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domenica 24 maggio 2015 - ore 17:23


Vita da single
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sono stata ad un addio al nubilato. Non avevo aspettative per la serata, ero solo felice per la mia amica e volevo portare il mio pacchetto di entusiasmo per l’avventura che sta per iniziare. Questo credo di averlo fatto bene, tuttavia quello che mi ha lasciata interdetta è ciò che ho ricavato io da questa serata.
Per la prima volta dopo oltre un anno sono uscita con un gruppo di donne fra cui c’erano ragazze sposate, mamme, conviventi e zero single. Ad un certo punto, nel sentirle parlare delle loro vite, dei loro compagni e mariti e delle loro responsabilità, mi è venuto un attacco d’ansia. Mi sentivo come se quella che stava per sposarsi fossi io. Al solo pensiero ho iniziato a provare disagio puro. Guardavo la mia amica e la serenità totale con cui affrontava quel momento, convinta della sua scelta. Un lato di me sprizzava di gioia, l’altro lato invece voleva prenderla per le spalle e urlare "fuggi"!!!
L’anno scorso in una situazione simile l’avrei invidiata e sarei stata triste per il fatto di non trovarmi anch’io nella stessa situazione invece ora, quando è stato il momento di tornare a casa, mi sono infilata in macchina e ho raggiunto i miei amici al mame. Sono andata in discoteca, sono andata a ballare, mi sono bevuta due birre e ho consumato i piedi sulla pista non desiderando nient’altro che quello. Sono tornata a casa da sola, nel mio appartamento vuoto, sul mio letto vuoto e questa visione, fino a pochi mesi fa per me quasi deprimente, ieri è stata un sollievo. Ho dormito a stella mar(t)ina in un matrimoniale che per quasi un anno ho occupato solo dalla mia parte ed ero completamente felice. Ora, quello che spero, è di non cadere nel circolo vizioso opposto al precedente. Insomma, volevo solo una famiglia ed un compagno, mi sembravano la massima aspirazione mentre ora il solo pensiero mi fa ansia. Monito per il futuro è quello di non ritrovarmi colpita dalla sindrome di Peter Pan perché sono certa che fra cinque o sei anni potrei iniziare a pentirmene amaramente.
Mi sento di aggiungere una sola cosa. Se c’è un’idea che ho fatto mia è che non bisogna mai annullarsi per nessuno, nemmeno per i figli, altrimenti la famiglia diventa una tomba e non la realizzazione massima della vita di un individuo.

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