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1) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
2) La Musica. Viaggiare con la mente sulle note di una canzone, sentirsi parte di un' idillio di melodie, cullati dalle onde o a cavallo di un fulmine. La Musica, che è emozione allo stato puro, è il sesto senso che si risveglia, è il sogno che prende forma...
3) la barretta di cioccolato lindt con nocciole intere
4) ...aprire gli occhi e ritrovarsi a suonare sopra un palco davanti a 10.000 persone...



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SONDAGGIO: KAISER CHIEFS VS FRANZ FERDINAND


Quale tra queste due band preferite?

Kaiser Chiefs perchè sono fighi
Franz Ferdinand perchè sono fighi
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre gli Oasis e ascolto solo loro
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre Checco e la B.BAnd e ascolto solo loro alle sagre
Rock’’n’’roll merda... dovevi fare un sondaggio MondoMarcio VS FabriFibra

( solo gli utenti registrati possono votare )

Sunday, August 16, 2009 - ore 00:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il tempo passa più veloce di quanto credevo.
Forse è il caso che io cominci ad usare un orologio. Non ho abbandonato la barca, semplicemente ho fatto una sosta, nel frattempo, forse ho fatto anche qualcosa di meglio, un po’ di disintossicazione da internet, dal faccialibro soprattutto...
Ritrovo di centauri più o meno seri, due scooter non hanno sfigurato accanto alla fila di moto parcheggiate.
Eccola lì, una bella tempestina.
Dal cielo, non in brodo.
Ho odiato la curva rossonera. Con tutto il cuore.
E anche gli interisti che non hanno avuto rispetto dell’immenso Paolo e che si dimenticano che calci in culo si è preso il vecchio zio Bergomi a fine carriera...
In fiera? All’ultima sera? Non è che muoia dalla voglia... ma se tocca... Che storia infinita ‘sto panin coea porchetta.
Stand già mezzi sbaraccati, gente poca, la napoletana quasi me la regala la mozzarella di bufala.
Che sorpresa vedersi da queste parti. Perché ho voluto sapere cos’ha comprato suo moroso???
Alla domanda “Quanto costa?”, il cinesino mi risponde “Cinquanta pelcento!”.
Io: “Ok, ma quanto costerebbe?”
Lui: “Ti ho deto, cinquanta pelcento!”
Io: “Ma qual è il cento per cento???”
Lui: “Basta che legi (blutto cletino)!”
Temo mi abbia fatto passare per mona.
“Ecco spada di ninja…” Ha detto la parola magica, non potevo esimermi dal portare a casa quella katana e convincerlo a regalarmi il piedistallo.
Giornata a spasso per i monti (ma senza inerpicarsi troppo).
Non è il massimo percorrere Chiesanuova appena dopo le 8 di mattina di un lunedì lavorativo (per gli altri).
Ecco finalmente il famoso raccordo tra il nuovo passante e l’A27. Che bombe, le brioche in autogrill e le canzoni di Marilù.
Mezzocanale, il parcheggio di fronte, casualmente, alla trattoria “da Ninetta”, la quale Ninetta viene ad assicurarsi subito sulle intenzioni dei due forestieri. Un sentiero tranquillo tranquillo con il torrente un’ottantina di metri più sotto.
Una marmitta può dividere anche una cascata in due pezzi.

La tecnologia delle carrucole ha fatto passi da gigante in questi anni.

Come interpretare un semaforo in mezzo al limite del bosco?

Le quattro righe della descrizione cita “un’ardita passerella”; sarà anche bella solida a vedersi, avrà le reti alte ai late... ma dondola lo stesso.
Lo smolecamento dell’urina da ardite passerelle, fenomeno interessante.
I mussi tirano indietro le orecchie come i conigli, i pastori tedeschi con il tempo raddoppiano e diventano anche più aggressivi.

