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mercoledì 23 ottobre 2013 - ore 01:26


Siamo nel 2013 e...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


...ormai vivo a Londra da 1,5 anni, ma volevo riaggiornare questo blog!


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sabato 30 aprile 2011 - ore 15:03


Millenni!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi ricordo ancora come si usa sto blog?!

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sabato 20 giugno 2009 - ore 16:33



(categoria: " Vita Quotidiana ")






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lunedì 1 giugno 2009 - ore 21:04


Your song
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Non fermarsi alle prime battute: ascoltare tutto!


Piero Ciampi santo subito!

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venerdì 10 aprile 2009 - ore 03:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")






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lunedì 25 agosto 2008 - ore 11:58


Un po’ di saggezza dal Giappone del ’700
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alcuni aforismi tratti, a mia discrezione, dal testo dell’Hagakure, una sorta di "codice di condotta" dei Samurai, redatto al tramonto dell’epoca d’oro dei Samurai -con un sentimento quindi anche nostalgico- da tal Yamamoto Tsunetomo (1659-1721).
Fatti i debiti adattamenti al contesto -oggi non saremo probabilmente né impegnati in battaglie, né al servizio di un Daimyo- restano degli interessanti princìpi di condotta, che possono trovare applicazione anche nella vita quotidiana. In fin dei conti si tratta di disposizioni mentali e d’animo, di modi di affrontare la vita, spesso orientati all’efficacia e all’azione, quindi sempre utili...



3.Ho scoperto che la via del Samurai consiste nella morte.

12.Se ci si abitua alla stupidità è difficile pervenire all’assenza di egoismo.

22.I grandi uomini non amano parlare.

25.Chi è euforico nei giorni felici, sarà depresso in quelli tristi.

31.Non si possono correggere i difetti sostanziali, radicati da anni.

46.Come si entra nella Via? Conoscendo i propri difetti.

47.Con ogni pensiero, tentare di conoscere i propri difetti e correggersi per tutta la vita: questa è la Via.

64.Benché la Via di mezzo sia la più eccellente, nelle arti marziali ci si realizza superando l’uomo comune.

65.Sul campo di battaglia ci si dovrebbe prefiggere di vincere un avversario valoroso. Giorno e notte, si ambisca di abbattere un nemico possente con impeto e infaticabilmente; così, si mostrerà coraggio. È scritto nelle cronache dei guerrieri veterani. Si dovrebbe possedere questa inclinazione anche nella vita quotidiana.

70.Le grandi imprese non si compiono da sobri.

73.Quando pensi se sia meglio recarsi o meno in un certo posto, è meglio non andarci.

77.Quando era necessario non parlare o non esprimersi, me la sbrigavo con una sola parola, non certo con dieci.

79.Al giorno d’oggi, le cosiddette persone intelligenti non fanno altro che ostentare saggezza per confondere la gente con la propria mercanzia. Così, risultano inferiori alle persone semplici; queste, infatti, sono sincere e spontanee.

80.Una iscrizione murale del signore Naoshige recitava così: “Prendi alla leggera le cose rilevanti”. Il maestro Ittei aggiunse questa postilla: “Prendi seriamente le inezie”.

82.Senza pensare al trionfo o alla disfatta e andare semplicemente incontro alla morte come un folle, senza por tempo in mezzo; così, ci si desta dal sogno.

95.L’eccellenza o la dabbenaggine non si possono giudicare in base ai risultati che una persona ottiene, come la prosperità o il declino. La prosperità e il declino dipendono dalla volontà del cielo; l’eccellenza e la dabbenaggine, invece, dallo stile di vita dell’uomo.

100. Finché sei confuso dalle cose, non cammini ancora nella Via.

103. Non esiste l’impossibile. Se si è animati da un forte proposito, si può scuotere con un pensiero il mondo intero. Si può fare tutto. Per la sua fragilità, la mancanza di spirito e la paura, l’uomo non è determinato. È stato detto che si può muovere l’universo persino senza fatica; beninteso, se ci si concentra unicamente su questo.

