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L’identità
è
una brutta bestia

L’amore,
finito

Il sesso,
un’astrazione

Io
sono
una persona
semplice solare e sincera.


martedì 2 gennaio 2018 - ore 00:25


the Avanzi Orchestra
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Red Canzian che suona in piazza a Castelfranco è l’estrema e pericolosissima ratio di questa fine anno. Ma davvero non so cos’altro proporre a Lei che mi sta lasciando e che di progetti più costruttivi per la serata e per il futuro non vuole più farne. Durante il tragitto in macchina realizzo che la possibilità di incontrare l’altra Lei al concerto di Red Canzian è altissima. L’angoscia si tramuta istantaneamente in attenzione e stupore per ogni singolo dettaglio del tragitto. Qualsiasi area di sosta, distributore, insegna pubblicitaria diventa un rifugio per l’anima che vuole sfuggire all’ineluttabile incontro tra le due Lei. E’ in questo stato di coscienza che compare una piazzola perfettamente attrezzata. Sembra di trovarsi in Alto Adige invece che sulla statale castellana. Qui un gruppo di famiglie cinesi deve aver imbastito un cenone itinerante consumato prima della mezzanotte (o in accordo ad un diverso fusorario). Infatti rimangono solamente piatti bianchi quadrati, avanzi di riso e pesce di svariate forme e colori. Tutti gli oggetti sembrano brillare nel buio. I commensali stanno suonando in maniera perfetta i loro avanzi con le bacchette e creano così delle melodie e delle ritmiche inaudite, che comprendono anche dei toni inspiegabilmente bassi. Propongo alla mia Lei di fermarci ad ascoltarli. Inizialmente è solo un modo per sventare l’ineluttabile incontro che ci attende e la musica di Canzian. Lei mi asseconda rassegnata. Forse con la serena consapevolezza di arrendersi per l’ultima volta ai miei strani cambi di programma, perchè mi sta lasciando. Poi la musica e il colore degli avanzi ci conquistano. Si avvicina un cinese molto elegante, magro vestito di rosso che mi chiede insistentemente cosa vogliamo sentire ora. Io non so cosa rispondergli. Davvero non so cosa dire e in fondo temo che potrebbe volermi vendere un kit di avanzi musicali o chiedermi denaro per l’esibizione. Lui invece, fresco magnanimo e naturale, da ordine all’orchestra degli avanzi di suonare gelato al cioccolato di Pupo. lei mi guarda e sorride divertita. Io mi sento di nuovo al sicuro. Ed è passata così la mezzanotte.

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lunedì 18 dicembre 2017 - ore 18:28


la collega gola profonda
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ai piani alti di un grattacielo di Manhattan so che in determinate occasioni ci sono delle stanze adibite al sesso orale libero e anonimo. Chi lo fa e chi lo riceve deve indossare delle bende nere. La benda che tocca a me non è stretta a dovere. E da sotto vedo che la bocca a me destinata è quella di una mia collega che mai avrei pensato si prestasse a questi giochi aziendali. La riconosco dai riccioli che spuntano da sotto la benda e dalla pelle voluttuosamente butterata intorno alla bocca. Questi sono gli unici dettagli di disordine umano nella stanza del sesso orale aziendale, completamente vuota e a strapiombo nella luce del mattino metropolitano. Per qualche motivo anche la mia collega riconosce me. E non so chi di noi due è più in imbarazzo.

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lunedì 18 dicembre 2017 - ore 18:28


la collega gola profonda
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ai piani alti di un grattacielo di Manhattan so che in determinate occasioni ci sono delle stanze adibite al sesso orale libero e anonimo. Chi lo fa e chi lo riceve deve indossare delle bende nere. La benda che tocca a me non è stretta a dovere. E da sotto vedo che la bocca a me destinata è quella di una mia collega che mai avrei pensato si prestasse a questi giochi aziendali. La riconosco dai riccioli che spuntano da sotto la benda e risultano l’unico dettaglio di disordine umano nella stanza completamente vuota a strapiombo sul mattino metropolitano lucente. Per qualche motivo anche lei riconosce me. E non so chi di noi due è più in imbarazzo.

