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1) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
2) La Musica. Viaggiare con la mente sulle note di una canzone, sentirsi parte di un' idillio di melodie, cullati dalle onde o a cavallo di un fulmine. La Musica, che è emozione allo stato puro, è il sesto senso che si risveglia, è il sogno che prende forma...
3) la barretta di cioccolato lindt con nocciole intere
4) ...aprire gli occhi e ritrovarsi a suonare sopra un palco davanti a 10.000 persone...



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SONDAGGIO: KAISER CHIEFS VS FRANZ FERDINAND


Quale tra queste due band preferite?

Kaiser Chiefs perchè sono fighi
Franz Ferdinand perchè sono fighi
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre gli Oasis e ascolto solo loro
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre Checco e la B.BAnd e ascolto solo loro alle sagre
Rock’’n’’roll merda... dovevi fare un sondaggio MondoMarcio VS FabriFibra

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Sunday, August 16, 2009 - ore 01:07



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questi lunedì fatti per dormire fino a tardi... tutto sommato la crisi ha i suoi lati positivi.
Il voto al referendum? Ma anche no.
Mi piace fare pesi sollevando e travasando nei fiaschi un paio di taniche di pinot grigio.
Ci sono album e foto degli sposi da ritirare, un salto dal commercialista, che fatica le cartolerie, allora ci si ferma al Brentelle. Ehm... quindi???
In quale sera potrò? Non lo so, non rispondo.
Addio, John Carter III, addio pronto soccorso universitario di Chicago... come farò, ora?