105. Un sovrano saggio e illustre sollecita e ascolta critiche e ammonimenti.

108. Quando qualcuno vi pone delle obiezioni, dovreste mostrare di apprezzarle profondamente, ringraziandolo. In caso contrario, dopo un po’ farete il vuoto intorno a voi e nessuno vi si rivolgerà più. Dovreste mettere a loro agio i vostri interlocutori, appena vi pongano delle obiezioni.

109. Nel mondo, di quelli che sono disposti a impartire un insegnamento sono molti; quelli che lo ricevono con piacere, invece, pochi; ancora meno, poi, quelli che adottano l’insegnamento ricevuto.

118. Quando ero giovane, tenevo un diario in cui annotavo giorno per giorno le cose spiacevoli e i miei errori. Non passava giorno in cui non ne commettessi almeno venti o trenta. Il risultato è stato che poi ho smesso di scrivere. Anche adesso, quando vado a letto e ripenso agli eventi della giornata mi accorgo che ogni giorno sono stato manchevole in parole o azioni. Beh, è arduo ammetterlo. Per coloro che confidano sulle proprie facoltà mentali è pure inconcepibile.

121. In qualsiasi campo, per trovarsi bene si deve saper sopportare il dolore, fisico e psichico. Se non si sopporta il dolore ci si troverà sempre male.

126. Nelle circostanze rilevanti, se confidiamo eccessivamente nella possibilità di consultare gli altri, non ne caveremo proprio nulla. In certi casi occorre affidarsi alla nostra stessa capacità di giudizio, spingersi come folli al massimo delle potenzialità e restare imperturbabili persino se dovessimo gettare via la nostra vita.
Se invece pensiamo al comportamento migliore da adottare, saremo presto disorientati e andremo incontro a una sconfitta certa.

136. Chi si abbatte nei periodi di sconforto non può recare alcun beneficio agli altri.

139. Questa è la caratteristica essenziale della via del Samurai: dedicare la propria vita e la persona al servizio del signore. Inoltre si devono coltivare tre qualità interiori: la saggezza (chi), la solidarietà (gin) e il coraggio (yù). La pratica di queste tre virtù è facile, benché non sia alla portata dell’uomo comune. La saggezza consiste semplicemente nel saper conversare; dalla pratica del dialogo deriva una saggezza inestimabile. La solidarietà consiste nell’agire per gli altri; ci si paragona agli altri, e se ne vuole il bene. Il coraggio consiste nel mostrare i denti; ci si fa avanti senza pensare alle conseguenze, eliminando ogni perplessità. Nell’ambito della Via interiore, non ci sono altre qualità da prendere in considerazione.

151. In verità, ogni singola parola è importante.

156. Persino quando sei solo nel buio, non devi abbandonarti alla volgarità né compiere azioni inappropriate.

159. Dedicarsi alle pratiche salutiste quando si è già malati è un’azione tardiva, ardua e vana.

163. Un Samurai deve eccellere nell’apparenza esteriore, nell’eloquio e nella calligrafia. L’apparenza esteriore si fonda nel sapersi adeguare a tempi e luoghi.

168. Che si sia nobili o plebei, illuminati o sciocchi, anziani o giovani, dobbiamo morire tutti. È una realtà comune. Sappiamo che un giorno moriremo, eppure ci attacchiamo alla vita; inoltre crediamo di essere noi gli ultimi a morire, mentre gli altri ci precederanno. La morte, quant’è distante! Ma non si tratta di pensieri vani? Sono senza valore, scherzi all’interno di un sogno. Non si dovrebbe coltivarli, ed essere negligenti. Dovremmo sforzarci di compiere azioni opportune e tempestive; la morte, infatti, è sempre dietro l’angolo.