I muscoli antagonisti? Mi pare che sia la salita l’unica vera antagonista...
“Ninetta mia, morire di maggio, ci vuole tanto, troppo coraggio...” un verso scaturito da ascolti innumerevoli di De Andrè porta a palesi scongiuri davanti alla parona della locanda...
Bis di primi, gnocchi agli spinaci con ricotta affumicata e tagliolini con sugo alla selvaggina, un brasato che si scioglie in bocca, una fettina di crostata alle pere e cioccolato, birra doppio malto e grappa di comino. Tutto delizioso. A parte il conto.
Discesa a valle, a Limena il negozio sportivo meno sportivo di tutti, passaggi e cross da Bata, con la scusa di comprare un pallone e nuove scarpe da calcetto. Che tecnica, il gpl a raggiera, bomba Rambo!
Serata di riposo, come al solito va a finire che dormo poche ore giusto la notte prima di tornare al lavoro...
Lavoro? Parola grossa.
Il compito più gravoso è stato ritirare due valigie nel vicino centro commerciale, regalo per una collega che è passata in carico all’Inps.
Sabato al Muretto a Jesolo? Mi sganascio con queste battute.
Missione a Campocroce, tappa dall’ambiguo Demo per il caffè, una band ci aspetta.
Otto anni di email e speedy prima di conoscere l’Albertone di persona!! Saletta prove a prova d’afa. Il repertorio è quello giusto. L’ingaggio è vicino.
Morire, bisogna, prima che qualcuno risponda ad un sms, che non legge neanche con attenzione... belle soddisfazioni proprio. Pensavo ci fosse almeno un minimo d’interesse.
Bello bello il maggiolone restaurato. Certo che quando era arancione... ne abbiamo combinate di tutti i colori in quella macchina.
I fan del City avranno goduto nel vedere i Red Devils perdere. Ma con questo Barça, non ce n’è per nessuno.
Emergenza Benicassim, che Paello me la mandi buona.
Guarda un po’, la causa dei nostri mali che prende il fresco pure lui sotto le pale che girano.
Chi scrive i bigliettini per le zie che vanno in pensione? Uno a caso che camuffa con dei cuori rossi due “spigassi” fatti per provare la penna rossa sul post-it che in realtà era il biglietto stesso... artista!
Giovedì, quindi, ultimo giorno prima di un altro discreto ponte, altro giorno di addii di due signore che mi mancheranno molto.
Salve genitori, anche voi qui? Spritz con i vecchi colleghi, interessanti i pettegolezzi sugli abitanti di Campodarsego.
Non avevate mai visto la Lambretta parcheggiata in ditta?
Un pareggio giusto, non ho capito chi vuole bucarmi a tutti i costi il pallone nuovo... 14 euri e può usufruirne a piacimento. Che bomba al ginocchio. Tommy, giocatore d’acciaio.
Ritrovi e confabulamenti, non so se era necessario trovarsi. Dopo aver assaggiato il dolce più buono del 2009, creato dalle sapienti mani della siora Giovanna, direi di sì. Spero abbia apprezzato il bigliettino ricavato da una salvietta.

Un piovoso e sonnolento venerdì, missione biglietti alla solita tabaccheria a Montà. La bimba è ancora lì a ripetere i suoi mille “ciao”.
Il tempo di uscire che si avvicina uno che ha tutta l’aria di essere il classico immigrato dall’Est.
Non soldi ma una telefonata al fratello che doveva venire a prenderlo da Gorizia.
“Sai, sono appena uscito dal carcere...” Bennnne! Se l’è cavata in 7 mesi, contro i 9 anni al primo grado. Sempre meglio. Mi sorride, mostrando I denti neri. “In prigione si fuma questo.” Si gira una cicca.
Ok, bon, auguri per il tuo “sicuramente” onesto futuro.
Questo mi corre dietro pretendendo che io accompagnassi il fratello da casa mia fino a via Montà dove lui ci avrebbe aspettato, poi mi avrebbero riaccompagnato a casa assieme. Certamente. Anzi, avrei potuto pure lasciargli le chiavi dell’auto e pure quelle di casa, magari anche il bancomat con il pin.
Zenzeriamo? Che bordello, tocca degustare la birra artigianale.
Che c’era qualcosa che non andava s’era capito, l’importante è parlarne.
Altra tappa al Maverick a Saccolongo... dico Saccolongo... in 29 anni è la prima volta che frequento un bar del mio comune. Casottine e compaesane incontrate in terra natia, concessionarie e compleanni scordati e festeggiati in extremis a biscotti e vino.
Seagourny Weaver o Jamie Lee Curtis?