Dato che lavoro ce n’è poco, è normale che la confusione cresca ogni giorno di più.
Che dire ai fornitori che si trovano con i pagamenti bloccati senza un valido pretesto?
Caro signor Ruggero, io non sono un esperto di vestiti eleganti, potrò almeno chiedere se esistono le braghe senza piega? E un completo in stile un po’ vintage, neanche? Non dimenticarti che tuo padre ha cominciato con un banco al mercato. Restano i dubbi sui colori di camicia e cravatta.
L’invio della canzone con il testo è stata apprezzata nelle Marche. Non mi sarebbe dispiaciuto avere un parere, una risposta, un riscontro anche dagli amici padovani...
Fuochi a Rubano o fuochi a Campodoro?
Scelta poco patriottica. Che poi, patriota si scrive con una “t” e patriottico con due “t”?
Gli amici in servitù, me ne fuggo in sella allo scooter, direzione festa della Trebbiatura. Viva le presentazioni, ci siamo visti anche la domenica precedente e non so da quanti anni ormai succede che mi chiedi se voglio la fetta d’arancia nella Hoegardeen...
Non ho capito bene perché mi è sembrato di essere un platano impiantato con tanto di radici secolari...
Ma le sequoie hanno le radici sequolari?
Mancava solo arrivasse un cane a pisciarmi addosso. Me ne vado, con tanti dubbi e i nuvoloni in testa, se qualcosa s’è incrinato non sarà stata colpa mia.
I messaggi di scusa nel cuore della notte lasciano il tempo che trovano, i problemi ce li hanno tutti, lo stile ce l’hanno in pochi.
L’estate, nonostante vada e venga, è rappresentata anche dai concerti in quel di Ferrara. Cominciamo bene con mezzora di ritardo causa bestie con un piede nella fossa. Sosta a Terme Euganee, il parcheggio non si paga dopo le 20. Pizze nocine e piadine buonissime con scamorza e zia ferrarese (che fosse salame di donna romagnola?), il gelato una consuetudine, anche i gusti, ahimè. Abbasso l’amarena.
Esuli patavini, non sono pochi che hanno percorso l’A14 per l’occasione. Per Morrissey a Rimini? Fatta maron. Sarà una settimana impegnativa, quella tra il 13 e il 20 luglio...
Il cielo ha nuvole strane. In mezzo alla calca, se sei basso, non vedi un tubo.
I Klimt 1918, anglofoni di Roma, promossi, con la scusa dell’impianto.
Una voce urlante continua a chiamare un tale “Tom”... che arriva sul palco assieme agli altri Editors.
Bravi, bravissimi. Ma me la son segnata che non hanno eseguito la mia canzone preferita...
Scaletta corta per la pioggia??? Quale pioggia? Giuliacci non è un roadie.
Il ritorno per strada Battaglia, una paletta mi fa accostare. Non si può dire “ciao” ad un carabiniere!
Sherwood, dal retro si risparmia anche l’euro. Angelito dov’è? Un succo alla pera medio?
I panini sono più belli che buoni.
Ultime foto da cercare, la mia settimana finisce ancora con il giovedì. L’ex capo ci bidona al probabile ultimo aperitivo dei soliti quattro.
Continua la collezione d’umiliazioni per i colorati: anche sotto la pioggia, il risultato non cambia.
Mi stupisco ancora se l’ennesima serata va in malora, io sono intollerante solo a questo pressappochismo, non all’anguria.
Il contentino, stile bambino viziato, non è servito proprio a nulla.
Rivoglio le vecchie cameriere, non una tatuata zoticona.
Qualcuno arriva, pare che sia morto Michael Jackson...
La pioggia, una bustina di zucchero, una monetina portafortuna, i palmi scarabocchiati, bei regali, ciò!
Mi sveglio, è vero, il re del pop non c’è più.
Non pensavo potesse andarsene, l’alone di mistero che lo circondava, mi dava la sensazione che fosse ormai un’entità.
E poi... cinquant’anni... come si fa a dare un’età al moonwalker?
Sarà stato anche un uomo poco raccomandabile, forse pervertito, eccentrico, decolorato... ma è stato un genio pure lui...
Un invito a pranzo di venerdì è sempre gradito, soprattutto se questo mi permette di scappare dai fusilli con il tonno che vengono serviti, puntualmente con cadenza settimanale, a casa mia.
Che risate nel leggere le email demotivate e quasi supplichevoli dei consueti avversari.
I mussi di lissaro ci sono anche a Dublino? A giudicare dalle cartoline irlandesi... pare proprio di sì.
Non hanno iniziato proprio benissimo la Master League, i calciatori del “Manchester White”.
Il giro dell’isolato, sul sellino posteriore della Lambretta, non si nega a nessuno, seppur “colpevole” di “epurazioni fotografiche” nei pc altrui...
Le corse per stampare l’ultima manciata di foto, non c’è più il biadesivo di una volta, la catena di montaggio viaggia spedita, aprire la Moretti usando l’accendino è una questione di principio e di orgoglio personale.
No, il vestito non è uguale al mio... paura eh?
Dico io, ma se un’agenzia di viaggi non tiene aperto al sabato pomeriggio... come fa a far soldi?
Ecco, sapevo che non c’era più uno dei buoni motivi per andare al Ventinove per lo spritz.
Gente poco raccomandabile nei pressi dei giardini dell’Arena? Ma nooo!
Supernova+Daylight in favore dell’Abruzzo... mi fa strano sentire un concerto degli Oasis “di casa nostra” seduto come al cinema. Quanta gente però, troppe “persone serie” oltre ai soliti compagni d’avventure gallagheriane.
Un Liam che inneggia al Padova e che indossa la maglia biancoscudata del centenario... beh, lo abbiamo solo noi.
“Alla trombetta... “ e qualcuna grida il mio nome e cognome... che sputtanamento micidiale!!
Quattro gocce di pioggia non hanno mai fatto male a nessuno... eppure la speaker, che era stata alla sagra del porro per sua stessa ammissione, interrompe la serata.
Super piadina da “Bepi”, gli slavi parlano in italiano meglio del fido e ambiguo aiutante...
Simpatia tatuata al bancone, Cheryl mi dicono essere stata grandiosa. Una mi dice che ho la faccia di uno che ha dormito un sacco, un’altra che ho la faccia da ubriaco... mettetevi d’accordo, please.
Banalmente, ho un nuovo migliore amico, uno che ha sempre cercato di evitarmi fino a pochi giorni prima, arresosi ora alla sua (meritata) solitudine...
Che non ci allarghiamo troppo, ora...
Il ballo di San Vito??? Ah ah ah
Che poi, dov’è San Vito??? Ah ah ah
Valentino, cento vittorie. E con che stile.
Che bello girare per strada, in un domenicale pomeriggio assolato, con un carretto di legno attaccato sotto la sella della bicicletta.
Riposarsi su tale carretto diciamo aiuta a vedere il mondo da una prospettiva completamente... ribaltata...
Tutti al lavoro, tutti i “soliti”. E che lavoro. Che bellezza. Non il cane spelacchiato di casa, ma il cane guro.
Inviti non colti, come al solito, tutti in sagra a Bosco. Ma volete che venga a piovere, che sono anche su due ruote?
A dirotto.
Che difficile stare al tavolo con gli sposi e non farsi scappare nulla... se non le due dita in segno di vittoria e la lingua penzoloni.
La fauna di boscolandia è roba da boscaioli?
Tipo uno dei miei ex compagni delle medie, classico prototipo di tamarro di periferia, assieme ad una delle ragazze più belle su cui abbia mai posato gli occhi, almeno nei dintorni di Rubano. Proprio quella che avevo visto in sagra nella mia parrocchia nove giorni prima.
Sto pensando seriamente di portare avanti, in tutte le sagre limitrofe, una relazione clandestina fatta di sguardi e cortesie al bancone dei caffè...
Nonostante il tempo, l’anguria gentilmente offerta dal “cocomero manager” è piaciuta.
Da quanto non si lavorava una settimana intera? Non lo ricordo. Quaranta ore piene sembrano un fuoco fatuo.
E chi è che ha sfera magica per buttar giù un plausibile budget d’acquisto per il 2010?
Gli amoli raccolti a Limena fanno furori nel nostro ufficio. Amolo... che in italiano si chiamerebbe mirabolano.
Un giro in sagra di lunedì, è richiesta la mia compagnia dal socio anguriaro. Non è cattiveria, tanto è vero che sono pure partito in sella allo scooter e tornato indietro, non avevo molta voglia di lavarmi per la seconda sera di fila.
Riunioni estenuanti a parlare d’aria fritta, il pensiero del giorno è rivolto ai colleghi che con la fine di Giugno sono entrati inesorabilmente in mobilità.
Paolino mi mancherà, per i fuori programma viticoli durante le trasferte, per la sua conoscenza dell’acciaio, per la sua astuzia e scaltrezza, per la sua volgarità molto genuina e molto veneta... Tra caccia ai cinghiali e campagna credo avrà il suo bel da fare anche in pensione.
Chissà c’inviti una sera a cena, a degustare buon vino e cacciagione, anche se la richiesta della mia collega zitella, che preferirebbe mangiare gli uccelli, ha scatenato solo risate e poche promesse da mantenere...
Tutti a ritirare il vestito, il colore della cravatta, ho capito, verrà deciso in base all’umore al risveglio.
Isterismo consanguineo, mai vista tanta superbia e irriconoscenza in una sola persona.
Stavolta niente acqua sulla strada della nota sagra. Che collaboratori spendaccioni e un po’ “intortati”, che abbiamo.
Le patatine fritte sono sempre irresistibili, le chiacchiere del noto Gionny sono sempre estenuanti.
Una visione mora alla rotonda, incrocio di sguardi, incrocio di strade, poi via ognuno per la sua, prima di capottarmi su per lo spartitraffico.
Francesi, che email del cavolo... già non si spiegano a voce, figurarsi per iscritto.
Tappa in agenzia di viaggi, stavolta sono aperti. Pare brutto, come regalo di nozze, una ricevuta fiscale?
“Che condizionatore di merda che spande acqua sul marciapiede...” Anche il titolare del negozio è d’accordo, pur squadrandoci con sopracciglio rabbioso...
Gli spritz al fresco sono meglio degli spritz al caldo. Ora so il nome e la via. Propongo un piano ma vengo stroncato subito.
Una camicia bellissima, a righe (reggimental?), mi spiace solo aver cannato la taglia, ma posso sempre riciclarla come camicia da notte.
Ultimo incontro prima del fatidico sabato? Le classiche presenze da ultimo minuto, servono a poco se poi quelli che lavorano sono sempre gli stessi. Il dolce della padrona di casa è sempre spettacolare, anche i fuochi di Bosco visti in lontananza.
All’una passata, visto che siamo rimasti in tre e storditi, ci si può anche fermare.
Ora gli ultimi dettagli.
La cassa integrazione “orizzontale” e il contratto di solidarietà? Mi puzza di fregatura. Ma il premio di produzione 2008... c’è o non c’è?
Nuova sfida bianchi contro colorati. Ormai gli avversari sono rinunciatari del tutto: li giustifico così, per non dire sempre che sono scarsi.
Salta l’ultimo brindisi con lo sposo calcettista, cena con i “vecchi della logistica”, neanche dirlo che sono io il più giovane.
Niente aria condizionata, i gamberetti in salsa rosa con melone e pesca non sono poi così male, il resto ottimo ma credevo rimanessimo più leggerini visto il caldo...
I nuovi soprannomi dei colleghi superstiti non li sapevo mica, così ho scoperto “il genio del nulla” ed il “nido delle aquile”, cerchia ristretta di menti... eccelse...
Troppo tardi per i celestini ascani.
Spero che l’inglesino spedisca presto il biglietto... il tempo stringe peggio del limone.
Mi spiace saltare il compleanno del ragazzo padre della fisica e della chimica, ma ho il matrimonio bis, sponda italiana stavolta.
Lavaggio Li 125, operazione delicata e soddisfacente, i destinatari di tante attenzioni mi chiamano attraverso l’orto del vicino comune, vedo tante fiocche, il nervosismo è bene nascosto.
La luce al civico 16 si accende ad intermittenza, il compressore non fa casino... no no... palloncini ripieni di acqua, farina, semi di papavero e ceci.
Da non credere che, nel palinsesto di canale 5, la sera prima dell’evento nato come conseguenza decennale di un appuntamento al cinema, abbia trovato spazio proprio Notting Hill...
La pioggia non permette le scritte sull’asfalto? Vai di striscioni sul cellophane. Il nastro di carta è stata una pessima idea. I cani di Bosco fanno un casino della madonna, l’invito in rotonda, a non tirar pacco alla partita di paletto, è da lacrimuccia nostalgica...
Niente, neanche stasera è destino che risponda ad un invito tanto apprezzato...
Buonanotte, che siamo sfiniti.
Tutti tranne lo sposo che ci chiama per un aperitivo prima di pranzo nel giorno fatidico. Che caldo. Non è colpa del prosecco.
Nel cantiere cabinato, ultimi allestimenti sul carretto cangurato, le bandiere, i barattoli e immondizie varie, la targa.