169. Se vai a trovare chi è stato turbato da un evento inatteso e tenti di confortarlo bandendo ogni risata o battuta ironica, rischi di suscitare l’effetto opposto e di deprimerlo ancora di più, al punto di farlo sragionare. In questi casi, se invece gli dici che “malgrado tutto, le cose andranno per il meglio”, lo tirerai su di morale. Nel mondo dell’impermanenza, non si deve permettere alla mente di indugiare nella gioia o nel dolore.

181. A ridosso di un’assemblea, è meglio che i suoi membri si consultino in anticipo per poi deliberare collegialmente, altrimenti qualcuno potrebbe risentirsene.

182. Nelle assemblee ove si dibatte di questioni rilevanti, andrebbero interpellati in primo luogo i non addetti e chi ha abbandonato il mondo. Essendo imparziali, questi tipi di individui daranno dei buoni giudizi. Consultando gli interessati, invece, si udrà soltanto ciò che sulla questione fa piacere: questo è inutile.

188. Nelle epoche di grandi asperità e di grandi trasformazioni sociali basta dire una parola. Anche nei periodi di felicità basta una parola sola. E così quando ci si incontra, o si parla con gli altri. Si dovrebbe dirla nel corso dell’azione.

200. Rifiutandosi di lasciare qualcosa in sospeso, si raddoppieranno le proprie forze.

201. Ciò che non viene ultimato a tempo e luogo, resterà incompleto per tutta la vita.

204. Parlare dei fatti altrui è un grave errore. Anche lodare gli altri è inopportuno. È meglio conoscere a fondo le proprie qualità, agire con entusiasmo ed essere prudenti nel parlare.

206. Considerare il mondo alla stregua di un sogno è corretto. Durante un incubo uno tenta di svegliarsi e dire a se stesso che è solo un sogno. Il mondo attuale non va inquadrato in una prospettiva differente.

208. In una vertenza giudiziaria o in una polemica verbale c’è un modo per essere sconfitti onorevolmente: farlo in fretta. Nel sumo è la stessa cosa. Una vittoria riportata in maniera scorretta, invece, è peggio di una sconfitta. In molti casi, è come perdere con un avversario scorretto.

209. Percepire una profonda differenza tra se stessi e gli altri, detestarli e inclinare alla discordia; sono azioni che indicano una mancanza di compassione. Se si avviluppano tutte le cose con la compassione, invece, non si sarà mai in attrito con gli altri.

210. Una persona che possegga un po’ di cognizioni assume un’aria saccente. Una, invece, che conosca a fondo le cose non si comporta così: è umile.

212. I buoni amici sono rari.

214. Non essere brusco con chi viene a trovarti.

217. (...) allorché i cinque organi sensoriali si siano purificati, quello mentale si purifica da sé.

222. (...) si sia ben determinati nelle decisioni, e si faccia in fretta la mossa vincente. Se non se ne è capaci, per quant’altro si faccia, non si diventerà mai dei guerrieri.

291. Dieci ciechi si trovarono in mezzo ai monti. Quando giunsero sulla soglia di un precipizio, si fecero tutti più cauti; le gambe gli tremarono, e avvertirono un’angoscia generale. Proprio allora, il primo di essi inciampò, e cadde su una roccia. Gli altri lo commiserarono, gridando con voce lamentosa. Non facevano un passo. Il precipitato gridò “Non abbiate timore. Nonostante la caduta, non mi sono fatto nulla. Ora il mio cuore e la mia mente sono a posto. Prima di cadere ho pensato ’Se cadessi, che succederebbe?’. Ero in preda ad una grande angoscia. Poi sono caduto, e ora eccomi qui. Se volete stare tranquilli, sbrigatevi a cadere in fretta!”.

298. I piani congegnati nelle epoche di buongoverno rappresentano la preparazione militare per quelle del disordine.

312. Chi vi dice le cose in faccia non reca colpa alcuna.

314. Se lo si cerca, il denaro si trova; l’uomo adatto o perfetto, invece, no.

316. Quando riesci a scrutare bene in una direzione, vedi ovunque. Attraverso la comprensione di una cosa, puoi intuirne diecimila.