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domenica 29 ottobre 2017 - ore 09:52


there is no I in threesome
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lei mi ha lasciato per andare a convivere con la sua migliore amica ed il fidanzato di lei. Qui è sottointeso che convivenza implica sesso di gruppo. Io sono pervaso di gelosia atavica e invidia primordiale allo stesso tempo. Mi presento a casa loro. Per reclamare non so cosa o per partecipare a non so cosa. Ma lui mi mette alla porta, la faccia rossa e ghignante. Sento le sue braccia bloccarmi e respingermi. Loro sanno benissimo che non la ho mai amata veramente. Ed è sottointeso quanto bene invece lei starà con loro due, assieme. Mi sento piccolo sporco e sbugiardato.

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martedì 29 agosto 2017 - ore 11:52


mix agostano: sperma infetto/casa vacanze/ricetta medica/bionda ridicola
(categoria: " Vita Quotidiana ")


1 - All’after sotterraneo compare una scultorea trans in microbikini fuxia. Nell’oscurità abbraccia tutti i presenti, o potrei esserci solo io. Quando viene il mio turno mi rendo conto di essere nudo. Durante l’abbraccio sento che la pelle di lei/lui è appiccicosa, soptrattutto sull’inguine. So che si tratta di sperma infetto da virus HIV e temo che per qualche miracolo balistico/gravitazionale potrebbe essere finito sulla mucosa del mio glande. Nonostante si sia trattato esclusivamente di un abbraccio.

2 - Nella casa vacanze mi attardo ad ascoltare la terza Lei mora con la voce profonda. Mi racconta di nozze alchemiche e depurazione del dna attraverso gli elementi. L’anima mia si rilassa. Ma con irrequietezza noto che i miei due amici molto diversi tra loro sembrano divertirsi molto in piscina tra chiacchere e nuoto. Mi chiamano. Vorrei unirmi a loro ma temo di troncare troppo in fretta la conversazione con Lei.

3 - Il mio dottore è cinese, ha cambiato studio e scopro con preoccupazione che ha una strana confidenza con la mia Lei. Scopro con sollievo che è semplicemente contento di aver trovato in Lei la destinataria di una vecchia ricetta dermotologica che il collega precedente aveva lasciato nello studio.

4 - Un’app o un reality mi portano a conoscere una donna esteticamente stupenda. Unghie curate. Pelle abbronzata. Boccoli biondi. Qualcosa in me però la trova ridicola e più cerco di coprire il ridicolo più la mia goffaggine con lei aumenta. Finisco col farla inciampare clamorosamente.

Exeunt scene, exeunt dosi da 8 ore di sonno. Enter insomnia.

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sabato 10 giugno 2017 - ore 15:23


spurgo pozzo nero - isis sotto casa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


1)
Come da prassi il tecnico apre il pozzo nero di casa mia. Il grande coperchio in cemento viene spostato e al di sotto si trova un mare di bottiglie e lattine di birra bianche e nere. Tra queste si vede un congegno simile ad un grande toner bianco collegato a delle tubature. Serve alla gestione dei fluidi. E ha anche esso un coperchio, laterale. Simile a quello di un serbatoio auto. Come in quasi tutte le cose pratiche mi tengo in disparte. Non c’è obiettivamente molto da fare. E il tecnico sa il fatto suo. Ma Lei per gentilezza o per senso pratico si mette ad aiutare il tecnico che svita il barattolo del toner-tubatura. Per aiutarlo Lei tiene fermo il grande toner-tubatura sporgendosi all’interno del pozzo. Lui che svita. lei che tiene fermo. Io in disparte. La scena mi ferisce un po’ perchè mi sento inutile.
Una volta aperto, il toner tubatura rilascia un liquido rosa chiaro con venature bianche spumeggianti. il liquido arriva a lambire le scarpe da ginnastica di Lei. Lei se ne accorge e un secondo dopo il liquido arriva al suo polpaccio. Fino a qui la scena è semplicemente comica e sembra premiare il mio starmene in disparte. Nell’ istante successivo Lei è completamente dentro il pozzo e io la sto tenendo stretta per mano disperatamente. E’ in pericolo. Rischia di annegare nel liquido rosa spumoso. Mi implora di non lasciarla. Io stringo quella mano con tutte le mie forze.