Uguali, proprio.
Simpatico quello che abita al primo piano e tira giù le secchiate d’acqua ai clienti del bar.
Campodoro, tra cugini e Italia1, la Lilly si distingue per i suoi golosissimi club. Come “a casa”?
Solo 15 minuti di ritardo? Abbiamo scritto “ebeti” in fronte. Il “dramma” del cartellone da rifare per il nuovo Don, incredibile è la velocità con cui le chiacchiere si diffondono.
Che belli, il Matte, sua moglie e i due bimbi in passeggiata nel centro commerciale.
Lei è proprio lei.
Un chilo di dolce salame a quel prezzo è un furto. Ma si paga anche la confezione insaccata.
Tappa creolana, compaesane che si chiudono fuori, che cercano le chiavi, che preparano un caffè, che hanno gli occhi rossi... non c’è agitazione, nooo!
San Vito oltre il Brenta. La parola “oltre” mi sembra fondamentale.
Benvenuti nella casa vacanze con la frangia. Buona paella. Buona insalata di riso. Buoni stuzzichini.
A mezzanotte chiude il Forte? Ma scherziamo? L’illuminazione arriva dal buon Checco Merdez!
Tutti a provarsi le toghe, alcune in tessuto fashion, alcune in tessuto abbastanza grezzo. Eh sì che avevo guardato tutto il pomeriggio su youtube “How to make your toga”... ma mi sono preso del “beccaro”.

Tappa autogrill, le cicche si chiedono in latino?
Il Forte dei togati, non troppi togati a dire il vero. Mancava solo l’inesauribile calcio balilla, le armature mostruose e la mano pelosa facevano un po’ carnevale.

Chi ha paura dei miei tuffi sul divano? Oh mio dio, la peggior cover della storia di “Strawberry Fields Forever”. Io sono sempre un poco di buono.
Pastine o pastasciutta? C’è da finire un salame con gli uccellini fuori già belli svegli.
Domenica inizia tardi, maledetto Stoner, dedichiamoci al calcio dal vivo.
L’inesauribile fila ai tornelli della Fattori è scoraggiante, le bestemmie che partono hanno un che di ironico.
Peccato aver vissuto fuori dall’Euganeo il gol del Padova.
Cos’ho in tasca? Cellulare, portafoglio e cicche. L’accendino? Ovvio, che non ce l’ho. O che ce l’ho ma non te lo dico.
Pareggio del Ravenna.
L’ex di turno, “Zecchin nano di merda”?
La partita finisce al 90° per alcuni, o all’inizio dell’ultima canzone: non c’è tempo per i minuti di recupero.
Tutto rimandato al ritorno romagnolo.
Tempo di aperitivi aponensi, non ho capito il perché abbiamo dovuto allargarci.
Un po’ di qua, un po’ di là, un bel po’ di dispersione, tanti sorrisi numero 5.
Vada di albergo, una spennata, ma almeno ci togliamo il pensiero.
Bigoli a Monterosso? Sarebbe la festa dello sport. In pratica è uguale, la gente è metà e il piatto tipico non è così buono nonostante sia sempre fatto a mano da giovani torchiatori.
Un bicchiere di vino per una fetta di torta, la correzione nel caffè? Una bottiglia mignon di grappa.
Quelle poche volte che faccio la spesa mi devo cuccare due supermercati in un colpo solo.
Ho ancora qualche difficoltà nel preparare i dolci, me la cavo meglio far sparire i pezzi di biscotto avanzati e nel ripulire gli impasti di cacao...
Niente anguria, vai di baffo che l’ispirazione arriva sotto lo sguardo di San Ronan Keating.
Il ritorno in tempo record di un’auto nuova, niente mare l’indomani?
Che bel terrazzone, con tanto di tavolo e ombrellone nuovi.
La tribute band di Vasco avrebbe potuto tenere il volume un po’ più basso o, che ne so, andare al cinema...
Altro che messaggini furbi per farsi invitare.
Lo spritz è di quelli pesanti, non tutto ciò che è rosso e liquido è assimilabile all’Aperol.
Buona la parmigiana! Visto che dolce? La tecnica per il taglio è quella della doppia X.
Quasi quasi mi è venuta voglia di farmi l’alluce nuovo.
La tovaglia sulla quale abbiamo cenato in verità è un mantello.
Vai di qua che ti faccio fare io una strada alternativa... strettissima e piena di dossi... ma innovativa, eh!
Istinti omicidi, casa mia non è un c.a.f. e comunque il due giugno è festa, non mi pare il caso di telefonare quattro volte e presentarsi all’ingresso tre per le medesime carte, cara siora Bruna.
Non è una domenica ma ne ha tutta l’aria. Tutti al mare. Bravi.
Io non avrei mai la passione e la pazienza di stare un pomeriggio con l’ansia ad aspettare gli amici canoisti per finire il lavoro artistico.
I silenziatori alle moto? Centauri da strapazzo.
La pizzaiola è un po’ bassina, quasi non si vede al di là del banco. Consegno io a domicilio.
Niente di peggio che il Barabba per farsi del male.
Quanta gente al lavoro, almeno che siamo tutti nei tre giorni di una settimana corta.
Missione biglietti a Montà: compiuta.
Gente stanca, messaggi letti tardivamente, in qualche maniera la sambuca rituale salta fuori, la cameriera ben si ricorda e apprezza lo spirito chitarristico alla vista del plettro che compare nel palmo della mia mano insieme alle monete.
Come si fa l’aerosol ad un gatto? Il sabato viene scalato dal monte ferie?
Peter Bolliger, manager della C. & J. Clark International Limited, ha una pronta risposta alle questioni di Greenpeace riguardanti la deforestazione amazzonica atta a creare pascoli abusivi, per alimentare il mercato di carni e pelli.
Trasferte udinesi, perché tocca sempre a me guidare? Il pranzo è meritevole tra affettati e una costata di angus al sale che così buona non l’avevo mai mangiata...
Presto per rientrare alla base? Destinazione distilleria Domenis, non prima di una tappa a Cividale ad ammirare il famoso “Ponte del Diavolo”, così chiamato perché costruito da Satana in persona (o spirito) in cambio della prima anima che poi lo avrebbe attraversato per prima. Gli autoctoni gabbarono il principe del male facendo transitare un animale, forse un cane, forse una mucca.