Trasferimento biciclico nei pressi della chiesa, ora siamo pronti per davvero.
Lilla o grigio chiaro? La luna preferisce il secondo colore.
Lambretta splendente e piena di ciocche bianche, occhiale anni 80 che sarà un distintivo, andiamo a prendere lo sposo.

Domenica, si ronfa alla grande, mia madre afferma di aver sentito i cacciatori, in verità era il neo sposino che scoppiava i palloncini ripieni in giardino...
Le foto sono tutte per voi, contento di avervi commosso.
Caro ex collega Gian, vedi che ogni tanto mi trovi per strada?
Abbiamo le prove fotografiche della faida del bouquet.
L’anguria fanina, molto buona, soprattutto se accompagnata dalla sambuca. I semi è meglio mangiarli o tenerli sulla salvietta, sputarli in giro, perché la mira non è abbastanza buona per centrare il vaso rubato la sera prima con funzione di sputacchiera, fa un po’ schifetto...
Non ho capito bene il tiro per quel cavolo di biglietto a Rimini... non si poteva prendere anche il mio, dopo tutte le volte che sono andato io?
Che sia in via Facciolati il bar Facciolati? Un aperitivo di compleanno senza auguri, siamo in anticipo di un giorno. Tanta gente, tanti marajoni, tante betoneghe, amiche vampire e un po’ pedofile, cugini figli di papà di super animatori rubanesi, non avevo mai visto riciclare in tempo reale i regali di compleanno, un po’ di cattivo gusto la faccenda.
Andate tutti a casa? Mi lasciate al chiosco? Una tavolata di ben otto donne. Aiuto! Mi tocca cantare la canzone.
Grazie della sambuca, la cicca la intingerò la prossima volta sempre che dentro al bicchiere non ci siano ghiaccio e mosche a profusione.
Giro turistico Treponti, Bresseo, Saccolongo, grazie mille compaesana!
Che bello alzarsi il lunedì ad un orario più indecente rispetto il giorno prima.
Assicurazione scaduta, per fortuna due ruote costano meno di quattro.
Le prese australiane, che strane, nemmeno l’adattatore universale vuol saperne delle spine dell’Oceania.
Fate buon viaggio, voglio la cartolina, sempre che ricordiate il mio indirizzo.
Troppa erba da tagliare, troppo umido il terreno, troppo sconnessa la riva.
C’è lo meritiamo uno spritz? Anca massa, anca massa.
Ora sì, passato l’organizzazione di tutto l’ambaradan, vedo un viso più sorridente e rilassato.
Neanche male avere un capo con i sensi di colpa.
“Life on Mars”, promosso!! Quando mai si era visto un telefilm ambientato a Manchester nel 1973?
Cinque giorni da lavorare in due settimane, appuntamenti che basterebbero per un mese.
Che martedì surreale, prima i funerali dei martiri viareggini, poi quelli spettacolari di Michael Jackson...
Neanche questo lavoro andava bene? Che sorella disadattata che ho.
Grazie per il biglietto del Moz... ma non potevi farmi la cortesia qualche giorno prima?
Gente che avanza schei e birre al posto delle commissioni della carta di credito.
Un giro a Sherwood, tra bancarelle e birre sempre a prezzo poco onesto. Le retate indubbiamente sono state ordinate ad hoc per il periodo del G8. Che fine abbia fatto il nostro amico?
Buone le noccioline, contate a causa di colleghe golose, il “pareo” va bene per lui, la “parea” per lei? Ehhh, niente feste hawaiane. Niente posti dove festeggiare degnamente. Che stiano bene i cani da pastore?
Gli abiti taglia “F”: da figa? Io io, faccio il da camerino!!
“Tu sappi!” Con la zappa in mano e il cappello di paglia in testa, farò anche questo.
Il sonno è tremendo nelle riunioni. Soprattutto in quelle inutili.
Chi mi chiama in ufficio ad ore così balorde??? Una super mamma!! Un invito per uno spritz al centro commerciale con i pochi amici del lavoro. Pur sapendo tutto, ci sono rimasto male nel sapere che la che mio l’ha costretta ad una parrucca. Ma che spirito forte...
Ritardi, come al solito, purtroppo, quando il rispetto è sempre troppo poco. Tutti in auto ascoltano “the king of pop”? Ho capito che è tornato, purtroppo per lui, alla ribalta...
Il nostro (più vostro...) amico “big potato”, in camicia è una novità, quell’altro con il giubbino in pelle sempre addosso anche no, scene già viste che non funzionano più.
Mancava la bancarella dei libri. Mi mancava un romanzo sconosciuto di una giapponese sconosciuta.
E noi niente festa nell’appartamento vicino al Duomo?
Ma possibile che devo pensarci io a fare un regalo che mi potevo evitare? Che fantasia sarebbe copiarmi il regalo fatto appena due mesetti fa? Fantasia non sarebbe se fantasia non esistesse proprio in talune menti.
Calcetto, l’ultimo del giovedì, risultato imbarazzante a favore dei bianchi. Un tavolo e un club dal buon sir Claudio non me lo leva nessuno. Anzi, raddoppio e tiro tardi, compaesanamente parlando.
Venerdì zenzen, birre umidicce in Olanda, mi spiace non cogliere inviti di chi mi aspetta al Banale, ma era una serata decisamente... fresca?
Bel pacco ragazzo mio, il tuo cinema è diventato una professorina?
Il Festival estivo padovano, auguri alla bionda, la crepes dolce e magliette per sposi... non è molto facile farsi cagare seriamente dall’omino fumato e bevuto.
Shopping un po’ a vuoto, vale solo una maglia e il bigliettino d’auguri. Ragazzo mio (mi piace “ragazzo mio”), a parte che non so cosa aspettavi ancora, ma non puoi essere così impedito con quel sito e la carta di credito...
Elegante ma non troppo, la cravatta stavolta resta a casa, il biglietto, in rima, prende forma tra una buca e l’altra della Piovese.
Entriamo quando gli sposi, ma dalla porta di servizio, come i ladri...
Il santuario del Cristo di Arzerello, la leggenda è nota. Una messa semplice, due preti ex missionari dalle voci segnate da decenni passati in sudamerica, il maestro Miazzi a capo del vetusto coro, qualche inglese visibile da un miglio di distanza... Che belli, il Ciaci e la Vic! Ben ritrovati a tutti, a quelli che erano a Londra in Aprile, a quelli che sono rimasti qui.
La villa a Bovolenta, mi riporta ad una delle più clamorose feste di laurea che io ricordi.
I quattro gondolieri, musici fantastici, si districano con sapienti arrangiamenti tra “Yesterday” e “Me compare Giacometo”.