318. Chi confida negli altri è manchevole.

319. L’arte della guerra impone di attaccare pronti ad immolare la vita. Quando anche l’avversario fa lo stesso, è un confronto alla pari. La vittoria dipende dalla fiducia in se stessi e dal destino.

348. “Nelle azioni importanti, non si cavilla sui dettagli”, così dice il proverbio. Se un vassallo si mostra del tutto fedele e senza ambivalenze, anche se, per il resto, dovesse risultare un po’ borioso e commettere qualche mancanza, alla fine non occorrerà punirlo. Chi tentasse di agire sempre in maniera impeccabile, in realtà, finirebbe per trovarsi in difficoltà: potrebbe trascurare l’essenziale; mentre chi vuole compiere imprese notevoli dev’essere flessibile e versatile. C’è questo detto: “Un uomo di grandi principi, sebbene dovesse commettere dei piccoli errori, non risulterà, per questo, carente di pietà filiale”.


La saggggezzzza!



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sabato 23 agosto 2008 - ore 21:36


Senza dubbio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


la canzone simbolo di Ponza 2008






...per tutto il resto, come sempre, e più che mai, c’è MasterCard.
Tanto gli stronzi cadranno sempre in piedi, e galleggeranno sempre. Fateci caso, ogni volta che andate a cagare

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giovedì 7 agosto 2008 - ore 02:21


7-27 Agosto
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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lunedì 28 luglio 2008 - ore 12:01


Ah, tanto per ricordarci...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


...che viviamo in un paese fascista, dove vige un regime.

No, nel caso non ce ne fossimo accorti...
Ricordiamoci di queste scene di democrazia.









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lunedì 21 luglio 2008 - ore 03:24


ALICIA E IL GIROVAGO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


No, non è il titolo di un romanzo di Paulo Coelho o di qualche altro sudamericano...
E’ il riassunto di un tranquillo weekend di musica, lavoro e chilometraggio senza piombo.

VENERDI’ SERA: giungo nella città che mi ospiterà per il weekend, nella quale è in corso una nota manifestazione di note in libertà.

SABATO: permango nella cittadella, conosciuta anche per la presenza di Lumumba; accadono cose varie e diverse; viaggio nel "minimetrò", fiore all’occhiello del trasporto urbano perugino: una specie di giostra stile "tunnel of love" o "casa degli orrori", col vagoncino che viene trainato dal cavo per cunicoli vari; conosco gente, faccio cose; accade poi che, più o meno a caso, riesca a trovare un biglietto per assistere all’esibizione di quella che d’ora in poi sarà indicata come "dio" nel testo, per comodità.









Tutto ciò in culo alla festa del "redentore"...tsk!
Dio ha una band incredibile - fenomenale il batterista, tra gli altri - canta in maniera gustosa e impeccabile, ma ha un difetto fisico che i suoi pantaloni BIANCHI, ATTILLATI e a VITA ALTA non hanno certo nascosto; ha un culo grande come l’ex URSS. Con la voce e lo sguardo che ha, le perdoniamo tutto. S’è perdonato di ben peggio e a ben minor talento. Anzi, è il caso di dire che, in vita mia, ho perdonato BEN AFFLECK!!!

ecco quindi qualcosa tratto da SABATO:















...e qualcosa tratto da DOMENICA POMERIGGIO, ovvero dal rientro.
Sottotitolo "già che c’ero" che è diventato il leitmotif dell’intero rientro.

CASTIGLIONE DEL LAGO (lago Trasimeno)





SIENA







S.R. 222 "Chiantigiana" (collega Siena e Firenze, ed è una delle strade più belle d’Italia, credo)











GREVE IN CHIANTI, capoluogo del Chianti Classico...dove ho fatto una piccola sosta enogastronomica, prima di ripartire definitivamente alla volta di Milano.


(Foto scattata col telefono...e quindi ancora peggiore delle altre)



E per tutto il resto...c’è Mastercard! Ma che resto poi?? Infatti...

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