Storica Nera e sambuca, ognuno con le sue sporte.
Vuoi che la finanza fermi proprio me? Certo. Cosa trasporto in bagagliaio? Ehm... non saprei, è l’auto aziendale... robe che trovano una pistola del pistolero o magari il cadavere a tranci di qualche collega segato...
Udine centro, forse non è la strada esatta per Padova...
Bianchi sempre “on fire”, il ginocchio meglio “on ice”.
Non fate nulla da mangiare? Ah, i bagigi? Basta cambiare sera, basta che cambi la cameriera che un locale non ti piace quasi più.
Le corse del venerdì, tra mille telefonate e richieste dei colleghi, al cambio biglietti in quelli nominativi in pausa pranzo, la posta e il barbiere, la borsa con due stracci e sacco a pelo.
Eravamo d’accordo per trovarsi nella rotonda, non nel parcheggio accanto.
Partenza per Feltre, il traffico è pesante, il semaforo di Cittadella quasi un ring per una sfida a colpi di tagli di corsia.
Ehm, non era per Bassano centro, vero?
Grazie Micky per l’ospitalità! La pizzeria “Al cappello” è consuetudine. Mammine from England, mammine from Belluno, colleghi acquisitori, nuovi tagli di capelli. Una questione infinita, la “povertà”, tanto dichiarata e tanto lontana, di chi la nomina sempre: non è divertente affatto.
La famosa “Rugbyfest”: atleti più o meno attendibili, altri solo vanitosi, la valigetta porta bicchieri, il panino con la salsiccia, birra a fiumi e di tre colori diversi.


Un’autocisterna è parcheggiata fuori, la marca del gasolio è Pedavena.
I Pitura Stail cantano in venexian, tra alcool e trombe che girano. Quattro animali dormono in sala da pranzo.
Una testa in terrazzo? Che impressione.
Tempo da montagna, il peggiore possibile, rimandiamo l’escursione al Vajont e a Borca.
Le delizie della pasticceria per colazione, passeggiata, Pedavena è sempre lì che ci aspetta.
La nostra amica jena è più mansueta del solito. Mancavano i biglietti della lotteria. La “gara” delle auto d’epoca, quale epoca?
C’è chi non riesce a fare la cacca se ci sono gli altri in appartamento... Che scherzone, dalla finestra sul terrazzo.
La libreria accanto alla pasticceria o la pasticceria accanto alla libreria? Dipende se chi spiega è goloso o intellettuale.
Regali per un paio di compleanni, alla terza libreria feltrina finalmente l’Hagakure.
Un ultimo saluto agli amici al bar, un abbraccio, io ritorno giù.
Con il sole, fatalità.
Doccia e via verso “Iseo”: dove xeo???
Il compleanno del Piro, tra vecchi amici di paletto e vecchi compagni, il primo a cui partecipo in quindici anni di amicizia... è il primo anche a cui sono invitato.