Il salame lungo un metro!!! Finalmente il taglio ufficiale... pensare che quel maiale insaccato è venuto in Inghilterra pure lui, per niente, mancando il tempo, alla combriccola veneta, della classica merenda. La mia comare preferita che a momenti è parente del mio “compare”, le zie, i nonni, gli amici, le mie “amiche” tardone, non manca proprio nessuno. Si festeggia anche il compleanno di papà Enrico, numero uno in quanto a festoni.
Il gioco dei “culi”? Che imbarazzo stare in piedi sopra alla sedia a farsi palpare il posteriore dalla sposa... che a colpo sicuro individua le chiappe magre del suo compagno.
Danze, bottiglie, il dolce, tra una chiacchiera e l’altra conosco la “mia” fantomatica zia trasferitasi nel Kent ormai più di un decennio fa. Incredibile scoprire che prima di andare a sposarsi un milionario a servizio di sua maestà, ha lavorato alle vendite della ditta dove sono io adesso...
Le t-shirt per gli sposi hanno fatto colpo.

Dopo tre settimane in giro in moto per i paesi slavi, si tornerà a casa in aereo. La due ruote? Verrà guidata dal fratello che a sua volta rimpatrierà in aereo...
See you soon.
Gita a Venezia? In bus da Mestre, il biglietto è un dettaglio.
Il Taggia è la guida semiseria ideale per un tour semiserio e curioso della città lagunare, dedicato ai coinquilini dell’appartamento “storico”, agli architetti rubanesi e simpatizzanti, alle dottoresse, ai laureandi.
Un casino dal palco allestito in piazza San Marco.
La telefonata davanti a palazzo Ducale, il concerto del Moz è stato annullato. Bestemmie varie ed eventuali.
Giorgio Baffo, un pervertito da osteria, ci fa sorridere con la sua schiettezza sessuale.
La storia di Venezia, della sua goliardia, delle sue trovate geniali, dei suoi personaggi mezzi eroi e mezzi briganti, è veramente uno spettacolo.

Pausa spritz e polpetta, prima delle ultime tappe.
La pizzeria è “vagamente” schierata a sinistra, la tavolata è lunga. Che valzer di sedie. Fronte e lato destro, c’è da perdersi via.
Il gran maestro Taggia ci consegna il diploma.
Chi porta a casa i ... “turchi”???
Niente Moz, il nuovo dei Transformers... bello, bellissimo... ma fumettone. E poi non ho mai trovato una meccanica così gnocca che mi aggiusti il motorino.
L’acustico dei Fujiko non è un palliativo efficace come la crepe salata.
C’è gente che (non) ride di notte dopo aver ascoltato la barzelletta di Gesù in croce e del castoro... ma come si fa???
Si torna a lavorare. Ogni tanto.
Vertigini, il ragno nero è con noi, miss stadio ci è contro, purtroppo si pareggia.
Non eravamo d’accordo per uscire proprio questa sera, anniversario della presa della Pastiglia? No, un Mc Chicken dal McMerda, con la Mc prof, è ben più importante?
La valigia è pronta con due giorni d’anticipo.
Per cosa sarà ricordato il 15 luglio 2009? Per l’uscita del nuovo film di Harry Potter.
Grazie, di cuore, dall’Australia al vicinato, grazie meritato a chi si è ricordato. E fanculo al “club”, io avrei voluto morire a 27 anni, come Jimi, come Jim, come Janis, e stop.
Certo che ci speravo in qualche manifestazione d’affetto un po’ più tangibile di un sms striminzito...
Cara impiegata comunale, avrei una certa premura per il rinnovo della carta d’identità...
Non ho l’immunità oggi? No, baruffe e rospi, più che un’industria metalmeccanico sembra uno stagno pieno di melma.
Cappello di paglia, verrai con me in Spagna.
Un cin ed un gin serale, nel centro affollato, un saluto ai partenti, Marche, Valencia, Madrid.
L’aereo ci aspetta ad Orio al Serio.
Il Festival Internazionale de Benicassim, il FIB 2009, 5 giorni e 4 notti.
Salve, sono ritornato in patria. Un po’ bruciacchiato ma sempre io, Fiona. Con un vecchio t68 eriksson invalido dopo la trasferta iberica.
Salve, colleghi, cosa avete fatto senza di me? Schifo? Al solito.
Nuovo appuntamento calcistico di martedì, qualche compagno di squadra m’innervosisce, ma la classe non è acqua.
Una blues birra in compagnia, siamo quasi tutti abbronzantissimi.
Cari giovani innamorati, non mi pare un gran posto per il sesso orale, il parcheggio davanti la chiesa di Rubano.
Ma chi deve girare e confermare a chi, il discorso della sagra della salama? Soliti casini.
Mi ero dimenticato di avere il microfono rotto del vetusto cellulare, menomazione indelebile di un pomeriggio ispanico. Chiamatemi pure, farmi sentire sarà un’impresa se il microfono è partito.
Anche se, come suggerisce qualcuno, potrei auricolarmi...
Od iniziare ad usare quel V3, diventato vecchio a forza di passare i suoi anni migliori dentro la scatoletta rossa della Vodafone.
Ma guarda un po’, il buon Piva, tornato da Barcellona apposta per vedersi il concerto del Boss... aveva già comprato il biglietto!
Il tentato furto di sedie dai tavolini in piazza è stato sventato, la mia proverbiale memoria perde colpi, grossi, il rosso bevuto a cena quasi mi ha tagliato le gambe ed evidentemente qualche ricordo nitido.
Non posso prendermi il pomeriggio. Ma un paio d’ore anche sì, l’importante è uscire dall’ufficio senza farsi vedere dal capo.
Le mille e più raccomandazioni della signora Marisa, vorrei dirle che ormai non siamo bambini, solo che non riesco a pronunciare bene le età anagrafiche...
Vai di passante, gran rustico e birretta, la destinazione è lo stadio Friuli.
Coda al casello, al semaforo, i parcheggi strapieni. L’auto la nascondo bene tra vari rimorchi in un incastro improponibile.
Saliamo in gradinata, prendiamo posto, ammiriamo il bell’impianto. Caro Boss, siamo prontissimi!
Lo facevo più puntuale... intanto arrivano i ritardatari e mi ringrazio per l’autonomia automobilistica.
Grazie all’altezza favorevole, scorgiamo una colonna di macchine e lampeggianti che arriva dietro il palco, iniziano i boati, neanche un minuto e Bruce Springsteen con la E Street Band è sul palco.
“Mandi, Udin!!” E’ già amore.