2)
Nel parchetto sotto casa si è tenuto un comizio elettorale di destra. Quando si spengono le luci dall’androne di uno dei palazzi circostanti si sporgono 3 arabi. Uno ulula in maniera terrorizzante, in realtà è vestito da ebreo ortodosso. E a parte l’ululare è innocuo. Il problema è che subito dopo da quell’androne esce un manipolo di donne e adolescenti kamikaze vestiti di verde che fanno irruzione nei palazzi circostanti. Scappo nella parte più buia del giardino. sapendo di aver lasciato a casa mia madre sola. E sapendo che il rifugio è temporaneo.

3)
Ho visto chiaramente la cifra 148

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domenica 28 maggio 2017 - ore 10:48


venezia piscina
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Davanti alla stazione di Venezia il canale è diventato una piscina con fontanelle, giochi d’acqua ponticelli e angoli panoramici. Luce di un giorno leggero e festivo. Ci entro con una Lei. Ma dimenticavo che in quel posto ero arrivato con un’Altra. Che si trova a bordo piscina. E può notare in qualsiasi momento la scena. Il problema è quindi nuotare senza dare l’impressione di essere con alcuna delle due. E’ massacrante. Perchè il tempo si blocca in una consapevolezza di smascheramento ineluttabile e imminente. Intravedo la soluzione in una strettoia più riparata che porta verso San Marco. Ma non so come farci arrivare la lei che nuotava con me e non so come avvertire l’altra che è a bordo piscina del fatto che sono arrivato lì e che sarò fuori dalla sua vista. Nella strettoia mi ci ritrovo solo. Sparito dal punto di vista di entrambe. Probabilmente si stanno chiedendo che fine ho fatto. O probabilmente no.
Risveglio affaticato e pesante.

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lunedì 1 maggio 2017 - ore 02:00


Candidato pd e stronzo in piscina
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non mi sono preparato il discorso, come sempre. Recito in teleconferenza dallo specchio del mio bagno. la barba punge solo a guardarla. "Buonasera, sono M. candidato del partito pd. (partito pd?) Mi candido per fondare l’uomo nuovo e ridefinire i rapporti di padronanza" Devo aver detto qualcosa del genere. Dall’altra parte dello specchio mia madre approva. La sensazione è come al solito di averla fatta franca con trucchetti e parole trapiantate dall’università.

...

Sono in una piscina termale. E Non sono riuscito a trattenermi. I miei escrementi mi seguono. Compatti.

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domenica 18 dicembre 2016 - ore 10:01


la morte in skateboard
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io e una delle due Lei siamo avvolti di nebbia. Lei dice che sente il suo corpo scricchiolare. Mi accorgo che è Lei ma ha dei componenti di manichino. Alberi addobbati di ossa umane tutto intorno. I colori sono tenui. Ma le forme distinte. Poi davanti a noi la nebbia sembra condensarsi. Si materializza una figura. Scheletrica coperta di stracci che sembrano fluttuare. Alta. Viene verso di noi su di uno skateboard e più si avvicina più si vedono le sue ossa e si suoi brandelli di carne. So che è la morte e che attraverserà uno di noi nella sua corsa. In realtà ci passa in mezzo. Chiedo alla morte in skateboard cosa abbia il corpo di Lei. E prima di allontanarsi mi risponde che non c’è niente che non vada nel corpo di Lei.
Terrore esiziale.

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giovedì 15 dicembre 2016 - ore 23:44


Tempo libero. Finalmente un sogno poco significativo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Devo avere avuto tempo libero. Molto tempo libero. Ho affittato una camera a ore in qualche appartamento privato della città solo per vedere l’effetto che fa e farmi un bagno caldo da solo. Scopro con imbarazzo che il padrone della casa/albergo è un mio amico di infanzia. Ma sono così pigro o così imbarazzato o così asociale che spero non si accorga della nostra passata conoscenza. O meglio ancora che non rientri prima della mia uscita. Il bagno è rosso, luci soffuse, calore, candele che galleggiano nella vasca. Sento qualcuno che sale per le scale. Così per avvertire della mia presenza alzo il volume della radio e controvoglia scrivo un messaggio all’amico/albergatore.
Cambio scena.
In una biblioteca o sala d’aspetto una ragazza che potrebbe avere vent’anni mi si siede in braccio. Io ho cinquant’anni e cerco un lavoro o cerco un libro per ingannare il tempo. Poi succede qualcosa e la sensazione piacevole delle guancie ambrate di lei perde importanza.


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