Nessuno fuma più? Per via della morosa bacchettona?
Dove si va a bere l’ultimo alle due di notte? A pelo, nel mio solito posto.
No, cari amici non miei e ficcanaso, stasera niente Banale.
Una manciata di ore di sonno, la sveglia di domenica è una tragedia.
Alle 9 di mattina avevo già fatto il mio dovere di cittadino, andando a votare. Le mie compaesane preferite dormono ancora?
Meno dieci alle dieci, due individui si aggirano tra le giostre deserte davanti il municipio di Camposampiero.
Ciao Gian, ciao Zec collega lambrettista, non dovevamo partire alle 10 col pullman? Arriva la combricola di tifosi, misto mare, arrivano i tre Carabinieri a controllare le operazioni d’imbarco. Andiamo a conquistare il Benelli di Ravenna!!
A bordo l’aperitivo consiste in cola e Fernet, per incentivare i cori e creare il clima giusto.
L’autista si lancia per l’autostrada sorpassando lal colonna biancoscudata scortata dalla polizia. Noi siamo cani sciolti? Sosta ad Altedo, birre, vino, panini con la soppressa, arrivano sbirri con la faccia conosciuta e amici persi un po’ di vista. Eh sì, siamo venuti su con quelli meno tranquilli, forse, mi giro e vedo un paio dei nostri che si fanno la foto davanti alla Volante, un terzo che fa finta di farsi arrestare da un agente che sorride e sta al gioco.
Le strade di Ravenna si aprono alla lunga comitiva per somma gioia dei ravennati fermi in colonna.
Niente accendino, tutti dentro, su in curva. Giornata calda, in qualsiasi senso.
“Giochiamo in casa!” I tifosi nostrani sono già carichi, i tifosi locali un po’ meno e arrivano un po’ alla volta.
La ressa allo spaccio bevande è catastrofica, comunque sempre meglio non essere nani per queste cose.
Unico risultato utile è la vittoria.
Una partita da ricordare per tutta la vita: il rigore sbagliato dai nostri, il gol su punizione, il pareggio dei rossi e neanche un minuto dopo un gollonzo palo portiere faccia che garantisce la finale playoff. “Alcolismo e Falsini!”
Una figata pazzesca cantare cori in segni di sfottò quando sono gli altri a perdere.
Festa festa festa, che continua per strada, in corriera si fuma e si beve.
L’autogrill viene saccheggiato che è un piacere mentre si festeggia il presidente. L’amichetto Gionny si deve per forza distinguere come testina di cazzo numero uno, imbrattando i muri con le sue scritte da ultrà cretino. Da fargli mangiare la bomboletta.
Il camionista belga è ubriaco spolpo, non solo lui, scende dallo Scania e partecipa alla festa nel parcheggio.
E lo Smilzo dove ha trovato quella bicicletta? Siamo in autostrada!!!
Carica su tutto che andiamo, pure la bici, che finirà come primo e unico premio di una lotteria mal imbastita.
Sarà ancora Pro Patria.
Ritorno in paese al solito bar, recupero l’ormai sgagnato cappello di paglia che ha provato nel frattempo una dozzina di teste diverse. Gian, Zec, Checco, Fabio, Riosa (vien fora da chea busa), lo Smilzo detto anche Schitto, “Jiji”, Marta, Fabio, Peru... grazie della giornata magnifica, Camposampiero Biancoscudata!
“Tutti a Busto!”
Il cellulare dov’è?
La sveglia comoda del lunedì, oggi è stata impagabile. L’erba può aspettare, andiamo a recuperare il caro vecchio Eriksson.
Che vada o no a vedere i Killers, mi si odia, mi si ama e mi si odia ancora.
Quanto poco manca a Ferrara??? Ho debiti in giro per il mondo per 4 notti spagnole.
Come farò senza ER? Che personaggio enigmatico, John Carter...
Niente cinema, un solo consenso ricevuto, il mio.
Ma è possibile che in questa tranquillità professionale sia riuscito a fare una cappella del genere? Speremo bene e che riusciamo a taroccare dando colpa a chi ha già smesso di lavorare...
Rock’n’roll e calcio... è incredibile come chitarre e pallone vadano d’accordo.
Non vanno d’accordo i tifosi con le società che vendono i campionissimi.