Canzoni ne so poche, non importa, mi sento comunque trascinato in un vortice musicale senza precedenti.
Il Boss che scende tra la gente, il Boss che sceglie le canzoni suggerite dai fan, il Boss che fa cantare una strofa ad un bambino, il Boss che si fa lavare il capo con la grappa... Il Boss è evidentemente Dio.
“Born in the USA”, cantata da 35.000 persone, è stato un inno memorabile.
Quasi tre ore, con le mani viola e la voce ormai persa. Meraviglioso.
La t-shirt è d’obbligo, che mi sia regalata no ma ho apprezzato tantissimo. Per lo sconto lascia fare a me, che è il mio lavoro. Che bei, in divisa!!
Colonna immane, quella stradina sulla destra una scorciatoia magica. Un po’ a rilento si arriva in autogrill, tra un centinaio di reduci dallo stadio.
Punto la sveglia, quattro ore previste di sonno. Diventano sei causa spegnimento nel dormiveglia, chi poteva intervenire a casa era evidentemente convinto che fosse il classico venerdì di cassa integrazione.
Eh no, fatalità.
Non son mica più abituato a lavorare (sclerale?) una settimana intera.
Barba e doccia, il sonno è feroce, lo spritz aiuta davvero poco a mantenersi vigili.
Curtarock, e sia. I Punk cappelloni mexicani suonano molto da già sentito. Gli altri arrivano a rate, gli Illuminati stupiscono con i loro testi molto religiosi, la politica e Berlusca tengono banco, il piatto tiene la porchetta, il vinile della PFM me lo tengo stretto stretto. Che bello il Piva, che bello scoprire che la sera prima si era tutti a Udine.
Far finta di non conoscere... a qualcuno vien bene... d’altronde, con dei ceffi del genere per amici... è comprensibile.
Grande super Checco Merdez.
Piazzola bloccata, la piazza è trasformata in attesa dei Pooh.
Odio aspettare. Soprattutto se chi arriva in clamoroso ritardo vorrebbe anche 5 minuti per un aperitivo.
Sì sì, anche a me piace De Gregori, eccome. Soprattutto la canzone “la locomotiva”, come no. Anche a Guccini piace molto.
Salama a Buonacompra, hanno un fascino particolare le sagre nel ferrarese. Siamo solo in ottanta persone...
“Io sto con il porco” compare sulla t-shirt di molti.
Il maestro ci conduce tra le cucine come fossimo in gita scolastica. Che bontà. Che gusto.

