergatore.
Cambio scena.
In una biblioteca o sala d’aspetto una ragazza che potrebbe avere vent’anni mi si siede in braccio. Io ho cinquant’anni e cerco un lavoro o cerco un libro per ingannare il tempo. Poi succede qualcosa e la sensazione piacevole delle guancie ambrate di lei perde importanza.


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sabato 19 novembre 2016 - ore 15:44


la manovra e Michele Zarrillo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Troppa fretta e troppa confidenza con la manovra. E la macchina in retromarcia finisce nel fossato di una zona industriale. la profondità è forse meno di mezzo metro. Eppure non riesco a tornare su. Non c’è trazione integrale che tenga.
Poi cambio scena.
Sono dal dottore ma lui ha la faccia di Michele Zarrillo. Gli chiedo ad un certo punto se crede che sarò mai pronto per avere figli. Il suo "no" di risposta sa di ordine compassionevole e straffottenza misericordiosa. Prendo la mia faccia tra le mani e gli urlo inviperito che "Lei da anni mi prende per il culo". Sensazione di solitudine disperata che scende liquida.
Risveglio.
Sereno.


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sabato 10 settembre 2016 - ore 15:45


massacro-scambisti-cison-regeni
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La comitiva di scambisti che da tempo sognavo di incontrare propone un giro panoramico
su di una teleferica. Pare che salendo da lì si acceda ad un qualche locale esclusivo ripieno di piaceri. La proposta giunge strana perchè abbiamo già consumato e l’ora è tarda. Ma accetto. Durante la salita continuo a guardare l’ora. Il rituale delle telefonate di controllo con Lei è ineludibile. E stavolta dubito di riuscire a far quadrare tutto. L’angoscia sale assieme alla teleferica. Eppure la compagnia conversa amabilmente
e il paesaggio intorno è lucente, sereno, quasi bavarese. Torri bianche, alberi, cielo azzurro. In cima è notte invece. E qualcuno viene massacrato col calcio di un fucile. I colpi gli staccano la mascella che cade sanguinolenta a terra. Sono io.

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sabato 3 settembre 2016 - ore 14:44


Il preservativo sul sedile
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La mia macchina parla di me. In maniera sincera. Ho sempre cura di cancellare le traccie
sui sedili anteriori. Ma Quelli posteriori li trascuro. Succede che Lei ci trova un preservativo non destinato a Noi. E mi lascia definitivamente. Drammaticamente. Io divento paura e abbandono. Una piscina svuotata con le pareti incrostate di adrenalina marcita. Risveglio stordito ma sereno.

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domenica 14 agosto 2016 - ore 12:36


Appunti delle notti estive
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Parlavo con la mia sorella astrale vestito di giallo mentre il mio gruppo suonava senza di me. Poi rilevavo un’azienda portoghese in crisi, la "funny rockets" cedendo alla vecchia titolare (smunta quadrata coi capelli bianchi) il mio prezioso coltellino giallo.
(...)
Alla messa di Pasqua a Santa Giustina si presentavano entrambe le Lei e io svicolavo con mio padre. C’era poi un volo distensivo tra gli orti dietro al mia vecchia scuola media in compagnia di amica-amante, piena vestita di nero.
(...)
Una sorta di guru o divinità didascalico-paterna mi fa una lezione approfondita di cosmogenesi. Mi mostrai quadri e manufatti di varie specie e civiltà. Ed io rilevo con estrema sorpresa che nel genere umano sono presenti scaglie bianche simili a qualche rettile antico.

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domenica 20 marzo 2016 - ore 14:17


ancora la porta, ancora l’intruso
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ritorno da un viaggio con la famiglia. Allarme terrorismo all’aeroporto. Fuggi fuggi
in notturna per i campi circostanti. Crediamo di averla scampata e siamo a casa.
Ma uno del commando deve averci seguito, folle omicida e ineluttabile. E’ travestito da pompiere o addetto ai soccorsi, con bande fosforescenti dappertutto. Ma con scarpe e pantaloni neri. Cerca di sfondare le finestre di casa per entrare ma gli infissi tengono.
Si dedica allora alla porta. Ma lo precedo. E stringo il pomello triangolare con tutta la mia forza affinchè lui non possa girarlo ed entrare. Passano ore. Così. Mia madre e le mie due sorelle brutte e deformi (?) chiamano la polizia ma senza risultato. Ad un certo punto il terrorista travestito sembra desistere e non sento più pressione sul pomello della porta. Solo alla fine noto che era riuscito ad infilare un piede in casa ma era rimasto dolorosamente incastrato tra la porta e lo stipite. Avremmo potuto farlo andare via ben prima tagliandoglielo - penso. Sensazione di vittoria estenuata al risveglio.


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domenica 4 ottobre 2015 - ore 11:37


La missione, la bottiglia, il ponte.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Neppure l’arruolamento nell’arma dei carabinieri ha potuto smorzare la mia disorganizzazione. Infatti mi trovo all’aeroporto con dei colleghi per una missione a Budapest e mentre gli altri hanno la loro dotazione perfettamente raccolta negli zaini tattici la mia si trova sparsa sui bancali del duty free. Spicca una bottiglia di vino rosso che dio solo sa come pensavo di poter portare. E’ avvolta nella carta da imballaggio a bolle. Mi si avvicina un collega, piccolo, scuro, napoletano, calvo. La sua pelle sembra una sfumatura del blu petrolio della divisa da combattimento. Ma la sua umanità meschina è irresistibile. E mi convince ad aprire la bottiglia, chè tanto c’è tempo, chè tanto non riuscirei a portarla, chè tanto mica siamo in servizio, chè tanto non se ne accorge nessuno. Sedotto, eseguo. Il nano napoletano sparisce e compare il comandante. I suoi occhi vedono con disprezzo un appuntato goffo aggirarsi per il duty free con una bottiglia di rosso semivuota. Io volevo solo condividere l’umanità del nano napoletano.

Cambio scenario. Budapest.

Il ponte sul Danubio. Ma non quello delle catene da cui si vede il parlamento. Un altro dal quale Budapest sembra un bosco. E’ l’alba, arancione. Non c’è nessuno e nemmeno io. O forse io sono il ponte. Una voce dietro il cielo racconta che se voglio il ponte del parlamento è mio.

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giovedì 20 agosto 2015 - ore 23:51


23.48
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Arcano in sintonia

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