Grazie di tutto, Ricardo.
E’ già ora di andare a prendere i biglietti per domenica.
Sempre che ciò non crei una spossatezza fuori misura...
Che scusa di merda.
I colleghi seduti fuori, al bar accanto al tabacchino, offrono lo spritz.
Benda sull’occhio sinistro, i capelli alla “Simpson”... povera mamma, è decisamente il suo periodo. Nero.
Se fosse... vicino, che bar lo è già, andrei molto più spesso. Dove troverei sennò un posto per il pranzo che mi fa sentire Lennon e mi offre il peggior spritz di Caracas?
“Varda, Grejo in bici!!!” Che piacere trovare per caso un simpatico funambolo giramondo.
Piazza delle Erbe è pro Zanonato e Piazza dei Signori è per quelli contro?
Non sia mai che tra una cena in una cooperativa ed una serata ad un feston (bueo?) si scelga il secondo… troppo distante da casetta? Questi vecchiotti di 30 anni, che la tirano sempre tanto per le lunghe...
Mi tocca perdere il prima raduno di BCS a Campodoro.
Cos’è una BCS???

Sconfitta bianca, per poco, lo schema tre funziona sempre alla grande.
I colleghi sono già seduti che si divorano la paella, tra prosecco e birra, per non far torto a nessuno, scelgo entrambi.
Il mio capo è un vespista. Il mio capo ha una Duetto in garage. Il mio capo ha una figlia batterista. Il mio capo è coetaneo della mia Lambretta.
Tutto sommato i compagni degli acquisti non sono neanche male presi fuori dal lavoro. A parte l’ex parà, attuale paraculo, sapientino e ballerino di salsa.
Mi sveglio davvero di cattivo umore se a casa fanno casino quando io ho progettato di alzarmi forse per pranzo. E non importa che sia la zia preferita. I primi a volare sono stati gli occhiali, seguiti dal telefonino e indumenti vari.
Antonveneta, peggio banca.
Ma fanno da mangiare al Mediaworld? Gli ultras hanno tutti le Fred Perry azzurre? Erano tipo tre anni che non andavo al Giotto. Che nome è “alto e soffice” per una focaccia?
Ecco, mi tocca portare il mio ex allenatore, quello che parla con il samurai tatutato, a sentire i Franz Ferdinand.
Berlino è assieme a Monaco, chiaro. Ma c’è donia? Il debito decresce eh!!
Un’ora in posta per quattro bollette, neanche male.
Non so se ho tagliato erba o se ho alzato polvere.
La Ferrari transennata, davanti agli spritz aromatizzati con lo zenzero, mi fa un po’ troppo sborone.
Due “fiori de succa” pastellati, riesco a rubarli all’ultimo dalla tavola di casa.
Probemi tecnici con la confenzione di un regalo, il tubo del Vivin C è troppo corto, la scatolina del Lasix è perfetta.
Fiocchi e nastri bianchi per le vie di Rubano, non si sposa nessuno, se non un occhialuto prete con il Signore.
Come dire, siamo sempre noi i primi? Ovvio.
L’aperitivo di benvenuto è gentilmente offerto dalla danzatrice nel chioschetto che fa spettacolo con le “bettoniere” e i black russian... sempre troppo mitica.
Il cuoco è più propenso a bere che a cucinare, certo che la terrina di cipolle rosse di Tropea, con le rane senza zampe, è rimasta illibata. Non ci sono i topi in “spiaggia”, ma tante altre simpatiche bestioline. E il dj vedrai che mette i Killers. Col sedano. Usato anche nell’insalata di riso. Ah ah.
Maalox, Aulin, Riopan, Tavor, Imodium, Narcan, Aspirina, la nostra miglior medicina sei tu. Auguri!!
Arlesega boys? Rubano boys do it better. Anche a cuscinate.
Perchè quella mosca ha deciso di rovinarmi quel buonissimo piatto di carbonara? La sua incauta escursione nelle gallerie formate dagli spaghetti è costata all’insetto la vita, a me il pranzo.
Aperitivi casalinghi, autostop alla fornace, le nipotine che sagrano mi rendono orgoglioso!!
La cena alla cooperativa Germoglio di Arzergrande è quasi una tradizione.
I nipotini loquaci si calmano con un cartone animato sul cellulare del papà.
Il furgoncino del gelato!! La musichina, però, è da triller... non mi sarei stupito che la sorridente gelataia fosse in verità It, la creatura del male.
“Il gelato è un apostrofo fresco sulla parola estate”... O una cosa del genere? Ma anche sì.
Dennis, l’uomo bavoso, ha scelto di baciare il mio compare. Sospiro di sollievo. Che lingua orripilante.
Lucio sempre in forma, Palmiro è diventato un divo anni 50, maglietta a righe e ciuffo alla James Dean.
Portiamo a casa o no i vasetti con i fiori?
Strapperei la tessera del maledetto Chiosco, quando capita di trovare una moltitudine di figarei e figaree accompagnati da una musica del cazzo. Che poi, se la canzone non ha il video da proiettare, non la fanno sentire?
Un salvagente arriva da via Ippodromo, mai abbandonare la strada vecchia per la nuova? Occhio ai pestoni in pista. E alla pancia soqquadro.
Chi voleva il possesso del divano?
Domenica di tifo, uno zio come guest star che stranamente si comporta bene.
Gian arriva con il Mattino in mano... Non ghe credo!!!