Peccato per le foto cancellate e quella sensazione di “pentimento” percepita per tutta la serata. Scusate se ci siamo anche noi. Se ci sono anch’io. Che ho voluto condividere.
Peccato non abbiate visto la consegna della “banana” ripiena. Già. Peccato davvero.
Peccato non aver guardato con un minimo di attenzione vicino all’enorme pista da ballo 5x5.
Peccato andar via senza salutare, potrebbe essere malauguratamente interpretato come segno di maleducazione.
Ciao eh!
Salutare... scherziamo? I t9 moderni ormai non hanno più in memoria termini tipo “ciao”, “buongiorno”, “salve”...
Se sei in comodo, noi vorremmo anche andare a casa.
Lascia stare, per le sigle ti stronco quando vuoi.
Ultima birra, neanche l’onto potrebbe più venderla dopo le 2 di notte...
Grazie, davvero, per il regalo, apprezzato veramente. In fondo che differenza c’è tra una Vespa ed una Lambretta?
Quella strana sensazione di rabbia e delusione, una via di mezzo tra la voglia di piangere e la necessità di bestemmiare.
Ci mancava solo una domenica. Massa distrutto. Rossi sgagnato. Io annoiato.
Spagnoli, ancora. Un’epidemia. Ma finirà prima o poi questa “influenza”?
Solo il nostro amico più scaltro e attivo poteva essere esponente del “turbodinamismo”...
Fate con comodo, noi siamo già seduti da mezzora, perdersi per Abano è una scusa da turista tedesco.
La mega pizza contrasta con il nome del paesino “tre(s)mignon”.
Ecco, se avete di queste uscite... mi imbarazzo. Grazie del libro. Mi tocca recitare le più sconce tra le poesie di quel puttaniere che fu Giorgio Baffo.
Uno sguardo, un orecchio a questi “Il Teatro degli Orrori” per l’ultima sera del festival nostrano. Rendono onore al loro nome.
Grazie architetto per il cinema “aggratis”, I love “I love Radio Rock”. Radio Birikina trasmette da un gommone sulla “Storta”? O da una zattera in cava a Bosco?
Cenaconcerto, Berlino o Berlisì? Niente Gallagher al cinema insomma.
Chi è che interrompe le mie performances musicali facendomi gesti dalla strada?
Racconti di Australia, di canguri morti lungo le strade, davanti ad una fetta di anguria ed una birra fresca.
Ci guadagno una delle sveglie nascoste in camera nella prima notte di nozze. Che non fa casino. Dopo che ho tolto la pila.
Una pizza tra colleghi, pochi colleghi a dire il vero, il posto sempre quello a Monteortone perché il proprietario è il compare di questo, amico di quell’altro... Un po’ smorta come serata, tra le chiacchiere del ridicolo “supposta” e i racconti incredibili sulla produzione del caffè servito.
Chiosco? Niente Banale? Al solito, qui si cambiano sempre le carte in tavola.
Amici che vanno, altri che arrivano. L’imperatore mestrinese mi si attacca come una cozza allo scoglio, una birra, alcuni suoi momenti di blackout... poteva andare peggio. La spiaggia con il Minotauro? Dove? Ai bagni “Minosse”? Andiamo in pulmino a Milano, il 30 agosto?
L’ex capo ormai è diventato un gran pacconaro.
In quattro per una griglia “pa far bronse” domenica?? Che gli scansafatiche guardino pure dall’altro lato della strada...
Anche la vecchia sorda... non è che mi freghi tanto di vedere il cavallo... tira fora ‘sto casseotto!!! Un signor casseotto di 2 metri e mezzo, con le ruote, con la doppia alimentazione bronse e gas: un barbecue da sagra!!
Corri a casa a prendere la borsa per l’ultimo appuntamento stagionale al campo. Non ho capito perché abbiamo ceduto un bianco titolare per un mona patentato... aggiungiamo la “nera” del cervo... arriva la sconfitta.
Il sahara al posto della gola.
Tutti dall’Ofelia!!! Neanche se ci mettevamo d’accordo. Checco dice che verrà a tempestare per colpa della nostra visita dopo troppo tempo. Un litro di birra mi pare il minimo per festeggiare.
Per sabato salto volentieri, a meno che non si abbandoni il parco acquatico per Movieland.
Tutti agitati prima delle ferie? Ma il pensiero di godersi tre settimane di (meritato?) riposo non dovrebbe far nascere sorrisi ed agevolare discussioni civili? No.
Maledette penali sulle consegne delle ferrovie, maledetto e malandato acciaio spagnolo ( e daghea!).
Peccato per un altro sms caduto nel vuoto. Per fortuna che il venerdì doveva essere ok...
Spritz, amici, lambrette scarenate, un’occhiata a Il Mattino, ultras rapinatori arrestati. Tra cui il socio di Vinnie.
Se puzza il formaggio puzzone...
Simpatia di camerieri e bijoux di straniere vestite senza un minimo di criterio.
Al mare io non vengo. Andateci voi. Inutile mi facciate processi. Soprattutto se neanche voi alla fine siete andati per cause “ignote”. Pentiti? Ehh, cassi vostri.
E Omar e Francesco tornano assieme sul palco dopo 12 anni. Un po’ imbarazzati anche.