I ragazzini che giocano sul campo “dei grandi” fanno presto a montarsi la testa... calciatorii... pfui!
Il coro “Tre Pini” canta inni d’altri tempi.
Ibiza è preoccupato per le sorti del principe della stella Fleed e fa bene a preoccuparsi.
Partita esalatante, la palla non entra neanche con un rigore a favore. Dannazione, bisogna andare a Busto Arsizio, con o senza biglietto, a vincere.
La birretta fresca, il mastro birraio stavolta si cala nella parte del cliente, di quelli fin troppo affezionati vista la scimmia. Tutti a noi attaccano bottone?
Sagra e cinema insieme no? Niente pappardelle e gran fritto di pesce a Torreglia...
Terminator, il quarto, pensavo fosse l’ultimo... bello, bellissimo... ma...
La sveglia all’alba nooo!! Almeno che la cassa integrazione serva per guadagnarne in ore di sonno...
Un tagliando così economico? Mai visto prima... e secondo me la sonda lambda... è di seconda mano.
Che occhio il barista, per il nostro consueto lunedì.
Polo rossa e mocassini beige... qualcuno mi copia.
Pirlo mejo calciatore, Valentino mejo pilota, entrambi classe ’79, no fufa.
Le lunghe telefonate, fossero chiacchierate dal vivo sarebbero decisamente meglio.
Un parcheggio libero davanti alla Piave di mercoledì sera? Impossibile? Ma io sono mago.
Quando, pensando ad alta voce, ho espresso l’idea di diventare un organizzatore di professione, non volevo certo che gli amici mi riempissero di email e compiti subito la mattina seguente. Anche perché, diciamocela tutta, non ero mica io quella che aveva l’onore e l’onere di tirare le fila. Anche perché lo avrei fatto prima, meglio? Può darsi.
Per i colorati la stessa grama sorte... ma non si stufano mica di perdere sempre?
Credevo che il giovedì fosse una promessa da mantenere. Il sonno, chiamiamolo sonno, fa brutti scherzi.
Una birra bevuta tra nostalgia da handball e chiacchiere sulla disorganizzazione.
Registriamo la canzone? Che ridere. Che San Ronan Keating ce la mandi buona...
I pomeriggi corti degli assicurativi diventano un pranzo tra amici. Buono il pane fatto in casa. E buoni pure i biscotti. Quali biscotti? Eliminate tutte le prove.
Il piano B è pronto in neanche un’ora, il calcetto viene prenotato, la trattoria pre allarmata, per ballare nessun problema.
Avanza il tempo per un’Italia-Brasile vinta ai rigori.
La sempre più triste sagra di Rubano, almeno una presenza è obbligatoria, nonostante i peggiori bigoli del circondario.
Chi viene dopo anni con il timore di vecchie fiamme ed imbarazzo, chi arriva dopo per un corso irrinunciabile e per baruffare con la sua spalla comica, chi arriva da Feltre, non apposta che non avrebbe avuto senso. L’acquazzone svuota la pista e spegne la musica di dj Bruno Pressato.
Che sussulto alla vista di quella ragazza mora... cosa fare per non fissarla?
Il mercatino dell’usato viene buono per le vesti da troia destinate al futuro sposo. Saremo fighi, con quegli occhiali da 4 soldi... beh insomma... ventimila lire non erano neanche bruscolini fino a pochi anni prima...
Qualcuno ha deciso che non si va, qualcuno ha deciso che io non conto molto e che, anche se la parola mi era stata data, non era forse così importante che io ci fossi. Perché me la prendo? Vedi ti.
Ritrovo a meno dieci alle nove, di mattina, di sabato mattina. Siamo pazzi? Diciamo che qualcuno ha prenotato, per sbaglio come no, un’ora prima del previsto...
Come mai è a penzoloni il semaforo di casa mia? Ha fatto un temporale stanotte? Boh, io dormivo profondamente.
E’ il giorno dell’addio al celibato di Alain.
Sposo legato con le corde in abitacolo, la carovana parte verso la Valsugana, la colazione è un macchiatone corretto pesantemente con la grappa. Marilù, dopo i mille messaggi dedicati ai decoratori veneziani, porta all’amico una dedica, un po’ malinconica, del maestro De Gregori: in bocca al lupo per la lunghissima giornata!!

Prima tappa: rafting a Valstagna. Tutti belli bardati con tuta, giubbetto e casco. Un volontario per la prova di recupero “a secco”? A momenti Ivan prende il volo.
Due gommoni, tanta acqua, battaglie tra equipaggi, i tuffi dalla tripla cascata, il ribaltamento e la nuotata finale nel freddo Brenta.

Non si sa come, a tutti noi compare una macchia marrone appena sotto l’occhio destro.
Un addio al nubilato... da Modena???
Al bar delle grotte di Oliero, due panini a testa, vaporizzati, lo schermo mostra le foto degli undici temerari in azione, solo un giga e due di immagini...
Salta la seconda tappa, il parapendio, a causa vento. Questo vuol dire piano B, calcetto a Romano d’Ezzelino. Non prima del travestimento del malcapitato: minigonna rosa con i ghirigori dorati, la maglia maculata e le trecce alla Ruud Gullit. Dove li mettiamo i tunnel e i giri di grappa?
Quasi due ore di partita, una lotta per la sopravvivenza. Mancava solo anche il perizoma leopardato.
A Bassano tra altre ed altri promessi... Niente male il bottino ricavato dalla vendita di cicchetti.
Votate Torresan, mi raccomando!

La sagra delle rane a Santa Croce Bigolina è confermata, il tempo è stato clemente.
Tavolate fai da te, vino, brindisi, fritture di pesce, qualche ranocchietta impanata, dj Quattordici, vetusto maestro di cerimonia, deve fermare Alain intento nello strip a centro pista nonostante la presenza di minori.

Il resto è un po’ confuso, credo che il divertimento non sia mancato. E il ray-ban... tira sempre...
La gioia e la gratitudine dello sposo, in piena notte davanti casa, è stata incommensurabile.
Nonostante la sposa fosse ancora giro con le amiche.
L’ultima domenica calcistica per questa stagione, a Busto con il cuore, in Prato con il corpo.
Avete bisogno di un passaggio? Una super tifosa asiatica!
Onestamente non fregava niente a nessuno di Benevento-Crotone, nonostante il buon Checco Moriero in panchina. Maledetti venditori di birra abusivi e napoletani... anche le bottiglie scadute...
Gelo per l’espulsione, sofferenza, sofferenza, paura, il boato e il caos!!
Dieci minuti, altro boato e festa all’ennesima potenza!! E il gol della Pro Patria non fa così paura!!
Serie B!!! Il Padova torna in serie B!!!
Bandiere, strade chiuse, cori e canti!!

Alcolismo e puttane?
Anche il Vezzù... con le lacrime dopo tutti questi anni di penitenza... Sivori bacia per terra...

Peccato che il prossimo anno si giochi di sabato.
Declino inviti, non mi capacito di telefonate “a vuoto” e della scelta fatta successivamente dal chiamante, mi rattristo pensando a chi è sceso a compromessi con la morosa e ha dovuto perdersi il Padova, ripiegando su una tristissima partita della Nazionale.
Uno dei misteri che circondano le donne è quella loro capacità di riuscire a rompere le scatole, pur senza mettendoci cattiveria, sia chiaro.
Aperitivi e tramezzini, le canzoni dance dei giorni nostri stanno tornando a sonorità anni 90?
Non ho capito a cosa è servito mettersi d’accordo per una sagra se tanto poi una decisione seguente per altri lidi mi suona quasi da presa in giro. La seconda in due giorni, neanche male. Pontevigodarzere è più vicino di Campodoro? Dai colli decisamente no.
Il “cason” ha veramente un che di rustico nostalgico, il “pajaro”, i trattori, le trebbie, i “contadini”; mi siedo a capotavola col cappello di paglia in testa, battendo il pugno. Ed un anziano mi scambia veramente per “el paron del cason”... Che casin!

Baraccone strapieno? La Lilli non è da meno. La gatta miagola serena, la collega sbuffa, la padrona offre la sambuca.
Richiami dal Prato, sta per arrivare il pullman carico di neopromossi.
“Paga da bere, Cestaro paga da beeeere...”
Nella loggia amulea mi sa che c’erano pochi personaggi sobri...

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