Io non so dov’ero quel giorno. O meglio lo so. E avrei dovuto essere a Brescia.
Povera nonna Zandegù.
Ed inevitabilmente, non è servito defilarsi dalla porta della chiesa per non farsi vedere dalle sue care nipoti.
La missione pomeridiana è riempire una tanica da dieci, il cabernet sauvignon fa al caso nostro.
Tutti quelli che non sono a Sottomarina o in colonna sull’A4, sono evidentemente a Le Brentelle.
Belli gli inviti a cena. Soprattutto a Galta di Vigonovo. Nonostante si sbagli strada perché le indicazioni, fornite da una donna, non sono molto precise. Nonostante qualcuno, a caso, come sempre, non arrivi puntuale al ritrovo e si svegli solo dopo la mia chiamata minatoria.
Al terzo passaggio davanti al bar in rotonda, i vecchiotti seduti a prendere il fresco con un’ombra in mano iniziano a salutarci e a preoccuparsi del nostro girovagare.
Un’altra casa che ha la stessa tinta della mia? Una rarità.
Buona la pizza Fernanda! Copiona.
L’anguria in formato ghiacciolo è una novità.
Non so, sto come rivalutando le crociere.
Avevo capito sì, che al Venice Airport Festival non ci sarei andato.
Allora fa ridere ancora la barzelletta del castoro...
Domenica di sole cocente, è prevista una super grigliata.
I vicini mi accompagnano in passeggiata, i fochisti belli sudati sono già all’opera, le donne fanno i solchi tra la cucina e i tavoli sotto i gazebo. Ho scoperto come si fa il sorbetto.
Wow, quanta gente.
Il caldo, il sole, il clima di festa, chiamano gavettoni. Forse è il caso che qualcuno vada a casa a cambiarsi... per scoprire quei venti centimetri quadrati di pelle in più...
Gli affettati, le insalatone, la carne grigliata, il rosso e la birra, l’erba fresca, poi la partita a calcetto sei contro sei in trentasei metri quadrati è quasi una selezione naturale. Che bene.
Tappa a casa, stampante e doccia, il ritorno sul luogo del delitto per finire l’opera, facendosi riguardo, ma anche no, verso i ritardatari (che tanto avevano anche già cenato a casa...).
Troppi juventini, troppi.
Perché non ho cominciato le ferie di lunedì come tutti gli altri? Perché c’erano due riunioni “fondamentali” fissate nei primi due giorni della settimana. Talmente fondamentali e indispensabili che sono state annullate: “faremo al ritorno delle ferie...”. Grazie, grazie al... capo.
Perché mio padre deve uscire di casa prima delle 8 se tanto è in pensione? Che poi mi tocca corrergli dietro per portargli le carte.
Mi consolano il traffico per la strada pressoché inesistente e il clima più mite in azienda, che ha favorito la proliferazione di stormi di feroci zanzare nate in cattività.
Il cielo è scuro, scappo a casa che sennò mi lavo. Puntualmente annegato, ho intenzione di montare un periscopio sulla Li 125...
Mia madre mi si siede di fronte durante la mia colazione ad occhi chiusi e pesti.
Ma te pare che messo cusì, sia in grado di sparare dei numeri significativi per il Superenalotto???
Una fuga alle poste durante la pausa pranzo, che sia Rubano o che sia Caselle, il risultato, ahimè, non cambia.
E il capo è in fila subito dietro di me.
Speravo mi offrisse il pranzo in bar, visto l’ora che abbiamo fatto...
Il fuori sede è inserito. Ne riparliamo tra una ventina di giorni.
Millemiliardi di foto australiane, una fetta d’anguria ed un sorso, anche due, di birra artigianale.
L’Australia sembra l’Arizzona.
Orsetti? Visti a più n’oppossum...
Primo giorno di ferie, che si sentono onestamente poco.
Ritorni da Rodi, ritorni da Vo’, pettegolezzi tanti, troppi.
Al So Far So Good ad Abano minimo mi sarei aspettato di trovare Bryan Adams.
I Palco Mobile, “Birra e Brioche” secondo me è una potenziale hit.
Poco altro da aggiungere, se non che mi aspettavo di essere accolto in maniera decisamente diversa, avendo raccolto un invito che alla fine mi è sembrato più dovuto che sentito.
Le foto delle nostre smorfie faranno furori.
Il covo? E’ una novità al parco degli Alpini.
Compaesana, eccomi qua. Mi sembra di essere tornato indietro di un secolo, quando d’estate si stava fuori a chiacchierare e fumare sui gradoni della piazza di Rubano.
Paolo Nutini vs Marilyn Manson?
Un po’ troppo insistente l’indiano venditore di rose all’incrocio della Stanga.
Se fossi stato un fanatico della pulizia dell’auto, gli avrei amputato le dita.
Convocazioni vertiginose, gli ultimi temerari del calcetto estivo, l’unico campo illuminato è il nostro.
Niente male la granatina al gusto anguria sintetica, niente a che vedere, comunque, con la grattachecca di trasteveriana memoria.
Ipotesi di ferie, gli incroci marchigiani forse saranno da evitare, mica vogliamo creare una colonia rubanese in regione straniera.
Un’inculata proprio, le offerte dell’ultimo minuto dei vari Expedia.it e Lastminute.com... un po’ tipo i voli Ryanair che solo alla fine aggiungono una folta schiera di spese aggiuntive.
Lisbona sarà per la prossima volta, se ci organizzeremo una volta tanto con qualche mese di anticipo.
Il ritrovo a pranzo in un deserto venerdì di città, un abbraccio che trasmette calore.
Ascolta Easy Network, fidati. Scusa, ma quando sento i Clash per radio non riesco a non fare gesti.
Shopping da saldi estivi? Un giubbino in pelle.
Vinnie almeno è rimasto a mandare avanti la bottega.
Un salto dal Ventitré, che ne vale sempre la pena.
Qualcun altro finalmente può considerarsi in ferie, vale la pena banchettare al consueto ritrovo.
Cinema? Giro in montagna? Ehi, patatone, cosa sono tutte queste proposte?
E grazie alla bella architetta tutta tirata, che mi hai fatto compagnia nell’attesa di miss estetismo...
Belli i miei capelli? No no, meglio i tuoi, i like your new frangia. Grazie del prosecco e buon viaggione!!
Andare al cinema a scrocco, mi ci sto quasi abituando.
“Una notte da leoni”, se lo avessimo visto in giugno forse qualche spunto l’avremmo potuto prendere, per l’addio al celibato di Alain. Anche se, ammettiamolo, non ce la siamo cavata niente male.
Sir Claudio ha sempre un sorriso ed un tavolo pronto per noi.
Sguinzagliamo i nostri informatori spagnoli, per la Puglia. Gargano o Salento?
Vince la sponda jonica.
Che noce incredibile, la ricerca via web.
Per la sera niente di meglio della “festa del villeggiante” a Teolo, come al solito il problema più grosso è il parcheggio.
E la coda. Sostengo che il self service non può funzionare, soprattutto se mancano pietanze, in preparazione, che costringono la fila a fermarsi.
Però, sui colli, si sta freschi.
Eccoli qui i fratelli giusti, una morosa all’ottavo mese, un’altra con il bimbo italo rumeno un braccio. Alè.
Chiamatemi occhio di falco, pareva mi sentissi che stava arrivando qualcuno in lontananza...
I balli di gruppo in sagra sembrano tutti uguali, ma non è così.
Per esempio tra il ballo del pinguino e il ballo del canguro... cambia solo l’animale, la musica è indubbiamente quella.
L’orchestra si merita un applauso per la canzone di Lupin dei Castellina Pasi.

Squilla il telefono, spiegare come arrivare al Parco degli Alpini, partendo dal Prato, non è semplice.
Ma ci si riesce.
Giù per i tornanti, puntiamo diretti all’A4, destinazione Forte Marghera.
Wah Wah Club vs Lamette, se non è seratona questa...
I dispersi per la tangenziale arrivano tardi, dimenticando l’entusiasmo a casa. O in campeggio?
Odio i baristi nani. Odio quelli che fanno finta di non vedermi. Amo le bariste mod che mi offrono da bere, amo i checchi merdez che ogni volta mi salutano come fossi un fratellino, amo i boogaloo che ansiosi mi dicono che hanno pure il vinile di Wonderwall da cacciare sul piatto...
Brombo. E contento.
Un “ciao eh” che suona davvero male, sicuramente in un momento molto sbagliato, tanto da sembrare una presa in giro.
Peggio di una domenica ordinaria c’è solo una domenica ordinaria estiva.
Continua la ricerca, certo che anche i pugliesi si sono fatti esosi.
Grazie alla zia di Checco per le puntuali frecciatine. Lei, che può solo mettere un cero al Santo per aver visto quel tonto di suo figlio trovarsi una morosa, metterla incinta, sposarsi, diventare padre, il tutto in un anno. Uno e mezzo, forse.
Beh, che dire, ringrazio i soci per aver perso il concerto della Giovanna. Chi per la tessera che non ha, chi per un ritardo biasimevole.
Poi mettiamoci anche i casini a palla di chi speravo di incontrare in questa occasione.
Musica al Chiosco, la cantante è più carina che brava. Colleghe svampite, tardone raffreddate, sambuca con ghiaccio e mosca.
Io amo Elaine Robinson. E anche il Duetto Alfa Romeo.
Ancora incontri pro ferie, tra birrette, sfogliatine e lambrette pigre. Alla fine confermiamo il primo contatto, il buon Pierangelo, campione del mondo in “cassade”.
Il barista del Blues è parso quasi simpatico: il mondo si sta rovesciando.
Questo passa il convento quando gli altri bar sono chiusi.
Grazie per esserti divorato tutti gli arancini, caro ingordo egoista e unico (sfigato) lavoratore della settimana.
No no, ma stai pure a casa a riposare dato che lavori solo tu.
Io me ne sto a casa piuttosto di uscire di malavoglia o di uscire per reggere un romantico moccolo sul Brenta.
Niente montagna?
Allora si vada in posta, clamorosa fila lenta per un veloce vaglia salentino.
Passione per un altro pomeriggio a fracassarmi i maroni su internet... non ne ho proprio.
Bello essere chiamato per giocare a calcetto, con quella simpatica incombenza di dover trovare altri quattro giocatori...
Ovvio che io posso trovarli e li trovo. Ma i miei non sono dj.
Poi la partita è quella che è.
Telefonate troppo tardive, non volevo rovinare sonni e sogni altrui. Soprattutto avrei voluto parlare d’altro e spiegare certe lune, dato che le stelle cadono ed una volta cadute c’è ben poco da spiegare... Ma ho come l’impressione che non mi si voglia ascoltare.
Lo spritz da “estrema unzione” anche no. Buon viaggio, auf wiedersehen.
A Rosolina ci si rosola e si recuperano navigatori dai fratelli vacanzieri.
Bastasse un tom tom per migliorare la qualità della guida, 950 km non saranno uno scherzo. Soprattutto se non condurrò io né veicolo né show.
Caro paron della “vecchia Inghilterra”... corri più piano in auto, me raccomando!!
Secondo messaggio a vuoto... eeeh, il credito sarà a zero, forse sono io che ho un numero sbagliato in memoria.
Creddaghe.
Non ho capito perché dobbiamo trovarci così tardi per l’aperitivo.
Che poi viene giù il disastro dal cielo e bisogna scappare via.
Sì, chiaro, avevo capito che non saresti venuto, almeno avessi avuto la conferma entro il giorno stabilito... manco quella.
Via, lungo strada Battaglia, “nonsolorockfestival”, tutto attaccato, lo “smoke point”, birrette ed Italiani buzzurri.
Sul palco, gli adorabili vecchietti della PFM, tra i capolavori di Faber ed i loro classici, belli intrisi di quel profumo ascellare che sa di rock.

Fintantoché non è venuto giù anche il Signore, a “sece roverse”.
Fine del concerto che mancavano le loro canzoni di punta.
Ma in quell’umidità comune è stato eccezionale sentire la gente che continuava a cantare il “lalalallala la la la” del ritornello de “il pescatore” di De Andrè...
Con la pioggia, il bicchiere della birra rischia di non finire mai.
Tutti sotto il capannone, per il ristoro, per l’asciugatura quasi impossibile, per far esaltare una zia con la mia maglia dei Ramones.
Le toghe in bagagliaio sono venute buone. Come asciugamani. O asciugaculi.
L’appuntamento del venerdì, delle 14.03, puntuali, unici clienti della cinesina.
Una felpa con il cappuccio? Ma ti sembro tipo?
Colleghi rinunciano alle ferie per stipulare (ed iniziare a pagare) un mutuo per la casa nuova.
Due caffè, anche il giapponese mi fa la correzione di sambuca.
Corri corri, valigia pronta in 5 minuti, via per le stradine dell’Arcella, in tempo per il treno della vittoria!
Ah! E così non mi si aspetta più? Non rispondo per dispetto.
Anzi, inforco la Lambretta e me ne vado allo Stadio Euganeo, settore C, tribuna stampa, abbonamento per la nuova stagione di serie B, tiè!
Bello sbagliare la rampa nello stadio e sbucare in tribuna stampa con i fantasmi e gli uccellacci neri beccano il prato verde...
Se ad una certa età finisco anch’io così, con maglia a righe da marinaretto, attillata con la panza, 35 anni per gamba, faccia da vecchio sborone puttaniere, abbronzato con l’occhiale da sole, con accanto una stangona di 40 e passa anni, che pare un ex puttanone di terza categoria ormai rottamato... ecco, uccidetemi. Ma per sicurezza vi metto bene per iscritto tutto... si sa mai che mi ammazziate per un malinteso...
Chi è quel pazzo che affida la sua Dodge (del cazzo) a mia sorella? O ha bevuto o è innamorato perso.
Cugini erranti, trasandati senza meta. Almeno io non mi trasando, trasalisco. O trasalgo?
Toh, quella “simpatia sorriso Durbans” dello storico pasticcere rubanese...
Il mondo dicevo io che si stava rovesciando se pure all’amato Amsterdam veniamo accolti con un calore ed un sorriso mai visti prima...
La capitale della Scozia. Amico mio, se non ti viene, accetta “Edimburgo” come suggerimento.
Rob Roy, Braveheart ok, ci siamo. Per la spada di Merlino... insomma...
La caipiroska si può fare al gusto di albicoska?
Tempismo scarso. Come le nostre abbronzature. Dopo certe “esperienze” è normale tornare ai pruriti adolescenziali.
Ma anche no.
Però un giro a Bergamo, presentandomi come Pinco Pallino... io lo farei.
E offrirei gratuitamente anche il mio seme se quella meravigliosa ragazza desidera veramente così tanto diventare madre.
Serata un po’ inculata, solo quella, troppe tessere e troppi locali mediocri.
Ferragosto, una delle feste che odio di più.
Mi faccio la valigia, taglio l’erba per rompere le palle al vicinato fantasma.
O fuochi in Prato o sagra a Saccolongo.
E vada per la sagra del mio paese. Ma non della mia parrocchia.
Aperitivo rustico a base ginger, i poster di Checco e la sua B. Band, idoli di casa.
Ma stasera toccava a dj Bruno Pressato mietere dischi di liscio.
Non ho capito come mai abbiamo trovato il tavolo occupato. Cazzo, mi spiace che erano degli anziani. Mi è dispiaciuto anche che il custode del posto si sia dimostrato così poco abile.
Beh, questa storia che la sagra di Bosco è migliore è una filastrocca trita e ritrita. Che poi, quest’anno, il cibo era assolutamente mediocre e il premio come miglior sagra del 2008... merito della mafia dei baracconi e delle amicizie altolocate a livello di pro loco.
Troppo vino e troppa grappa.
Il mercatino equo solidale è ottimo per le letture da spiaggia, tra storie di preti, storie di robot e ricette per dolci al cucchiaio.
Bello il pacco viveri in pesca, con tre città: pasta, pomodoro e farina. Sicuramente meglio del solito bruschetto, del solito schiacciamosche o delle bolle di sapone.
Accappatoio? Se fosse per me sarebbe vietato portarlo in viaggio.
Andare a dormire? Ma va là, che tra un’ora si parte per Porto Cesareo...
Noi, intelligenti, che partiamo nel cuore della notte...
E’ tempo d’estate, un’estate bauca.
Fosse solo l’estate.

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